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domenica 7 agosto 2011

Via Garibaldi fa causa al Comune di Bolzano


di Alan Conti
BOLZANO. Una class action per chiedere al Comune i danni dovuti alla svalutazione patrimoniale degli immobili. E' questa la nuova ipotesi presentata da un gruppo di residenti del condominio al civico 20 di via Garibaldi, al centro di una polemica tra Provincia e Comune. I fattori di degrado sono tanti: dalle scarsissime condizioni igieniche di alcuni appartamenti sovraffollati alla difficile relazione sociale tra gli italiani e i tanti stranieri. Il piccolo che si è costituito ha intenzione di raccogliere tutta la documentazione circa ipotetici mancati interventi o inadempienze del Comune e allegarli a una richiesta di risarcimento danni rivolta all'amministrazione.

Qualcuno ha anche già avviato contatti informali con l'avvocato e consigliere provinciale Pdl Maurizio Vezzali che definisce l'azione» «difficile, ma non impossibile». Gli assessori comunali Luigi Gallo e Mauro Randi, nel frattempo, si difendono giudicando via Garibaldi "la strada più controllata dell'Alto Adige" e rilanciando la volontà di progetti che siano incisivi per rasserenare la situazione.

«Adesso tocca a noi muoverci in prima persona - annuncia il residente Stefano Favaro nell'androne del condominio in via Garibaldi - perché così non possiamo andare avanti. Intendiamo, quindi, raccogliere tutta la documentazione che attesta le inadempienze comunali dopo le nostre segnalazioni per richiedere un risarcimento danni. Ho provato, infatti, a vendere l'appartamento, ma il mercato è inesistente o a prezzi ridicoli. Quando lo acquistai, però, non erano queste le condizioni d'investimento. Perché, per esempio, è stata concessa l'abitabilità a vecchi uffici che oggi si sono trasformati in dormitori?

Verranno chiamati alle loro responsabilità anche quei proprietari che affittano a cuor leggero e non si curano dei destini del condominio». Difficoltà confermate dall'agenzia cittadina "Centocase" che ha avuto in consegna l'appartamento: «La zona è davvero complessa a livello ambientale, con delle controindicazioni evidenti che pesano sia sull'appeal sia su valutazione e offerte. Emblematico come ci siano tantissimi stranieri che chiedono espressamente di non acquistare o sistemarsi in affitto in quell'edificio».

Spesso, quindi, la scelta si riduce al vendere le mura o rassegnarsi a una svalutazione vertiginosa. Il primo parere legale, come detto, è stato chiesto con una chiacchierata informale all'avvocato e consigliere provinciale in quota Pdl Maurizio Vezzali. «Non avendo ancora in mano nessun tipo di documento posso dire che in astratto la richiesta è possibile, anche se davvero dura. I nodi da risolvere, infatti, sarebbero due: da una parte capire se vi siano comportamenti antigiuridici da parte dell'amministrazione e dall'altra dimostrare la causalità di questo con l'eventuale deprezzamento. Spero, comunque, di incontrarmi personalmente con i residenti per avere un quadro più preciso della situazione».

La situazione, insomma, è fluida. Il Comune però non ci sta a recitare il ruolo dell'agnello sacrificale e reagisce in modo abbastanza veemente alle sollecitazioni dell'assessore provinciale alla sanità Richard Theiner e del difensore civico Burgi Volgger. «I controlli sono frequentissimi - spiega l'assessore comunale ai lavori pubblici Luigi Gallo - e oserei affermare che via Garibaldi è la strada più controllata dell'Alto Adige. L'Asl fa il suo lavoro, mentre noi, forse, potremmo intervenire in modo più deciso per quanto concerne l'arredo urbano.

Alcune migliorie, evidentemente, si possono fare e cercheremo di realizzarle. Sull'insediamento sociale, invece, il Comune non ha alcuno strumento a disposizione per negare la residenza a qualcuno, poiché come discrimine vige la semplice attestazione della presenza in casa. La regolarità degli affitti, invece, è competenza delle forze dell'ordine».

Sulla stessa linea è Mauro Randi, assessore alle politiche sociali. «Dire che il Comune è fermo è semplicemente un'inesattezza dato che stiamo monitorando e seguendo la situazione con una certa costanza. Il problema, a mio avviso, è il mancato riconoscimento o conoscenza di alcune regole interne che andrebbero condivise per una buona convivenza. Ora cercheremo di avviare dei contatti con i residenti italiani e stranieri attraverso la Consulta immigrati, per favorire dei progetti formativi o percorsi educativi che vadano in questa direzione».
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6 agosto 2011

sabato 6 agosto 2011

Provini a Bolzano: in fila per recitare nel film sulla «Diaz»


In fila per manifestare o per fare i poliziotti. Potere del cinema che guarda all’Alto Adige come nuova terra di conquista e riprese. Una bella mano, certo, la danno i finanziamenti alle produzioni garantiti da Bls, quindi dalla Provincia, ma la sempre più frequente presenza di set sul territorio locale offre la possibilità a tanti appassionati o semplici curiosi di provare a recitare nel ruolo di comparsa. Stavolta la pellicola in arrivo tratta un tema piuttosto spinoso come gli incidenti registrati alla caserma “Diaz” durante il G8 di Genova: niente a che vedere, insomma, con le maschere proposte da “Il volto di un’altra” con Laura Chiatti in piazza Erbe. La trama di “Diaz-Don’t clean up this blood” è di quelle stimolanti e la presenza di una casa di produzione importante come “Fandango” ne certifica l’alto livello. Si spiega così l’alto interesse per la tornata di casting gestiti da “Cast Bolzano” cominciata ieri e che proseguirà oggi e domani dalle 14 alle 21. La possibilità di andare in scena diretti da Claudio Vicari al fianco di Claudio Santamaria o Elio Germano stuzzica la passione di molti bolzanini di tutte le età. Ad organizzare afflusso e provini troviamo Romina Berni e Scila Faggin: “Dobbiamo mandare in scena circa 250 persone tra manifestanti e poliziotti. Ci sono possibilità davvero per tutti perché si va dai rasta agli uomini adulti passando per i ragazzini e le donne. Le riprese saranno dal 22 al 25 agosto e cominceranno dal carcere di Verona, per poi girare negli autogrill, a Vipiteno e, infine, al confine. Si tratta delle scene finali del film quando i manifestanti stranieri vengono riconsegnati alla polizia austriaca. Dal 18 al 20 agosto, invece, si procederà con la prova costume”. Oltre a comparse in carne e ossa si cercano pure vecchie automobili “immatricolate prima del 2001 e ben tenute. A livello di compenso, invece, la paga è di 84 euro al giorno e 30 aggiuntivi in caso di messa a disposizione della macchina. Compresi tutti gli spostamenti, cibo e bevande”. Le adesioni, dunque, cominciano ad arrivare numerose, anche se il grosso del casting è previsto per oggi e domani pomeriggio.
“Ho già partecipato alle riprese de “Il volto di un’altra” – le parole di David Thaler, in arte Dave Le Blanc, tra i primi a presentarsi al desk - e si tratta si un’esperienza dura, ma affascinante. Bisogna aspettare immobili per ore, però l’opportunità di scoprire veramente il funzionamento di una macchina complessa come quella della produzione di un film è impagabile. Io, oltretutto, sto seguendo un percorso artistico, quindi conto anche di arricchire il mio bagaglio complessivo con queste esperienze. Bene ha fatto la Provincia a investire, anche perché i nostri paesaggi sono perfetti per il cinema e hanno ben poco da invidiare agli scorci, per esempio, della Nuova Zelanda dove è stato girato “Il Signore degli anelli””. Pura curiosità, invece, quella che spinge Desiree Malfertheiner a inserire il proprio nome nell’elenco. “Ho appena finito la maturità e volevo più che altro osservare il dietro le quinte. Trovo giusto e bello, inoltre, promuovere le nostre Alpi”. Ne fa un discorso a metà tra la passione personale e il turistico Angelo Torrice: “Da sempre mi occupo di teatro amatoriale, quindi vedere all’opera grandi professionisti della pellicola non può che arricchirmi. Poi, certamente, c’è anche una forte curiosità e la condivisione di un processo di promozione più generale dell’Alto Adige. Mostrarsi in un film come questo non può che attirare l’attenzione di buona parte del pubblico italiano”. L’occasione, comunque, è anche buona per approfondire quanto avvenne a Genova in quei giorni difficili, specie per chi all’epoca era poco più che bambina. “La cronaca è nota – chiude Miriam Burkia – ma vederla da vicino, seppur per finta, può essere molto stimolante. La prima molla che mi spinge qui, comunque, è senza dubbio la curiosità”. Su internet, intanto, già circola il primo trailer del film che riporta, seccamente, i numeri di quella notte del 21 luglio 2001: 400 poliziotti fanno irruzione nella scuola Diaz, 93 persone presenti, 70 feriti, 3 in prognosi riservata, 1 in coma, tutti arrestati e 75 condotte al carcere di Bolzaneto.

Via Garibaldi, Theiner manda l’ufficio igiene


05 agosto 2011 — pagina 15 sezione: Cronaca


BOLZANO. Sporcizia, scarafaggi e una situazione igienica disastrosa. Nel condominio Garibaldi nell’omonima via c’è una vera e propria emergenza sanitaria. L’allarme lo lancia l’assessore alla sanità Theiner. Che ha ordinato una nuova ispezione dell’Asl.
Più volte controllato dalla polizia, che vi ha trovato decine di extracomunitari accampati in condizioni diasstrose nei piccoli appartamenti, il condominio «Garibaldi» al civico 20 della strada è una vera emregenza sanitaria ormai da troppi anno. A dirlo questa volta è l’assessore alla Sanità Richard Theiner. Che ha ordinato una nuova ispezione dell’Asl. Nella risposta ad una interrogazione della Lega, Theiner scrive: «L’edificio è ben noto ai Servizi di igiene e salute pubblica. Già tre anni fa personale medico, ispettivo e tecnico aveva effettuato dei controlli congiuntamente con la Polizia Municipale, la Questura e l’ufficio Prevenzione Incendi. I sopralluoghi - scrive Theiner - erano finalizzati alla valutazione dell’eventuale infestazione da scarafaggi interessando alloggi e alcune attività commerciali al piano terra. In tali occasioni è stata riscontrata presenza, anche massiccia, di sporcizia ed insetti (scarafaggi) e un generale stato di abbandono di alcune unità abitative del condominio». Precisata l’impossibilità di effettuare le rilevazioni laddove gli inquilini si sono trincerati dietro la proprietà privata, Theiner passa poi all’attacco di vicolo Gumer. «I relativi rapporti sono stati puntualmente trasmessi al Comune di Bolzano al quale, oltre che mettere in atto un più ampio progetto di riqualificazione dell’intera area, spetta chiamare a responsabilità sia l’amministratore dello stabile sia i singoli condomini per far sì che le più macroscopiche irregolarità di ordine sanitario vengano risolte al più presto». Un nuovo incarico di controllo, comunque, è stato affidato all’Azienda Sanitaria. Se la Provincia rileva e invita il Comune a intervenire, stessa sollecitazione arriva dal difensore civico Burgi Volgger che, allertata dai residenti, si è rivolta direttamente al sindaco Luigi Spagnolli, al primario del Servizio Igiene Josef Simeoni, al direttore dell’ufficio Prevenzione Incendi Marco Becarelli e al direttore dell’Assb Bruno Marcato. «Il degrado - scrive Volgger - sarebbe cominciato una decina di anni fa e nell’ottobre scorso la polizia ha verificato la presenza di numerose persone in alloggi di ridottissime dimensioni. Stando ai resoconti pare addirittura che alcuni di questi vengano affittati “a posto o materasso”».
Il difensore civico descrive una realtà che va al di là della sfera del fastidio e rasenta il pericoloso. «I controlli hanno evidenziato pesantissime carenze dal punto di vista igienico e della sicurezza. In locali molto piccoli erano collocate bombole del gas allacciate ai fornelli con tubazioni di fortuna e molte volte l’odore del gas nel giroscale sarebbe stato insostenibile. Non solo, i rifiuti vengono abbandonati lungo le scale o sul marciapiede, in grande quantità e senza alcuno smistamento». Particolari preoccupazioni, inoltre, solleva un interno abitato da una famiglia di nomadi in affitto dai Servizi Sociali che «buttano i rifiuti dalla finestra sporcando i piano sottostanti. Il timore è che all’interno le condizioni siano terribili». In chiusura della lettera, dunque, la richiesta «di verificare, ciascuno secondo la propria sfera di competenza, se siano rispettate le norme». I residenti, intanto, non demordono e tentano tutte le strade. E’ andato in scena ieri pomeriggio, quindi, un colloquio tra il piccolo comitato dell’edificio e il presidente della Circoscrizione Rainer Steger in cui sono state denunciate alcune “novità”. «Ci sono i titolari di un fast food che cucinano in casa e poi trasportano fuori le pietanze lordando ovunque. Ci sono, infine, dei personaggi che quando trovano chiuso il portone d’entrata suonano a tutti, anche in piena notte, e semmai frantumano il vetro per entrare».
Steger ha promesso il suo impegno: «Il problema era stato parzialmente tamponato anni fa con un miglioramento complessivo dell’arredo urbano, ora però le criticità sembrano essersi spostati nell’interno degli appartamenti. I controlli possono darci un quadro esatto di quello che accade. Una maggiore presenza delle forze dell’ordine è ugualmente auspicabile, ma la soluzione definitiva può arrivare solo con un’opera di riqualificazione urbanistica di ampio respiro».
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Alan Conti

Impegno politico e gastronomico domani inizia la Festa dell’Unità


Musica e dibattito: sono questi i binari su cui Sel ha deciso di far viaggiare la festa organizzata al circolo Arci Aurora, di fianco alla stazione dei treni di Ora, per sabato. Il tutto, chiaramente, condito con una certa attenzione all’aspetto culinario perché anche la pancia, si sa, vuole la sua parte. La rinnovata “Festa dell’Unità”, dunque, prenderà il via di buon’ora con la matinèe delle dieci a base di weisswurst con senape bavarese e weissbier scandito dai ritmi di Giorgio Cappelletto. Un concerto basato sulla ricerca e la musica popolare etnica, con particolare attenzione agli elementi di area andalusa e latinoamericana. Un viaggio nelle varie melodie del mondo, passate e moderne, comodamente seduti al proprio tavolino. Giusto due passi per buttare giù il brunch bavarese ed ecco che alle 12 apre la cucina con la sua offerta di pasticcio alla bolognese, spaghetti al pomodoro, olive taggiasche o ricotta, maialino allo spiedo cotto direttamente sul posto e l’insalata di Pantelleria. Appuntamento culturale, invece, alle 16.30 con il giornalista Francesco Comina che parlerà di un gruppo simbolo che conosce molto bene: gli Inti-Illimani. Un’ora dopo, alle 17.30, spazio al dibattito su “La buona politica dei Movimenti” in cui si toccheranno tematiche come la pace, la questione morale, la democrazia, la dignità delle donne e dei beni comuni. Dopo tanto impegno, però, è bene accetto un po’ di svago garantito alle 19 dagli “Ago&Friends”, storica band bolzanina che ha fatto del southern&funked blues una chiave di successo e divertimento. Chiusura, dalle 21, con l’esibizione Richard Ray Farrell e Marco Pandolfi, due autentiche colonne del blues internazionale e italiano.

Comune, scintille in casa del Pdl


Volano gli stracci in casa Pdl e ad affrontarsi a muso duro, stavolta, sono i due consiglieri comunali Paolo Bertolucci ed Enrico Lillo. Oggetto della discussione l’approvazione della delibera che qualche giorno fa ha dato avvio al processo alla pratica di decadenza di Michaela Biancofiore dalla carica di consigliere comunale a causa delle troppe assenza ingiustificate. Un documento approvato a grande maggioranza con 34 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astenuti, ma far discutere è la scelta di Lillo di non votare. “Dopo tutta una serata passata a difendere e giustificare un comportamento vergognoso – le parole scritte da Bertolucci su facebook – Lillo non ha votato contro la delibera e quindi a favore della deputata, ma ha preferito astenersi”. Il commento ha dato avvio a uno scambio di battute al vetriolo: “Ritenevo la delibera non meritevole di voto – la risposta piccata dell’ex presidente della Circoscrizione Don Bosco – in quanto portata avanti da un giocattolino nelle mani di un burattinaio superiore. Ancora una volta il Pdl è stato messo alla gogna per un poco di visibilità personale, ma se Bertolucci è riuscito a dimezzare le proprie preferenze personali alle scorse elezioni, sono certo che alle prossime si estinguerà e bisognerà guardare le puntata di Quark per ammirare le sue belle trovate”. Riemerge, quindi, quello che sembra il vero bandolo della matassa: l’eventuale subentro di Livia Maturi. “In questo modo – continua Lillo – si rischia di bruciarla. Nella scorsa consigliatura, oltretutto, non è stato usato lo stesso metro di giudizio con i consiglieri De Stefano e Moderno. La stessa interrogazione di Chiomento, che ha acceso la polemica, è stata giustificata dallo stesso esponente radicale come una semplice curiosità personale per giustificare le proprie assenze e non un attacco alla collega Biancofiore. Bisogna evitare di comportarsi come i bambini dell’asilo nido”. Bertolucci, in chiusura, taglia corto: “Tutte bugie e farneticazioni, Lillo sa benissimo che chi gli muove i fili prima o poi lo scaricherà come ha fatto in passato con altri esponenti. Sarebbe meglio cominciare a pensare con la propria testa”.
Alan Conti

venerdì 5 agosto 2011

Lukaku, il grande ignorato


Caterve di gol, un fisico al contempo agile e forte, età verdissima, un briciolo di esperienza in Champions League e la capacità di essere ugualmente pericoloso di destro e sinistro: tutto questo non basta a Romelu Lukaku per catturare minimamente l’attenzione delle squadre italiane. Si parla spesso di esterofilia nostrana, ma su questo attaccante di 18 anni e 1 metro e 92 in forza all’Anderlecht non si sono ancora attivati i radar di chi ama l’esotico nel Belpaese. Nelle ultime due stagioni, ovvero dai 17 anni in poi, Lukaku ha infilato rispettivamente 19 e 20 gol, di cui 5 in Europa League e nessuno in Champions a fronte di sole 4 partite giocate. Le presenze, invece, ne testimoniano il rango di titolare indiscutibile con 45 e 51, più 18 in totale nell’Europa League e le già citate 4 nella coppa dalle grandi orecchie. L’inizio di stagione dell’attaccante, per di più, è perfettamente in linea con il ritmo tenuto considerando che nell’unica partita ufficiale giocata dall’Anderlecht, persa contro il Leuven per 2-1, Lukaku è finito dritto dritto nel tabellino dei marcatori. In totale dunque, fanno 73 presenze e 32 reti per una media di 0,438 reti a partita. Un match ogni due, insomma, chi schiera Lukaku parte in vantaggio. In Belgio, d’accordo, ma anche a soli 19 anni. La bacheca personale, nel frattempo, si è già popolata di trofei importanti, forte anche di trovarsi in uno dei club più titolati del campionato di Bruxelles. Ecco, dunque, che spicca il campionato 2009/2010 e la supercoppa del Belgio 2010, mentre due stagioni fa è stato suo pure il titolo di capocannoniere. Fanno parte della storia, invece, i 66 gol in 70 partite messi a segno nelle giovanili del Brussels e la palma di cannoniere più giovane del campionato belga (contro lo Zuite Waregem). Due, infine, le marcature con la maglia della nazionale, entrambi realizzati in un match amichevole contro la Russia. Proprio con la maglia della rappresentativa nazionale Lukaku duetta con l’altro gioiello belga Eden Hazard seguito con interesse dall’Inter e capace di trascinare il Lilla alla vittoria del campionato francese.
A livello di movimenti il giocatore bianco-malva ha un ottimo senso della posizione, oltre a uno scatto bruciante insolito per una struttura fisica piuttosto importante. Ariel Jacobs, allenatore dell’Anderlecht, solitamente lo schiera al centro dell’attacco, ma Lukaku potrebbe essere tranquillamente provato anche in una posizione più defilata nel tentativo di sfruttarne la progressione. Certo si tratterrebbe di un esperimento che dovrebbe fare leva sul controllo di palla in corsa, non sempre perfetto. Ottima qualità è la velocità di pensiero e azione, mentre da rivedere il tiro dalla distanza, non tanto perché non sia nelle potenzialità del belga quanto perché scarsamente utilizzato. Lukaku, insomma, preferisce indubbiamente portarsi nell’area piccola con dribbling o sgroppate, ma questo genere di ostinazione non può funzionare in Italia. Perlomeno non sempre. Assolutamente invidiabile, invece, la freddezza sottoporta rarissima nei giovanissimi e che forse lo accumuna a Balotelli, seppur enormemente diverso a livello caratteriale.
Particolare la storia personale di Lukaku, di origini congolesi e figlio del calciatore, peraltro non trascendentale, Rogel Lukaku. Prima delle giovanili e quindi sotto i 13 anni il piccolo Romelu infila 130 gol in 68 presenze, un dato più curioso che significativo. A livello comportamentale è difficile scovare un Lukaku sopra le righe: ama il low profile allontanando determinati eccessi. L’impatto con realtà e pressioni più grandi, quindi, non dovrebbero causare particolari cortocircuiti.
A livello di mercato, però, Lukaku ha un contratto con l’Anderlecht fino al 2015 e guadagna circa 2,5 milioni di euro a stagione: un ingaggio da fascia medio alta dei migliori campionati europei. Il valore di mercato stimato da “Transfermarkt.it” è di 15 milioni di euro, anche se la richiesta del club belga parte da qualcosa di più, come sempre accade nelle trattative. Tra i punti a sfavore, oltre alla poca esperienza con difese pronte a mordere le caviglie come quelle della Serie A, il non aver mai affrontato un club di primissima fascia con il solo Ajax come avversario di un certo prestigio in quattro occasioni (2 gol di cui uno su rigore). In Italia, come detto, si sono registrati timidissimi segnali di attenzione da parte del Milan che ha inviato alcuni osservatori in occasione di un incontro con il Genk, per il resto tabula rasissima. La sua attuale valutazione, oltretutto, equivale a quanto speso quest’anno dalla Juve per Vucinic e poco più del malloppo scucito dall’Inter per Alvarez. Al momento, comunque, sembra proprio il club londinese il più vicino al giocatore nonostante Lukaku stesso abbia definito “un sogno” il Real Madrid. Proprio oggi, inoltre, il giocatore ha dichiarato al quotidiano “Het Laatse Nieuws” di essere in attesa di una chiamata da Oltremanica. “Sto aspettando con calma la comunicazione dell’accordo tra Anderlecht e Chelsea. Sia il club sia il mio agente sanno che questa incertezza non mi fa stare bene. Le cose alla fine si sistemeranno”. Non sfuggono, però, le parole pronunciate praticamente da giocatore dei Blues: “Non ho paura della concorrenza né di avere compagni più forti di quelli che ho avuto finora. Avrò bisogno di un periodo di adattamento, forse di un’intera stagione”. Idee e progetti chiari, insomma, ma resta il dubbio sulla latitanza dei nostri club.

Corona a Bolzano, trovata pubblicitaria?


Il sospetto si era insinuato nelle pagine on-line fin dall’annuncio: la presenza di Fabrizio Corona al Mr.Macaco per questa sera non è stata confermata, anzi cancellata, ammesso che sia mai stata una possibilità. I primi dubbi consistenti erano sorti sulla pagina facebook realizzata per l’evento dall’agenzia “She Cans” quando alcuni utenti invitati, nel marasma della polemica circa l’opportunità di accogliere un personaggio discusso e discutibile, avevano fatto notare che a Jesolo un altro locale, il “Cafè del Mar”, presentava identico ospite per la stessa serata. Al tutto, comunque, si aggiunge la comunicazione che Corona sarà questa sera al “Soul Kitchen”. Escludendo il dono dell’ubiquità del paparazzo, quindi, è evidente come più di un qualche particolare non torni e le eventualità rimangono due: o Jesolo o Bolzano. L’unico dato certo è che a poche ore di distanza dall’annuncio il titolo dell’evento al Mr.Macaco si è trasformato da “Fabrizio Corona Guest Star” a “Mirkolino Voice”, con ripiego da vetrina sul secondo ospite meno conosciuto. Nessuna giustificazione ufficiale, però, viene fornita dall’agenzia e le voci che si diffondono sono quelle d un rialzo cinque volte superiore per avere Corona al proprio tavolino: di chi, però, non è dato sapersi. A quel punto il delfino di Lele Mora avrebbe fatto la sua scelta anche al costo di esporsi al pagamento di una penale. Circolano pure delle cifre: 10.000 euro sarebbero gli euro messi sul piatto nel contratto bolzanino, resta da verificare la possibilità che qualche altro operatore possa offrire 50.000 euro per una serata considerata, almeno nella pubblicità della stessa “Cafè del Mar” on line o in quella inesistente del “Soul Kitchen”, piuttosto ordinaria. Tutto tace, insomma, a Bolzano e l’unica verità rimane che il nome di Corona fa discutere e garantisce pubblicità gratuita: tanto vale investirci, verità o bufala che sia.

giovedì 4 agosto 2011

Lillo:"Su Casanova aprire un tavolo condiviso"


“Il futuro di Casanova è nelle mani dei privati, quindi il Comune deve provvedere a creare uno scenario dalle prospettive certe attraverso l’apertura di un tavolo tematico con Ipes, Provincia, Università, Eurac e Cooperative”. Enrico Lillo, consigliere comunale del Pdl ed ex presidente della Circoscrizione Don Bosco, con una nota pubblicata su facebook torna sul tema del nuovo rione. “Bisogna dire chiaramente ai cittadini che la parte commerciale non riguarda assolutamente i servizi di cui tanto si parla ed è assolutamente e unicamente legata al commercio dei privati”. La presa di coscienza, però, non basta a delegare tutto al mercato privato slegando il pubblico da ogni responsabilità. “Il Comune deve impegnarsi a evitare che anche questo bando vada deserto come i precedenti. Bene hanno fatto, quindi, Helen Ellecosta e i membri del Laboratorio a sollecitare maggiore attenzione sull’ormai famoso lotto C. Come già proposto in una mozione ignorata dall’assessore all’urbanistica Maria Chiara Pasquali, ritengo indispensabile l’apertura di un tavolo condiviso perché nessun imprenditore, al giorno d’oggi, è disposto ad accettare salti nel buio senza un minimo di certezza”. Gli unici edifici che saranno a carico diretto del Comune, infatti, saranno le strutture scolastiche e quelle per anziani: entrambe piuttosto lontane dal vedere la luce. La polemica sul lotto C, quindi, continua senza sosta e anche Lillo, in chiusura della sua nota, non manca di alimentarla. “Nel caso ci si ostinasse a non volersi confrontare con gli altri soggetti provinciali verrebbe davvero da pensare a una precisa volontà di far fallire il bando per poi permettere di trasformare l’intero lotto in residenziale”. Proprio l’aspetto residenziale, va ricordato, è quello che maggiormente indispettisce i residenti del Laboratorio, inizialmente convinti di trovarsi al cospetto di un edificio interamente dedicato a servizi ed attività commerciali e poi ritrovatisi al cospetto di un progetto modificato. L’architettura dell’edificio, in secondo luogo, è entrata nel mirino dei contestatori che non hanno esitato a definire il lotto C “un casermone che taglierà di netto il rione”. Al quadro generale va aggiunto un certo timore attorno alla consegna delle ultime centinaia di appartamenti Ipes che aumenteranno in modo netto la densità abitativa di Casanova. La residente Cristina Finelli, infatti, conferma il malcontento: “Adesso crescerà sensibilmente la popolazione e nulla si è mosso concretamente. Certo, gli assessori sono venuti a trovarci nei sopralluoghi, ma alla fine hanno fatto di testa loro e noi stiamo ancora aspettando un minimo di assistenza”. Tra le tante, la mancanza più grave per Casanova sembra quella legata ai trasporti: “Ci avevano promesso la stazione dei treni, addirittura l’assessore provinciale Thomas Widmann parlava di lavori a tempo di record, eppur siamo ancora qui che dobbiamo tutti fare affidamento sulla linea 3 del bus Sasa e sulle uniche due stradine di raccordo con via Resia”.

Corona a Bolzano: polemica e bufala?


Fabrizio Corona in arrivo a Bolzano e su internet si scatena la polemica. Il noto paparazzo diventato famoso per una certa abilità nel cavalcare il gossip e frequentare le aule di tribunale sarà in città domani sera ospite dalle 23.30 del locale Mr.Macaco in via Buozzi. L’evento, intitolato con una buona dose di fantasia “Fabrizio Corona Guest Star”, è stato annunciato su facebook da Filippo Maturi e dall’associazione “She Cans”. “Una notte speciale, due ospiti d’eccezione” si legge nell’invito recapitato nelle varie bacheche die bolzanini. Il secondo nome da spendere al fianco di Corona, comunque, sarebbe quello di Dj Mirkolino. Sono bastati pochi minuti on line, però, a scatenare un vero e proprio dibattito sulla pagina del social network. Tantissimi i bolzanini che non amano questo personaggio sopra le righe e invitano lo staff di “She Cans” a tornare sui propri passi o i clienti storici a boicottare la serata. Qualcuno, per protesta, invita tutti a recarsi alle Semirurali per i concerti di musica classica, riproponendo il perenne dualismo tra cultura antica e valori della società contemporanea. Non mancano, comunque, i difensori non tanto del paparazzo, quanto di chi l’ha invitato: se si riempie il locale e il nome “tira”, l’opinione più diffusa, evidentemente avranno avuto ragione i promotori della serata. Sarà il pubblico, come sempre, a decretare vincitori e sconfitti, anche se le folla piuttosto sparuta registrata qualche mese fa al “Paparazzi” per Lele Mora e Nina Moric, che di Corona sono rispettivamente ex agente e moglie, lascia presupporre quale sia l’orientamento in merito dei bolzanini. Resta, infine, un velo di mistero attorno all’evento perché sempre su internet circolano identici manifesti che indicano Corona a Jesolo nella serata di venerdì. Possibile, dunque, che tutto possa saltare, ma in ogni caso non si tratterrebbe di una sorpresa: tra lavoro e vita privata, infatti, Corona ha abituato a bufale e falsi scoop.

mercoledì 3 agosto 2011

Piace l'asilo trilingue: già 700 iscritti


di Alan Conti
BOLZANO. Imparare il tedesco fin da piccoli sfruttando al meglio l'estate. Le famiglie altoatesine hanno le idee chiare e il crescente successo dell'asilo trilingue (italiano, tedesco, inglese) organizzato dalla cooperativa Azb in collaborazione con il Comune testimonia una certa sensibilità verso la seconda lingua.

Giunto al quinto anno, infatti, il progetto che trova spazio nelle aule della scuola dell'infanzia tedesca di vicolo S. Giovanni registra numeri piuttosto eloquenti: dal 20 giugno al 12 agosto, infatti, vi hanno partecipato circa 700 bambini in turni da due settimane, divisi per età in sei classi e seguiti costantemente da un'insegnante per classe, una docente d'aiuto e una coordinatrice generale. Il tutto con una buona proporzione tra italiani, tedeschi e mistilingue.

«La sensibilità sociale verso l'apprendimento linguistico - spiega la direttrice Azb Marialuisa Cama - è cresciuta negli ultimi anni e noi lo percepiamo quotidianamente. Le famiglie cominciano già in inverno a chiedermi di poter partecipare all'asilo e, purtroppo, abbiamo una lista d'attesa di bambini che rimangono fuori perché non possiamo organizzare più di sei classi». Se da una parte va tenuta in debito conto la difficoltà di gestire i bambini senza la classica "scuola", dall'altra il segnale è inequivocabile.

La giornata viene cadenzata dagli idiomi: dalle 7 alle 9.30 accoglienza in italiano, dalle 9.30 alle 11 spazio alle attività in inglese, dalle 11.30 alle 13 tocca al tedesco e dalle 14 alle 16.30 si ritorna all'italiano. Nel mezzo mensa e riposo. Canti, giochi e attività manuali in aula o in giardino vengono tutte proposte secondo il noto metodo Clic. Nelle aule dell'asilo, comunque, i bambini dai tre ai sei anni cominciano a prendere dimestichezza con l'altro gruppo linguistico, oltre che assimilare alcune parole.

«Il rapporto tra di loro - spiega l'insegnante Giada Bombonato - è molto interessante e all'insegna della massima curiosità. Non hanno alcuna difficoltà a passare da una lingua all'altra nelle attività, anzi, molto spesso sono loro che ci tengono a rimarcare il cambiamento negli orari stabiliti. Per distinguerci, invece, noi maestre indossiamo una maglietta che identifica la lingua da utilizzare, abbinando a ciascun idioma un colore specifico». Le classi si trasformano così in un laboratorio di convivenza.

«Tra i bimbi non esiste tensione alcuna, spesso tra loro si instaura un codice di comunicazione misto. A livello di atteggiamento, invece, l'inglese viene percepita come la classica lingua franca, straniera per entrambi e quindi affascinante». Uno sguardo, infine, ai prezzi che per quest'anno prevedevano 65 euro per una settimana e 130 euro per due a chi si iscriveva entro il 13 aprile, mentre rispettivamente 70 e 140 per chi chiedeva di partecipare oltre quella data. Sconti, inoltre, per chi ha effettuato l'iscrizione a più turni oppure con più figli.

«Il prossimo anno - conclude Cama - ripresenteremo l'iniziativa che oggi mostreremo pure all'assessore comunale Judith Kofler Peintner». La cooperativa, chiaramente, ragiona in termini stagionali, ma non è un mistero che tra le famiglie più di qualche genitore vorrebbe trasformare l'asilo trilingue in qualcosa più di un sogno di mezza estate.