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martedì 10 gennaio 2012

Goc Panthers Goc


Goc festeggia con la panchina dei Cats

 I Panthers ruggiscono in faccia ai Canucks grazie al gol decisivo di Goc che fissa il 2-1 e alla resistenza di Clemmensen nel terzo periodo. Rilancio importante per i Caps che si impongono nettamente a Los Angeles schiantando i Kings 5-2. Florida si sgonfierà?

lunedì 9 gennaio 2012

Mensa in ritardo alle Rodari


Rmandato il pranzo alle Rodari

 BOLZANO. La fine dell’esodo quotidiano dei 400 studenti italiani del quartiere diretti alla scuola “Stolz” per mangiare un boccone non arriverà prima di un anno. Bambini, genitori e docenti saranno costretti a mettersi il cuore in pace perché i lavori di riqualificazione della mensa all’interno della scuola primaria “Rodari” sono stati avviati solo il 5 dicembre scorso, due mesi in ritardo. Non solo, il contratto stipulato dal Comune con la ditta “Stabile Pedron” parla di 365 giorni di tempo per il cantiere ed è tendenzialmente sicuro che l’azienda edile li impiegherà tutti. Di mezzo, oltretutto, c’è pure la ristrutturazione della palestra della scuola in via San Vigilio a tutt’oggi inagibile. Risultato: i bambini della primaria dovranno chiedere ospitalità alla scuola “Stolz” per mangiare e alla “Fermi” per l’educazione motoria. Inevitabile che qualche genitore alzi la voce scocciato. “Ci era stato promesso – spiega una mamma arrabbiata al nostro taccuino – l’inizio dei lavori già nel mese di dicembre, poi tutto si è bloccato e abbiamo dovuto aspettare fino al 6 dicembre per vedere i primi operai. Inaccettabile che il Comune non abbia dato delle spiegazioni convincenti causando numerosi disagi che forse potevano essere evitati”. Rassegnata più che indispettita è anche la dirigente dell’Istituto Comprensivo Laura Bertoni. “Sinceramente ritengo che i lavori sarebbero potuti iniziare già a ottobre o addirittura a settembre. Sarebbe stata la situazione ideale perché ci avrebbe permesso di programmare il prossimo anno scolastico con un assetto strutturale ben preciso. Così invece ci dobbiamo limitare a sorvegliare i lavori ed essere continuo pungolo affinchè tutto proceda spedito assicurandoci che alcune operazioni come le demolizioni vengano effettuate al di fuori dell’orario curricolare. Speriamo, infine, che i locali della mensa siano i primi a essere ultimati in modo da permettere i pasti anche senza cucina perché oggi siamo costretti a fare i turni e spostare ogni giorno 400 bambini”. Desiderio, a quanto pare, che difficilmente potrà essere esaudito. “Il primo lotto dell’opera – interviene il geometra Massimo Cantini, responsabile di progetto in Comune – riguarderà la palestra che è inserita in un edificio autonomo, poi interverremo sulla mensa. Il ritardo è legato a un cambio di progetto che ci ha costretto a far ripartire tutto l’iter istituzionale per un intervento che costerà alle casse pubbliche 937.881,36 euro con, un ribasso del 30% rispetto al preventivo iniziale garantita dall’appaltatrice veneta. Il contratto, comunque, prevede un margine di tempo di 365 giorni per ultimare l’opera”.
Alan Conti

Partita del cuore per Luongo

Luongo contro i Panthers
NhlTonight: Incroci est-ovest con due match equilibrati. Sfida del cuore per Luongo che con i Canucks torna nella sua Florida e dovrà sbarrare la strada ai Cats un po' in crisi (ore 1.30). Kings e Capitals, invece, devono fare in fretta a rientrare nel lotto playoff e, adesso, non si può più sbagliare (4.30). LA e Washington le dobbiamo aspettare in post-season?

Datsyuk ribaltatutto

Datsyuk festeggia 
NhlToday: Datsyuk ribalta punteggio, partita e classifica infilando il goal decisivo per stendere gli Hawks e regalare ai Wings la vittoria per 3-2. Caduta pesante per i Flyers schiantati dai mostruosi Senators del terzo tempo capaci di andare 4 volte a segno (4-6 il finale). Va ai Ducks, infine, il derby delle cenerentole con i Blue Jackets per 4-7. Vi aspettavate questi Sens? 

martedì 3 gennaio 2012

La nuova papamobile dipende da un bolzanino


Il vecchio modello della Papamobile: ora svolta ecologica

BOLZANO. E’ il direttore del “Cartier delle auto” e tra i suoi clienti vanta colossi come Ferrari, Lamborghini, Maserati o Bentley, ma così in alto non era mai arrivato. Roberto Artioli, bolzanino anima e amministratore delegato dell’azienda di componenti per carrozzeria “Berman”, forse non si sarebbe mai aspettato di dover soddisfare le esigenze del Santo Padre. Tutto comincia nove anni fa quando Artioli, assieme a Fulvio Cinti della rivista “Auto&Design”, si inventa il concorso “Autostyle” rivolto ai giovani designer di automobili di tutto il mondo. Una manifestazione che in breve cattura l’attenzione delle aziende leader e diventa occasione di incontro tra i migliori designer del pianeta: il tutto nel gomitolo tra Mantova e la piccola San Benedetto Po dove ha sede la “Berman”. I ragazzi partecipano numerosi non appena comprendono di trovarsi veramente di fronte a un trampolino: nel 2010, per esempio, il vincitore Marc Poulain viene immediatamente assunto dal responsabile Ferrari Fulvio Manzoni e oggi lavora per il cavallino rampante. Un terno al lotto che non passa inosservato. Rinnovarsi, però, è fondamentale così si cerca un fil rouge per ogni edizione e nel 2012 ecco fondersi ecologia e fede. "Abbiamo avuto dei contatti con il Vaticano – spiega Artioli – e deciso di proporre per quest’anno il restyling della Papamobile come tema centrale. Tutto, però, in una chiave marcatamente ecologica". Già, perché per ora Benedetto XVI non si muove esattamente con un mezzo a impatto zero. "Si tratta di una vettura piuttosto inquinante e sappiamo dell’intenzione del Santo Padre di cambiare cercando una soluzione maggiormente ecosostenibile. Così invitiamo i giovani designer di tutto il mondo a mandare la propria proposta basandosi sugli ibridi tra elettrico e motore che, al momento, rappresentano il top nelle vetture a basso impatto ambientale". Ovviamente la Papamobile non è una macchina come tutte le altre. "Bisognerà tenere conto delle esigenze particolari di questa vettura che deve permettere al Papa grande visibilità, ma anche garantire la massima sicurezza. Non solo, l’auto di base deve essere di produzione, quindi niente prototipi o fuori serie". Le migliori 12 proposte, scelte da una giuria di specialisti, saranno esposte nel millenario monastero benedettino di San Benedetto Po a inizio ottobre 2012 e troveranno pubblicazione in un apposito volume edito dalla Libreria Editrice Vaticana. "La cornice del monastero più grande della Lombardia – ci tiene a precisare Artioli – è il contesto migliore e dobbiamo ringraziare il Comune del nostro piccolo paese per l’impegno". Ovviamente esposizione, premiazione e convegni sono aperti al pubblico di appassionati, ma è bene prenotarsi con largo anticipo. "Sul sitowww.berman.it si può trovare un’apposita sezione dedicata ad “Autostyle” con tutte le informazioni necessarie per partecipare all’evento. Purtroppo possiamo garantire solo 300 posti". Bolzano, in tutto questo, non rimane affatto marginale. "Ogni anno – continua l’ad di “Berman” – dal capoluogo altoatesino mi raggiunge una nutrita schiera di amici. Certamente accorrono per le ottime salamelle mantovane, ma sono certo si divertano molto anche ad “Autostyle”. Per chi ama il design automobilistico, inoltre, potersi confrontare con i migliori del settore è certamente un’esperienza stimolante".
 Oggi “Berman” è un marchio di fama mondiale richiesto da tutte le firme automobilistiche e con un’azienda che si articola su 55.000 metri quadri, di cui 23.000 al coperto. Un colosso che in nuce era solo una passione di un giovane bolzanino. "E’ tutto nato da lì – ricorda Artioli – perché ammiravo le applicazioni sulla carrozzeria e il disegno delle vetture. Lentamente sono riuscito a impormi e una delle soddisfazione è vedere che oggi il 95% delle attività nella nostra azienda è svolto in inglese. Da una parte significa servire un mercato mondiale, dall’altra la certezza di contare su personale giovane e preparato". Gi specialisti lo chiamano il “Cartier della auto” e con un concorso si è garantito il monitoraggio continuo dei migliori talenti mondiali: il Vaticano raramente si scomoda per chi non considera il migliore.
Alan Conti


Quando Bocca arrestò Mitolo fascista


La marcia imposta a Mitolo e Del Piccolo il 30/7/'70

BOLZANO. Erano gli anni in cui la storia aveva disegnato un confine politico e sociale sull’Italia, di qua rossa di là nera. Nessun intermedio o mixed zone: ciascuno scelga il proprio campo. Andrea Mitolo e Giorgio Bocca, come la storia insegna, optano per due scelte contrapposte e il destino si diverte, beffardo, a metterli uno contro l’altro in due tempi. Primo atto nel 1945, secondo dopo il 30 luglio 1970 e la celebre marcia di vergogna imposta dagli operai della Ignis di Spino di Gardolo a Gastone Del Piccolo e lo stesso Mitolo. La storia è nota: durante un’assemblea sindacale interna alla Ignis viene imposta dal proprietario “Cumenda” Borghi la presenza di rappresentanti del sindacato di destra Cisnal. Del Piccolo si presenta con un’accetta preventiva, ma dall’altra trova operai ben poco disposti ad accettare ospiti neofascisti: ne nasce un pestaggio, scoppiano due bombe carta e spuntano pugni di ferro e coltelli. Tre feriti con le lame, di cui uno in un primo tempo definito in rischio di vita, accendono la sete di vendetta rossa con gli operai che circondano Del Piccolo e Mitolo, allora consigliere regionale Msi giunto sul posto, e li costringono a un corteo forzato da Spini di Gardolo fino a Trento. Sono sette chilometri di sputi, insulti e un cartello appeso al collo riportante la dicitura “Siamo fascisti, abbiamo accoltellato tre operai. E’ questa la nostra politica pro-operaia”. Le forze dell’ordine guardano e non intervengono nel tentativo di ridimensionare la rissa. E’ l’alba degli estremismi e dei terrorismi, basta una scintilla per un falò: il 30 luglio diventa data simbolo e scatta il processo contro gli operai, viene sollevato il questore Giuseppe Amato, divampa la polemica. Il 2 agosto sulle colonne del “Giorno” Giorgio Bocca innesca la penna ricordando quando, da partigiano, faceva lo stesso con il mitra. “L’avvocato Andrea Mitolo – scrive - è una mia vecchia conoscenza: lo facemmo prigioniero ufficiale fascista nel ’45 in una valle del Cuneese. Aveva combattuto assieme ai nazisti fino all’ultimo giorno. L’ordine sarebbe stato di fucilarlo visto che aveva le armi in pugno al momento dell’arresto, ma lo facemmo tornare a casa sua a Bolzano, dove a tavolino si mise a stendere una denuncia alla Magistratura contro di noi per omicidio e strage (in Trentino Alto Adige c’era ancora il regno dell’Alpenverland). C’è da credere che ora stia denunciando gli operai che non hanno risposto alle coltellate con le coltellate dei suoi sgherri perché è un uomo che crede nell’odio”.  Bordate che non sfuggono all’avvocato Sandro Canestrini, oggi bolzanino di 91 anni, impegnato nel processo che seguì presso la corte d’assise trentina. "Convocò Giorgio Bocca tra i testimoni – racconta l’editorialista del giornale “Trentino” Giuseppe Raspadori che seguì da vicino le vicende del 30 luglio ’70 – per mettere chiaramente in luce con la giuria popolare, fasciata di tricolore, la condotta di vita di Mitolo. Poi, purtroppo, non se ne fece nulla perché la corte depennò una lunga lista di testimoni: erano gli anni del soccorso rosso e le convocazioni furono centinaia. Tra i bolzanini, comunque, rammento anche la presenza attiva dell’avvocato Gianni Lanzinger". Per ricordare bene i Mitolo, però, a Bocca non serviva certo lo scranno di un tribunale: l’episodio della denuncia di Andrea, infatti, viene riportata pure a pagina 98 della sua autobiografia “Il Provinciale” pubblicata nel 1991, tempi recenti. Non solo, è lo stesso Raspadori a riportare alla mente un curioso aneddoto. "Qualche anno fa ricordo delle elezioni in cui Pietro Mitolo figurava tra i possibili vincitori. Alzai la cornetta, memore dell’episodio Ignis, e chiamai Giorgio per riferirli questo fatto e lui, con una lucidità impeccabile, mi avvertì di non confondere i due fratelli repubblichini che non esitò a definire “immarcescibili”". Il processo al 30 luglio 1970 si chiude con alcune condanne e il licenziamento di commissario del governo, questore e comandante dei carabinieri: la corda era tesa e la risposta doveva essere dura per evitare nuove rappresaglie da un Msi parecchio infastidito. Oggi, quarantuno anni dopo, la linea di confine è meno netta e gli estremi sono più estremi: forse lassù Mitolo e Bocca troveranno il modo di chiarirsi, a modo loro.
Alan Conti

"I Maya? Più pericolosa la crisi"


Per l'astrofisico Ruben Salvaterra difficile pensare a una fine "stile Maya"

BOLZANO. Oroscopi e osservazioni, astronomia e astrologia, satelliti e telefonini: poche cose più delle stelle oscillano tra scientifico e profano. La fine dell’anno, poi, è tutto un fiorire di previsioni, predizioni e premonizioni che si aggiungono all’ormai nota teoria catastrofista strappata ai Maya. Insieme all’estiva notte di San Lorenzo, dunque, questo è il periodo peggiore per essere astrofisici di fama internazionale come il bolzanino Ruben Salvaterra.  La scoperta dell’esplosione astrale più distante mai rilevata e la fatica di trasformare dati in modelli scientifici utili a comprendere l’universo, infatti, rischiano di passare in secondo piano in questi giorni. La via d’uscita migliore è una bella risata tra il serio e il faceto, cogliendo l’opportunità per spiegare meglio cosa significhi davvero “studiare le stelle”. Salvaterra, in questi giorni natalizi passati in città, non si tira certo indietro.
"L’attenzione verso il nostro settore scientifico è cresciuta moltissimo negli ultimi anni, quindi dobbiamo essere ancora più bravi nel comunicare bene quelle che sono le nostre scoperte" la premessa dell’astrofisico bolzanino ormai da anni trasferitosi a Milano.  La controprova di una crescente popolarità dell’astronomia arriva dagli smartphone. "Qualche tempo fa furono lanciate sul mercato alcune applicazioni specialistiche in grado di seguire gli spostamenti di noti satelliti come lo “Swift” o il “Fermi”. Si tratta, evidentemente, di uno strumento per professionisti, ma ben presto il numero di download è divenuto di gran lunga superiore a quello dei professionisti. Questo ha determinato delle migliorie più accattivanti di questi programmi, ma ha stupito la comunità scientifica innescando delle riflessioni". E’ difficile, infatti, trovare un’autentica linea di demarcazione tra scienza e credenza, il confine che corre tra astronomia e astrologia. "In molti mi chiedono se credo agli oroscopi – continua Salvaterra – e la risposta non può che essere negativa. Le costellazioni e la posizione dei pianeti variano in continuazione negli anni: quella che si propone a noi è solo una “fotografia” di un posizionamento che è già mutato". Usando un termine televisivo abbiamo sotto gli occhi una “differita” alterata dalla distanza di anni luce. "Esatto, quindi quando diciamo di essere nati con il sole in un certo segno dimentichiamo che il posizionamento reale è assai differente. Logico, quindi, che non possa essere considerata veritiera un’ulteriore analisi basata su dati così alterati". Analogo discorso per la fine del mondo targata Maya. "Ovviamente – ride – e basta considerare che il Grande Carro, che tutti oggi conosciamo, 5.000 anni fa aveva un aspetto totalmente differente. Diciamo che sono decisamente più preoccupato dalla crisi economica…". Qualcosa di autenticamente rivoluzionario, però, il 2012 potrebbe portarlo. "Se le scoperte attorno a i neutrini annunciate quest’anno saranno confermate bisognerà rivedere completamente la concezione di tutta la fisica. Non è affare da poco. Non solo, per il 2012 sono attesi i dati del grosso satellite “Plank” con partecipazione italiana: potrebbero dare importanti risposte per la cosmologia aiutandoci a comprendere meglio com’è fatto l’universo nel suo insieme".
 Nonostante la responsabilità di coordinare un team composto da decine di persone e analizzare centinaia di dati, Salvaterra torna sempre volentieri nella sua Bolzano. "Ritrovo con piacere gli affetti, ma per un astrofisico allontanarsi da qui è necessario. In Alto Adige non abbiamo molto, al di là dell’osservatorio in Val d’Ega e manca il presupposto fondamentale: un’università di fisica". Com’è nata, quindi, una passione tanto forte senza stimoli esterni? "Semplicemente dal divertimento di guardare le stelle da bambino. Non si tratta, comunque, della classica osservazione come molti credono. La vera molla è nascosta nella voglia di scoprirne di più sui libri, studiando attentamente la realtà degli astri". E’ quello il difficile gradino che porta dal naso in sù della notte di San Lorenzo all’elaborazione di un progetto scientifico, dall’astrologo allo scienziato. "Sia ben chiaro che anche a me piace cercare le stelle cadenti – chiude ridendo Salvaterra – ma nei primi dieci minuti metto subito in chiaro con tutti di non essere in grado di distinguere tutte le costellazioni a occhio nudo. Io studio le stelle, mica le guardo".
Alan Conti

Detroit contro il mal di trasferta

Reunion Arena: casa Stars
Red Wings che cercano di scacciare il demone da trasferta nella non facile tana degli Stars. (2.00), mentre tra Coyotes e Blues l'aria è di quelle da playoff (2.00). Occhi anche alla sfida tra Flames e Capitals: punti pesanti per entrare nei magnifici otto (1.00). Le altre partite: Lightnings-Maple Leafs (1.00), Oilers-Sabres (1.00), Islanders-Hurricanes (1.00). Come mai così tanta differenza tra Detroit home e Detroit away?

Rangers, rimonta Classic


Lundqvist ipnotizza Briere e decide il WC

NhlTonight: Rupp, Richards e Lundqvist la Triade Winter Classic. Il primo infila la doppietta, il secondo il goal decisivo e il terzo blocca il penalty shot di Briere a 16 secondi dalla fine. I Rangers rimontano i Flyers 3-2 e iscrivono il loro nome nell'albo d'oro della manifestazione. Sorpresa Oilers a Chicago (4-3) e caduta dei Canucks contro gli Sharks 3-4SO. Gli altri risultati: Devils-Senators 2-3, Avalanches-Kings 2-1 SO. NYR a questo punto è davvero da Stanley Cup?

lunedì 2 gennaio 2012

Preds sulle ali di Kositsyn

Kosistyn infila i Flames
NhlTonight: Predators spinti dall'hat trick di Kositsyn nella vittoria sui Flames per 5-3 si guadagnano un poco di vetrina nel giorno in cui tutti gli occhi saranno verso il Winter Classic di Philadelphia. Nashville, comunque, torna ad adagiarsi in quota playoff, ci rimarrà fino al termine della regular season?