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domenica 23 gennaio 2011

Cultura porta a porta si parte da via Cagliari


BOLZANO. Arriva la cultura porta a porta. Il modello è quello antico della vendita di aspirapolveri. Se ha funzionato quello, hanno pensato in Provincia, si può provare con la cultura. E' una iniziativa dell'assessorato provinciale di Christian Tommasini, che debutterà in via Cagliari il 21 gennaio. Tommasini anticipa che nel quartiere si muoveranno alcuni informatori, che presenteranno la proposta culturale della Provincia, ma anche «le diverse possibilità di accessi gratuiti a musei, spettacoli e altre iniziative culturali. L'unico onere per le famiglie visitate sarà la compilazione di un questionario che consentirà il monitoraggio dell'uso della cultura in città, ma soprattutto dei desideri della popolazione». La scelta di via Cagliari è legata alla doppia veste di Tommasini, assessore alla cultura e all'edilizia abitativa: «Dalle semirurali ai massicci insediamenti successivi, è forse la strada di Bolzano che nell'immaginario urbano meglio rappresenta gli interventi di edilizia pubblica». Altra ragione, «Bolzano è città fortemente monocentrica, soprattutto per la collocazione dei suoi luoghi "alti" di produzione ed organizzazione culturale, con l'unica eccezione del teatro Cristallo, esempio straordinario di un policentrismo ormai difficilmente concretizzabile altrove in tempi brevi. Ne deriva un senso di estraneità, la proposta culturale resta qualcosa che avviene in un "territorio" estraneo»

giovedì 20 gennaio 2011

Dalla Polizia postale lezione di internet sicuro agli allievi del Torricelli


18 gennaio 2011 — pagina 29 sezione: Agenda


BOLZANO. Basta un clic, ormai, per trovarsi il mondo in faccia. Con l’affermarsi di internet, un monitor è diventato la porta su quanto di meglio, ma anche di peggio, possa esserci nel globo ed è inevitabile che una guida sia quantomeno auspicabile. Hanno pensato a questo la Polizia postale e alcuni docenti del Liceo scientifico “Torricelli” nell’organizzare l’incontro tenutosi ieri mattina tra le forze dell’ordine specializzate e gli studenti. In cattedra sono saliti Ivo Plotegher, ispettore capo della Polizia postale e delle comunicazioni, il sovrintendente Roberto Santin e l’assistente Marco Ponte, che si sono rivolti a una platea di giovani interessati.
«Internet lo usiamo principalmente per i social network - dicono Valentina Weger e Germana Baldi - ma è sempre bene conoscere gli eventuali pericoli della rete». Più spregiudicati on line sono Simone Veronese, Nicola Gentile e Gabriel Pellegrino: «Facebook, video e foto sono all’ordine del giorno. Capita, talvolta, di scaricare musica o film e qui bisogna prestare attenzione per non incorrere in spiacevoli sorprese».
Su alcuni portali, inoltre, rischia di essere una roulette anche un semplice pagamento: «E’ bene - intervengono Besjan Abedinaj e Alessandro Gambato - cercare di orientarsi nel marasma dei vari sistemi di saldo. Purtroppo il rischio di truffa esiste».
Francesca Concer, Martina Borin e Sabrina Moscon concludono serenamente: «Cerchiamo di navigare sicure senza particolari timori. L’incontro con la Polizia può aiutare a utilizzare lo strumento correttamente». Annuisce la professoressa Loredana Ducati: «E’ importante fare prevenzione in modo che i ragazzi possano comprendere a cosa vanno incontro utilizzando la rete. Molti errori, infatti, sono legati alla mancanza di informazione. Così contiamo di fornire loro un importante strumento di sicurezza».
Alta, quindi, l’asticella dell’attenzione. «Normale - dichiarano Marco Ponte e Roberto Santin - perché i giovani sono tra i più interessati a questi sistemi di comunicazione e condivisione di materiale. La più classica delle situazioni critiche, comunque, è la scoperta di materiale pedo-pornografico in occasione di download illeciti. Spesso, infatti, si è portati a non segnalare il fatto per paura delle ripercussioni, ma è importante allertare subito la Polizia postale. Per prima cosa ci si sottrae a possibili implicazioni penali perché comunque esiste una tracciabilità del materiale scaricato e in secondo luogo si contribuisce a mettere un freno a questo mercato».
Attenzione, come detto, ai pagamenti: «Il nostro consiglio è, se proprio non esistono alternative, di utilizzare sistemi che possano garantire una tracciabilità sicura delle spese. Solo così, infatti, si può nutrire qualche speranza di rientro in caso di truffa». «La nostra reale difficoltà - conclude l’ispettore capo Ivo Plotegher - è quella di essere costantemente al passo con i tempi dell’avanzata tecnologica globale. A livello sociale, invece, è molto importante che gli adulti non si sottraggano mai a una minima conoscenza del mondo informatico perché solo così potranno attuare una vigilanza attiva sui figli».

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Alan Conti

I pendolari: basta code davanti alla stazione Fs serve il sottopassaggio


gennaio 2011 — pagina 17 sezione: Cronaca


BOLZANO. Un sottopassaggio pedonale davanti alla stazione Fs per snellire il traffico sull’asse via Marconi-via Renon. A chiederlo sono pendolari e bolzanini che quotidianamente frequentano la stazione dei treni e nelle ore di punta sono costretti ad attraversare una rotonda pericolosa e caotica. Sulla carreggiata, infatti, le auto sono costrette a incolonnarsi ogni volta che arriva un convoglio carico, aspettando che la fiumana di passeggeri defluisca in direzione di via Stazione o via Laurin. Una situazione che diventa particolarmente critica durante le ore di punta che coinvolgono, logicamente, sia il traffico su gomma sia quello su rotaia. Basta un treno, insomma, a spezzare in due il Centro, ma se i pedoni potessero dividersi dalle macchine passando sotto il terreno ecco che anche la costante presenza della polizia municipale non sarebbe più così strettamente necessaria. Un vantaggio considerando la forte richiesta di presenza di agenti di controllo in altri rioni della città. Il tutto, inoltre, inserito su un ragionamento complessivo relativo alla nuova stazione riqualificata, ma con ancora qualche pecca.
«Abito in via Renon - comincia Enzo Campana - e sono anni che attendo che qualcosa si muova per risolvere il perenne incolonnamento che interessa la strada a causa del passaggio di viaggiatori e pendolari. Il sottopassaggio sarebbe un’ottima soluzione e speriamo davvero che l’amministrazione decida di intervenire, considerando che tutto l’areale ferroviario sarà interessato da importanti novità in futuro. Un’opera simile, comunque, andrebbe realizzata anche lungo via Marconi, dove si verifica la stessa identica situazione con i pedoni che parcheggiano la macchina all’interno del garage “Mayr Nusser”». Nella nuova edicola lavora Kumar Vijay che volentieri si iscrive al partito dei favorevoli. «I miei clienti lo chiedono in continuazione e personalmente penso che abbiano ragione. Con questa situazione, purtroppo, diventa necessaria la presenza fissa di un vigile urbano che organizzi il movimento senza creare situazioni di pericolo». Stesso concetto ribadito da Rosa Profanter: «E’ un peccato sacrificare la polizia municipale ogni giorno a dirigere il flusso di auto e pedoni qui davanti. Speriamo che si possa vedere realizzata un’opera del genere tenendo, però, sempre un occhio ben attento ai costi per la collettività». Soppesa l’esborso pubblico Stefano Piani, titolare del negozio “Fashion Point” in via della Rena: «Credo che si tratterebbe di una soluzione troppo costosa e poco efficace. Il problema del traffico e degli attraversamenti diminuirebbe, ma rimarrebbe tale. Se proprio si vuole intervenire in questo senso, però, bisognerà avere l’accortezza di chiudere il sottopassaggio durante la notte, se non vogliamo che diventi la casa di tutti i clochard. La stazione ristrutturata, infatti, dona una sensazione di maggiore ordine e pulizia, sarebbe un peccato rovinare tutto. Peccato, però, che i treni siano sempre discutibili, ma questo è un altro discorso...». «Assolutamente favorevole - ribatte a stretto giro di posta Elisa Ranghetto - perché finalmente potremmo evitare di bloccare il centro ogni volta che arriva o parte un treno particolarmente affollato. Significherebbe migliorare il servizio per passeggeri e turisti, senza esasperare chi è al volante». Sguardo da neofita, invece, per Claudio Pitto: «Arrivo da Rimini e per la prima volta vedo la città e la stazione. Il giudizio è positivo, peccato che non ci sia un bagno pubblico decente. Mi sono sorpreso, comunque, di vedere un attraversamento pedonale immediatamente all’uscita perché solitamente si tende a evitare queste situazioni per il possibile caos che possono generare. Un sottopassaggio, forse, sarebbe adeguato». Pollice alto anche per Giulio Garbin: «I bolzanini lo sanno tutti che quando arriva in treno importante qui tutto si blocca. Penso che non si possa che essere concordi con una misura che risolverebbe questo problema». Chiusura con Ana Paula Bueno, in arrivo dal Brasile. «A livello strutturale direi che potete essere contenti della vostra stazione dei treni. Un piccolo suggerimento, però, vorrei darlo: installate qualche indicazione per la stazione degli autobus. In un sottopassaggio sarebbe più semplice inserire tutte queste informazioni senza arrecare disturbo ai cittadini».

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Alan Conti

Al “Zona” la pausa è industriale


19 gennaio 2011 — pagina 29 sezione: Agenda


BOLZANO. La pausa dal lavoro: facile farla quando ci si trova in centro con decine di bar a pochi passi, più arduo stando in Zona industriale, area consacrata alle aziende più che alla ristorazione. A tappare la falla, però, c’è il Bar Zona, in via Di Vittorio, gestito da Ivan Marotta, autentico simulacro della pausa per dipendenti delle ditte limitrofe e autotrasportatori. «Venire qua - racconta Marotta - è stato un colpo di fortuna dettato dalla necessità di spostarci dalla precedente attività. Non facciamo solo servizio bar ma anche edicola e tabacchino con giochi telematici. Insomma, cerchiamo di creare momenti di svago per i lavoratori a pochi passi da via Buozzi e quindi in posizione abbastanza centrale per l’intero rione».
Il successo è tangibile: tavolini al completo a qualsiasi ora. «Ci impegniamo a creare un buon clima tra i clienti e se vediamo nascere amicizie siamo contenti. Non a caso cuciniamo ogni venerdì sera la pasta per tutti e abbiamo appeso i poster dell’Inter: il calcio e relativi sfottò rappresentano una splendida opportunità di socializzazione».
Dietro al bancone, servono Ania Bulla, origini bresciane, e la venezuelana Josefin Carabali: «La nostra è una piccola comunità, dato che almeno l’80% della clientela è formata da persone che vengono tutti i giorni. Il caffè è il prodotto che attira più ordinazioni, la panineria la fa da padrone durante la pausa pranzo. Dove ci distinguiamo dagli altri locali, però, è sicuramente nell’attività alla mattina presto perché gli orari della aziende qui intorno spesso cominciano all’alba e noi dobbiamo essere pronte».
A un tavolino troviamo Pietro Lampis col figlio Daniel e l’amico Radu Danut. «Venire al “Zona” è per noi una tradizione quotidiana da quando ha aperto. Avendo il magazzino qui vicino è comodo fermarsi un attimo per una pausa e un caffè, piuttosto che per mangiare qualcosa. In questa parte di città non possiamo contare su un’offerta particolarmente ampia di bar, ma siamo fortunati perché l’atmosfera che c’è qui difficilmente potremmo replicarla da qualche altra parte. Nel tempo sono nati e cresciuti rapporti di amicizia con altri lavoratori e capita di venire a incontrarci per qualche chiacchiera anche fuori orario di lavoro. Proprio come succede nel più classico dei bar rionali».
Si gustano il loro panino, infine, Sergio Ferrari e Klaus Hollensteiner: «La Zona industriale spesso è terra di nessuno, dove conta solo il lavoro e c’è poco spazio per la socializzazione. Qui troviamo il classico clima di chi intende staccare dal lavoro per qualche minuto e rilassarsi scambiando due parole con gli amici e gustandosi il pranzo o la merenda. Il più classico dei pit-stop per ripartire con slancio».

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Alan Conti

Scambio di docenti italiani e tedeschi


di Alan Conti
zoom . BOLZANO. La scuola tedesca stringe i rapporti con il mondo italiano con cui dal prossimo anno si scambierà alcuni docenti. La novità arriva da una partnership tra le scuole medie "Fermi" e "von Aufschnaiter" ed è la testimonianza concreta di come il mondo tedesco stia seguendo con particolare attenzione il moltiplicarsi delle sperimentazioni bilingui che caratterizzano l'altra parte del cielo dell'istruzione altoatesina. Estrema delicatezza, chiaramente, nelle parole dei dirigenti scolastici nell'esprimere giudizi, ma una complessiva attenzione a livello di sperimentazioni e collaborazioni è tangibile. Ingrid Pertoll, dirigente delle scuole primarie "St.Quirein", "Stolz" e secondarie "Von Aufschnaiter" ed "Egger Lienz", per esempio, ha trovato facile sponda nella collega Laura Bertoni che coordina le attività di "Tambosi", "Rodari" e "Fermi". «Dobbiamo convincerci - la premessa di Pertoll - che la nostra realtà è quella di un territorio perfetto per chi vuole imparare l'altra lingua. Chi è veramente deciso a raggiungere il traguardo del bilinguismo può avere i mezzi per ottenerlo: per questo trovo poco sensato che i ragazzini italiani vadano in Germania a imparare il tedesco, così come i nostri studenti facciano delle vacanze studio a Firenze o Cesenatico. In quest'ottica abbiamo deciso di attivare delle collaborazioni con le scuole medie "Fermi" e "Archimede" per aumentare il contesto d'uso e compenetrare maggiormente i due mondi scolastici». Un orientamento accolto a braccia aperte dalla dirigente degli istituti di Oltrisarco: «Non è sempre facile riuscire a imbastire questo tipo di progetti - spiega Bertoni - ma con loro stiamo portando a conclusione un lavoro di pianificazione che dura da mesi. In sintesi si tratta di uno scambio di insegnanti tra le scuole per alcuni periodi determinati, in modo da consentire una didattica diversa e nell'altra lingua. Gli insegnanti si sono incontrati per definire bene che tipo di programma affrontare e come suddividere le discipline. Siamo ai dettagli e credo che, per fare tutto con la massima precisione, partiremo direttamente con il prossimo anno scolastico». Le "Fermi", quindi, concedono un'importante anticipazione sul piano dell'offerta formativa, ma la dirigente ammette «che ci saranno altre novità che presenteremo tra pochissimi giorni. Bisogna cogliere al volo le opportunità e le aperture che arrivano dal mondo tedesco. Il fatto che anche Ingrid Pertoll sia una dirigente nuova come me è stata una spinta in più per percorrere con convinzione questa strada». Più prudente nelle dichiarazioni è Christian Gallmetzer, dirigente della primaria "Gries" e della media "Stifter": «Sappiamo tutti che la scuola tedesca affronta degli evidenti freni politici nel giudicare le sezioni bilingui e l'insegnamento veicolare che stanno sfondando nel mondo italiano. Questo, però, non significa che ce ne rimaniamo immobili: noi, per esempio, di concerto con il consiglio d'istituto, abbiamo aggiunto un'ora di lezione in italiano al piano orario della primaria. Non solo, durante il percorso scolastico abbiamo inserito dei rafforzamenti linguistici alle medie, con suddivisione delle classi e particolare attenzione all'italiano e all'inglese. Difficile, comunque, esprimere un giudizio sulla scuola bilingue: da parte di noi dirigenti non c'è nessuna voglia di alimentare polemiche politiche, mentre a livello tecnico non possiamo nasconderci alcune difficoltà. Tramutare la sperimentazione in soluzione sistematica, infatti, comporta la necessità di precettare diversi insegnanti di italiano: non è così semplice trovarne». Non mancano, infatti, le ammissioni di difficoltà nel reperire docenti di L2 che ciclicamente tornano ogni settembre. «Esatto - conclude Gallmetzer - per questo ritengo che la strada più proficua per migliorare le nostre competenze linguistiche sia quella di rafforzare il sostegno alla disciplina». Dalle cattedre tedesche, insomma e seppur sottotraccia, si cercano nuove strade.
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mercoledì 19 gennaio 2011

Via Novacella vuole la ciclabile


18 gennaio 2011 — pagina 17 sezione: Cronaca

BOLZANO. Solo la teoria fa di via Novacella una strada a senso unico. I residenti, ormai stufi dal continuo passaggio di biciclette sul marciapiede in direzione via Roma, chiedono all’amministrazione di risolvere il problema in modo definitivo con la creazione di una pista ciclabile, anche in forma promiscua con il marciapiede, o un controllo più attento da parte della polizia municipale. Una criticità che coinvolge pure la vicina via Rovigo interessata, oltretutto, dal transito degli scooter dei ragazzi che frequentano le scuole. La richiesta di intervento è forte anche all’interno della Circoscrizione Europa-Novacella che l’ha posta come priorità nell’incontro avuto con l’assessore comunale alla mobilità Judith Kofler Peintner ricevendo una parziale disponibilità a discutere delle soluzioni adottabili una volta ultimati i parcheggi sotterranei del quartiere. Consiglieri, residenti ed esercenti, però, premono per una decisione più rapida. «Il marciapiede è ormai una vera a propria pista ciclabile - comincia Paola Veronese - quindi a questo punto tanto vale separare le due corsie e garantire maggiore sicurezza. Non dimentichiamo, infatti, che qui abitano molti anziani che non possiamo mettere a rischio. La stessa soluzione promiscua potrebbe essere uno scenario migliore di quanto non sia la situazione oggi». Stizzita Lidia Bonati: «Sarebbe ora si intervenisse per rendere giustizia ai pedoni. Proprio l’altro giorno ho dovuto camminare in strada per fare spazio a un signore che, con il motorino, ha scelto questo percorso per raggiungere prima via Roma. Ho provato a segnalare il disagio ai vigili urbani, ma non siamo andati oltre una civica comprensione del problema. La ciclabile potrebbe metterci tutti d’accordo». Dice Arnaldo Pellegrinelli: «Sarei contento della corsia dedicata alle due ruote in modo da facilitare la mobilità degli studenti. Il bacino d’utenza che servono le scuole di via Rovigo, infatti, è piuttosto corposo e merita delle riflessioni». Luca Nalin dal suo tabacchino recapita il proprio sostegno alla proposta: «Sarebbe auspicabile un’opera simile pure nel tratto di via Rovigo tra viale Druso e la stessa via Novacella. Gli spazi sono ampi e in uno dei marciapiedi si può disegnare tranquillamente un percorso ciclabile». Dal vicino bancone del “Baby bar” risponde Mina Cecinato: «Benissimo la ciclabile, purchè non sottraggano ulteriori parcheggi a una zona che continua a chiederne per i residenti. Devo ammettere, comunque, che durante la stagione calda il transito di scooter e bici attraverso il piccolo gazebo che ho sul marciapiede è abbastanza continuo. Una soluzione va trovata». Perplesso Elio Pevere: «Parliamo di una soluzione impraticabile. La carreggiata, infatti, è troppo stretta per pensare di affiancare la ciclabile, mentre realizzarla sul marciapiede significa determinare comunque dei disagi per chi abita nei condomini che si affacciano direttamente sulla strada. E’ vero che la criticità dei ciclisti che decidono di percorrere via Novacella e via Rovigo in contromano è reale e continua, ma trovare delle contromisure immediate e facilmente realizzabili non è così semplice. Per ovviare, nel frattempo, basterebbe controllare assiduamente la circolazione». «Davvero auspicabile la realizzazione di un percorso più sicuro - ribatte Marisa Andreis - perché siamo oggettivamente stufi di dover prestare massima attenzione a chi non rispetta le regole e mette in pericolo noi che passeggiamo in tranquillità». La conferma arriva da Isac Mihita: «Lavoro in zona e mi sono accorto di quanto poco sia rispettato questo senso unico». A nutrire molta fiducia nella realizzazione della pista ciclabile, sono i consiglieri di Circoscrizione Franco Giacomozzi (Lega Nord) e Kilian Bedin (Svp): «Abbiamo comunicato questa necessità all’assessore competente e abbiamo ricevuto delle aperture incoraggianti. E’ ora di intervenire seriamente su una situazione che ormai ha dell’incredibile». (a.c.)

Forum Prevenzione: tra poco i controlli sull'alcol


BOLZANO. Risolto, in parte, il dubbio sullo stralcio del capitolo dedicato al test antidroga sui lavoratori anche per l'alcol i cui controlli sono già presenti all'interno della normativa nazionale. «Arriverà con un provvedimento a parte - assicurano il direttore sanitario Oswald Mayr e Peter Koler del Forum Prevenzione - con tempi diversi». Questo anche se nel testo del decreto provinciale (il numero 1305 del 26 luglio 2010) non si riscontra nessun accenno preciso alla questione. Pubblicate, comunque, le soglie di positività del test antidroga del primo livello pari a 300ng/ml per gli oppiacei, 300ng/ml per la cocaina, 500 ng/ml per le amfetamine, 500 ng/ml per l'ecstasy Mdma, 50 ng/ml per i cannabinoidi, 300 ng/ml per il metadone e 5 ng/ml per la buprenofina. Sforarle significa perdere temporaneamente il proprio lavoro, ma anche ribellarsi ha un suo costo, stavolta in termini economici: le controanalisi, infatti, sono completamente a carico del lavoratore. Realizzato in collaborazione con il Forum Prevenzione, infine, un flyer informativo che utilizzando il linguaggio dei fumetti, cercherà di spiegare la novità ai lavoratori tramite una distribuzione massiccia e capillare sul territorio.
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Test antidroga: arrivano le multe


BOLZANO. Il consumo di stupefacenti può costare il posto ed al datore di lavoro multe fino a 4.000 euro. Anche in Alto Adige entrerà in vigore, infatti, il 21 gennaio l’obbligo dell’accertamento di assenza di tossicodipendenza.
L’obbligo interessa le categorie di lavoratori che, per la natura delle loro mansioni, potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza di terzi. I controlli, quindi, interesseranno una buona fetta di altoatesini a partire, logicamente, da chiunque sia impiegato nel settore del trasporto pubblico. Saranno convocati dal medico anche gli autisti di mezzi che necessitano di patente C, D, CE O DE o di mezzi per il movimento a terra, persone in possesso di certificati di abilitazione per lavorare con gas tossici, fuochi d’artificio o esplosivi e controllori di volo. Il meccanismo della nuova normativa è stato illustrato dal direttore sanitario dell’Asl unica Oswald Mayr, accompagnato da Edi Casagrande del servizio di Medicina del lavoro e Peter Koler del Forum Prevenzione.
«Chi ha dei dipendenti che esercitano mansioni a rischio - spiega Edi Casagrande - deve occuparsi personalmente di segnalarli al medico di riferimento e inviarli alla visita di primo accertamento. La mancata segnalazione, infatti, può costare un’ammenda fino a 4.000 euro. Il controllo, comunque, è a carico dei datori di lavoro con prezzo stabilito dal nomenclatore tariffario provinciale, così come l’eventuale secondo accertamento che, in caso di prima positività, dovrà tenersi al Ser.D al fine di accertare un’eventuale dipendenza del lavoratore con un costo base di 120 euro».
Chiunque non si presenti all’accertamento senza un’accettabile giustificazione può incorrere in una sanzione fino a 600 euro con obbligo di tre controlli periodici delle urine anziché uno singolo.
Bene ricordarsi, comunque, che i dipendenti vanno controllati anche prima dell’assunzione, periodicamente con cadenza biennale, in caso di ragionevole dubbio, dopo un incidente, prima del rientro dopo precedente positività o sospensione.
Il tutto, infine, deve essere organizzato e comunicato ai lavoratori con al massimo un giorno di preavviso e anche questi passaggi sono demandati agli obblighi dei datori di lavoro.
Timori, comunque, si alzano timidi dagli ambienti sindacali che si sono presi qualche giorno di riflessione su una norma delicata. In caso di prima positività, infatti, i lavoratori saranno immediatamente sospesi dalla mansione a rischio e dirottati su altri compiti non pericolosi. Nel frattempo, infatti, si passa al secondo accertamento presso il Ser.D che, attraverso anamnesi, visite specialistiche e analisi più approfondite, dovrà stabilire un’eventuale dipendenza. In caso di consumo occasionale il lavoratore sarà reintegrato solo quando potrà dimostrare, mediante controlli frequenti, di aver smesso di consumare stupefacenti, mentre la dipendenza obbliga all’adesione di un programma terapeutico con esito positivo per mantenere il posto.
«Le tracce più rapide a svanire - precisa Casagrande - sono quelle legate alla cocaina, mentre le più persistenti sono causate dal consumo di hashish. L’analisi del capello, prevista nel secondo accertamento, risale fino a un periodo di sei mesi antecedente il controllo».

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Alan Conti

Visigalli: Pochi soldi per piazza Matteotti


BOLZANO. Piazza Matteotti torna al centro. Per il momento, in attesa di riprendersi il ruolo di cuore pulsante del quartiere, guadagna l'attenzione massima nel programma della Circoscrizione Europa-Novacella. «Condivido - dice il presidente Carlo Visigalli - quanto affermato dagli intervistati sulle colonne dell'Alto Adige. Ammetto, infatti, che durante la campagna elettorale mi è capitato di ricevere gli stessi input nei miei colloqui con gli abitanti. La questione, insomma, mi sembra particolarmente centrale per la vita del rione, quindi ho trovato opportuno inserirla nel programma che mi ha portato all'elezione». Le dichiarazioni di intenti, però, sono molto più semplici dell'atto pratico e di questo Visigalli ne è consapevole. «Devo ammettere che non sarà affatto facile ottenere un maggior numero di manifestazioni come richiesto dai residenti. La questione, infatti, si allaccia alla riduzione dei finanziamenti che dal Comune. Evidente che una delle voci di budget che subisce dei tagli consistenti è proprio quella delle feste di rione. Ritengo già un successo soddisfacente essere riuscito a rendere realizzabile ugualmente la riqualificazione del passaggio verde tra via Visitazione e viale Europa». Quando i soldi mancano, però, è bene lasciare campo aperto all'inventiva. «Cercherò perciò di coinvolgere maggiormente associazioni e commercianti. Non a caso avremo un incontro con gli esercenti il 9 febbraio e in agenda non potrà di certo mancare il futuro di piazza Matteotti». Più tecnica, invece, la criticità dei cubetti di porfido giudicati troppo pericolosi. «Il problema è causato dal passaggio dei furgoni del mercato. In passato abbiamo ipotizzato di sostituirli con dei piastroni, ma il peso non sarebbe sopportabile per la struttura sottostante. L'unica soluzione praticabile sarebbe di cementarli, ma chiaramente si andrebbe incontro a un impatto di non poco conto. Gli uffici, comunque, continueranno a studiare una soluzione». I cittadini, comunque, hanno un ruolo importante nel tentare di restituire vita a piazza Matteotti: «Invito tutti a segnalarci idee per migliorare l'arredo urbano e la vita sociale di questo fondamentale spazio». (a.c.

lunedì 17 gennaio 2011

Piazza Walther: i bar contro la tassa gazebo «Paghiamo già tanto»


15 gennaio 2011 — pagina 17 sezione: Cronaca

BOLZANO. «Una presa in giro: hanno giocato al gatto con il topo per spillarci qualche soldo in più». Non vanno per il sottile gli esercenti di piazza Walther che, dopo la lettera del vicesindaco Klaus Ladinser contro i box service dei gazebo, ora devono fra i conti con l’intenzione di Spagnolli di aumentare il canone Cosap. Tutto il polverone agganciato all’«armonizzazione» e alla valorizzazione di piazza Walther sembra risolversi, all’atto concreto, con un aumento dell’imponibile per l’esercizio sullo spazio pubblico. Dai banconi dei locali si chiede chiarezza in mezzo a tanta confusione.
«Finalmente tutta la querelle si è rivelata per quello che è - la dichiarazione irritata di Franco Collesei e Franco Padoani, titolari del “Walther’s” - ovvero una richiesta di pagamento. Viene quasi da ridere a pensare che nello stesso giorno in cui Durnwalder risponde picche ai finanziamenti comunali, il sindaco cominci a battere cassa dagli esercenti. Naturalmente iniziare da piazza Walther ha un forte significato simbolico». Ironia tagliente a parte, però, è lo stesso concetto di armonizzazione che non viene compreso. «Non capiamo - continuano Collesei e Padoani - - tutta questa necessità improvvisa di rivalutare la piazza. Il tutto, intendiamoci, senza uno straccio di progetto concreto o di idea. Entrando nel merito del Cosap, invece, parliamo volentieri a carte scoperte: noi paghiamo al Comune 15.000 euro per l’utilizzo dello spazio pubblico per 11 mesi perché durante il Mercatino ci è vietato. Sono 1.360 euro al mese, facendo finta di non considerare che le mensilità di reale utilizzo sono di meno. Non solo: offriamo lavoro stagionale a 8 persone, cui versiamo regolarmente i contributi che vanno ad aggiungersi al resto del personale per un totale di 20 dipendenti, non pochi. Il tutto, infine, mentre assistiamo impunemente alla svendita delle licenze della nostra professione e autentici regali ai sinti in altre zone della città. C’è una domanda, inoltre, cui vogliamo una risposta: quanto pagano di imposte i vari imbiss dei würstel sparsi per il Centro? Ci piacerebbe si armonizzassero pure loro ai nostri costi».
Identico umore nelle parole di Claudio e Alessandro Marchesini, titolari del bar “Domino”. «Davvero non riusciamo più a capire cosa voglia da noi l’amministrazione comunale. Ogni anno ne ha una nuova: due anni fa niente pedane, l’anno scorso le fioriere da pitturare di bianco e verde per volere di un tecnico che ora non c’è più e oggi i box service. Ci devono spiegare cosa intendono per armonizzare perché se vogliono investimenti ogni stagione in base ai loro umori per l’arredo urbano non ci siamo capiti. Cosap troppo basso? Diciamo solo che noi sborsiamo 12.000 euro per 11 mesi, ma nessuno ci copre se a marzo, aprile o ottobre il tempo è brutto e non possiamo utilizzarlo. Il brutto tempo lo paghiamo sulla nostra pelle. Durante le punte stagionali noi diamo lavoro a 12 persone, di cui 5 stagionali, cui vanno aggiunte le spese che, solo per citare la Seab, si attestano a 7.000 euro di bolletta per i servizi. Numeri che servono a far capire che il lavoro in piazza Walther non è certo un privilegio che ci regala il Comune». Cerca l’equilibrio, invece, il segretario della categoria di Confesercenti Mirco Benetello: «Dico solo che sarebbe opportuno lasciare lavorare in tranquillità aziende che investono tanti soldi per il bene loro, ma anche di uno dei simboli della città. Sul Cosap bisogna considerare sia il fatto che il Comune non può mettersi di ragionare come un qualsiasi immobiliarista sia il legittima diritto di ogni cittadino di considerare un poco suo lo spazio pubblico utilizzato».
L’unica parziale apertura alle scelte comunali arriva dagli ultimi arrivati della “Loacker Moccaria”: «L’impostazione di Ladinser - osserva Werner Herrnhofer - mi sembra condivisibile perché vanno evitati certi eccessi che hanno caratterizzato la piazza in passato». (a. c.)