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mercoledì 18 gennaio 2012

In mostra Vittur, tra moderno e tradizione


Un'opera di Claus Vittur in mostra

In mostra dal 4 al 18 febbraio l'artista sospeso tra internet e la natura morta. Un gioco di opposti da visitare.

BOLZANO. Internet ha cambiato il modo di scrivere, di leggere, ma anche di esprimere la propria arte su un’opera pittorica. Più di un’artista, dunque, ha cominciato a guardare al computer come nuovo ipotetico pennello e, a fronte dei tanti che hanno immediatamente rifiutato l’idea, c’è qualcuno che ha deciso di andare fino in fondo. E’ il caso di Claus Vittur, pittore pusterese di nascita e badiota di residenza, che dal 4 al 18 febbraio sarà protagonista di una mostra individuale presso il Kunstforum della Bassa Atesina. Il quesito di fondo, però, è come si possa concepire un’opera d’arte come un quadro attraverso il digitale? La risposta di Vittur è dentro le sue scelte e la sua tecnica. Nelle sue tele, infatti, troviamo una particolare combinazione tra tradizione e modernità, con la preferenza per soggetti classici come paesaggi o nature morte rappresentate attraverso immagini  o fotografie figlie del web. In sostanza ci propone un abbraccio fra il digitale e il banale alla ricerca dell’originale: non a caso Vittur è stato protagonista di molte collettive e individuali tra la provincia di Bolzano e l’Austria. Si tratta, infatti, di un procedimento capace di attrarre un pubblico multi generazionale proponendo, al contempo, vari piani di interpretazione allo spettatore. Si parte, chiaramente, da quello più immediato legato all’estetica di un’immagine e della sua eventuale collocazione ed elaborazione, per approfondire il tutto verso una ricerca quasi filosofica. I contorni sfuocati e l’indeterminatezza di alcune figure, così come la stessa scelta dei soggetti, rimandano a una riflessione attorno all’effettiva rappresentazione della realtà nell’arte. La semplice riproposizione di una natura morta filtrata dalla tecnologia, per esempio, porta la stessa frutta su un livello differente alla banale copiatura di una bella composizione. Si insinua così uno scetticismo strisciante sia nei confronti della tradizione pittorica più nota e conosciuta sia verso il concetto contemporaneo di arte, troppo spesso trascinato agli estremi per i capelli. Lo stesso artista, quindi, si pone in una posizione conflittuale rispetto al mezzo stesso che sceglie per le proprie creazioni: un atteggiamento che non può non stupire.
 La sintesi, comunque, fa parte della formazione artistica di Vittur che, come detto, è nato a Brunico nel 1961 ma oggi vive e lavora a La Valle in Badia. I primi rudimenti pittorici li riceve nel quinquennio di formazione presso l’istituto artistico di Ortisei tra l’81 e l’86, ma ben presto decide di misurarsi con le novità e gli approfondimenti proposti dalla prestigiosa Accademia delle Belle Arti di Brera, dove studia dall’88 al ’92. Alla formazione di scuola italiana, infine, fa da contraltare una carriera impostata inizialmente più sul territorio tedesco altoatesino e austriaco, in un gioco di opposti che si attraggono e che, evidentemente, sono natura stessa di questo pittore.
Alan Conti

Scuola Firmian, al via le prime classi


L'area di cantiere scolastico a Firmian: si scorge la materna

Alla Don Bosco partiranno due sezioni che si trasferiranno nel nuovo rione tra due anni. Il dirigente Iob: "Ci sarà anche una classe tedesca" 

BOLZANO. Ancora deve concretamente vedere la luce, ma la scuola primaria di Firmian è già in partenza. Se la struttura dovrebbe essere pronta entro due anni, la didattica viaggia a una diversa velocità e l’istituto comprensivo Bolzano 2 diretto da Bruno Iob ha già aperto le iscrizioni alle sezioni della nuova scuola. Il meccanismo è semplice: in segreteria ai genitori delle classi prime dell’anno scolastico 2012/2013 verrà chiesta la preferenza tra la scuola di Firmian e lo storico edificio di piazza Don Bosco dividendo così gli alunni. Si formeranno due gruppi classe, probabilmente uno per il tempo modulo con soli due rientri e una a tempo pieno, che nel giro di un biennio si trasferiranno nella nuova sede. Identica procedura per l’anno scolastico 2013/2014 in modo da arrivare a un totale di quattro sezioni che praticamente si appoggeranno alla primaria Don Bosco come istituto di rotazione in attesa del completamento dei lavori nel rione oltre via Resia. "Si tratta di un progetto che mi affascina moltissimo – comincia il dirigente Bruno Iob particolarmente entusiasta – perché si tratta di dare avvio e slancio a una scuola destinata a diventare importante nella società bolzanina. La sua ubicazione in un’area fortemente residenziale e giovane, oltretutto, ne aumenta le potenzialità. Gli spazi della nostra attuale primaria ci consentono di cominciare questo cammino, quindi abbiamo deciso di pianificare gli ingressi per Firmian. Nel momento dell’inaugurazione della nuova struttura avremo così un ciclo già ben avviato". Difficile, a iscrizioni ancora aperte, avere un quadro statistico preciso. "Nella giornata di domani, alle 17.30 all’interno dell’aula magna del primo piano dell’edificio scolastico Don Bosco, presenteremo a genitori e interessati l’offerta formativa complessiva. Sarà questa, quindi, l’occasione per una prima presa di contatto con le famiglie. Nelle nostre ipotesi abbiamo calcolato due sezioni di circa 20 alunni, una per il tempo modulo e l’altra per il pieno. I contorni definitivi, però, saranno determinati anche dalle richieste". Non si scappa, comunque, dalle due classi: "Programmando l’ingresso di altre due sezioni il prossimo anno non possiamo permetterci di ospitarne un numero maggiore. La stessa capienza della futura scuola non supererà le 15 aule , quindi è bene calibrarci subito su questa cifra". Due classi per quinquennio, però, danno un totale di dieci ed è nelle cinque che mancano che si annida un’altra sostanziosa novità. "Una classe per anno sarà di formazione e competenza della scuola primaria tedesca “Pestalozzi”. Saranno loro a gestirne le iscrizioni e le dimensioni. Logisticamente è sicuramente un ulteriore vantaggio per il quartiere e per le famiglie di madrelingua tedesca che qui si sono trasferite". Non si può notare, tuttavia, che avremo in città una coesistenza pianificata e sistematica di due cicli di elementari all’interno di una stessa scuola. Qualcosa di simile esiste da anni presso le “Chini” ai Piani, ma in quel caso le organizzazioni rimangono ben distinte. "La volontà – continua Iob – è di dare vita a un progetto innovativo con visioni moderne e tratti in comune. Vedremo come arrivare a questo obiettivo". Il dirigente non intende sbilanciarsi, ma la sensazione è che si potrebbe davvero sfruttare l’occasione di una così stretta contiguità per costruire qualcosa di nuovo per il territorio.
 Firmian, però, non si può fermare alle lingue. "Assolutamente e un altro punto forte della nostra progettazione sarà l’intercultura. Non possiamo sottovalutare il tessuto sociale nel quale crescerà il nuovo istituto e tutti sappiamo che il rione ha una buona percentuale di presenza di stranieri". Iob, in chiusura ci dica la verità: quanto è stimolante per un dirigente girare le chiavi nel motore di una scuola nuova di zecca? "Tantissimo. Potrei essere già in pensione, ma l’entusiasmo di avviare una struttura così curata e ben inserita all’interno della vita di un quartiere è troppo per lasciare proprio adesso".
Alan Conti

martedì 17 gennaio 2012

Europa Novacella: "Comune immobile"


Regina Pacis (FotoBolzano)

BOLZANO. "Abbiamo avanzato più volte alcune richieste importanti per Europa-Novacella, però siamo ancora costretti a rimanere fermi". Dopo le proteste di Oltrisarco di qualche giorno fa anche il quartiere più densamente abitato di Bolzano alza la voce attraverso le dichiarazioni del vicepresidente di Circoscrizione Kilian Bedin (Svp). "Ci sono diverse questioni ancora aperte che aspettano delle soluzioni. La potatura di diversi alberi in via Palermo e via Dalmazia, per esempio, è stata sollecitata più volte ma non è mai stata effettuata: una piccolezza emblematica". Sul tavolo delle trattative, però, ballano anche punti più pesanti e decisivi per la vita del quartiere. "La ciclabile di via Novacella e via Rovigo – continua Bedin rispolverando un vecchio cavallo di battaglia sposato da diversi consiglieri – di fatto esiste nella pratica quotidiana, ma viene sostanzialmente ignorata dal nuovo piano per la mobilità. A breve avremo un incontro con i tecnici per cercare un compromesso che possa prevedere una vera e propria corsia oppure una soluzione promiscua. Il tutto, infatti, è praticamente paralizzato dall’incerto destino del parcheggio sotterraneo di via Rovigo". Il prossimo incontro con la commissione mobilità viene individuato come snodo centrale anche dallo stesso presidente della Circoscrizione Carlo Visigalli: "Sarà un appuntamento importante per fare luce su alcune questioni delicate legate agli spostamenti nel quartiere. Il 25 gennaio, invece, è fissata l’inaugurazione ufficiale del progetto del centro commerciale naturale e in quella occasione vorremmo presentare novità in fatto di arredo e mobilità stessa". I tempi, quindi, sono stretti anche perché lo stesso Comune ha dimostrato di credere in modo piuttosto deciso all’iniziativa promossa dalla Confesercenti provinciale. Europa-Novacella, però, non può fermarsi a questo e la recente cronaca ne è tragica testimone. "In via Rovigo, nel tratto dove sorgono tantissimi negozi e si è registrato l’investimento di Guglielmo Andriolo, la cittadinanza ci chiede a gran voce soluzioni più sicure. Basterebbero delle strisce pedonali o dei cunei di rallentamento". Da non dimenticare, inoltre, l’eterno refrain della mensa per anziani: "ll progetto avanza, ma molto lentamente. Uguale il discorso per il percorso tattile di piazza Matteotti". Tasto eternamente immobile, invece, quello legato alle sorti dell’area ex aeronautica di via Novacella, impigliata da anni nelle pieghe burocratiche dei passaggi di proprietà tra Stato, Provincia e Comune. Le richieste del Quartiere, comunque, vanno a inserirsi in un momento non facile nei rapporti tra il centro civico del Cristallo e l’amministrazione centrale. E’ recente, infatti, la bocciatura del bilancio da parte della Circoscrizione a fronte di un dimezzamento delle risorse che l’assessore al decentramento Luigi Gallo aveva catalogato alla voce “incomprensioni”. Francesca Maffei, consigliere dei Verdi, nell’occasione era stata molto chiara: "Ci mettono nelle condizioni di non poter svolgere le mansioni per le quali siamo stati eletti. E’ nostro compito riferirlo ai cittadini in modo deciso". Ora, quindi, dalla realtà si passa alla concretezza di progetti che stentano a vedere la luce e l’incontro con la commissione mobilità comunale diventa un momento decisivo. Il Quartiere attende passi avanti, oltre ogni incomprensione.
Alan Conti

lunedì 16 gennaio 2012

Laure, la signora delle viti


Laure Maver, una vita tra chiodi e viti

BOLZANO. "Ci sentivamo tutti nella stessa barca, oggi ciascuno ha la sua canoa e pagaia da solo". E’ pungente la metafora che Laure Maver sfodera per descrivere il commercio di oggi rispetto a quello di qualche decennio fa. Maver è la titolare della storica ferramenta “Setnikar” che dal 1929 al 2005 è stata anima centrale di via Bottai (negli spazi occupati oggi da “Northland) e trasferitasi recentemente all’interno di galleria Vintler. Un trasloco che è stato spartiacque per un’attività assai florida nella vecchia sede e che lotta con le difficoltà di un passaggio esiguo oggi. Non è un caso che Laure quasi si commuova accarezzando le foto di un servizio pubblicitario realizzato all’interno del vecchio negozio. "Vero che potevamo contare su molta più visibilità, ma quello che manca di più è lo spirito. Guardi – e sfodera un vecchio documento con una moneta da 10 lire attaccata con lo scotch – questo attesta il rilevamento dell’attività a mio nome il 2 gennaio 1974. Appena appresa la notizia i ragazzi che lavoravano vicino da “Amonn Colori” sono accorsi per donarmi la moneta che allora era considerata un portafortuna. La conservo ancora oggi perché è il simbolo di una strada e di un sentirsi commercianti che oggi si è perso". Troppa concorrenza? "Ognuno guarda ai suoi interessi e non solo è difficile trovare un’intesa sulle questioni professionalmente rilevanti, ma è difficile persino costruire buoni rapporti. Io caratterialmente cerco sempre l’armonia con i colleghi, ma mi accordo che oggi si tratta di un desiderio meno corrisposto". Tornando alla sua attività: incuriosisce una donna alla guida di un negozio che, solitamente, ha una frequentazione piuttosto maschile. "Vero – ride – però iniziai da commessa e mi accorsi che il settore mi appassionava. Tra i clienti abbiamo avuto prima grosse ditte cittadine, poi singoli professionisti e molti di loro mi hanno seguita anche qui in galleria. Diciamo che la competenza ha fatto la differenza e abbattuto ogni diffidenza". E’ cambiata, però, la concorrenza e anche nel settore sono piombate le grandi catene. "Già, ma il vero pericolo per noi è cinese. Molti attrezzi, infatti, vengono venduti a prezzi bassissimi, ma la qualità è proporzionale e il cliente, in un periodo storico particolare, si lascia attrarre. E’ molto più immediato, infatti, calcolare il risparmio immediato senza considerare che probabilmente si sarà costretti ad acquistare più volte lo stesso prodotto data la scarsa funzionalità. Potrei anche io commerciare tranquillamente la merce orientale che mi viene offerta in continuazione, ma avverto una responsabilità verso i mieli clienti che i grossi brand, evidentemente, non condividono".
 Che via Bottai era quella degli anni ’70 e ’80? "Una strada formata interamente da piccole attività e negozianti che forzatamente avevano molto a cuore le sorti di tutta la zona. Dipendevamo gli uni dagli altri, quindi veniva naturale darsi una mano. Per molti anni abbiamo lavorato benissimo e sono arrivata ad avere anche 6-7 dipendenti". Oggi non ne rimane uno. "E’ andato via l’ultimo – rivela Maver – e adesso basto io. Mi stupisce, però, come molti clienti continuino a chiedermi prodotti antichi. E’ fortissima, per esempio, la richiesta di maniglie degli scorsi decenni". Certe cose non passano mai di moda. "Vero – ride – come per me fare le confezioni con i fogli di giornale. Ho copiato la tecnica dai caldarrostai e ancora oggi non so farne a meno". Laure, però, non ci sta a cadere totalmente nella retorica del “si stava meglio prima”. "Io sono nata in Francia: mio papà lavorava lì e mamma era tedesca di Bolzano. Nel ’46 la nostalgia di casa si è fatta sentire e siamo tornati qui. Mia sorella e io tra di noi parlavamo francese, ma in questa terra ci guardavano tutti male quando lo facevamo, così abbiamo smesso per la vergogna. Oggi, quindi, comprendo la lingua transalpina ma non sono più in grado di parlarla: siamo lontani anni luce rispetto al valore che oggi, giustamente, diamo al bilinguismo". Non tutto, dunque, è da buttare anche se nel mare del mercato si cercano più marinai e meno canoisti.
Alan Conti

In Val Badia scompare lo scontrino


Il Piz Seteur di Plan de Gralba: uno dei rifugi coinvolti

 "Sono rimasto amareggiato dal comportamento di alcuni operatori turistici – l’incipit dello scritto di Bortolami – della mia adorata Badia. Ho pranzato sulle piste per quattro giorni e in tre occasioni non mi è stato rilasciato lo scontrino fiscale. Due volte l’ho chiesto espressamente, mentre la terza nemmeno me ne sono accorto. Il tutto in un momento in cui tutti dobbiamo darci una mano e su un territorio già abbastanza aiutato dalla fiscalità nazionale". Dopo il preludio ecco la prima tappa del giro dello scontrino. "Il 6 gennaio pranzo presso il ristorante “La Stua” presso il Rifugio “Edelweiss” a Colfosco e ricevo uno scontrino che appare in tutto e per tutto fiscale se non fosse privo della prevista dicitura riportante la Partita Iva della società, il che esclude possa essere ritenuto tale. Ho pagato 40,50 euro per persona con carta di credito, ma mi sono accorto solo in un secondo momento dell’errore per cui ho provveduto ad avvertire la Guardia di Finanza che potrà tranquillamente verificare la transazione dal mio conto. Non solo, nello stesso ristorante mi volevano negare l’acqua del rubinetto nonostante esista una legge precisa che impone all’esercente di consegnarla se richiesta. L’avrei pure pagata". La notizia porta un prevedibile scompiglio all’interno del rifugio, da dove risponde la responsabile Maria Grazia Costner. "I miei camerieri hanno l’obbligo di rilasciare lo scontrino: chiedo al signor Bortolami di inviarmi copia dello stesso per verificare cosa sia accaduto". Già, ma il problema non è non averlo fatto, ma averlo stampato senza partita Iva. A questo punto, però, compare il provvidenziale guasto della stampante: "Possiamo dimostrare di aver avuto dei problemi tecnici proprio nei giorni scorsi che ci hanno fatto impazzire". Appurata l’esistenza della stampante capace di saltare le righe a sua discrezione, verifichiamo l’episodio dell’acqua. "Se tutti cominciamo a chiedermi quella del rubinetto allora posso anche chiudere – il commento lapidario di Costner – e ho scoperto l’esistenza della legge solo dopo l’episodio. In ogni caso posso chiederne il pagamento".
 Il secondo episodio riportato da Bortolami ci porta al rifugio “Utia Baby” in località Freina: la vicenda assume contorni comici. "Mi è stato consegnato un documento non fiscale che riportava a chiare lettere la sua natura e che mi invitava, qualora lo avessi voluto, a richiedere personalmente lo scontrino fiscalmente valido. Non si tratta, però, di un diritto del consumatore, ma di un obbligo dell’esercente". Terze e ultimo pranzo l’8 gennaio a “Piz Seteur” a Plan de Gralba dove gli avvenimenti si fanno più “classici”. "Qui – chiude Bortolami – ho semplicemente dovuto chiedere esplicitamente lo scontrino che altrimenti non mi sarebbe stato consegnato". Netta, pur se confusa, la replica del responsabile: "Impossibile, facciamo tutto in regola al mille per mille, specialmente a pranzo e con gli italiani". Scusi, perché con i tedeschi? "Diciamo al 99,9%, ma vogliamo essere in regola. Poi capita chi ti denuncia, ricorda male la somma che ha pagato e ci prendiamo le multe della Guardia di Finanza. E’ questa la legge italiana". Già, la stessa che impone la consegna diretta dello scontrino. "Noi portiamo al tavolo il conto, facciamo lo scontrino, poi se qualcuno vuole il documento fiscale viene alla cassa e se lo prende". Appunto, tanto vale consegnarlo subito. O no?
Alan Conti

giovedì 12 gennaio 2012

Nonciclopedia: "il Mercatino un campo di concentramento"



Il logo di Nonciclopedia

BOLZANO. “Una minuscola città di ipocriti mezzi italiani misti germanici” raffigurata da un cratere fotografato con tanto di didascalia “C’era una volta…Bolzano”. E’ questa la discutibile presentazione della nostra città che si può leggere sul portale “Nonciclopedia”. Il sito, palese parodia di Wikipedia, è salito alla ribalta qualche settimana fa dopo una pesante diatriba con Vasco Rossi, ma ora on line spunta anche la voce “enciclopedica” dedicata al capoluogo altoatesino. Fatta salva la satira, Nonciclopedia in alcuni passaggi decide di andarci giù pesante. “Alcide De Gasperi, meglio conosciuto come Zio Paperone, decise di rendere autonoma la regione – si legge alla voce “Bolzano” - e i Kruckendorf (ovvero i crucchi) da allora convivono o meglio dominano gli italiani idioti che si credono i migliori, ma non si sono resi conto che i tedeschi sono più della metà della popolazione del Südtirol. Sono loro, infatti, che governano stando seduti nel consiglio provinciale o nelle altrettanto potenti società a capitale della Provincia”. Politica tra il serio e il faceto, insomma, con punte di veleno piuttosto ficcanti, quasi rancorose. Ce n’è anche per l’amministrazione comunale “che si guarda bene dall’installare cartelli bilingui omettendo il tedesco in modo che la comunità germanofona non capisca nulla”. Nemmeno il gruppo linguistico tedesco, comunque, si salva: “Se chiedete loro informazioni stradali o vi diranno di essere fuori zone oppure vi risponderanno nella loro lingua in modo da non farvi capire nulla. Sono convinti, inoltre, di essere gli unici a saper parlare il tedesco sul nostro territorio, dimenticando che in molte scuole si studia”. Come non soffermarsi, invece, sull’inquinamento determinato dalla posizione in una conca. ”Bolzano è conosciuta per il suo ambiente infestato dalle polveri sottili prodotte dalle auto e dagli abitanti che sono così tristi che si fanno male da soli inquinandosi a vicenda”. Pesantissima la metafora utilizzata per bastonare il Mercatino “che attira milioni di gnu e orchi affamati che vogliono comprare e ingrassare: è un campo di concentramento intensivo mortale. Qui si offre acido solforico mescolato in vin brulè e i turisti cominciano a morire lentamente in piazza Walther sciogliendosi. Non esistono, però, altre attrazioni turistiche al di là della vomitata serale in piazza Erbe e piazza Domenicani a partire dalle 22.30”. Agghiacciante.
La pagina, poi, si chiude con una sezione dedicata alle curiosità in cui, per quanto possibile, si riassume il peggio. “Bolzano puzza, non è in Italia, si beve solo birra per dimenticare dove si vive, la gente intelligente non esiste, i vecchi tanfano e ti viene la depressione”. Vero che navigare sul sito satirico deve preparare alle sberle, ma in cambio ci si aspetta una risata intelligente che, stavolta, pare essere assente.
Alan Conti




La ricetta 2012 dell'Apa


Gert Lanz, presidente Apa

BOLZANO. Sarà un 2012 all’insegna dell’affinamento professionale e dei giovani, ma l’artigianato non ce la può fare senza l’aiuto della politica. La tradizionale conferenza stampa di chiusura dell’anno da parte dell’Apa, tenutasi ieri alla “Casa dell’Artigiano”, è stata l’occasione per ribadire concetti forti e inviare alla Provincia un dettagliato elenco di richieste. Si va dalla preghiera di calmierare la futura Imu ai ripensamenti sull’istituzione di un’agenzia unica per gli appalti, passando per una drastica riduzione dei tempi di riscossione e l’introduzione della maturità professionale in ambito formativo. Questioni che andranno affrontate di petto il prossimo anno data la forza rappresentativa dei richiedenti. "Le imprese artigianali altoatesine – specifica il presidente Apa Gert Lanz, eletto al vertice dell’associazione lo scorso febbraio – nel 2011 sono 13.075 per un totale di 43.747 lavoratori, il che rappresenta il 18,4% dell’occupazione totale. Un terzo delle nostre aziende può rientrare nella nostra categoria, che contribuisce al 15,4% del valore aggiunto totale e vanta un fatturato di 2,4 miliardi di euro. Non solo, il 54,5% dei 4.179 apprendisti altoatesini viene istruito in un’azienda artigiana". Precisato il peso del settore al tavolo delle trattative Lanz snocciola le richieste: "La manovra Monti colpisce duramente l’artigianato e credo sia opportuno utilizzare i margini di gioco derivanti dalla nostra autonomia per ridurre l’imposta comunale sugli immobili (Imu). Non dimentichiamo, infatti, che i contributi pensionistici del settore aumenteranno del 20% e i trasporti dovranno fronteggiare l’incremento dei costi dei carburanti. L’aumento dell’Iva, infine, frenerà i consumi". Pollice verso anche per le liberalizzazioni. "Sarebbero nell’interesse dei consumatori, ma per mestieri che hanno un impatto diretto sulla sicurezza pubblica come i meccanici non hanno alcun senso. Bene, invece, la proroga annuale del bonus fiscale provinciale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici". Storica gatta da pelare nei rapporti con l’amministrazione pubblica sono i tempi di riscossione: biblici pure in Alto Adige. "La durata media dei pagamenti – continua Lanz – è di 137 giorni, il 40% in più dei 93 calcolati l’anno passato. Chiediamo venga rispettata con urgenza la soglia europea fissata sui 30 giorni sia da parte dei privati sia, a maggior ragione, dalla mano pubblica". Prima, però, i lavori bisogna farseli appaltare. "Registriamo una fortissima riduzione delle commesse nel settore edile – interviene il direttore Thomas Pardeller, subentrato al consigliere provinciale Hanspeter Munter – ma siamo contrari all’istituzione di un’autorità di gara per gli appalti pubblici che, essendo centrale, faticherebbe a prendere in considerazione le realtà economiche dei comuni o delle vallate".
 Snodo centrale per tutto l’artigianato, inoltre, è la formazione e l’apprendistato. "Sappiamo che è in previsione una nuova legge provinciale – dichiara il giovane vicepresidente Martin Haller - e speriamo di ottenere un sistema omogeneo. Tra i provvedimenti da adottare richiediamo l’istituzione della maturità professionale, che consentirebbe l’accesso a una specializzazione e migliorerebbe il passaggio dei giovani alla formazione professionale". Pieno appoggio, invece, viene espresso nella relazione alla nuova tassa di soggiorni per i turisti e al parco tecnologico, mentre il Sistri richiede migliorie legate a burocrazia e oneri delle piccole e microimprese.  
 Stilata la lista dei desiderata, infine, cosa offre in cambio il settore dell’artigianato per il 2012? "Ci proponiamo di rafforzare le nostre professionalità garantendo la massima trasparenza per favorire lo sblocco delle linee di credito. Non solo, da febbraio abbiamo avviato un forte processo di svecchiamento e intendiamo incentivare l’occupazione dei giovani sia nelle imprese sia all’interno della nostra struttura. In questo modo potremo continuare a proporci come fattore di stabilità importante per la Provincia e la nostra realtà economica".
Alan Conti

DATI
13.075 aziende
43.747 lavoratori
18,4% dell’occupazione locale
15,4% del valore aggiunto locale
2,4 miliardi di fatturato
3,3 dipendenti di media nelle imprese
29% il settore edile più rappresentato, 13% le installazioni, 11% vari mestieri, 10% legno e trasporti
82,7% del fatturato nel mercato locale
10% del fatturato nel resto d’Italia
7,3% del fatturato all’estero
54,5% dei 4.179 apprendisti provinciali si formano in imprese artigiane
625 milioni di euro di imposte e tasse versate
36 milioni gli investimenti pubblici sottoforma di contributi
5,7% il rientro delle prestazioni fiscali rese dal settore
0,68% del flusso di denaro del bilancio provinciale è assegnato al settore artigiano

Viale Europa, nuovo passaggio sbarrato


A Bolzano vita difficile per i pedoni

BOLZANO. Passaggio pedonale chiuso alla cittadinanza dopo decenni di transito perché proprietà privata: a Bolzano scoppia l’ennesimo caso. In principio fu via della Vigna, poi si aggiunse il cancello di Firmian in direzione del Centro Lungodegenti e adesso compare viale Europa. A denunciare l’ultima perla di una collana che in città sembra non avere fine è Egidio Tonolli, ex consigliere di Circoscrizione a Don Bosco e residente nella zona. "Dopo 33 anni – attacca – l’amministratore condominiale di alcune case lungo la strada ha deciso di sbarrare il passaggio ai pedoni su una via parallela a viale Europa che permetteva ai residenti dei caseggiati più lontani di raggiungere la propria abitazione in sicurezza". Il sentiero del contendere, per chiarezza, si imbocca esattamente alla fine della sopraelevata che da via del Ronco conduce proprio in viale Europa, in corrispondenza della nuova sala giochi dopo la rotonda con via Sorrento. In quel punto l’arteria principale si apre a destra verso un’insenatura sede della “Cassa di Risparmio”, priva di marciapiede e totalmente sacrificata al parcheggio blu e bianco. Parallela a questa, tra i cosiddetti “pifferi”, corre una stradina costeggiata da un parco giochi che per trent’anni è stata percorso ideale per i residenti dei condomini in fila arrivando fino alla Zona Artigianale. "Ora, però, la Circoscrizione ha deciso di innalzare una recinzione verde e sbarrare il passo a tutti. Così siamo tutti costretti a camminare lungo gli stalli delle auto infastidendo gli automobilisti e mettendo a rischio l’incolumità di tutti, anziani e bambini compresi. Sembra incredibile che dopo trent’anni improvvisamente siano sorte complicazioni così gravi. Chiedo al Comune di intervenire e sto valutando se ci siano gli estremi per invocare l’usucapione del passaggio". Tonolli si fa portavoce di centinaia di famiglie: "Credo ci siano almeno duecento persone che abitano in questo tratto di strada che per anni si sono serviti di questa stradina e oggi sono costretti a percorsi pericolosi". Il cancello, però, è la classica goccia che fa traboccare un vaso piuttosto colmo. "Da quasi un anno noi residenti denunciamo il mancato funzionamento dei segnali luminosi in corrispondenza dei passaggi pedonali lungo viale Europa, già piuttosto buia. Non solo, l’illuminazione sulla sopraelevata è inesistente e le luminarie di Natale sono scandalose visto che sono cadenti e mezze guaste. Credo che l’amministrazione ci dovrebbe dimostrare con i piccoli fatti di non considerarci un rione di serie B e la Circoscrizione difenderci maggiormente. Ci rendiamo conto da soli della differenza di trattamento con il Centro storico, ma nessuno chiede la luna nel pozzo". A una rapida verifica, comunque, ci si accorge che lungo la strada i segnali luminosi guasti agli attraversamenti sono sette su otto e, oltre all’avvertimento in lontananza, sarebbe importante attivare la luce capace di illuminare le zebre. Sulla sopraelevata, invece, il buio è pesto data l’inesistenza di lampioni o faretti, mentre le luminarie natalizie rappresentano una bella incompiuta: guaste e cadenti verso viale Europa e totalmente assenti sul lato via del Ronco. Ora la palla passa nel campo del Comune.
Alan Conti

martedì 10 gennaio 2012

Manolo, dall'edicola insegno l'integrazione


Manolo davanti alla sua edicola
BOLZANO. "Rispetto, onestà, discrezione, generosità e umiltà: per integrarsi basta rispettare questi cinque capisaldi". Manuel Torres, per tutti “Manolo”, ha elaborato una ricetta semplice per tutti gli stranieri appena arrivati a Bolzano e la dispensa volentieri dall’interno della sua edicola in via Roen. Sono sei anni che Manolo ha lasciato la sua Arequipa in Perù per ricongiungersi con la moglie Paola Carbajal, infermiera in città. Da tre, invece, gestisce l’edicola nei pressi dell’incrocio con via Capri e ben presto è entrato nel cuore del rione trasformando l’acquisto del quotidiano in qualcosa di più di un gesto meccanico abitudinario. "Ho sempre avuto l’obiettivo di fare di questa chiosco un piccolo centro di aggregazione sociale: informazioni e divertimento. E’ importante, sa, conoscersi e farsi conoscere. Dico solo che per Natale ho ricevuto dai clienti 18 bottiglie di vino, 15 panettoni, 6 pandori e un piatto di ravioli da scaldare". Una risata e l’atmosfera è subito quella del divano di casa: Manolo ha la capacità di parlarti come se ti conoscesse da una vita. "E’ molto importante dare sempre più di quanto si pensa di ricevere. L’onestà e l’abnegazione pagano: per tutto il resto c’è l’allegria sudamericana che mi rende naturale stare qui dalle 6.30 alle 20 cercando sempre un sorriso". Da solo non lo dice, ma le capacità imprenditoriali di questo piccolo peruviano sono notevoli, a partire dall’ampia offerta di stampa internazionale. "Offriamo testate spagnole, inglesi, francesi, ma anche rumene, belga o russe. Riviste, quotidiani, pubblicazioni specialistiche: in questo modo possiamo soddisfare le esigenze di molti stranieri e garantire loro una costante informazione. Gli stessi altoatesini apprezzano questa scelta e dimostrano una certa apertura mentale se pensiamo che la rivista “Internazionale”, con le traduzioni dei migliori articoli del mondo, è tra le più vendute". Chiare pure le prospettive future: "Sto cercando forniture di stampa araba e cinese perché il futuro passa da queste civiltà". Sapersi rinnovare, insomma, è determinante in un settore con diverse difficoltà e dove sono sempre più gli stranieri che sostituiscono le attività locali. "Le edicole non hanno moltissimo futuro – ammette Manolo – e i motivi sono diversi. La diffusione delle tecnologie digitali non ammazzerà i giornali, ma tra qualche anno metterà in ginocchio chi i quotidiani li vende. Al momento, però, i rischi maggiori arrivano dalle rassegne stampa televisive e radiofoniche: va bene leggere i titoli principali, ma scendere nel dettaglio significa abbassare le vendite in modo più considerevole di quanto si possa pensare. Non lo dico io, ma i clienti stessi". Un signore tedesco interrompe brevemente la nostra intervista e Manolo prepara in anticipo tutti i giornali richiesti. "Vede, si tratta di un cliente germanico che viene al massimo due volte al mese, ma io ho l’obbligo professionale di imparare in fretta le sue abitudini. E’ una strategia per fidelizzare, certo, ma anche un segno di rispetto e voglia di condividere qualcosa".
 La storia personale di Manolo assomiglia a quella di tanti altri stranieri, ma ci sono delle curiose particolarità. "Non sono venuto qui per soldi o miseria, ma solo per amore. Mia moglie era infermiera da voi, così ho deciso di raggiungere lei e mia figlia Sharoom. In Perù ero insegnante di matematica alle superiori e all’università, ma qui non mi riconoscono i titoli di studio: ho dovuto reinventarmi. In genere avviene il contrario, ma per i sudamericani è frequente che sia la donna a innescare il ricongiungimento". La moglie Paola è anche membro della Consulta Stranieri in Comune: "Ci piace lavorare per l’integrazione e spesso cerco di aiutare connazionali o immigrati in generale. La comunità peruviana in Alto Adige conta circa su un migliaio di persone e i problemi sono sempre gli stessi: permesso di soggiorno e lavoro". Dal punto di vista umano, invece, com’è ambientarsi a Bolzano? "Per certi versi è una realtà simile alla nostra Arequipa, una città ad alta vocazione autonomista rispetto allo Stato centrale. Dall’altra, però, capita ogni tanto di combattere un razzismo che io definisco “elegante”. Non è pericoloso e nessuno ti insulta per strada, ma è alimentato dal pregiudizio per cui chiunque sia straniero vada visto con sospetto ancor prima di conoscerlo. E’ un meccanismo forse inconscio, ma comporta conseguenze concrete come non rivolgersi a una certa attività solo perché gestita da uno straniero". La soluzione può essere una semplice chiacchiera, magari considerandola un omaggio mattutino abbinato al giornale. 
Alan Conti
 

Al Madison tornano i primi della classe

Il Madison, casa dei Rangers
NhlTonight: Al Madison Square Garden tornano i Rangers migliori della classe per affrontare i Coyotes e allungare in testa (ore 1.00). Tenteranno di mantenere la scia i campioni di Boston che attendono i Jets al Td Garden (1.00), mentre tra Sharks e Wild si cercano conferme e rilanci (1.30). Le altre partite di oggi: Senators-Penguins (1.00), Predators-Avalanches (3.00), Canucks-Lightnings (1.30), Blues-Canadiens (1.30), Devils-Flames (3.30), Sabres-Maple Leafs (1.00), Red Wings-Islander (1.00), Stars-Ducks (4.00), Blue Jackets-Backhawks (2.30). Tredici match: come al solito aspettiamo la vostra schedina...