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martedì 24 gennaio 2012

Cisl: "In arrivo l'anno più duro"


I segretari Michele Buonerba ed Erich Sparer


 Si parte, quindi, con un’occhiata disincantata alla situazione nazionale. "La crisi ci obbliga a contribuire al deficit statale – spiega il segretario provinciale Michele Buonerba – e con una Manovra tanto recessiva c’è il rischio di dover trovare altri 12 miliardi in tempi brevi. Il 2012, insomma, sarà l’anno più duro per tutti". La Provincia, però, tiene un sostanziale pareggio e il tasso di disoccupazione resta contenuto a un buon 3,3%. "Il trend, però, testimonia una crescita di chi rimane senza lavoro e non possiamo sottovalutarlo. Alle politiche passive del lavoro come gli ammortizzatori sociali andranno associate delle misure attive, soprattutto formazione continua mirata alla ricollocazione. E’ vero, inoltre, che molti dei lavori offerti non sono compatibili con le esigenze di una famiglia e questo penalizza principalmente le donne". Ci sono, inoltre, i delicati testi Irpef e Irap. "Sulla prima – interviene l’altro segretario Cisl Erich Sparer – ribadiamo la sensazione di iniquità dell’attuale soglia a 15.000 euro, confermata dalla recente sentenza della Corte Costituzionale. Chiediamo, quindi, che venga abolita totalmente oppure che si istituisca una free tax area che permetta a tutti i contribuenti di ricevere una riduzione d’imposta. Rendere l’Irap afferente al lavoro detraibile ai fini Ires, inoltre, causerà alle casse della Provincia un ammanco da 20 milioni di gettito in tempi di forte risparmio. Sarebbe stato necessario una maggiore cautela da parte di un’amministrazione che nemmeno ha discusso la legge di bilancio in aula". Pollice alto, invece, per gli accordi di detassazione sul salario di produttività al 10%. "Abbiamo trovato l’accordo con 22 associazioni territoriali – continua Buonerba – e permesso una maggiore redistribuzione della ricchezza. La contrattazione aziendale e territoriale per settori, comunque, rimane la via maestra per generare crescita".
 Tre le grandi sfide che da qui a dicembre coinvolgeranno il sindacato: fondo sanitario territoriale, apprendistato e ammortizzatori sociali locali. "Sul fondo sanitario siamo vicini a una firma congiunta e contiamo di arrivare ai primi versamenti nel 2013. Presupposto fondamentale, però, è che sia su scala regionale perché altrimenti non avremmo i numeri per garantire uno strumento solido per le future generazioni". Domani mattina, intanto, è in calendario l’incontro con l’assessore provinciale Sabine Kasslatter Mur sul capitolo apprendistato. "Lo scorso 25 novembre è entrato in vigore il testo unico – attacca Buonerba – e solo dopo due mesi otteniamo la riunione preliminare. Bisogna ridefinire tutti i profili e abbiamo tempo solo fino al 25 aprile: speriamo di farcela e di non pagare i ritardi politici. Il contratto di apprendistato, comunque, ormai riveste importanza primaria considerando la sua natura di contratto d’entrata nel mondo del lavoro". Sugli ammortizzatori sociali, invece, si attende una declinazione locale di alcune misure. "Dobbiamo lavorare sulla legge regionale con l’assessore competente Martha Stocker per rivedere e adeguare alcuni parametri". Riflessioni, infine, pure sugli aiuti alla famiglia e sulla delicata situazione del commercio. "Elaboreremo una proposta per una sorta di Durp per la famiglia – conclude il segretario – per le prestazioni sociali rivolte ai nuclei familiari, mentre torniamo a chiedere l’inclusione dei beni strumentali e mobili inferiori a 100.000 euro nel calcolo del Durp individuale. E’ ormai necessaria, infine, una riforma della legge urbanistica che permetta l’aumento del commercio al dettaglio nelle zone produttive: non è un mistero che gli affitti folli di Bolzano siano da ricondurre alla compressione dei negozi nelle sole zone residenziali".

 
I NUMERI CISL
Nel 2011 il sindacato Cisl/Sgb ha registrato un aumento degli associati di 1.072 unità rispetto al 2010. Due anni fa, infatti, i tesserati erano 40.886, mentre oggi se ne contano 41.958 per un incremento pari al 2,62%. La suddivisione settoriale vede il 47,9% dei lavoratori provenire dal privato, il 32,03% dai pensionati e il 20% dal pubblico. In cifre si contano 20.127 aderenti del settore privato, 13.438 tra i pensionati e 8.393 nel pubblico. 
Alan Conti

lunedì 23 gennaio 2012

Appiano chiede il tedesco veicolare




Una classe della scuola di Appiano



Per la prima volta sono i genitori a fare pressioni. Saranno decisive le iscrizioni per il potenziamento dell'unica classe italiana


BOLZANO. Il potenziamento linguistico e l’uso del tedesco veicolare irrompono sulla scena scolastica di Appiano grazie alla ferrea volontà di un gruppo di genitori. La scuola primaria italiana di via Sant’Anna potrebbe conoscere dall’anno scolastico 2012/2013 l’avvio della sezione a potenziamento linguistico: una novità assai diffusa nel capoluogo, ma molto meno praticata nei piccoli comuni a maggioranza tedesca. Nella sostanza, dal prossimo settembre la prima elementare vedrebbe innalzarsi la quota di ore di insegnamento settimanali del tedesco da 6 a 9 con l’inserimento della seconda lingua veicolare per materie come educazione  fisica, musica, geografia e scienze. Di fatto alle classiche ore di didattica sulla lingua “pura” si aggiungerebbero altre materie insegnate in L2: uno strumento che a Bolzano ha fatto da apripista alla nota sezione bilingue.
 Tre, però, sono le peculiarità di Appiano: la novità coinvolgerebbe l’unica classe italiana del comprensorio, sarebbe inserita in un territorio dal contesto d’uso esponenzialmente più elevato rispetto a Bolzano e partirebbe in seguito a una forte pressione da parte dei genitori. Sono due mamme, infatti, ad aver lanciato l’idea e aggregato un gruppo coeso di genitori capaci di convincere altre famiglie: per la prima volta, insomma, il potenziamento linguistico sarebbe conseguenza diretta di una richiesta della società e non uno strumento proposto dalla dirigenza scolastica poi scelto dalle famiglie. Nella sala dei bottoni dell’Istituto Comprensivo con competenza su Appiano Bolzano Europa 1, infatti, nessuno aveva intenzione di  intraprendere questa strada data l’unicità della sezione in tutto il comprensorio. La parola definitiva, però, ora passa alle iscrizioni: per attivare l’insegnamento veicolare la dirigente Erica Colicchia si aspetta la disponibilità unanime di tutti i genitori della futura prima o comunque una larga maggioranza. Per quanto particolare, si va verso un autentico referendum sul potenziamento che intanto attrae famiglie destinate alla scuola tedesca.
  "Sinceramente ci aspettiamo che la sperimentazione parta senza problemi – l’opinione di Cristina Dorigo che con Manuela Morandell ha lanciato la proposta – e con grandi possibilità di successo. Dopo aver rifiutato l’attivazione di una sezione bilingue la dirigenza si è lentamente ammorbidita sulla questione e pare che il compromesso si possa trovare. Essendo l’unica classe sul territorio bisogna muoversi con le dovute cautele. Le ultime perplessità sono state sollevate da famiglie immigrate che vedono una difficoltà in più, ma convinceremo anche loro delle potenzialità di questo tipo di didattica. Sappiamo, inoltre, che il progetto affascina alcune famiglie che altrimenti avrebbero scelto la scuola tedesca". Gli iscritti, insomma, potrebbero aumentare: un aspetto che non passa mai inosservato tra i dirigenti.
 Il potenziamento, comunque, è stato presentato ufficialmente in un recente incontro pubblico al quale è stata invitata anche Michela Gaspari, rappresentante dell’associazione “Mix Ling” di genitori che si battono per il bilinguismo scolastico. "Inizialmente la richiesta era per una vera sezione bilingue, ma il potenziamento potrebbe già essere significativo. Non dimentichiamoci, infatti, che la possibilità di godere di un contesto d’uso così elevato non può che aiutare i bambini. Parlare tedesco anche nella quotidianità al di fuori della scuola è la classica “marcia in più”". Tra chi ha sposato la proposta troviamo l’assessore comunale alla scuola italiana Massimo Cleva che, insieme alla sua omologa tedesca e vicesindaco Monika Larcher Hofer, ha partecipato alla riunione. "Abbiamo dato spazio a questa notizia – spiega Cleva – su tutti i nostri bollettini e alla serata informativa hanno partecipato circa 30 persone. Già solo con 15 iscritti potremmo tranquillamente partire. Purtroppo non abbiamo la possibilità di attivare due classi, altrimenti sarebbe stato tutto più semplice e si sarebbe addirittura potuto adottare il sistema della bilingue diffuso in molte scuole di Bolzano".
Alan Conti

Don Bosco, una scuola da rilancio


La scuola in una foto di Area Architetti

La mensa completa un rinnovamento che comprende anche palestra e piscina. Il dirigente Iob: "Lavori senza alcun intoppo"
BOLZANO. La mensa come ultimo tassello di un rilancio partito vent’anni fa. Si è tenuta ieri l’inaugurazione ufficiale della nuova sala da pranzo per i bambini della scuola primaria “Don Bosco” che conclude un lungo ciclo di lavori che ha, di fatto, rilanciato esteticamente e strutturalmente la storica istituzione scolastica del quartiere. Fanno parte dello stesso disegno originale, infatti, anche la rinnovata palestra e la piscina già in funzione da tempo, così come l’ammodernamento dell’aula magna  e la creazione di alcune aule speciali. Tutto sulla carta nel primo incontro di metà anni ’90 tra il dirigente dell’Istituto Comprensivo Bolzano 2 comprendente la primaria “Don Bosco” e l’allora sindaco Giovanni Salghetti Drioli. "Ero appena arrivato nell’istituto – racconta Job – e subito mi resi conto della necessità di restituire dignità a una scuola che è sempre stata un cuore pulsante di Don Bosco. La sua stessa ubicazione nella piazza centrale obbligava a una riflessione di rilancio globale. Così abbiamo avviato un progetto che ci ha portato oggi alla conclusione con l’inaugurazione della mensa attraverso palestra, piscina e aule".
 La nuova mensa, comunque, è tecnicamente già in funzione da inizio novembre e presenta un consistente aumento della metratura del refettorio ottenuto tramite la demolizione di alcune tramezze e di magazzini adiacenti. Non solo, le vecchie finestre di legno sono state sostituite con nuovi infissi in alluminio e sul pavimento sono state posate piastrelle di gres fine porcellato. Sui lati longitudinali della stanza e nel controsoffitto sono stati installati materiali fonoassorbenti dato che, si sa, i bambini a pranzo non sono esattamente chierichetti raccolti in preghiera. Per quanto riguarda strettamente la cucina, che non sempre è presente nelle primarie cittadine, sono stati ripensati tutti gli allestimenti e identico discorso va fatto per gli arredi interni. Due, invece, le nuove aperture per le uscite di emergenza sulla facciata sud della scuola, mentre rampa di accesso e corrimano sono stati allargati e migliorati. I lavori, affidati prima all’appaltatrice Ires di Lavis cui è subentrata la Trojer Gastrodesign, hanno comportato un esborso pubblico complessivo di 800.000 euro per una durata di circa quattro mesi estivi.
 "La piscina – continua Job – è entrata in funzione il 30 luglio 2007 dopo solo un anno di lavoro e anche la palestra seguì un iter regolare. Va sottolineata, quindi, l’assoluta partecipazione e comprensione da parte di lavoratori, docenti e famiglie durante i difficili periodi di cantiere. La mancanza di intoppi è un segno, a mio parere, della vicinanza affettiva con cui Don Bosco ha seguito il procedere della riqualificazione di uno dei suoi simboli tradizionali". La stessa pianificazione dell’opera, infatti, venne portata avanti in concerto con i residenti. "Dopo gli incontri con il sindaco – conclude il dirigente – avviammo un concorso organizzato in collaborazione tra amministrazione comunale e la Circoscrizione. La spuntarono gli architetti Lucchin-Fregoni, ma la partecipazione ci diede il primo segnale incoraggiante di un sentito interesse. Era la strada giusta per quella che oggi è una scuola funzionale, moderna e un vanto per il nostro quartiere".
Alan Conti
 

Foscolo, raddoppia la plurilingue


Il volantino dell'Open Day di venerdì
Nella giornata delle porte aperte l'annuncio della dirigente: "Due classi dal prossimo settembre". Piano orario da tredici ore di L2


BOLZANO. La sezione plurilingue della scuola media “Foscolo” raddoppierà e sono stati gli stessi alunni, per la prima volta, a raccontare i motivi di così tanto successo. Venerdì scorso, si è tenuto nell’istituto di via Novacella la consueta giornata delle porte aperte dedicata alla presentazione del piano dell’offerta formativa alle famiglie e agli interessati. Questa volta, però, la manifestazione è stata arricchita dal curioso aspetto che saranno gli stessi studenti a illustrare i punti forti della scuola e del loro specifico percorso. E’ stata l’occasione, insomma, per sentir parlare i ragazzi che, ancora all’inizio delle elementari presso la primaria “Manzoni” più di un lustro fa, hanno abbattuto il muro della sezione bilingue. Si tratta, insomma, di alunni di cui fino adesso hanno discusso tutti: politici, dirigenti, docenti, giornali, televisioni, genitori e famiglie e che finalmente hanno potuto rispondere in prima persona alle domande che incuriosiscono moltissimi bolzanini trasmettendo le proprie sensazioni positive. L’iniziativa, inoltre, è stata accompagnata dalla dichiarazione ufficiale della dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Bolzano 6 Mirca Passarella circa il raddoppio della sezione plurilingue alla media “Foscolo” previsto per il prossimo anno. "Visto l’ottimo risultato che sta ottenendo la sezione attivata nel corrente anno scolastico e le numerose richieste dei genitori – dichiara Passarella – abbiamo deciso di attivare nel 2012/2013 due classi plurilingui". Raddoppiano, quindi, i posti disponibili per un curriculum che prevede un totale settimanale di ben 13 ore di tedesco, di cui 5 di pura lingua, 2 di geografia veicolare, 2 di laboratorio di matematica in codocenza, 1 di laboratorio di scienze e fino a 3 a disposizione del collegio docenti secondo le proprie peculiarità. Per quanto riguarda l’inglese, invece, il piano orario prevede 4 ore settimanali di cui 3 linguistiche e 1 di educazione tecnica-informatica. Anche le altre sezioni della scuola, comunque, riservano alle lingue uno spazio importante con il tedesco che occupa 7 ore, di cui 2 in geografia veicolare, e l’inglese che rimane tale e quale a quello previsto per le “plurilingui”. Occhio vigile, infine, pure sulle discipline scientifico-matematiche con un a certa predilezione per il potenziamento della didattica laboratoriale.
Alan Conti

"Hans parassita": diffida e rettifica di Elena Artioli

Con la giacca nera Elena Artioli
Ricevo a firma dello studio legale "Benedetti" di Merano, e come prescritto, pubblico integralmente la seguente diffida legale contenente la rettifica di Elena Artioli, consigliere provinciale Lega Nord. 
Preciso unicamente che la versione dell'articolo pubblicato nel blog non collide interamente con quello del giornale "Alto Adige", dove il nome di Elena Artioli non compare in alcuna sua parte.




OGGETTO: Articolo "Alto Adige" venerdì 20.01.2012 sulla lettera di Tania Bergo in riferimento a Hans cassonetto a firma Alan Conti-diffida e rettifica.


Gentile Sig.Conti,
in nome e per conto della sig.ra Elena Artioli, consigliera provinciale in carica della Lega Nord, di cui ho assunto la tutela dei diritti e degli interessi, sono con la precedente ad invitarLa formalmente di provvedere alla rettifica della notizia a sua firma che della lettera di Tania Bergo - consigliere di Circoscrizione della Lega , intitolata "dal mondo animale: parassiti e api operaie" fosse a conoscenza la mia assistita nella vesta di coordinatore provinciale e che, anzi, tale lettera fosse con essa preventivamente concordata.
E' diffamatorio attribuire l'iniziativa di un singolo, anche se con carica elettiva di partito, ma che parla a proprio nome, alla persona che a livello provinciale sta al vertice del partito stesso, al solo fine di screditare gratuitamente quest'ultima.
Tanto più che proprio dallo scambio di mail e sms da Lei pubblicati sul suo blog emerge chiaramente come Elena Artioli non fosse a conoscenza non solo del contenuto, ma nemmeno dell'iniziativa intrapresa da Tania Bergo.
Come ha avuto modo di rappresentarLe già il consigliere comunale Degasperi per sms, lui aveva letto al lettera, ricevuta per conoscenza, e che non era a nome del partito, e per altri impegni più urgenti e concomitanti aveva lasciato "correre", non informandone nemmeno la coordinatrice provinciale Elena Artioli. E che le cosse fossero andate proprio così, cioè che la consigliera Artioli fosse del tutto all'oscuro dell'iniziativa, lo conferma pure Tania Bergo in una mail a lei indirizzata, dove si legge "è andata esattamente così" riferendosi al contenuto dell'sms di Claudio Degasperi. 
Da parte Sua è stato deontologicamente e professionalmente scorretto dedurre dalla frase "ecco ho avuto il consenso per mandarti la lettera" scritta dalla sig.ra Bergo, che tale consenso provenisse direttamente dalla consigliera Artioli. Ed è dunque diffamatorio riportare tale circostanza in un articolo di giornale come fatto accertato.
La invito dunque ad una IMMEDIATA rettifica sia a mezzo stampa, sia sul suo blog "Il Conti in Tasca" e anche sulla Sua pagina Facebook del fatto che Elena Artioli fosse a conoscenza del contenuto della lettera e ne avesse approvato la pubblicazione, diffidandoLa dal fomentare ulteriormente le relative polemiche su facebook e sul Suo blog invitandola a porgere ufficialmente alla mia mandante le debite e dovute scuse per averLe ingiustamente attribuito un'iniziativa e delle esternazioni di cui non aveva conoscenza alcuna, significando che in difetto ho incarico di intraprendere tutte le iniziative necessarie ed opportune per la tutela degli interessi della mia mandante.
Cordiali Saluti"
Diffida firmata dall'avvocato Claudia Benedetti.


L'articolo dell'Alto Adige in cui già si testimonia la presa di distanza di Artioli

L'articolo originale dell'Alto Adige nel quale non compare in alcuna parte il nome di Artioli




sabato 21 gennaio 2012

La Lega: "Hans era solo un parassita

Giovanni Valentin, noto come "Hans cassonetto"
Data la lettera indirizzata ieri al direttore dell’Alto Adige e pubblicata oggi trovo doveroso rendere noto, oltre all’articolo del giornale, anche la lettera originale della consigliera Tania Bergo e relativa mail. Lascio quindi a voi il giudizio sul se e quanto io abbia interpretato la comunicazione leghista. A questo aggiungo una dichiarazione telefonica (chiaramente indimostrabile purtroppo) in cui Bergo mi comunica “l’adesione di Claudio Degasperi ed Elena Artioli”. Mi sovviene, inoltre, una domanda di difficile risposta: di chi doveva aspettare il consenso Tania Bergo se, come sostiene Artioli, il suo è stato solo un intervento personale? Il tutto alla luce di una sua successiva ammissione “è andato tutto così, mi spiace”.  E ancora, come mai Degasperi (di cui allego sms inviatomi questa mattina) ammette di aver letto in CC la mail di Bergo a me inviata e non è intervenuto subito per dissociarsi?

 Va bene il pittoresco carnevale padano, ma stavolta la Lega (non) ci frega.

IL MIO ARTICOLO

BOLZANO. “Hans Cassonetto era semplicemente un parassita: è sbagliato celebrarlo come un eroe del nostro tempo”. E’ durissima la lettera shock che la Lega Nord ha scritto per stigmatizzare le cerimonie in ricordo del clochard Giovanni Valentin, noto a tutti come “Hans”, che in seguito a un incidente è morto carbonizzato nella notte di Natale in piazza del Grano. La firma è della consigliera di Circoscrizione Don Bosco Tania Bergo, ma il contenuto è concordato con il consigliere comunale Claudio Degasperi e la leader provinciale Elena Artioli. Poche righe di condanna come pugni nello stomaco di chi è rimasto colpito da questa tragedia. “La sua morte – si legge in principio – è legata sostanzialmente a una disattenzione e ha portato alla scoperta di un sostanzioso patrimonio materno, quindi della sua libera scelta di rifiutare il sistema abbracciando la vita dei senzatetto. E’ inverosimile che si celebri con tanta enfasi chi ha deciso che tutto il resto della società formava un fronte nemico cui sottrarsi”. La condanna della Lega deriva dai mancati versamenti fiscali di Hans: “Rispettiamo la morte, ma la sua libertà è stata pagata da noi tutti che, come api operaie, contribuiamo alla Macchina dello Stato. I veri eroi sono quelli che arrivano a fine mese pagando fino all’ultimo euro le imposte dovute, non certo chi ha deciso arbitrariamente di sottrarsi al dovere della contribuzione nonostante ne avesse ampiamente le possibilità. Ha vissuto sulle spalle degli altri cittadini come un parassita e sarebbe stato coerente solo se avesse devoluto il suo consistente patrimonio ad associazioni di assistenza o volontariato”. Bergo e la Lega, a questo punto, ripercorrono con cinismo gli attimi della tragedia. “Il sistema che lui considerava nemico ha mosso una macchina organizzativa incredibile per cercare di salvarlo. Sono intervenute le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e persino dei cittadini che hanno messo a rischio la propria vita”. Il passaggio successivo, però, è di quelli da lasciare a bocca aperta. “Per non parlare del costo aggiuntivo sostenuto dalle tasche comunali per la pulizia straordinaria necessaria a rimuovere l’assurdo monumento dedicatogli. Meglio sorvolare, inoltre, sugli spazi in cui faceva i suoi bisogni”. Critiche anche per il regista Claudio Zagarini che ha annunciato l’intenzione di girare un documentario sulla figura di Hans: “E’ pazzesco che si possa anche solo pensare di realizzare una simile opera. Non si celebrano certi personaggi negativi”. Dentro il Carroccio nessuna pietà. 
Alan Conti


LETTERA ORIGINALE DI TANIA BERGO, CONSIGLIERE CIRCOSCRIZIONE DON BOSCO LEGA NORD

Dal mondo animale: parassiti e api operaie.
Nella notte di Natale , in centro a Bolzano, muore bruciato un clochard  noto a tutti come Hans “cassonetto”.
Come sua abitudine, Hans aveva appiccato le fiamme ad alcuni cartoni per scaldarsi in piazza del Grano. Per una disattenzione l’uomo ha preso fuoco.
Si scopre in seguito che egli, senzatetto “per scelta”, non avesse mai usufruito del patrimonio non indifferente lasciatogli dalla madre.
La sua “scelta” ha portato la gente e i media ad osannarlo e a paragonarlo ad un eroe: un uomo coraggioso perché avrebbe rifiutato il sistema, le regole e il vile denaro.
Attratto dalla “nobiltà” di questo rifiuto, un regista ha comunicato l’intenzione di dedicargli un film.
Tutto ciò è inverosimile!
Il “sistema nemico” nel tentativo di salvargli la vita, ha mosso una complessa macchina organizzativa costituita da Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, ambulanza nonché semplici cittadini a rischio della propria vita.
Questa “macchina” si muove grazie ai contributi di chi non sfugge alle proprie responsabilità e paga le tasse nonostante molti di loro arrivino a mala pena a fine mese. Questi sono i veri Eroi.
Nel paradosso completo, nei giorni a seguire, alcuni passanti deponevano a terra, sul luogo della disgrazia, un mozzicone di sigaretta, in segno di rispettoso omaggio “all’uomo libero”.
Oltre alla “macchina di pronto intervento” si aggiunge il costo della pulizia straordinaria comunale per rimuovere l’assurdo monumento. Per non approfondire il tema del luogo ove egli facesse i propri bisogni.
Tutto il rispetto per la morte di Hans ma la sua libertà è stata pagata da tutti noi che, come api operaie, quotidianamente contribuiamo al funzionamento della Macchina-Stato.
Contribuire alla vita sociale è un dovere ed è un dovere provvedere a se stessi qualora se ne abbia la possibilità.
Essere a carico degli altri come un parassita per un distorto ideale di “dissociazione dal sistema” è tutt’altro che un gesto eroico; lo sarebbe stato in parte se per coerenza avesse devoluto il suo patrimonio ad associazioni di assistenza e di volontariato.
                                                                      
TANIA BERGO –Lega Nord


SCAMBIO DI MAIL


>Il giorno 19/gen/2012, alle ore 17.08, "taniabergo@libero.it" 
<taniabergo@libero.it> ha scritto:
>
>Ciao Alan
>ecco ho avuto il consenso per manadarti la lettera.
>Spero davvero che tu possa trovare un buchetto in una pagina e farne un 
signor articolo perchè credo davvero che si debba far notare alla gente come in 
verità pesare le parole e i gesti.... e soprattutto pensare prima di osannare 
esempii sbagliati per i nostri figli e quali  siano in verità gli eroi da 
imitare.
> 
> 
>Ciao fammi sapere.
>Grazie
> 
>
>
>Curioso, con il direttore fai prendere le distanze dai vertici della Lega 
mentre a voce mi dici che Degasperi e Artioli condividono. Per fortuna abbiamo 
tutti questo invio originale in cui affermi, carta canta, di aver appena 
ricevuto "il consenso" all'invio...
>Buona giornata,
>Alan 
e' andata esattamente così!
non posso dirti altro....
ciao 
Tania


SMS DI CLAUDIO DEGASPERI, CONSIGLIERE COMUNALE LEGA NORD

 “Ciao, Elena non era al corrente e la Tania ha inviato sulla tua mail a suo nome. Io ho letto per conoscenza e ho lasciato correre, impegnato in questioni più importanti. La firma “Tania Bergo-Lega Nord”, in quanto consigliere eletta a Don Bosco, ci sta ma non parla a nome del partito o della consigliere provinciale. Come al solito poi si è andati giù duro. Ci sta, rispetto il tuo stile ma quando ti chiedo di fare informazione su quanto avviene a Bolzano ho notato un nulla di fatto. Il tuo giornale è orgogliosamente schierato e rispetto anche questa scelta. Per il resto vedetevela tra voi nel quartiere. Io trovo la Tania sanguigna sì, ma non ipocrita. Vive a Don Bosco e dovreste darle ascolto sui temi che interessano alle persone. Siamo più comunisti noi della tua maglietta. ;) buon weekend. Claudio”

La mia maglietta, come sempre, cerca di essere quella della trasparenza e, stavolta, è assai più pulita di quella verde.
A voi il giudizio.

venerdì 20 gennaio 2012

La strada toglie il velo al nuovo Kalimera


Il logo del centro diurno Kalimera

Nuova sede centrale per il centro diurno per bambini e ragazzi. Don Bertagnolli: "Venite a trovare questi giovani"
APPIANO. Struttura completamente nuova, spazi ampi e un bel giardino come cornice: sembra davvero una casa accogliente il nuovo centro diurno “Kalimera” inaugurato ieri dall’associazione “La Strada” in via Sant’Anna ad Appiano. Il progetto, operativo da diversi anni e che oggi segue 10 bambini e giovani tra gli 8 e i 14 anni, trova così nuovo slancio, facilitato da una posizione più centrale rispetto alla sede precedente in zona artigianale. Per non far mancare niente al menù di rinnovamento, comunque, ecco che “La Strada” mette sul piatto anche un nuovo staff che seguirà i ragazzi formato dal coordinatore Florian Klander e dagli educatori Davide Geller e Barbara De Fanti. Un tris giovane che già da quest’estate sta prendendo le misure al nuovo centro all’interno del complesso Ipes di recente consegna.
 La presentazione di questa casa con due ampi saloni divisibili, una cucina, bagni e spazi comuni è anche l’occasione per guardare al progetto complessivo di “Kalimera” partito nel 2004. In una brochure contenente le linee guida, “La Strada” ha inserito alcuni dati significativi del primo periodo di operatività: 35 i minori seguiti, di cui 22 maschi e 13 femmine. Un minore ha avuto 3 inserimenti e 3 ne hanno collezionati un paio. L’età media dell’utenza è di 9,7 anni, corrispondente pressappoco alla quarta elementare. La permanenza media di ogni singolo bambino si è attestata sui 15 mesi, arco di tempo necessario per sviluppare al meglio i progetti comuni e individuali, ma ci sono anche gli estremi di chi si è fermato per 5 anni e chi solo un mese.
 Come funziona, però, un simile servizio? "Bambini e giovani con particolari necessità – ci spiega l’educatore Davide Geller – vengono accolti da noi per tutto il pomeriggio fino alle 18. Il nostro staff si occupa di strutturare al meglio il tempo di permanenza attraverso un pranzo in comune che faciliti la socializzazione, l’esecuzione dei compiti come rispetto delle proprie adempienze e un necessario spazio per il tempo libero che possa affinare e far emergere singole capacità o attitudini". Al momento “Kalimera” ospita 10 giovani, di cui 4 marocchini e un sinto: quanto è difficile conciliare culture ed esperienze tanto difformi? "Ci basiamo su progetti di scambio e rispetto reciproco – continua Galler – cercando di valorizzare le peculiarità. E’ un lavoro che si adatta bene a qualsiasi convivenza, anche tra italiani e tedeschi". Il centro, comunque, serve solo i residenti del Comprensorio “Oltradige” non per selezione, ma per potenziare iniziative di radicamento nel territorio. "La possibilità di essere in posizione più centrale nel paese – le parole di don Giancarlo Bertagnolli, fondatore de “La Strada” – ci permette una vicinanza maggiore con la comunità del paese. Chiedo a tutti cittadini di venire a trovare questi bambini e stare loro costantemente vicini perché così potremmo aiutarli efficacemente". Soddisfatta della novità è anche il vicesindaco di Appiano Monika Larcher: "Si tratta di un servizio importante che sta operando molto bene. Conosciamo alcuni bambini ospitati e le loro storie raccontano di un progetto che funziona: la loro soddisfazione è uno sprone anche per la cittadinanza intera". Per informazioni contattare i numeri 0471/665597, 347/5722902 oppure scrivere una mail a tagesgruppe.eppan@lastrada-derweg.org.
Alan Conti
 

giovedì 19 gennaio 2012

Spendiamo due milioni al giorno nell'azzardo


Divampa la febbre da scommessa

720 milioni di euro l'anno, 150 a testa compresi i neonati. In Alto Adige il gioco dilaga e le cifre sono come i rischi: enormi

BOLZANO. Due milioni di euro al giorno, 60 al mese e 720 all’anno: è questo il giro di affari in Alto Adige delle sale giochi. Cifre enormi denunciate dal Centro Tutela Consumatori Utenti impegnato in questi giorni in una vera e propria battaglia contro le prossime aperture di queste attività nella sede del Masetti in via Resia a Bolzano e in provincia ad Appiano e Bronzolo. I dati rendono bene l’idea di quanto anche gli altoatesini siano attratti dalla scommessa se si considera che ciascuno di noi, neonati compresi, spende 150 euro al mese per tentare la fortuna in qualsiasi sua forma. Non solo, perché chi si chiama fuori deve sapere che il 42% della popolazione tra i 15 e i 64 anni ha giocato puntando soldi: in un tavolo del bar da tre persone, insomma, sicuramente uno ci ha tentato. I giochi prediletti sono i più facilmente avvicinabili ovvero gratta e vinci, lotto istantaneo e superenalotto: è sufficiente, per esempio, andare al tabacchino e “investire” il resto. Tra i giovani maschi, invece, funzionano molto bene le scommesse, il poker texano e le slot machine, tutti considerati piuttosto trendy. Classici luoghi per il gioco sono bar, tabacchini e pub, ma sempre i ragazzi stanno dando notevole impulso ai siti internet e alle stesse discusse sale giochi.
 Evidente, quindi, come anche le statistiche evidenzino un’innegabile attrattiva di queste attività per gli adolescenti, infatti negli ultimi 12 mesi tra gli studenti altoatesini il 64% dei ragazzi e il 50% delle ragazze ha praticato questi giochi. Lo sanno, chiaramente, anche i titolari delle sale che non a caso non disdegnano di trovare escamotage per avvicinarsi agli istituti superiori: sanno che minimo la metà degli studenti che esce da quella aule può essere potenziale cliente o comunque interessato. Tra i giovani giocatori, oltretutto, il 12% dei maschi e il 7% delle femmine ammette di provarci venti volte o più, con il risultato che il 26% di loro risulta essere a rischio dipendenza media, il 18% al minimo e l’8% moderatamente. "Alla luce di questi dati è oltremodo inaccettabile che si possa permettere l’apertura di una sala giochi nella vecchia sede del Masetti – attacca il vicepresidente del Ctcu Maurizio Albrigo – assai vicina al liceo Pascoli. Cambiare semplicemente la dicitura da “sala giochi” a “sala dedicata” è solo una presa in giro che chiunque può comprendere".
 Curiosa anche la distinzione per genere con gli uomini a superare le donne con il 52% di giocatori contro il 33%. Non solo, l’11% dei maschi e il 6% delle femmine ammette l’impulso a mettere in palio somme di denaro sempre più consistenti, mentre rispettivamente l’11 e il 2% cercano di mantenere nascosta l’entità della propria scommessa. Particolare, infine, l’analisi sui comportamenti delle giocatrici donne tra cui solo l’80% possiede un’autonomia economica propria (57% lavoratrici e 23% pensionate). Le casalinghe e le disoccupate rimangono appaiate entrambe al 10% e ammettono di utilizzare risorse economiche familiari o di impegnare addirittura gli averi di case come ori o oggetti di valore. Gradimento altissimo nel gentil sesso per le slot machine, preferite dal 50% del campione, mentre a gratta e vinci (23%), lotto (14%), bingo (7%) e casinò (3%) restano solo le briciole. Anche loro, dunque, rientrano pienamente nel target delle nascenti sale gioco. Spesso, oltretutto, il gioco diventa una consolazione dopo separazioni o divorzi (35%) o lutti (30%).
 Il giro di denaro, insomma, è spaventoso  e alimentato dall’interesse della gente. "Dobbiamo spenderci tutti – chiude Albrigo – per evitare che questo distrugga migliaia di famiglie".
Alan Conti


I DATI 
2 milioni di euro al giorno spesi pari a 60 milioni al mese e 720 all’anno
150 euro di spesa pro capite per ogni altoatesino, neonati compresi
42% della popolazione tra i 15 e 64 anni ha giocato puntando soldi
52% la diffusione tra gli uomini
33% tra le donne
11% uomini e 6% donne ha l’impulso a giocare somme sempre più consistenti
11% uomini e 4% donne cerca di mantenere nascosta l’entità della posta
64% dei ragazzi maschi e 50% delle femmine ha giocato puntando soldi
12% dei ragazzi e 7% delle ragazze gioca 20 volte o più
26% dei giovani a rischio, di cui 18% minimo e 8% moderato
80% delle giocatrici ha indipendenza economica (57% lavoratrici e 23% pensionate)
10% delle giocatrici sono disoccupate e 10% sono casalinghe
50% delle donne predilige le slot, 23% gratta e vinci, 14 lotto e super, 7% bingo, 3% casinò
35% di donne gioca dopo separazione o divorzio
30% di donne gioca dopo un lutto

Appiano compatta contro la sala giochi


Videopoker: Appiano non li vuole
Comune e Ctcu si oppongono ai videopoker: "Una sciagura capace di rovinare intere famiglie, sono un pericolo". E intanto spunta il classico escamotage all'italiana...

APPIANO. "Una sciagura, la rovina per molte famiglie e una furberia tristemente all’italiana". Non usa mezzi termini il vicepresidente del Centro Tutela Consumatori e Utenti per inchiodare alle proprie responsabilità sociali la futura sala giochi in apertura vicino al ristorante Eppanerhof. Ad Appiano, appare ormai chiaro, si gioca una partita importante del capitolo sui templi del videopoker perché la trasformazione della dicitura ufficiale da “sala giochi” a “sala dedicata” sta, di fatto, permettendo l’insediamento di queste attività nei pressi di luoghi sensibili come scuole o distretti sanitari. La legge provinciale dello scorso anno che impediva la presenza di sale gioco in un raggio di 300 metri dagli obiettivi sensibili, insomma, viene bypassata con il più classico escamotage perché è evidente che tra le due espressioni passa una differenza identica a quella che intercorre tra “piscina” e “vasca dedicata ai nuotatori”.
 La conferenza stampa tenutasi ieri nel cortile del Municipio di Appiano, dunque, è stato il più classico dei rendez vous perché non è un mistero che gli imprenditori buttino un occhio interessato pure su altri Comuni come Bronzolo. Quello che prima era un cruccio di Bolzano, ora si allarga a tutta la provincia. << Non possiamo accettare – continua Albrigo - che lo Stato permetta una furberia tanto grottesca solo per la volontà di fare cassa sulle spalle di disperati equiparabili ai tossicodipendenti. In Alto Adige vengono bruciati due milioni di euro al giorno nei giochi d’azzardo, il che significa 60 milioni al mese e 720 all’anno: cifre enormi. In Italia il settore ha fatturato nel 2011 addirittura 72 milioni di euro: soldi che permetterebbero a Monti di varare quasi quattro Manovre". Già, però le mani di tutti sembrano legate. "Purtroppo legalmente né il Comune né la Provincia possono fare nulla, ma far sentire il nostro forte disappunto diventa obbligatorio. Ci batteremmo con tutti gli strumenti perché si inseriscano perlomeno dei limiti a un meccanismo che comporta pesanti spese sulla comunità per il recupero dei malati. Qui dentro c’è gente che si gioca intere retribuzioni o la casa: ci sono famiglie altoatesine che verranno distrutte con questa scelta". Stessa barricata, ovviamente, per la presidente del Ctcu Heidi Rabensteiner: "E’ nostro dovere sollevare e sollecitare un malcontento popolare attorno a un proliferare di sala giochi che si fa sempre più pericoloso. Intendiamo difendere la nostra gente con tutti i mezzi".
 Presente all’incontro anche buona parte dell’amministrazione comunale, con in testa il sindaco Wilfried Trettl (Lista Civica) e il suo vice Monika Larcher. "E’ davvero frustrante e sorprendente – le loro parole – che il Comune non possa fare nulla per difendere la sicurezza dei propri cittadini da quello che viene percepito come un pericolo dalla maggioranza dei residenti. Evidente come ci sia la necessità di operare affinchè vengano modificate regole e strumenti a nostra disposizione". L’allarme, come detto, si propaga pure in altri Comuni oggetto dell’interesse di alcuni imprenditori del videopoker. E’ il caso di Bronzolo rappresentata da Enrico De Falco: "Ci muoveremo raccogliendo delle firme per delle attività assolutamente impopolari e indesiderate. Le Autorità sappiano che chiunque le ostacolerà godrà dell’appoggio della maggioranza dei cittadini". Una soluzione, però, ci sarebbe: evitare tutti di entrarci. Il che, sia ben chiaro, non è pubblicità negativa, ma un semplice consiglio dedicato a chi non ama finire sul lastrico.
 Alan Conti

Solis Urna vicina ai terremotati


Un'immagina della cavalcata in Abruzzo
Assemblea consuntiva per l'associazione giovanile: al centro la cavalcata con gli asinelli nell'aquilano scosso dalla tragedia
SALORNO. Un conto è osservare impietriti certe immagini trasmesse dalla televisione, un altro trovarsele davanti agli occhi parlando con chi ha visto la propria casa o la propria famiglia spazzate via da una scossa. Il trekking con gli asinelli fatto da 21 ragazzi tra i 15 e i 18 anni nelle terre aquilane colpite dal terremoto dello scorso aprile è stato certamente il pezzo forte dell’assemblea consuntiva delle attività dell’associazione “Solis Urna” tenutasi nei giorni scorsi presso l’hotel Nicolodi. Di fronte a personalità come il sindaco di Salorno Giorgio Giacomozzi e il presidente della Società Dante Alighieri Giulio Clamer, i giovani protagonisti hanno potuto raccontare la propria esperienza attraverso un bel video realizzato dal professionista Alessio Osele. Dialoghi, parole ed emozioni che sono sfociate nella forte richiesta dei ragazzi di mettere in piedi un gemellaggio giovanile con i coetanei del Comune di Sant’Eusanio(AQ). Alte le probabilità che la proposta possa trovare un entusiasta accoglimento da parte dei responsabili.
 L’incontro, però, è servito per mettere in luce anche le altre attività di “Solis Urna”. Un altro video, per esempio, ha raccontato alla folta platea l’iniziativa “SolisArt” nella quale alcuni anziani si sono raccontati in interessanti interviste condotte dai ragazzi. Un tuffo nei ricordi di giovinezza che ha strappato pure delle risate. Spazio, inoltre, alle bellezze altoatesine con la presentazione dei lavori fatti nell’ambito di “Conoscere ed apprezzare il proprio territorio”: foto e disegni che spiegano perché, in fondo, sia particolarmente bello vivere alle nostre latitudini. Protagonisti i più piccoli, invece, nel resoconto di “Estate Ancora”, la manifestazione organizzata durante il periodo delle vacanze scolastiche che ha coinvolto bambini e ragazzi tra gli 8 e i 13 anni. L’intera presentazione della serata, oltretutto, è stata affidata alla creatività dei giovani che hanno saputo tenere il palco con particolare disinvoltura grazie ai consigli di alcuni animatori. Ora, però, “Solis Urna” guarda al 2012 e a un futuro che potrebbe portare alcune novità importanti, prima fra tutte la fusione tra le associazioni giovanili che operano a Salorno. Uniti per essere più forti e creativi: il resto lo metteranno i ragazzi con il loro entusiasmo.
Alan Conti