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venerdì 27 gennaio 2012

Nones: "Il Wuerth Museum grande opportunità"


Il museo Wuerth Agoncillo Logrono

Il vicesindaco si spende a favore del nuovo polo museale: "Potrebbe rilanciare Egna e consentirle un importante salto di qualità. Siamo il cuore della Bassa Atesina"

EGNA. "Il polo museale Würth è l’ideale per permettere a Egna un salto di qualità dal punto di vista culturale e dell’attrattiva turistica". Il vicesindaco e assessore alla cultura di Egna Giorgio Nones ha le idee chiare sull’insediamento delle collezioni di arte moderna all’interno della Laubenhaus. Il polo, dunque, visto come potenziale grimaldello per l’affermazione della Bassa Atesina in campo culturale e come ideale collegamento con una delle aziende più importanti del territorio. "La Würth consente a tantissime famiglie di lavorare, quindi ha sicuramente a cuore la nostra realtà. Il suo fondatore, inoltre, dimostra da sempre una sensibilità particolare verso le tematiche artistiche, come facilmente intuibile informandosi sulle collezioni che ha presentato in altre città. Il museo è una grande opportunità di sviluppo economico, turistico e culturale. Di questi tempi non sono aspetti da sottovalutare". Catalizzare persone e turisti, insomma, è obiettivo fondamentale per Nones. "Durante l’iniziativa del Fai di qualche tempo fa, con l’apertura di Palazzo Longo, abbiamo potuto toccare con mano le potenzialità di Egna. Duemila visitatori, infatti, non sono una sciocchezza: significa che sulla Bassa Atesina, di cui siamo il centro principale, c’è grande attenzione". Il polo museale, però, dovrebbe anche permettere una crescita del territorio. "Da sempre mi spendo per una maggiore valorizzazione del Centro storico e adesso ci troviamo di fronte a un’offerta che soddisfa pienamente questa necessità. Non solo, si potrebbe anche pensare a delle sinergie con il museo della cultura popolare potenziando una struttura che già funziona bene. Da risolvere in futuro, invece, la carenza di posti letto che in qualche misura penalizza la nostra realtà". Egna, comunque, sulla cultura sta investendo molto. "Abbiamo organizzato concerti importanti – conclude Nones – e puntato su spettacoli teatrali o cinematografici. La collaborazione con il Filmclub e le proiezioni di pellicole all’aperto durante l’estate hanno funzionato molto bene, così come il pubblico ci ha manifestato il proprio gradimento per il teatro open air in lingua tedesca. La cittadinanza, insomma, dimostra un interesse costante che è doveroso premiare in un’ottica di crescita complessiva".
Alan Conti 

Abbandono scolastico: arriva il protocollo


Il disagio è una delle cause dell'abbandono

Istituzionalizzate le procedure in caso di assenze prolungate o mancata iscrizione. A Bolzano 37 casi, in gran parte già risolti.

BOLZANO. Evitare l’abbandono della scuola durante gli anni dell’obbligo scolastico. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato ieri in Municipio tra Comune di Bolzano, intendenza scolastiche, Assb, procura per i minorenni e questura. Un accordo che descrive dettagliatamente le procedure da adottare nei casi di mancata iscrizione, prolungata assenza o saltuaria frequentazione della scuola in sinergia tra le istituzioni scolastiche, sociali e delle forze dell’ordine. I numeri del “drop out” (il termine inglese per definire l’abbandono scolastico) a Bolzano non sono da allarme rosso e vedono 29 casi di mancata iscrizione alla scuola dell’obbligo, di cui 27 risolti e 2 ancora in corso di trattazione, 14 episodi di frequenza irregolare, di cui 5 risolti e 9 in trattazione, 4 minori che anticipano o prolungano le festività scolastiche e 5 casi, di cui 3 risolti, di bambini o ragazzi in fase di fobia o disagio scolare.
 Definiti, come detto, gli iter procedurali per tamponare eventuali allontanamenti. Nel  caso della mancata iscrizione, per esempio, spetterà al dirigente scolastico effettuare il primo controllo e contattare le famiglie. In caso di fallimento sarà allertato l’ufficio comunale servizi educativi che procederà, in collaborazione con la polizia municipale, alle verifiche anagrafiche comunicandone gli esiti alla procura. Identica, invece, la procedura nei casi di assenza prolungate o frequenza irregolare. Ad attivarsi, stavolta, saranno i coordinatori di classe che proveranno per primi a contattare la famiglia che, sono in secondo luogo, sarà cercata anche dal dirigente scolastico. In ultima istanza, a seconda della natura del caso,  saranno il distretto sociale competente o la procura a prendere in mano la situazione. Il protocollo, comunque, è il frutto del lavoro di un tavolo tra la parti che continuerà a tenersi con una frequenza di due incontri l’anno.
 "Dobbiamo essere pronti – le parole dell’assessore comunale alla scuola Judith Kofler Peintner, intervenuta alla conferenza stampa di presentazione assieme al collega di giunta Mauro Randi – nel gestire problematiche che nella scuola, purtroppo, possono verificarsi. Fornire strumenti e prescrizioni chiare è sicuramente un vantaggio per tutti in termini di organizzazione ed efficacia". Soddisfatta anche la direttrice del dipartimento provinciale istruzione e formazione Nicoletta Minnei: "E’ importante dare un segnale anche in termini preventivi. La redazione di questo protocollo è stata un momento utile per fermarci a riflettere sul fenomeno del drop out". Interessante la disamina del questore Dario Rotondi: "Le forze dell’ordine possono aiutare, ma ricordiamoci che prima del nostro intervento c’è la società. E’ importante che si intervenga in rete per educare i bambini e i giovani perché si tratta del primo vero passo a favore della sicurezza. Ai genitori chiedo di svolgere bene il proprio ruolo e non indicarci come i castigatori quando i figli fanno i capricci". 
Alan Conti

giovedì 26 gennaio 2012

Un concorso per il parco di Casanova


Un rendering del progetto vincente

Tante le proposte per "trasformare lo spazio in un luogo". Vince una discussa rivisitazione di piazza Walther.

BOLZANO. L’arte come tramite tra Casanova e il suo nuovo parco. Si è concluso con un convegno specialistico al Centro Trevi dal titolo “Quando un posto diventa un luogo” il concorso provinciale “Un parco per Casanova”. I progetti finalisti sono stati analizzati con cura da una giuria di specialisti che hanno poi decretato l’idea vincente e dispensato vari premi. Il nuovo rione, dunque, potrà a breve contare su uno spazio verde progettato appositamente per stimolare continuamente il rapporto con l’arte attraverso una fruizione che, giocoforza, deve poter essere quotidiana. Il concorso di idee, promosso dal dipartimento “Casa Scuola Cultura” dell’assessore Christian Tommasini, si è messo alla ricerca della non facile mediazione tra opera d’arte e infrastruttura pubblica. A Casanova, infatti, nessuno sarebbe disposto ad accettare una nuova cattedrale nel deserto tanto splendida quanto poco utilizzabile.A spuntarla il progetto che prevede una rivisitazione, assai discussa, di piazza Walther.
 Oltre al progetto vincitore, le proposte finite sul tavolo della giuria sono state tante e tutte di natura diversa. Si va dalla riproposizione di una struttura simile al cubo di Garutti a Don Bosco a una fantasiosa casa senza mura con tante porte e divisione degli spazi nelle varie stanze. Tanta anche la ricerca attorno agli effetti naturali con progetti che si basavano sulla proiezione delle ombre dovuta alla particolare architettura delle case oppure giardini divisi da elastici e 158 aiuole da affidare alle mani dei residenti nel tentativo di cementare la comunità. Per altri professionisti, invece, è stato il gioco l’elemento da mantenere centrale ed ecco spuntare forme geometriche strane di ricordo berlinese come potenziale paesaggio per qualsiasi divertimento, ma anche una grotta in cui rifugiarsi.  Apprezzato il percorso che nuovamente immagina nel parco una trasposizione di una casa residenziale con tanto di sala ludica. Particolare, invece, l’idea di riproporre una platea silenziosa attraverso una collezione di sedie ordinatamente disposte lungo lo spazio del parco. Difficile la scelta della commissione formata da direttrice e presidente del Museion Marion Piffer Damiani e Letizia Ragaglia, il ricercatore dell’ateneo trentino Roberto Pinto, la professoressa Lub di storia dell’arte contemporanea Emanuela De Cecco, il curatore milanese Marco Scotini, il preside di facoltà alla Iulm Pierluigi Sacco e la funzionaria provinciale Alexandra Pan. Forse si poteva modestamente aggiungere un simbolico residente di Casanova.
 Il concorso, durato circa due anni, ha coinvolto pure le istituzioni scolastiche bolzanine proponendo attività agli studenti che volentieri si sono avvicinati alla progettazione di uno spazio pubblico stimolante. "La creazione del bando di concorso – ha spiegato la curatrice Annalisa Cattani – ha tenuto conto prima delle problematiche policentriche della città e della forte percezione del verde pubblico come bene prezioso e condiviso. Siamo particolarmente soddisfatti, comunque, delle attività parallele di workshop e dialoghi con associazioni, centri sociali e classi scolastiche. L’auspicio è che l’inaugurazione del parco non sia la conclusione di un percorso, ma l’inizio di un centro capace di sviluppare relazione tra individui e con l’arte". Ilaria Riccioni, sociologa della Lub che ha elaborato il piano sociale comunale per la qualità della vita auspica "una dialettica continua tra creazione artistica e società civile". Evidente, comunque, la voglia di fare del nuovo parco un simbolo del rione: "Auspichiamo abbia una forte connotazione morfologica e spaziale – il desiderio di Giuseppe Donato, architetto bolzanino – che lo renda immediatamente riconoscibile". Chiusura con il curatore della comunicazione Sergio Camin: "Bolzano è una città monocentrica dove parchi e torrenti fanno da legaccio e diventano luoghi della comunità. Questa progettazione è stata anche un pretesto per la costruzione di complicità attive con chi il concorso lo vincerà".
Alan Conti 

Il recinto anti droga spacca il Quartiere


Piccoli vandalismi nel parco

I consiglieri divisi su sicurezza e opportunità. Critiche al presidente Morabito che ha bypassato la Circoscrizione.

BOLZANO. La sicurezza prima di tutto, ma senza arrecare disagi ad altri cittadini o ignorare le corrette procedure istituzionali. E’ una recinzione che divide, materialmente e politicamente, quella fatta installare dai condomini ai civici 126-128-130 di viale Europa. Da una parte gli abitanti delle case che chiedono tutela per la loro sicurezza, dall’altra chi si lamenta per lo sbarramento di un passaggio molto utilizzato e senza alternative di totale sicurezza. Una polemica che si infiamma anche all’interno del consiglio di Circoscrizione di Don Bosco: attore protagonista nella persona del presidente Lino Morabito che ha richiesto la chiusura da parte della giardineria comunale, ma totalmente assente nella figura dei consiglieri tenuti all’oscuro di tutto. Sono loro, quindi, che oltre ad esprimere la propria opinione sulla microcriminalità nel parco giochi lamentano una mancata discussione in consiglio ritenuta fondamentale.
 Spaccio, vandalismi, siringhe, rapporti sessuali in pieno giorno: è uno scenario difficile quello raccontato dai condomini che hanno richiesto la chiusura. Una scelta che richiama la logica del famoso “muro della droga” nel quartiere Arcella di Padova: segnare una riga e lasciare fuori i delinquenti. "Le due situazioni – ribatte Marco Caruso, consigliere Unitalia – non sono paragonabili. Al massimo ci potrebbe essere qualche compagnia di ragazzi particolarmente rumorosa e la sala giochi, francamente, è assai meno pericolosa di quanto è stato detto. Certo, posso capire l’esasperazione di alcuni residenti, ma aveva molto più senso installare un cancello identico a quello già presente alla fine della sopraelevata per tenere aperto durante il giorno e chiudere la notte. Tanto un addetto con le chiavi è già in carica da anni: bastava poco per trovare un compromesso. Ancora meglio sarebbe stata l’installazione di una telecamera di sorveglianza. Il presidente Morabito, però, doveva coinvolgerci, tanto più che chiesto numerose volte di essere presente ai sopralluoghi: non può invitare solo il collega di partito Luciano Stevanella". E’ lo stesso Stevanella (Pd), comunque, a ribadire appoggio totale alla condotta del presidente: "Condivido  la sua scelta perché gli episodi di criminalità e disagi si andavano moltiplicando. La richiesta del condominio era motivata e non c’era alcun motivo per osteggiarla". A favore della chiusura è anche Tania Bergo (Lega Nord): "E’ una questione di priorità e la lotta a vandalismi, criminalità e spaccio non può che essere in prima posizione. Riguarda tutti e impone un alto senso civico. Certo che in quartiere io non ho mai avvertito situazioni così al limite". Attacco frontale alla presidenza, invece, arriva da Francesco Mafrici (Pdl): "Posto che si doveva cercare una soluzione per mantenere comunque agibile un passaggio frequentato, ritengo che Morabito non si sia comportato in maniera corretta. Si tratta di un’opera pagata con soldi pubblici e richiesta dalla Circoscrizione senza che in consiglio se ne sia mai parlato. Ci vuole più rispetto per le logiche di dialogo, ma anche per lo stesso decentramento che dovrebbe portare noi rappresentanti a conoscenza di situazioni così sentite dai nostri residenti. Mi risulta davvero difficile da capire, infine, per quale motivo un giardino privato debba essere recintato con finanziamento pubblico". Chiusura con l’ex presidente di Circoscrizione Enrico Lillo che per primo seguì la vicenda. "A suo tempo risolsi con l’incarico di chiusura e apertura dei cancelli esterni al parco, oggi evidentemente la situazione è peggiorata. Non solo, allora le criticità erano legate principalmente ai ragazzi della scuola e non a micro delinquenza. La condotta di Morabito a livello procedurale è corretta, considerando che i soldi spesi non sono direttamente della Circoscrizione, ma certamente confrontarsi con il proprio consiglio lo avrebbe portato a una posizione di maggior forza e credibilità nel portare avanti con decisione questa richiesta". 
 Alan Conti

Tommasini: "Appoggio al tedesco veicolare di Appiano"


L'assessore provinciale alla scuola

L'assessore provinciale al fianco dei genitori: "Il potenziamento è realtà in quasi tutti i comuni. Puntiamo alla massima espansione".
 
APPIANO."Sosteniamo totalmente i genitori di Appiano nel progetto di potenziamento linguistico e auspichiamo che l’adesione sia numerosa e entusiasta". L’appoggio alle famiglie che hanno richiesto l’innalzamento delle ore di tedesco da 6 a 9 ore, con introduzione della didattica veicolare per alcune materie, nella primaria di via Sant’Anna è di quelli pesanti e arriva direttamente dall’assessore provinciale alla scuola Christian Tommasini e dalla sovrintendente scolastica Nicoletta Minnei. Le due massime autorità scolastiche provinciali, insomma, hanno messo gli occhi sulla situazione che si è generata ad Appiano e, come da programma, puntano forte sul potenziamento. "Abbiamo contatti continui con la scuola – spiega Tommasini – e siamo molto contenti che siano stati gli stessi genitori a farsi promotori di questa richiesta. La primaria linguisticamente potenziata è ormai realtà in quasi tutti i nostri territori, ma Appiano ancora ci mancava, quindi saremmo ben lieti di aggiungerla in questo percorso". Trattandosi dell’unico indirizzo italiano nel comprensorio, però, a fare la differenza saranno le scelte dei genitori al momento dell’iscrizione. Al momento, comunque, c’è molto ottimismo attorno alla possibilità di fornire ai bambini che entreranno a scuola il prossimo settembre un quadro orario fortemente plurilingue. Le uniche perplessità, infatti, sembra arrivassero da alcune famiglie straniere preoccupate dall’impatto sui figli di due lingue da imparare perfettamente anziché una sola. Lentamente, però, gli angoli sembrano smussati e chi non ha aderito entusiasta pare abbia comunque dato il via libera. A chiusura delle iscrizioni la sentenza definitiva.
Alan Conti

Il Centro: "Il limite in A22 meglio dei blocchi"


Traffico sull'Autostrada del Brennero

Discussione in Circoscrizione sulle limitazioni comunali. "Meglio rallentare i mezzi in autostrada e progettare il suo spostamento". Spunta la proposta del ticket milanese... 

BOLZANO. Rallentare i mezzi in autostrada prima di fermare le auto dei bolzanini. Il Consiglio di Circoscrizione Centro-Piani-Rencio chiede al Comune di volgere lo sguardo in direzione A22 e pretendere interventi decisi per limitare la velocità dei veicoli di transito e progettare, finalmente, una qualche strategia per lo spostamento. L’occasione è stato l’incontro in consiglio circoscrizionale con gli assessori comunali all’ambiente Patrizia Trincanato e alla mobilità Judith Kofler Peintner. All’ordine del giorno la discussione attorno alle limitazioni che da novembre bloccano gli euro 0 e 1 per alcune ore. Ben presto, però, il tema si è allargato a tutta la città. Diverse le proposte: dai maggiori incentivi per il trasporto pubblico a meccanismi premianti per chi viaggia con più persone a bordo, passando per l’introduzione di un ticket d’accesso simile a quello milanese.
 "Il vero nodo della questione – comincia il presidente Rainer Steger (Svp) - è legato all’incisività delle limitazioni. Vogliamo sia chiarito in termini statistici quanto incidono queste misure nella salvaguardia dell’ambiente. E’ innegabile, infatti, che così si colpiscano lavoratori che non possono permettersi nuove auto e non certo gli amatori del settore. Auspicabile, oltretutto, che si apra un discorso sull’A22". In che termini? "Da Innsbruck a Kufstein per tutto l’inverno introducono limiti autostradali per l’inquinamento. Sono 80 chilometri in totale, quindi suppongo si possa tranquillamente fare anche per i soli 10 che dividono Campiglio da Bolzano Sud. Sappiamo tutti quanto sia impattante il traffico autostradale. Il ticket d’accesso alla città, invece, mi pare troppo penalizzante per un centro ad alta vocazione turistica come il nostro". Martin Fink (Verdi-Projekt Bozen) è altrettanto deciso: "Le limitazioni sono ingiuste quando non si fa nulla per ridurre il 43% delle emissioni di NO2 provenienti dall’autostrada. Chiediamo un giro di vite sui limiti di velocità o l’installazione di un sistema di sicurezza “tutor”: il Comune è socio dell’AutoBrennero e può tranquillamente far sentire la propria voce. La stessa Regione potrebbe darci supporto. Solo in futuro, invece, sarebbe auspicabile l’introduzione di un biglietto d’accesso alla città". "Il semplice possesso della macchina – gli fa eco Thomas Demetz (Pd) – non implica automaticamente il diritto al passaggio o al parcheggio. In linea di principio, quindi, non trovo così criticabile la scelta del Comune di Milano, ma ritengo necessiti di una forte piattaforma di trasporto pubblico per essere replicabile anche da noi". Per ora ci si limita ai divieti di circolazione. "Non dimentichiamoci che gli euro 0 e 1 sono mezzi davvero impattanti, ma è altrettanto vero che l’autostrada genera dei paradossi. Se le regole cittadine impediscono la circolazione di determinate automobili, infatti, dovrebbe essere così anche sul tratto autostradale che interessa il nostro territorio. Bisogna prendere in mano la situazione cercando di incoraggiare anche l’uso comune dei veicoli dato che i numeri parlano di 100.000 litri d’acqua utilizzati nella produzione di una sola vettura e di 10 tonnellate di rifiuti emessi nella realizzazione di appena 1000 chili di automobile". Chiusura con Generoso Rullo (Pdl) che si unisce al coro di richieste sulla Brennero. "Ritengo che i limiti debbano essere tenuti bassi, ma sufficientemente sopportabili per gli automobilisti che transitano sull’A22. Il vero salto di qualità il Comune deve farlo nel predisporre una strategia per lo spostamento del traffico autostradale: bisogna reagire all’immobilismo. Le limitazioni, invece, vanno coordinate con i centri limitrofi altrimenti si rivelano totalmente inutili perché Bolzano non è inserita in una campana di vetro". Porta chiusa, infine, al ticket in salsa milanese: "Assolutamente no. Già subiamo da anni il machiavellico sistema delle zone colorate: di più non si può chiedere ai cittadini". 
Alan Conti

mercoledì 25 gennaio 2012

Viale Europa, un recinto contro la droga


La discussa recinzione 

BOLZANO. "Vandali, drogati, spacciatori e microcriminalità: sono questi i motivi che ci hanno spinto a chiudere il passaggio". I residenti dei condomini di viale Europa 126, 128 e 130 hanno organizzato ieri una riunione con il presidente di Circoscrizione Lino Morabito per ribadire con forza la necessità di proteggere il proprio giardino privato. Nella zona, infatti, si è accesa un’aspra polemica attorno al filo recintato che il Comune ha installato per impedire il transito pedonale nel tratto che dalla conclusione della sopraelevata porta fino ai “pifferi” dell’Ipes lungo il viale. Una scelta deliberata dall’assemblea condominiale, vidimata dalla Circoscrizione e osteggiata dai residenti degli edifici successivi costretti a passare nello stretto passaggio, anch’esso privato, davanti alla filiale della Cassa di Risparmio.
 Erano una trentina, comunque, i condomini che hanno improvvisato ieri pomeriggio un’assemblea per ribadire la legittimità della chiusura. "Prima di tutto – introduce il presidente di Quartiere Don Bosco – è necessario puntualizzare che nessuno ha mai usato questo passaggio per i disabili, i bambini o le carrozzine. Da sempre, infatti, la disposizione dei vasconi delle piante e i gradini in accesso impediscono totalmente questo tipo di transito che quindi non può essere penalizzato dalla chiusura". "Dopo anni di disagi – continua l’amministratore Fabio Boccaletti – abbiamo preso questa decisione. La stragrande maggioranza delle 80 famiglie che abitano qui erano stufe di subire vandalismi senza poter intervenire". Il vero pomo della discordia, per la verità, sembra essere il piccolo parco giochi che introduce al passaggio: costantemente sporcato e mal frequentato secondo i residenti. "Qui vediamo di tutto – spiega l’inquilino Roberto Falzin – dagli spacciatori alle baby gang che vengono per fare i dispetti. La sporcizia è ormai prassi abituale, mentre gli schiamazzi erano diventati insopportabili a qualsiasi ora del giorno e della notte. L’arrivo della sala giochi, inoltre, di certo non ha aiutato. Onestamente non ci sembra di penalizzare nessuno chiudendo il transito pedonale: parliamo di appena 15 persone in tutto il giorno". Beatrix Messner è ancora più esplicita: "Una notte ho provato a lamentarmi e dei ragazzi mi hanno tirato i sassi sul balcone. La polizia ci ha spiegato di non poter far nulla se l’accesso viene lasciato libero. Il parco, difatti, è pubblico. E’ capitato, infine, di trovare ragazzi che si drogavano o che avevano rapporti sessuali in pieno giorno. Francamente inaccettabile per chi ha dei bambini". Alcuni residenti della zona, però, hanno rivendicato l’usucapione del passaggio dopo anni di utilizzo da parte di tutti. "Per avanzare una simile richiesta – ribatte Enzo Ioppolo – bisogna registrare un’attività continuativa per 24 ore su 24. Dal 2006, invece, mi occupo personalmente di chiudere il cancello perimetrale la mattina e la sera". Che bisogno c’era, allora, di aggiungere un nuovo sbarramento? "Sull’altro lato il giardino è accessibile, quindi prima bastava fare il giro per raggiungere ugualmente il parco giochi di notte".  Stavolta, comunque, la scelta finale è stata del Comune: intervento pubblico della Giardineria con recinzione e tranquillità ripristinata. Come mai, però, l’opera a isolamento di un’area privata è stata fatta con denaro pubblico? "Si tratta di una tutela per il parco comunale – chiarisce il tecnico competente Vittorio Seidl – e l’iter di richiesta è arrivato direttamente dalla Circoscrizione. Il fine, infatti, non è di isolare il giardino comunale, ma permettere l’uso del parco negli orari stabiliti".
Alan Conti

martedì 24 gennaio 2012

Ora, tutto intorno alla Circonvallazione


Lavori per la circonvallazione

Parla il sindaco Roland Pichler: "Sposterà i tir e eliminerà l'impianto di stoccaggio. Aiuteremo il commercio". Intanto alcuni edifici lamentano crepe.

ORA. Circonvallazione, impianto di stoccaggio e mutazioni idrogeologiche da tenere sotto osservazione: c’è tanto ambiente nell’agenda 2012 del sindaco di Ora Roland Pichler. Dopo dodici mesi segnati dai grandi investimenti legati ai progetti di riqualificazione di scuola e biblioteca, dunque, il Comune ora volge lo sguardo alle infrastrutture e alla messa a punto dell’ormai annosa nuova Circonvallazione. Dopo tanto hardware strutturale, dunque, il sindaco volge lo sguardo al software della qualità della vita dei propri cittadini concentrandosi su fiscalità, finanziamenti, diffusione di internet veloce e promozione del commercio in vista della riduzione del traffico di passaggio.
 La Circonvallazione si avvia al suo ultimo anno di lavori e già spuntano i primi mugugni. La rotonda di accesso nord, per esempio, è bloccata da gabbie burocratiche: c’è da preoccuparsi?
"Direi di no. La situazione è legata a delle incomprensioni sulle misure dell’esproprio che andrebbe a toccare di qualche metro la proprietà di un’azienda privata in via Lahn, ma la situazione sarà risolta quando la strada sarà a tutti gli effetti transitabile".
Che vantaggi porterà quest’opera in termini di viabilità?
"La possibilità di sgravare Ora dal traffico pesante mi sembra un ottimo risultato per migliorare la vivibilità della nostra comunità.  Oggi abbiamo 13.000 passaggi: questa cifra diminuirà sensibilmente".
Per la gioia dei commercianti…
"Capisco la loro posizione e per questo abbiamo avviato un progetto in grado di lanciare e sostenere il commercio cittadino. Dobbiamo ancora scegliere gli strumenti, ma la promozione dei nostri esercizi sarà decisa nel tentativo di attirare potenziali clienti nel centro cittadino".
Circonvallazione croce e delizia: a nord in molti lamentano disagi legati all’impianto di stoccaggio.
"Lo sappiamo, ma si tratta di una difficoltà temporanea. Abbiamo un impianto assieme a Laives e in questo momento stanno preparando il cemento. Alla fine dei lavori il terreno tornerà alla sua destinazione originaria di verde agricolo senza conseguenze".
Nel bilancio comunale, intanto, l’ambiente riveste particolare importanza. Quali le opere più significative?
"Ci stiamo concentrando sul risanamento della rete idrica che necessitava della sostituzione di alcune condotte. Abbiamo avviato un’intensa fase di studio, invece, per capire come e dove applicare pannelli fotovoltaici per la produzione di energia. Intendiamo selezionare gli edifici adatti e procedere all’installazione".
A proposito di acqua: su via Nazionale nella zona artigianale si registrano abbassamenti del terreno e crepe negli edifici. La falda è indicata come responsabile: dobbiamo preoccuparci?
"Niente allarmi. Per ora si tratta di una segnalazione unica da parte di un’azienda che stiamo analizzando. Effettivamente sembrerebbe che in quella zona la falda sia particolarmente alta e determini anche delle esondazioni dopo le forti piogge. E’ presto, tuttavia, per dire che si tratti di un pericolo: procederemo con verifiche approfondite".
Sottoterra passano pure i fili della fibra ottica e via Termeno è stata completamente cablata. Il paese si avvia verso una copertura totale di internet veloce?
"Nelle prossime settimane avremo un incontro con i tecnici e potremo stabilire una percentuale del servizio. L’Adsl, comunque, funziona bene e la posa dei tubi si sta completando con il tratto che da Ora porta all’Oltradige".
In superficie aumentano anche le ciclabili.
"Siamo contenti di completare un segmento sovracomunale che ci connette ancora di più con tutto il comprensorio".
A proposito di sovracomunale c’è il sindaco di Bolzano Spagnolli che fa il diavolo a quattro per cambiare i parametri di suddivisione della torta del Consorzio dei Comuni. Che ne pensa?
"Per la verità a noi l’attuale sistema di finanziamento va più che bene. Non mi sembra, infatti, che i parametri di valutazione siano così ridotti: per quanto ci riguarda ci sono già tutti nel calcolo attuale. Credo, però, che la vera battaglia da combattere sia quella del carico fiscale per i nostri cittadini. Bisogna cercare misure che attenuino l’impatto della nuova fiscalità della Manovra, in particolare sull’Imu".
Sindaco Pichler, in conclusione domanda tradizionale: che 2012 si aspetta per Ora?
"Dodici mesi di grandi investimenti e novità che ci consentano di essere ottimisti. Poniamo adesso basi importanti per il futuro".
Alan Conti 

Lega: "Subito il ripristino del tavolo della sicurezza"

Un'immagine della chiesa di Salorno
Il consigliere Mario Tondini chiede al sindaco di incontrarsi una seconda volta. La situazione, però, pare essere più calma.


SALORNO. Un incontro per la sicurezza organizzato in fretta e furia e poi abbandonato. La Lega Nord di Salorno, capitanata dal consigliere comunale Mario Tondini, alza la voce chiedendo al sindaco Giorgio Gacomozzi di ripristinare al più presto il tavolo istituito quest'estate. Lo scorso 11 agosto, infatti, Caritas, Comune, intendenza scolastica e alcuni consiglieri si erano riuniti dopo una serie di episodi di piccola criminalitàriconducibili in varia misura all’azione di alcuni componenti della famiglia sinti Pasquale, presente in paese con una ventina di componenti. Nelle ultime settimane, però, la situazione è tornata alla normalità e la calma sembra essere garantita. Una condizione assai poco produttiva per la filosofia del Carroccio che non a caso prova a tenere alta la tensione. "Chiediamo – si legge nel documento della mozione – che il sindaco non si limiti a impegnarsi nel tavolo della sicurezza con un generico “tempi brevi”, ma indichi con precisione ed esattezza la data in cui intende organizzare il secondo incontro tra le componenti istituzionali. Vogliamo una garanzia di serietà e l’assicurazione che possano trovare sviluppo eventuali provvedimenti emersi in occasione del primo intervento".
Alan Conti 

Dreikoenig: festa di calcio


Il pallone utilizzato in Serie A

Boom di iscritti al torneo targato Afc Eppan e giunto alla 17esima edizione: 105 squadre si sono sfidate per 6 titoli

APPIANO. Cinque giorni di partite per 105 squadre di calcetto divise in 6 categorie: in Alto Adige non esiste alcun torneo che possa avvicinarsi per numero e dimensioni al "Dreikönig" chiuso domenica scorsa presso la Raiffeisenhallee di San Michele. L'edizione numero 17 della manifestazione organizzata  dall'Afc Eppan si è quindi rivelata una vera e propria festa per gli amanti del gol. Sei, chiaramente, i vincitori: uno per categoria. Si va dal Lagundo campione Under 9 all'affermazione ai rigori dell'Holz Oltradige tra gli amatori. Nel mezzo si fregiano d'alloro anche la Virtus Don Bosco (U10), Fc Alto Adige (U11), Stella Azzurra (Giovani-C) e Lana (Giovani C). Come ogni buon torneo, comunque, non possono mancare i riconoscimenti individuali che hanno visto Georg Zublasing (Blaue Fussballzwerge) premiato tra gli attaccanti e Manuel Mariz (Bar Eden) per i portieri. Migliore in assoluto il talentuoso Francesco Donquerque (Holz Oltradige) capace di trascinare la propria squadra alla vittoria.
Sorriso a 32 denti, infine, per gli organizzatori Michael Walcher e David Meraner: "79 squadre giovanili e 26 nella categoria per gli adulti sono numeri che fanno onore alla nostra manifestazione". 
Alan Conti