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mercoledì 8 febbraio 2012

L'appello di Fb: liberate Walther!


L'immagine simbolo del gruppo Fb

Sul social network nasce un gruppo in difesa della statua nella piazza centrale. Un tempo fontana e luogo di sosta, oggi vittima di bancarelle e fioriere. 

BOLZANO. Riconsegnare Walther von der Vogelweide al suo semplice destino di fontana. E’ questa l’idea che sta alla base del neonato gruppo “Free Walther” creato su Facebook dalla bolzanina Federica Cumer. Una pagina tra il serio e il faceto che, effettivamente, si pone il problema di un simbolo della città ridotto sempre più a comparsa in funzione di qualche altra manifestazione. Eccolo, per esempio, fare da valletto a centinaia di zucche per l’omonima festa o ridursi a punto di riferimento per un pascolo di pecore blu, per non parlare del contorno di speck, birre o del giardinetto che ormai la divide perennemente dalla popolazione. Non è passato tanto tempo, infatti, da quando ai piedi del Walther ci si poteva sedere o, con un po’ di coraggio, dissetare nell’arsura estiva bevendo l’acqua zampillante da alcune delle bocche della statua. Oggi il massimo dell’onore concesso al Minnesänger più famoso della città è una costosissima replica da realizzare nel nuovo rione di Casanova.
 Emblematici, comunque, gli ancora pochi documenti raccolti sulla pagina del social network aperta dall’appello della fondatrice Cumer: "Liberate Walther. Si sente così solo". Seguono una serie di scatti che ritraggono la statua della piazza centrale nel suo percorso da monumento avvicinabile a bunker di vario genere. Spunta, per esempio, la “rosa” di bancarelle che attorniano Walther seguendo la disposizione del Mercatino di Natale in voga ormai da qualche anno. "Prigioniero. Nessuno si può avvicinare" la didascalia tranchant di Federica Cumer per un monumento che in dicembre è possibile percepire nella sua interezza solo con un’improbabile visita dai tetti della piazza. Altri due scatti sono riservati al giardino abituale che “tutela” Walther da possibili vandalismi in assenza di particolari feste e a una cornice delle immancabili zucche autunnali.
 Nonostante il forte senso di umorismo e il divertimento nell’attendere gli scatti dei bolzanini con il “poeta imprigionato”, la pagina si riallaccia a una polemica mai sopita attorno al salotto buono del Centro. In molti, tra cittadini ed esercenti, hanno espresso in passato il desiderio di rendere piazza Walther meno simile a un padiglione fieristico, dove si susseguono decine di manifestazioni, alcune delle quali dal ritorno di immagine quantomeno discutibile. Il tutto senza considerare che a pochi metri di distanza, con piazza Domenicani come primo esempio, c’è chi farebbe carte false per ospitare qualcuna di queste iniziative. La sintesi più efficace, quindi, arriva dal commento lasciato da Ferruccio Cumer: "Aderite al gruppo Free Walther come liberazione della piazza dalle piazzate". Ridiamo, ma non troppo.
Alan Conti

Hands: aumentano le visite per dipendenza




L'alcol è un problema: lo dicono i dati
Lo ha detto l'assessore Theiner e lo conferma l'associazione che segue da vicino l'alcolismo: in Alto Adige crescono i dipendenti. Prestazioni aumentate del 13,8% e la nostra regione è al secondo posto tra i bevitori nazionali


BOLZANO. La nuova emergenza sociale si chiama “dipendenza”. Lo ha sostenuto pochi giorni fa l’assessore provinciale alle politiche Richard Theiner riferendosi alle droga e lo conferma, concentrandosi maggiormente sulla piaga dell’alcol, la relazione annuale dell’associazione “Hands”. Nel capitolo dedicato alle statistiche di intervento ambulatoriale, infatti, si registra “una diminuzione dei pazienti che ha usufruito di prestazioni per accertamento patenti, ma un aumento dei pazienti con problemi di dipendenza. Il bilancio totale indica un aumento del 13,8% delle prestazioni che passano dalle 21.188 del 2010 alle 24.594 del 2012”. Il numero degli utenti ambulatoriali arriva a 1211, di cui 226 di accredito patente. Per quanto riguarda le prestazioni di stretta competenza di “Hands” si contano 3851 visite psicologiche, 3293 mediche e 1682 sociali con un totale di 8826. Interessante anche lo scorporo per le principali problematiche con 701 dipendenze da alcol,  226 patenti, 156 situazioni a rischio per l’alcol, 64 per problemi familiari, 25 per stupefacenti e alcol, 23 per psicofarmaci e 4 per il gioco. Rivelare un problema simile, però, non è sempre facile e i dati sulle mancate prestazioni riflettono questa difficoltà con il classico “buco” del paziente che non si presenta in 716 casi e le disdette preventive a quota 476. Attiva anche la comunità di “Hands” che nel 2011 ha seguito 52 persone, di cui 32 residenti nel Comprensorio di Bolzano e 20 che già avevano seguito un percorso riabilitativo a Bad Bachgart. Nove, invece, gli utenti ospitati negli alloggi protetti.
 Per quanto riguarda l’alcolismo, oltretutto, i numeri non depongono a favore del Trentino Alto Adige che si classifica al secondo posto nazionale per bevitori con una percentuale 75,4% dietro al Veneto (76,2%), con picchi di 84,2% per i maschi che superano le femmine ferme al 66,8%. Non solo, secondo i dati dello studio “Passi” effettuato dall’Istituto Superiore per la Sanità la provincia di Bolzano è in testa alla classifica italiana dei bevitori a rischio con una poco invidiabile percentuale del 41% che ci fa arrossire di fronte all’8% della Campania e alla media italiana del 17,9%. Stilato anche il profilo del bevitore a rischio: giovane, maschio e con un livello di istruzione medio.
 L’attività dell’associazione presieduta da Christian Folie, comunque, anche per il 2012 si articola in vari centri della Provincia. A Bolzano, oltre all’ambulatorio, è presente un laboratorio protetto per 12 persone convenzionato con l’Assb, la comunità terapeutica con 15 posti residenziali e 25 semiresidenziali, l’alloggio protetto con 5 posti residenziali. Sostanziosa anche la copertura a Cermes nel Burgraviato con 12 posti interni a un laboratorio protetto e un punto vendita di mobili antichi, restaurati e di seconda mano. Sparsi su tutto il territorio, infine, i 25 gruppi di auto aiuto.
Alan Conti



martedì 7 febbraio 2012

Rangers-Devils: è solo NY anche in Nhl


Due tifosi di Rangers e Devils scherzano

Dopo il Super Bowl lo spettacolo è di casa al Madison per la sfida d'alta quota Rangers-Devils. Canucks a rischio contro i frizzanti Predators, mentre Panthers-Capitals è per cuori forti

Tornano in primo piano le stecche nella Grande Mela ubriaca di Super Bowl. Fari puntati sulla sfida Rangers-Devils con i Blue reduci da un buon filotto, ma ancora scottati dalla recente sconfitta patita proprio contro New Jersey. Due tra le franchigie più in forma promettono scintille nuovamente, dopo mesi, ad altissimo livello (ore 1.00 italiane). Attenzione anche alla sfida ad ovest tra Canucks e Predators con i primi che godono dei favori del pronostico secondo tradizione e classifica, ma i secondi che hanno appena timbrato 8 vittorie nelle ultime 10. Attesa per vedere se Rinne riuscirà a sconfiggere l’atavica timidezza palesata contro Vancouver (2.00). Panthers-Capitals (1.00) per cuori forti di chi cammina al limitare dei playoff, mentre i Penguins sono attesi da una Montreal ancora in attesa di festeggiare vittorie di peso (1.30). Scintille causate dall’importanza della posta in palio anche tra Kings e Lightnings (1.30) e Stars e Coyotes (2.30): chi si ferma oggi non è perduto, ma fortemente compromesso. Blues-Senators, invece, mette sul ghiaccio solidità e franchigie tutte di un pezzo: match da rocciosi (1.30). Arriveranno, invece, segnali di continuità dai Maple Leafs attesi sulla difficile pista di Winnipeg? (1.30)Più agevoli, sulla carta, appaiono gli impegni di Flyers e Blackhawks che dovranno vedersela rispettivamente con gli Islanders, faccia triste di New York (1.00) e con gli Avalanche lontani dagli standard di inizio stagione (3.00). Non sono ammessi passi falsi, invece, per i Wild alle prese con il fanalino di coda Columbus (1.00). 

I Coyotes fanno centro


Mani al cielo per Hanzal, decisivo

Hanzal e Gordon, centro di prima e seconda linea, stendono 3-1 una svagata Detroit orfana di Howard. Continua la cavalcata Leafs, frenano i Flames di rigore.

 Evidente che i Red Wings senza Howard perdono molto oppure che i Phoenix con il centro “rifatto” da Hanzal e Gordon guadagnano troppo. Fatto sta che alla Jobing.Com i Coyotes rifilano un 3-1 alla capolista Western grazie alle segnature dei centri di prima e seconda linea, con Hanzal in doppietta, rientrati dai rispettivi infortuni. Bene anche la saracinesca Smith, mentre sarebbe forse ingiusto gettare la croce di una Detroit apparsa svagata solo sulle spalle del backup McDonald. Toronto, intanto, non ha nessuna intenzione di frenare, doma un Eberle scatenato, rifila due pugni con Kessel e stende gli Oilers con un perentorio 6-3. Chiude il quadro di giornata la tornata di rigori portata a casa dai derelitti Ducks contro i Flames che, nonostante una parziale rimonta da 0-2 a 2-2 targata Tanguay-Iginla, perdono un prezioso punto nella rincorsa playoff. 

lunedì 6 febbraio 2012

Quanto vale Detroit senza Howard?


Howard impegnato in una plastica parata

Detroit alla prima senza l'infortunato goalie capace di fare la differenza: ai Coyotes la prima sentenza. Toronto cerca continuità e Calgary la strada playoff

Che Red Wings saranno senza Howard? Domanda complessa e pesante sulle spalle dei backup Conklin e McDonald. Le prime risposte arriveranno stasera in una delle poche trasferte che inframezzano una serie di 12 partite alla Joe Louis Arena per Detroit. Ghiaccio di Phoenix, dunque, per la capolista della Western Conference che gode comunque dei favori del pronostico (ore 2.00 italiane). Maple Leafs alla ricerca della continuità nel match contro gli Oilers, tanto in difficoltà nel quotidiano quanto incisivi nella partite di cartello (ore 1.00). Chiude il breve cartellone di giornata la sfida tra Flames e Ducks. Se per i secondi, a sorpresa, ormai non resta che un triste traghettamento verso la prossima stagione, a Calgary sono stufi di sfiorare i playoff e cercano la strada per tornare protagonisti in una città di grande tradizione.
Alan Conti

I Rangers azzerano i Flyers, ancora una volta


Philly sempre a terra contro NY 

Ancora una volta New York supera Philadelphia. Poker di Boston, voce grossa Devils e riscatto Canadiens.

NhlTonight: Non c'è storia per i Flyers che contro i Rangers quest'anno non vedono mai la luce. Un terzo periodo perentorio di New York anticipa la festa del Super Bowl e fissa un deciso 5-2 azzera Philly. Poker anche per i Bruins che al TD Garden si rialzano e fermano il passo dei Capitals (4-1). Si confermano bestia nera di Pittsburgh, invece, i Devils letteralmente comandati da Kovalchuk e che salutano il primo gol di Volchenkov. Sono giorni da voce grossa per i diavoli (5-2). Chiude la giornata lo shutout di Corey Price a Montreal per un 3-0 Canadiens che soffoca i sogni playoff della franchigia matricola.
Alan Conti

Egna dritta al Tar per Casa Valgoi


Numeri positivi per il palaghiaccio di Egna

Respinta la mozione che chiedeva tempo al sindaco: deciderà il tribunale. Impianti 2011: bene il palaghiaccio, male il lido.

EGNA. Il consiglio comunale di Egna non vuole perdere tempo sulla demolizione dell’ex municipio e punta dritta verso l’udienza del tribunale amministrativo fissata per mercoledì prossimo. Bocciata l’altra sera la mozione di Bündnis Neumarkt che chiedeva al sindaco un sostanziale rinvio di ogni decisione per favorire la ricerca di un compromesso con tutte la parti in causa. Mossa che strizzava l’occhio all’opzione museale senza consegnarsi pienamente nelle mani di un tribunale. Niente da fare e cerchiolino rosso, a questo punto, attorno all’8 di febbraio.
 Protagonista dell’ultimo consiglio, però, è stato anche Michele Braito, presidente della società “Sportarena Unterland” che gestisce Lido e palaghiaccio comunali, che ha esposto all’aula una relazione di bilancio sulla stagione appena passata. Giudizio in chiaroscuro per le strutture sportive penalizzate, nel caso della piscina, dalle condizioni meteorologiche estive non particolarmente clementi. "Nel 2011 – spiega Braito – abbiamo registrato 61.000 ingressi al Lido, ma in annate positive come il 2009 i biglietti furono 80.000. La contrazione è chiaramente legata alle condizioni avverse del tempo: purtroppo sappiamo che il destino della piscina è legato a questa variabile. Inevitabile, quindi, il leggero passivo di bilancio pari a 25.000 euro". Braito, però, è lesto nelle precisazioni prima che si parli di perdita di denaro pubblico. "Al Comune giriamo un affitto di 7.500 euro e negli ultimi 14 anni la cooperativa ha investito una cifra vicina al milione di euro. Si tratta di una montagna di denaro destinata a manutenzione e migliorie, certo, ma anche a riparazioni o opere che forse non sempre spettavano a noi. E’ importante, quindi, che l’amministrazione e i cittadini sappiano bene come il Lido sia comunque una fonte di guadagno per le casse pubbliche". Ottimi, invece, i dati del palaghiaccio: "Totalizziamo un 21.000 ore di utilizzo per una media di quasi 8 ore al giorno con punte di 11. Mi preme sottolineare, però, che non si tratta unicamente di attività legate al mondo dell’hockey perché cerchiamo di rendere la struttura il più versatile possibile. Non a caso in aula ho presentato la suddivisione per settori di utilizzo: è importante offrire possibilità a tutti".
Alan Conti

I giovani aiutano ad attraversare...i rospi


E' tempo di migrazione per i rospi
 Le automobili sono la più grande minaccia per rane e salamandre. In tutta la provincia progetti scolastici per salvarle.

EGNA.La più grande minaccia per rane, rospi e salamandre? L’uomo. Dalla banalizzazione dell’ambiente con le monoculture all’abbassamento delle falde passando per la cementificazione e le decine di investimenti: il vero pericolo per questi anfibi è l’essere umano. Fortunatamente, però, c’è chi se n’è accorto e provvede a promuovere una nuova cultura di rispetto e prevenzione. E’ il caso dell’associazione no profit “Herpeton” che si occupa di coordinare progetti di protezione per queste specie animali in Alto Adige. L’attenzione degli erpetologi dell’organizzazione si è concentrata in questi giorni su un’iniziativa a Laghetti che ha coinvolto i ragazzi della scuola media nella tutela della salamandra pezzata. Su richiesta della referente comunale Anna Tavazzi, quindi, gli studenti sono stati informati sulla biologia di quest’animale dalle curatrici Verena Kastl e Stephanie Vitti e poi hanno partecipato alla loro migrazione. I giovani, infatti, hanno posato sulla strada “campi di tennis-Pardatshcer” alcune barriere utili alla migrazione tipica del periodo per poi ritirarle.
 Un altro progetto analogo, con la collaborazione della scuola media di Termeno e il gruppo ambientalista di Caldaro, si è tenuta lungo la strada provinciale 14 presso il campeggio del lago di Caldaro. Qui, ogni 20 metri, sono state posizionate trappole a caduta per salvare i rospi dall’attraversamento stradale e portarli dall’altra parte dell’asfalto. "La protezione dei percorsi migratori è un nostro compito essenziale" commenta il curatore Roland Luggin.
Alan Conti

giovedì 2 febbraio 2012

Salorno: piace il riciclaggio all'ex La Vis


Lavori all'altezza del Doss della Forca
La frana al Doss della Forca ha costretto il centro al trasloco, ma la nuova posizione è promossa dai cittadini. Intanto c'è chi rimpiange l'impianto di guida sicura

SALORNO. A Vadena lo detestano o poco ci manca, ma a Salorno qualcuno ancora rimpiange la possibilità di valorizzare il Doss della Forca con il centro di guida sicura. Anni addietro, infatti, l’assessore provinciale Michele Di Puppo e il consigliere comunale Giorgio Giacomozzi avevano provato a progettare la pista nella zona a sud del paese. Un’idea che aveva varcato i confini della carta e trovato piena legittimità nella sua esposizione durante un’assemblea nella sala civica. Un’operazione che guardava al ritorno economico, poi naufragata in favore dell’attuale Vadena. La frana dell’anno scorso, tuttavia, avrebbe reso inagibile l’eventuale centro di guida, ma forse il Doss della Forca godrebbe oggi di ben altra dignità.
 Tra gli effetti dell’imprevisto naturale, comunque, diversi lettori ci segnalano lo spostamento del centro di riciclaggio nel luogo che un tempo ospitava la raccolta della cantina “La.Vis.”. Dai due chilometri a sud verso il Doss, dunque, si è passati dal 21 gennaio alla più vicina zona centrale e la novità non è affatto dispiaciuta ai cittadini che ora chiedono che la soluzione da temporanea si trasformi in definitiva.  "C’è un vasto consenso – scrivono i cittadini – perché il conferimento è diventato estremamente più semplice. Prima, infatti, era necessario servirsi di mezzi motorizzati per raggiungere il centro di riciclaggio con un accesso direttamente sulla Statale 12 tutt’altro che sicuro. Oggi il conferimento avviene con meno preoccupazioni e si è riusciti a coinvolgere anche le categorie che non possiedono un veicolo come i giovanissimi. Se proprio non sarà possibile lasciare l’attuale ubicazione presso l’ex cantina “La-Vis”, chiediamo all’amministrazione che venga individuata un’altra località che presenti gli stessi benefici e vantaggi".
Alan Conti  
 

Mountaineering a caccia dei pericoli naturali


Silvia Simoni impegnata in sopralluoghi di alta montagna

Società spin off dell'Università di Trento, oggi è un riferimento per le mappe di rischio. I soci studiano sul territorio e sui libri. Silvia Simoni: "La politica impari a guardare lontano".

BOLZANO. "L’Alto Adige è all’avanguardia, ma non deve rilassarsi nella valutazione dei pericoli. Lungimiranza, mediazione politica e vincoli sulle valutazioni tecniche sono gli aspetti da migliorare". Sivia Simoni è una giovane imprenditrice che dal 2008, assieme ai soci Fabrizio Zanotti e Matteo Dall’Amico nonché al docente dell’ateneo trentino Riccardo Rigon, ha creato la società “Mountain-eering Srl” specializzata nella mappatura dei rischi idrogeologici e naturali di varie porzioni di terreno. Provincia, Comuni, Comprensori ed enti pubblici si rivolgono a lei per conoscere i pericoli nascosti negli sviluppi urbanistici di impatto ambientale. Precisione, chiarezza e il sapersi proporre senza posizioni radicali hanno fatto il resto e, dopo tre anni, quella che è nata come uno spin-off dell’Università di Trento è oggi una realtà solida con cinque soci, due sedi tra Bolzano al Tis e Pergine, un collaboratore, un dipendente e lavori sempre più importanti.
 "La cartina finale – comincia Silvia cercando di essere la più chiara possibile – è il frutto di un processo laborioso che passa attraverso sopralluoghi, ricerche e grafici singoli che riflettano in modo preciso i dati". Sembrerà strano, ma oltre alle valutazioni ai bordi dei torrenti o in vetta alle montagne il team di “Mountain-eering” passa ore sui libri degli archivi. "Comuni, enti specializzati, persino le parrocchie: tutti possono nascondere volumi con informazioni determinanti attorno ad eventi storici. E’ importante sapere, per esempio, se un torrente è stato protagonista durante le alluvioni: ne traccia alcuni aspetti del suo identikit". Già, perché ogni singolo tratto d’acqua o di terreno viene radiografato. "Idrogrammi e grafici ci permettono di codificare con la maggior precisione possibile il grado di rischio che poi viene inserito nel prodotto finale della mappa seguendo scale e valori utilizzati da ogni singola amministrazione. Il prodotto finale è una carta dei pericoli che possa guidare le scelte". Qui, però, entra in scena il nodo importante dei rapporti tra tecnici e politica. Silvia conosce entrambi i mondi e llancia una proposta interessante: "Purtroppo i nostri sono studi che prevedono pianificazioni in grado di essere ottime se lungimiranti. Bisogna saper ragionare nel lungo periodo, ma capisco la posizione dei politici che a volte si trovano di fronte a richieste pressanti e con un orizzonte legato alla propria legislatura. Sarebbe bello che i pareri tecnico-scientifici contrari a opere di forte impatto possano diventare vincolanti con potere di veto: forse toglierebbe pressione agli amministratori. Dall’altra, però, non si può mettere nelle mani degli studiosi tutto il potere decisionale, quindi le perizie contrarie necessarie a bloccare i procedimenti dovrebbero essere almeno due. La ricerca dell’oggettività, in questo, caso, è centrale". Simoni conosce i meccanismi istituzionali e nell’analisi della nostra realtà non fa sconti. "Ammettiamo subito che per tradizione e bravura l’Alto Adige è certamente tra i territori più sensibili, attenti e attivi nella prevenzione. A volte, però, si ha l’impressione di una certa superficialità nello studio degli impatti. Penso alla Val Gardena che quest’estate è stata martoriata dai cantieri da Ortisei a Selva passando per Arabba, ai nuovi impianti sciistici e di collegamento pensati per Sesto o al passo Sella. Non dimentichiamoci che si tratta di opere che producono ricchezza, ma costano tanto in termini di energia da produrre, acqua comune e beni naturali in generale. E’ qui che i bilanci andrebbero fatti sul lungo periodo". Non a caso la “Mountain-eering” sta mettendo a punto la nuova snow-maps. "E’ una mappa che indica composizione, densità, qualità, quantità in acqua e distribuzione della neve secondo temperatura, ventilazione e morfologia. Può trovare applicazione tra gli appassionati, certo, ma anche all’interno della pianificazione generale". Vale la pena, infine, concedersi una riflessione tecnica su A22 e parcheggio di via Fiume. "La prima nel tratto Fortezza - Brennero va seguita con grande attenzione. Problemi di cascate di detriti e la sua ubicazione obbligano a un monitoraggio costante e attento. L’errore è stato fatto in fase di progettazione e oggi si può solo tamponare, ma è importante che la gente sappia che c’è sempre un margine di rischio relativo e che non esiste mai una sicurezza totale. Sul parcheggio di via Fiume ritengo azzeccata la scelta dei carotaggi e assolutamente da evitare qualsiasi vicinanza o coinvolgimento con la falda acquifera".
Alan Conti
 
 
I NUMERI DI MOUNTAIN-EERING
3 soci attivi di partenza
1 componente nel cda dell’Università di Trento
1 docente dell’Università di Trento nel cda: Riccardo Rigon
2008 la data di formazione di “Mountain-eering”
1 dipendente
1 collaboratore
5 gli anni di presenza prevista dell’ateneo nel cda di un proprio spin-off
2 sedi (una a Bolzano e una a Pergine Valsugana)