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giovedì 9 dicembre 2010

I residenti del Centro «Bene l'ordinanza contro le prostitute»


di Alan Conti
zoom . BOLZANO. Pollice su da parte dei residenti di Centro e Piani alla possibile ordinanza del sindaco mirata a colpire i clienti delle prostitute. Elevare sanzioni a chi intralcia il traffico per mercanteggiare prestazioni sessuali potrebbe servire, dunque, ad allontanare il fenomeno da strade come via Piave, via Macello, via Crispi o via Raiffeisen. Soddisfazione, chiaramente, arriva dalla possibilità di avere finalmente marciapiedi liberi, ma un distinguo i cittadini ci tengono a farlo: non si deve trattare di una misura capace unicamente di nascondere la polvere sotto il tappeto. Se da un lato, infatti, colpire i clienti favorirebbe uno spostamento delle prostitute, dall'altro non cambierebbe nulla della situazione delle lucciole, spesso sfruttate e oggetto di mercato clandestino. Salvare il buoncostume, dunque, è positivo, ma il vero salto di qualità è legato a operazioni organiche che smantellino le reti criminali che con il sesso a pagamento si rafforzano economicamente. Una multa, in questo caso, è difficile possa bastare. «Un'ordinanza come quella anticipata dal sindaco ci regala più tranquillità - ammette Rudolf Riegler - e permetterebbe anche di rivalutare un poco la zona e gli immobili di alcuni rioni dei Piani e del Centro». Giovanni Rossi si spinge un passo più avanti nella valutazione del fenomeno. «L'ordinanza va bene e aiuta certamente i residenti, ma per abbattere il problema ci vorrebbe la riapertura delle case chiuse. Inutile nascondersi dietro a un dito quando sappiamo tutti che ci sono meretrici che esercitano tranquillamente nelle proprie abitazioni attraverso annunci e quelle di strada, la gran parte africane o cittadine dell'est, vengono sfruttate da racket più o meno criminali. La domanda di sesso a pagamento, è evidente, rimane costante, quindi tanto vale cercare di controllare un mercato che al momento sfugge». Michele Sciortino invita a «punire pure le lucciole che per adescamento e favoreggiamento. Colpire solo gli automobilisti, infatti, è una soluzione parziale. Certo, è utile per chi abita nella zona allontanare la fonte di richiamo per i clienti, ma sarebbe ancora meglio estirparla alla radice. Intervenire sulle norme di circolazione come divieto di fermata o sosta è solo la prima delle contromisure possibili». Carlo Poier ricorda una simile ordinanza in passato. «Devo ammettere che funzionò abbastanza bene perché allontanò il giro della prostituzione. Se non sbaglio in si veniva anche fotografati, il che sarebbe un altro buon deterrente. Una volta ottenuti i primi successi, però, vanno studiate contromisure durature che impediscano il ritorno del fenomeno, altrimenti si tratterebbe solamente di un'ordinanza placebo». Abbastanza soddisfatto del possibile provvedimento comunale è anche Klaus Heufler, titolare del centro "Oilcontrol" affacciato su via Crispi. «A livello commerciale, chiaramente, le prostitute non arrecano particolari danni, ma da un punto di vista del decoro della strada e della sua rivalutazione questa misura può sicuramente portare dei vantaggi per tutti». Guglielmo Gasser, però, getta acqua sul fuoco. «Dobbiamo essere onesti e ammettere che a Bolzano non esiste tutta questa emergenza legata alla prostituzione. Ci sono città europee, come Monaco o Milano, dove troviamo interi vialoni dominati dal mercato del sesso notturno. Lanciare l'allarme a Bolzano, francamente, è forse fuori luogo». Articolata, infine, la riflessione del dottor Lorenzo Sottovia, responsabile della "San Vincenzo" che opera in via Renon. «Dobbiamo porci la domanda se intendiamo pulire un luogo oppure combattere veramente il fenomeno. Se la soluzione è legata al buoncostume, allora l'ordinanza del sindaco può essere giudicata sufficiente, ma in caso contrario si rischia solo di far slittare la criticità in altri spazi, magari nei singoli appartamenti, senza ricavarci nulla. Spostare le prostitute in zona industriale o ai Piani nelle strade senza abitanti, infatti, può significare solo emarginare ulteriormente delle persone che già sono emarginate socialmente e probabilmente con storie di enorme difficoltà alle spalle. Siamo di fronte a un fenomeno che non riusciamo a governare perché è la stessa domanda di mercato ad alimentarlo costantemente. Credo che un intervento efficace non sia il gioco delle tre carte dell'ordinanza, ma l'organizzazione di retate che colpiscano veramente chi organizza il mercato della prostituzione cittadina. La radice del problema, insomma, è molto più profonda di una lucciola sul marciapiede da rimuovere».
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sabato 4 dicembre 2010

In Centro via libera alle barriere antirumore lungo la linea ferroviaria


Alto Adige — 03 dicembre 2010 pagina 21 sezione: CRONACA

BOLZANO. Traffico e rumore dei treni: sono due i fastidi che i residenti del quartiere Centro-Piani-Rencio intendono eliminare in fretta. Non a caso la seduta del consiglio di Circoscrizione di ieri sera si è focalizzato su entrambi gli aspetti ospitando il direttore dell’ufficio comunale aria e rumore Georg Pichler. Dopo anni di proteste, dunque, sembra veramente vicina l’installazione delle barriere antirumore lungo il tratto ferroviario. Nell’arco di due anni si potrebbe iniziare con i lavori, ma resta sul tavolo un quesito pesante: dove installarli? «Per avere efficacia - spiega Pichler -, la struttura deve trovare posto in tratti abbastanza stretti e, comunque, dobbiamo considerare che le barriere garantiscono sopratutto i primi piani degli edifici, dove occultano anche la visuale della fonte di rumore. Saranno questi due i cardini che seguiremo nella scelta delle zone dove procedere all’installazione. In termini quantitativi, intendiamo abbattere il rumore di 5 decibel». Negli ultimi mesi sono state avviate rilevazioni nei rioni. «Rencio e Viale Trento possono tranquillamente rientrare nelle zone interessate dalle barriere». Il Presidente della Circoscrizione Rainer Steger vede finalmente il traguardo. «L’accordo tra Trenitalia e Provincia che prevede 9 milioni per le barriere su tutta la tratta del Brennero ha aperto questa possibilità. L’orientamento è di costruirne per una lunghezza di 0,5 o 1 chilometro a Bolzano che avrà anche priorità assoluta». A far discutere il consiglio, però, ci sono anche i permessi facili per la Ztl. «La settimana prossima - riprende Steger - parleremo in assemblea con i residenti e cercheremo di fare una sintesi delle necessità e della mole di traffico. Noi spingiamo per una soluzione che preveda l’installazione di una decina di telecamere agli ingressi del Centro. Con le riprese video avremmo anche l’opportunità, incrociandole con una banca dati, di verificare tutti i permessi perché ne esistono molti quantomeno discutibili. Va fatta tabula rasa e magari rivedere i criteri per le assegnazioni. I commercianti, comunque, hanno dimostrato aperture per la revoca delle concessioni a tutti i corrieri indistinamente». Più cauta, la vicepresidente del quartiere Antonella Schönsberg: «Prima di qualsiasi giudizio è bene capire bene quali siano le criticità per la maggioranza dei residenti». I consiglieri Martin Fink e Verena Mumelter provano a individuarne qualcuna: «In via Cappucini con l’arrivo del Burger King e la scomparsa di alcuni paletti è peggiorata la situazione con un aumento del traffico. Lo stesso Mercatino crea un blocco per i residenti che dura un mese. Francamente dobbiamo trovare delle contromisure per alleggerire questo peso». Irene Weiss guarda a via Goethe «dove andrebbe ripristinato il doppio senso nel primo pezzo. Le telecamere, comunque, sono una necessità oggettiva». Soluzione più vicina, quindi, quella contro il rumore dei treni, salutata con un moderato ottimismo dal Comitato di residenti di viale Trento rappresentati tra l’uditorio da Damiano Stellino. «Passano 23 treni all’ora, molti più dei 130 al giorno delle ultime rilevazioni. Le nostre case sono distanti appena 5 metri dai binari e il fracasso, specialmente quando passano i convogli merci in velocità, è impressionante. Preoccupa, comunque, anche l’abitudine dei treni a sostare davanti alle nostre case in attesa degli scambi prima della stazione: un’operazione che aumenta il rumore e provoca inquinamento eccessivo». Sull’argomento tornano nuovamente i consiglieri Mumelter e Fink: «I mezzi sono vetusti e in frenata creano fracasso assordante. Impossibile chiedere di cambiare i treni, ma sulle barriere dobbiamo insistere». Generoso Rullo da ex ferroviere chiude con un auspicio: «La tempistica di intervento è determinante. Speriamo che lo stanziamento dei fondi possa dare i suoi frutto in tempi rapidi. Non possiamo, infine, dimenticare che su tutta la questione pende anche la riqualificazione dell’areale ferroviario». © RIPRODUZIONE RISERVATA -
Alan Conti

venerdì 3 dicembre 2010

Bolzano: premiati 24 giovani impegnati in azioni di volontariato sociale


di Alan Conti
BOLZANO. Regalare il proprio tempo agli altri è atto nobile, soprattutto quando la giovane età suggerirebbe ben altre strade da percorrere. Il Comune ha deciso di rendere onore a questo valore e premiare i ragazzi under 25 che decidono di dedicarsi al volontariato, con la prima edizione del "Premio Giovani Volontari" celebrato nella sala del consiglio comunale alla presenza del sindaco Luigi Spagnolli e dell'assessore competente Mauro Randi. In sala, 24 giovani in rappresentanza di un mondo del sociale variopinto: da chi è impegnato con bambini e adolescenti del Vke o degli scout a chi si dedica a far compagnia agli anziani passando per le associazioni ricreative o di sostegno più puramente sociale. Tra tutti i giovani celebrati con un attestato, ne sono stati scelti due particolarmente esemplari da una commissione formata dal garante per l'infanzia, Simon Tschager, e la responsabile della Federazione provinciale delle associazioni sociali, Simonetta Terzariol. Premi, dunque, ad Anna Colantoni, che da quasi due anni dedica domeniche alle persone anziane in reparto geriatrico, e Rumel Rahman, che a soli 13 anni con l'associazione Volontarius ha organizzato una manifestazione multietnica a Don Bosco. A loro, oltre al riconoscimento istituzionale, però, è andato un premio da 300 euro ciascuno, offerto da Mediaworld.
«Un aspetto positivo della società del benessere - ha detto il sindaco Luigi Spagnolli - è la possibilità di dedicare del tempo a chi ha più bisogno. In passato, invece, si era costretti maggiormente a pensare di portare a casa la pagnotta quotidiana». C'è spazio anche per una puntura al mondo degli adulti e dei media: «Nel mondo accadono tanti fatti brutti e i giornali ne sono testimonianza. Certo, ogni tanto ci si accorge che anche gli adulti che lo riportano commettono grossolani errori». Sorvolato, invece, il fatto che il lavoro di questi ragazzi molto spesso mette toppe laddove colpiscono i tagli amministrativi.
Soddisfatto del lavoro dei ragazzi, l'assessore Mauro Randi: «Bolzano risponde sempre bene alla necessità di volontariato e siamo molto contenti di questa naturale inclinazione. Ci piace anche mostrare un'immagine diversa della gioventù».
Tant'è. Il presentare un modello imitabile è la vera forza di un premio importante che presenta il volontariato agli adolescenti in una veste nuova: un gioco da ragazzi, capace di fare il bene della città.

La nevicata non blocca la città


BOLZANO. Neve per tutto il giorno, ieri, ma a parte qualche disagio soprattutto al mattino, il lavoro degli spazzaneve è servito a mantenere pulite le strade. Questa l'opinione preponderante dei bolzanini. Qualche critica arriva da Don Bosco. Le strade hanno retto abbastanza bene con l'intervento dei mezzi dell'ufficio sicurezza del lavoro e protezione civile del Comune di Bolzano anche se qualche disagio con l'aumento dei centimetri di neve depositati sull'asfalto si è avvertito. Tra gli aspetti positivi, però, va annotato l'abbattimento del traffico. I bolzanini, quindi, oscillano tra l'atmosfera gioiosa dell'imbiancamento e le critiche per gli inevitabili disagi. «In inverno - sentenzia Raffaele Ruoppolo - è normale trovarsi di fronte a queste precipitazioni». Shuo Xu non si fa di certo spaventare e ieri mattina ha trovato il coraggio di inforcare la bicicletta e sfidare le strade innevate. «Le corsie dedicate che costeggiano i transiti delle automobili sono in linea di massima pulite. Molto più difficile muoversi lungo le strade dato che gli unici spazi puliti sono in corrispondenza del binario di transito delle gomme». Meglio i bus «che accusano qualche ritardo - puntualizza Alilai Ruke - ma garantiscono un trasporto abbastanza sicuro. In generale, però, la neve crea un'atmosfera positiva». Giuseppe Bruzzese introduce il punto di vista dell'automobilista: «Ho montato le gomme da neve per essere tranquillo e circolare senza problemi. Chiaro, però, che in questa situazione bisogna prestare una certa attenzione alla guida». Nonostante i mezzi comunali frequenti, infatti, non tutte le zone sono transitabili con scioltezza e lungo Ponte Roma, a metà mattinata, un mezzo pesante si è messo di traverso bloccando la circolazione. Ma non aveva le gomme invernali. «Qualche spalata in più - riflette Bruno Merlin - nei passaggi pedonali si poteva anche dare, mentre devo ammettere che le norme sull'equipaggiamento delle automobili non sono ancora del tutto chiare alla maggioranza della popolazione. Se dovesse ghiacciare, però, sarà necessario un intervento più massiccio degli spargisale». La pulizia dei marciapiedi, per la verità, non è di competenza amministrativa, ma spetta a privati o commercianti, ad eccezione degli spazi davanti agli edifici pubblici. Natale Villella, però, non è del tutto soddisfatto. «La situazione, per quanto bella, è anche pericolosa e i passaggi pedonali, specialmente nella zona di Don Bosco, sono davvero in condizioni critiche. C'è stata qualche negligenza». Alina Barla porta a spasso la figlia Alessia, felicissima. «Lei è contenta, noi adulti meno mentre cerchiamo di tenerci in piedi. La neve, di fatto, ha paralizzato le strade». Giovanni Crupi conferma le perplessità sulle norme di circolazione: «Non ho ancora capito se con un fuoristrada sono costretto a circolare con le catene a bordo. C'è stata poca informazione e scarsa chiarezza da parte degli enti competenti». Parecchio disappunto, infine, nelle parole di Fervalto Mirandola accompagnato per strada da Eugenio Longhi: «Impossibile per noi anziani camminare senza rischiare di cadere. Chi avrebbe il dovere di mantenere pulito se ne frega. Ho dovuto chiedere aiuto dalla paura a muovermi, mentre dalle tende e dagli alberi cadono interi cumuli: forse c'è stata un po' di sottovalutazione del problema».
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Via Torino, commercianti ottimisti: lo shopping di Natale andrà meglio


BOLZANO. A Natale mancano ancora diverse settimane, ma ogni giorno può essere una festa per chi lavora dietro a una cassa. Se i pacchettini voleranno sotto l'albero solo a fine mese, infatti, dicembre diventa cruciale per moltissimi negozianti che aspettano proprio questo periodo per chiudere bene l'anno e prepararsi al grande valzer dei saldi di gennaio. Per tastare il polso ai negozi e alla voglia natalizia dei bolzanini, però, è bene allontanarsi dalle vicinanze del Mercatino, dove il bacino d'utenza è "dopato" dall'elemento turistico. Buona cartina tornasole, quindi, è via Torino: commerciale e popolare. Per i negozianti della zona, dunque, sarà un Natale leggermente migliore rispetto all'anno scorso, ma si dovrà pagare dazio alle ristrettezze comunali nel vedere una strada priva di addobbi. Lontano da piazza Walther, infatti, le luci colorate bisogna comprarsele e non tutti hanno voluto sobbarcarsi la spesa. «Sul Natale - raccontano Olivera Jovcevska, Zvonko Jovcevski e Ana Sperskova di "Centrovetrine" - poniamo sempre grandi aspettative perché rappresenta un momento importante per noi commercianti. Ancora, però, non notiamo un cambiamento: evidentemente i bolzanini aspettano di più prima di fare i regali rispetto a due anni fa quando i pacchettini iniziarono già a fine novembre. In genere, comunque, vanno forte maglieria e i vestiti, mentre è in deciso declino la bigiotteria. Per quanto riguarda le decorazioni pubbliche noi siamo dimenticati perché tutto è fatto in funzione del Mercatino in Centro». Carlo Zanella, titolare dell'omonimo "Zanella-Activewear" è voce storica della via. «Sugli addobbi bisogna essere onesti: da quando il Comune ha deciso di non dare più nemmeno un soldo è cascato l'asino. Per qualche anno noi negozianti ci siamo riuniti e abbiamo finanziato in proprio la luce e il montaggio, ma non tutti erano concordi nel replicare quindi non abbiamo organizzato nulla. Per la Festa delle Api, insomma, i soldi si trovano, ma per luminarie più durature si fa fatica. Dal punto di vista commerciale, invece, i segnali sono buoni e le previsioni lasciano spazio a un cauto ottimismo visti anche gli ultimi mesi in ripresa. Funzionano sempre bene la maglieria e i pantaloni, per una spesa media di 100 euro a regalo». Emanuele Manigrasso della tabaccheria "Nössing" si unisce al coro di positività: «Lavoriamo bene e nella strada c'è sempre abbastanza passaggio di bolzanini. Sugli addobbi pubblici, invece, non è stata trovata uniformità tra noi commercianti e abbiamo rinunciato». Tra una spalata e l'altra alla neve, intanto, Marilena Borsa dell'abbigliamento "Legend" spiega la tendenza nei regali di quest'anno. «Si cerca molto il regalo utile. Noi proponiamo soprattutto vestiti per giovani e abbiamo notato che con i ragazzi si cercano proprio capi di cui si ha bisogno evitando il superfluo. L'assenza di decorazioni natalizie, invece, non preoccupa più di tanto». Ci accoglie sorridendo Letizia Veronese, titolare di "Coconuda": «Dicembre sta iniziando bene, quindi abbiamo il dovere di guardare con fiducia al periodo natalizio. Vero che sugli addobbi non siamo riusciti a fare qualcosa di comune, ma da quando i finanziamenti pubblici sono finiti non possiamo permetterci molto. Il nostro franchising, comunque, nel suo piccolo attira in via Torino i bolzanini interessati al marchio che abitano in altre zone e speriamo che questo funzioni da volano anche per le altre attività commerciali della strada». Da 56 anni, invece, sotto il porticato si trova l'ottico "Facincani". «Le previsioni sono pessime - la fosca premonizione di Renzo Facincani e del figlio Roberto - perché in giro non ci sono soldi. Reggono bene il mercato, rispetto alla media, le stazioni barometriche. Inutile, però, nascondersi dietro a un dito perché è evidente come nell'ultimo decennio via Torino abbia subito un declino e anche il Natale non sia più quello di una volta. L'assenza dei contributi comunali per le decorazioni non fa che confermare il momento di difficoltà che stiamo vivendo».
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giovedì 2 dicembre 2010

Piazza Erbe ora chiede l'ordinanza sindacale: multa a chi sta sui banchi


BOLZANO. «Un problema cui non si trova soluzione. Soluzione che non ci si impegna nemmeno a trovare». È questa la sensazione dei commercianti di piazza Erbe stanchi alla mattina di pulire e fare la conta dei danni. La rissa della scorsa notte fa il paio con la devastazione che i proprietari delle bancarelle trovano tutti i sabati e le domeniche mattina. Ora intendono passare dalla denuncia alle richiesta di contromisure. «Il sindaco emetta un'ordinanza: 250 euro di multa a chi sosta di notte a bere sui banchi». Al di là dei colpi di teatro pre-elettorali, infatti, il lieve miglioramento registrato nelle ultime settimane è dovuto per i commercianti più alle temperature rigide che non a misure specifiche. Si chiedono, quindi, più controlli, multe, telecamere o un'ordinanza specifica per la tutela delle bancarelle. «Noi lasciamo la zona pulita - le parole di Florenza Corradini di "Bozner Brot" - ma la mattina ci capita di dover ricominciare daccapo, soprattutto vicino alle feste». Più fortunata è Christina Kob, presente in piazza Erbe solo per il periodo del Mercatino. «Arrivo a mattinata inoltrata quindi non mi capita mai di dover raccogliere schifezze. Alla sera, poi, chiudiamo presto perché oltre una certa ora qui è meglio non esserci». Sconfortato è invece Alfred Laner dell'omonimo banco. «Ormai non speriamo più di ottenere qualcosa. Abbiamo avanzato delle proposte congiunte all'amministrazione, ma non è cambiato nulla. Ci promisero una videocamera che, nel frattempo, è già finita nel dimenticatoio. I gestori dei locali? Non possono fare più di tanto perché i ragazzini le bottiglie se le portano da casa e l'ordinanza del sindaco non ha spostato di una virgola questa abitudine». Ares Cool si spiega con poche parole: «Noi puliamo tantissimo alla mattina alle 5, poi torniamo a spazzare alle 19. Insomma possiamo dire che siamo quelli che tengono di più alla pulizia di questa strada». Karl Peer, invece, ha trovato un modo fai da te per proteggere i suoi salumi. «Ho montato un cancelletto che non permetta ai ragazzini di salire e venire a danneggiare il banchetto all'interno. Il problema, onestamente, riguarda tre sere la settimana, quindi penso che non sia sconvolgente chiedere un controllo serrato e continuativo per qualche mese. Sarebbe sufficiente a levare alcune brutte abitudini di chi frequenta piazza Erbe di notte. Elevare delle multe salatissime per chi urina contro i nostri espositori, per esempio, potrebbe essere un ottimo deterrente. Se tutto questo non si vuole fare, però, c'è sempre l'opzione di incaricare qualcuno che con gli idranti pulisca intorno alle 4 o alle 4.30 perché noi ci siamo stufati». «In questo momento - riprende il vicino Andrea Ingusci - l'allarme è meno pressante perché a stare fuori ci si ghiaccia, ma si potrebbe mettere fine una volta per tutte alla polemica. Come? Una bella ordinanza del sindaco che vieta dopo una certa ora di sedersi sulle bancarelle, pena 250 euro di multa. Le chiacchiere stanno a zero». Arrabbiato è invece Kumar Anil: «Trovo centinaia di lattine quando sono fortunato. Nelle scorse settimane hanno spaccato le lampade e bruciato la copertura dello stand per quasi 3.000 euro di danni. Perché la polizia municipale non ci aiuta?». Tutto bene, invece, per Sabrina Rasolì: «Non possiamo lamentarci troppo visto che, comunque, ci troviamo in un punto favorevole per noi commercianti». In chiusura prende la parola Irene Moschen, proprietaria di ben 4 negozi affacciati sulla piazza. «Ho cominciato ad aprirli cinque anni fa, quindi conoscevo già le criticità di una zona che ritengo il vero centro di Bolzano. Bisogna ammettere che ultimamente il fenomeno dello sporco e dei vandalismi è diminuito: forse ha inciso il divieto sulle bottiglie e i bicchieri di vetro. Molti ragazzi, comunque, continuano a portarsi l bevande da casa per poi consumarle qui. La piazza, tuttavia, meriterebbe di essere valorizzata maggiormente durante il Mercatino perché l'illuminazione è piuttosto scarsa e manca completamente l'attenzione agli addobbi e alle luminarie che c'è in piazza Walther. I turisti, però, vengono a visitare anche questo mercato quindi una maggiore attenzione pensiamo di meritarcela».
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L'arte essenziale di Hugo Vallazza: omaggio dell'Istituto ladino


Un catalogo, una mostra, una composizione musicale e un film ripercorreranno la vita artistica del gardenese Hugo Vallazza. La sua caratteristica essenzialità espressiva innescherà un meccanismo lodevole: l'arte che moltiplica l'arte. A decidere per una classificazione rigorosa ed esaustiva delle opere di Vallazza è stato l'Istituto ladino «Micurà de Rü» che, in gran parte supportato da amici e parenti dell'artista scomparso nel 1997 all'età di soli 41 anni, ha raccolto 2.237 tra quadri e disegni. L'iniziativa è stata presentata al pubblico ieri mattina nel corso di una conferenza stampa. Più che un catalogo, insomma, la pubblicazione curata da Markus Klammer è un viaggio attraverso i significati dell'arte di Vallazza. «Il suo lavoro - spiega Klammer - è da inserire in un contesto internazionale perché rappresenta una costante ricerca dell'essenzialità. Non è un caso che faccia largo uso della monocromaticità e di figure che siano le più basilari possibili come cerchi o ellissi, ma senza rimandare mai a simboli o disegni particolarmente caratterizzati». C'è, quindi, una certa dicotomia tra la cifra espressiva di Vallazza e la terra dove è cresciuto, la val Gardena e la Ladinia? «Certo. Da una parte abbiamo una natura quasi barocca nella sua imponenza e dall'altra uno sfrondamento generale verso la verità». Il carattere, però, non era esattamente calato in un mondo in cui si fa a gara per chi si pubblicizza di più. «Affatto - racconta Klammer -. Hugo Vallazza era schivo ed essenziale anche nel suo modo di vivere l'arte. Difficile trovarlo a promuovere i suoi quadri, così come dal circuito mediatico del settore è stato spesso lasciato fuori. La redazione della monografia, quindi, cerca di colmare un vuoto e si pone, al contempo, l'obiettivo di portare Vallazza all'attenzione globale partendo proprio dalla sua terra». Già perché da giugno a settembre 2011 la Galleria d'arte di Merano «Kunst Meran» ospiterà una mostra specifica con pubblicazione delle opere di Vallazza. A cornice dell'evento saranno organizzati anche la presentazione del libro, la lettura di alcuni scritti di Vallazza, la proiezione del film di Karl Prossliner e l'ascolto della composizione di Eduard Demetz. La pellicola ricalcherà il format del documentario, mentre Eduard Demetz si occuperà della composizione musicale che poggerà su una spartitura per 4 tromboni con accompagnamento elettronico.
Alan Conti
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Gli artigiani di via Druso: Costruire nuove case qui? Noi non siamo d accordo


Alto Adige — 01 dicembre 2010 pagina 18 sezione: CRONACA

BOLZANO. «La prossima area di edificazione sarà la zona artigianale solo se convinceranno anche noi». A lanciare un monito netto all’amministrazione sono gli artigiani che tra i viali Druso ed Europa hanno costruito un feudo che dura da anni e che non si potrà smantellare con uno schiocco di dita. A parlare di nuovi condomini e possibilità di espansione nel rione si rischia di fare i conti senza l’oste, perché in qualche modo le regole dovranno essere in parte modificate e i terreni trovati, ma officine e laboratori non sembrano disposti a cedere facilmente su alcuni punti essenziali. «Vogliono far credere ai bolzanini che edificare in qui sia semplice, ma non è affatto così e ci potrebbero volere anche 20-30 anni». Non mancano le aperture di credito di qualcuno che intravede nell’arrivo di nuovi condomini la possibilità di allargare il proprio bacino d’utenza. Il percorso per arrivarci, comunque, pare irto di ostacoli. «In questo piccolo rione artigianale - spiega Walter Mutuella di “Ras” - abbiamo costruito nel tempo una rete di collaborazione e aiuto che funziona bene. Sarebbe un peccato smantellarla in toto anche perché noi ci troviamo molto bene». Silvano Franzoso, titolare della carrozzeria “Fiamma” è scettico: «Non abbiamo intenzione di andarcene tanto facilmente o comunque di modificare radicalmente una zona dove si lavora in modo dignitoso. Tra di noi, in particolare nel settore auto, c’è una certa sinergia e i clienti sono contenti di trovare tutto vicino. A livello di recettività, inoltre, si tratta di una zona ben servita che difficilmente si può replicare altrove a Bolzano». Il dipendente Fabio Morelli è più possibilista. «Non avrei problemi a vedere qualche altro condominio qui intorno. Lavorare qui, comunque, è un vantaggio perché permette di venire in officina in bicicletta e di essere all’interno della città e non in periferia». Anna Antonelli, titolare della ditta di riparazione elettrodomestici “Zieger”, prova a immaginarsi i mutamenti. «Attività come la nostra, forse, potrebbero guadagnarci in termini di mercato potenziale. Il rovescio della medaglia, però, sarebbe una parziale alterazione di una zona artigianale che da anni lavora bene e viene apprezzata da molti anche perché facilmente raggiungibile. Dovessimo spostarci in Zona tutto cambierebbe». Una ventata di entusiasmo, invece, arriva dalla residente Isabella Moscato. «Finalmente si potrebbe vedere il rione rinascere con qualche servizio in più e, magari, la possibilità di aprire al commercio al dettaglio. L’edificazione, quindi, garantirebbe uno sviluppo positivo a patto che sia dotata da subito dei servizi essenziali». La critica tecnica, però, arriva dall’officina “Bosch” di Georg Eisath: «Esiste una delibera comunale che prevede alcune modifiche che non ci permetterebbero più di lavorare. La limitazione del rumore, per esempio, sarebbe letale per attività come la nostra, così come difficilmente attuabile è la richiesta di spazi di cui noi artigiani abbiamo bisogno. Fino adesso, comunque, si tratta solo di dichiarazioni d’intenti perché per passare alla fase concreta della realizzazione dovranno convincere tutti noi e non sarà facile». Scuote la testa anche Diego Paterno di “Tecnocar”: «Per realizzare una nuova area residenziale qui ci vogliono moltissimi soldi e edifici altissimi. Il motivo è molto semplice: gli artigiani che oggi risiedono nella zona con appartamenti di un certo livello difficilmente accetteranno di spostarsi dove desiderano le istituzioni. Avanzeranno necessità importanti da finanziare lautamente e comunque convincerli non sarà facile. Io, per esempio, non sarei disposto a spostare la mia officina in Zona, dove diminuirei sensibilmente il bacino d’utenza del circondario e, come minimo, pretenderei gli stessi 1000 metri quadri di superficie da lavoro che possiedo qua. Per ora penso sarebbe meglio controllare che non si insedino nel cuneo artigianale aziende troppo grandi». Chiude il giro di opinioni Angelo Pampagnin dell’officina “Montreal”: «Negli anni abbiamo sviluppato tra noi una rete di collaborazione professionale importante. Snaturarla sarebbe un peccato». © RIPRODUZIONE RISERVATA -
Alan Conti

mercoledì 1 dicembre 2010

Con il catalogo un volo su Upload 2010


Un condensato di piccoli e grandi avvenimenti intorno alla musica giovanile e a tutto quello che è stato il festival di Upload. E’ uscito in questi giorni il catalogo dell’edizione 2010 del contest organizzato dal Servizio Giovani e dal nostro giornale: una pubblicazione gratuita e tascabile per rivivere concerti, manifestazioni ed eventi di un’iniziativa che ha visto la preziosa collaborazione di Cristiano Godano, frontman dei Marlene Kuntz, in veste di direttore artistico. Lungo le sessanta pagine del catalogo, curato graficamente da Ale-Pop e realizzato dalle penne della giovane redazione del sito www.upload.bz.it, si passa dalle serate finali del festival raccontate dalle cronache dell’Alto Adige agli approfondimenti a tema come l’articolo di Francesco Mariscotti sulla legislazione dei diritti d’autore. Nel mezzo numeri, volti, racconti e voci dei mesi che hanno preceduto la proclamazione dei vincitori Sugar from Soul e Ferbegy?. Proprio la band bolzanina, oltretutto, si è fatta alfiere del contest al Mei di Faenza, esibendosi sul palco e distribuendo il catalogo nella più grande rassegna indie del panorama nazionale. Tutta da leggere, quindi, la loro intervista come quella dei tedeschi Sugar from Soul reduci dal GranittRock di Oslo e i racconti dei grandi della musica locale che hanno seguito la manifestazione: da Gemma Bertagnolli a Mr.Alex passando per i trionfatori del 2009 Violavenere. Notevole spazio occupano gli eventi collaterali che hanno caratterizzato il cartellone di “Waiting 4 Upload” con un approfondimento sul flash-mob che ha stupito i bolzanini in piena piazza Erbe. Nel volume, comunque, parlano anche i numeri e raccontano di 192 band iscritte e contatti al sito da tutto il mondo, Australia e Cina comprese. Upload, comunque, non finisce qui e già si pensa all’edizione del prossimo anno con l’inserto a centro pagina da staccare con tutte le date e alcune novità previste per il 2011.
Per tutti gli interessati a ripercorrere questo viaggio tra le note della musica giovane internazionale il catalogo è ritirabile presso gli uffici del Servizio Giovani provinciale all’edificio Plaza di via del Ronco oppure scaricabile in formato pdf dalla home page del sito www.upload.bz.it.
Alan Conti

Via Palermo, i residenti: troppo traffico di transito e pochi parcheggi blu


BOLZANO. E' la linea di confine tra due quartieri popolosi come Europa-Novacella e Don Bosco, ma come cerniera è davvero troppo stretta. Residenti e commercianti nei dintorni dell'incrocio tra via Palermo, viale Europa e via Dalmazia chiedono più attenzione per una zona particolarmente colpita dal traffico di passaggio, specialmente nelle ore di punta, e dalla cronica mancanza di posteggi sia bianchi sia blu. Nel mezzo l'apertura del nuovo supermercato "Conad", destinata ad aumentare i transiti lungo la strada. C'è spazio, comunque, anche per qualche apprezzamento che arriva dai commercianti, soddisfatti per il continuo passaggio pedonale. «I clienti si lamentano sempre delle difficoltà nel raggiungerci - le parole di Teresa Cardenas, cubana titolare dell'estetica "Alven" - e nel posteggiare. Purtroppo via Palermo è stretta e trafficata, quindi non ci sono molte contromisure per la situazione attuale. Di certo, però, la penuria di posteggi blu coinvolge anche noi lavoratori non residenti. Dal bancone di "Al Virginia Caffè" di Nadia ed Enrica Del Bosco arriva un'identica radiografia e un'ideale tirata d'orecchie alla polizia municipale. «Trovare parcheggio è davvero difficile, ma va anche detto che possibilità per realizzare garage sotterranei aperti al pubblico non ce ne sono molte. Via Palermo, comunque, è stretta e troppo trafficata: alla sera, inoltre, diventa particolarmente pericolosa perché l'illuminazione è debole. Sono anni che ci hanno promesso un dosso di rallentamento, ma non è mai stato installato». «E' una bella zona movimentata - sorridono Margaret Untertrifaller e Helga Pürgstaller - e con l'arrivo del supermercato la confusione è destinata a crescere sensibilmente. E' vero, quindi, che trovare un posto per l'auto sarà sempre più difficile». Roberto Pasturo, dal canto suo, è piuttosto netto: Ci sentiamo periferia perché l'attenzione che viene posta all'ordine del Centro qui non esiste. Non si tratta di uno squilibrio evidente nei servizi più evidenti, ma di una differenza di considerazione nelle piccole cose o nei dettagli. Non si capisce, per esempio, perché non si sia fatto nulla al posto del distributore sotto la banca "Raiffeisen" che è chiuso da quasi un anno». Laura Fecchio è la titolare dell'estetica "Jolì" e richiama l'attenzione sull'effettiva difficoltà nel trovare stalli bianchi. «E' un problema comune a tutta la città, lo sappiamo bene, quindi ce ne facciamo una ragione. Per fortuna che il rione, soprattutto durante il mercato del giovedì, è particolarmente movimentato quindi possiamo godere di un buon passaggio pedonale e dipendiamo meno dall'uso dell'auto». Spegnere l'auto è anche il consiglio che arriva da Mariagrazia Simonetti. «Tutti si lamentano dei pochi parcheggi nella zona e hanno ragione, ma la verità è che dovremmo tutti tenere a freno la voglia di spostarci con la macchina ad ogni costo». Poco allarme, infine, anche nelle parole di Augusto Maffei e Giuseppe Simonini: «Nelle ore di punta c'è traffico, anche perché molti lasciano i veicoli in seconda fila, ma oltre a questo disagio possiamo dire che la zona non soffre particolarmente. Tutto sommato la vivibilità è buona e la confusione non eccessiva».
Alan Conti
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