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mercoledì 12 ottobre 2011

I bimbi in casa di riposo? Un divertimento


Nonni e nipoti insieme

BOLZANO. Portare i bambini in una casa di riposo e farli divertire. Non è facile l’obiettivo che si è posto la casa di riposo “Villa Armonia” di viale Trento che in occasione della Giornata dell’Anziano ha voluto festeggiare in modo originale la ricorrenza. L’Azienda dei Servizi Sociali di Bolzano, infatti, ha deciso di aprire le proprie strutture a tutti i visitatori e “Villa Armonia” ne ha approfittato per unire l’utile al dilettevole inaugurando il nuovo angolo gioco dedicato ai bambini. "Abbiamo invitato i piccoli – racconta il direttore Paolo Zenatti – partendo dai figli dei dipendenti e dai nipoti dei residenti. A tutti è stato chiesto di dipingere con noi su un muro sotto gli occhi attenti e divertiti degli anziani della struttura e allietati dalla musica del maestro pianista Ennio Cassetti". Insomma, chiedere ai bambini di esprimere la propria arte “pasticciando” con i colori sul muro è come invitare uno sciame d’api alla fiera del miele: uno spasso. "A completamento delle opere d’arte che sono state poi raccolte in un librone che resterà esposto in struttura – continua Zenatti – bambini e anziani hanno fatto merenda assieme". Per l’occasione il menù è stato di rolade alla marmellata e crem caramel. Zenatti, nel mentre, con la sua esperienza ha scrutato anche i volti degli utenti: "I sorrisi fatti dagli anziani nel guardare questi bambini, intenti a realizzare le loro opere d’arte utilizzando tutti i colori, chi con i pennelli chi con le mani e chi con la faccia, è stato un piacere per la vista e per il cuore". Così, dopo i sorrisi dei colori, le risate dei giochi e il dolce della torta, i bambini incassano pure il sentito ringraziamento degli anziani: "Ora sanno – conclude Zenatti – che in casa di riposo c’è sempre un posto disponibile per farli divertire, pronto e completo di giochi a loro disposizione". La gioia di un giorno, così, potrà forse diventare quotidiana. (a.c.)

lunedì 10 ottobre 2011

Studenti: manichini per la scuola e la libertà del web



Uno striscione esibito durante la manifestazione nazionale


BOLZANO. Proposte come mattoni per levare il cappio che stringe il collo di molti valori della democrazia italiana. Gli Studenti Consapevoli di Bolzano scelgono una strada fortemente simbolica e dai connotati artistici per unirsi alla protesta che venerdì ha unito una buona parte del mondo della scuola italiana. Niente scioperi o manifestazioni, dunque, ma un ritrovo pomeridiano in tre delle principali piazze del Centro storico per invitare i bolzanini a riflettere con loro. Dalle 15, infatti, in piazza del Grano, Municipio e della Mostra i ragazzi si sono disposti sotto alcuni manichini impiccati e hanno chiesto ai passanti di condividere idee e progetti poi scritti su alcuni cartoni. Mano a mano che la schiera di contributi è cresciuta si è andato a formare una piccola pila di scatoloni utile a “liberare” i fantocci penzolanti. Ciascuna postazione, comunque, ha seguito una propria tematica tra economia, scuola pubblica e democrazia, ma a tenere banco in  questi giorni è senz’altro la nuova legge sulle intercettazioni e i suoi riflessi sul web. "Siamo di fronte a uno scandalo incostituzionale – spiega senza mezzi termini Lorenzo Vianini dell’associazione – perché si mina deliberatamente la libertà d’opinione. In questo modo si legittima la censura del web e pensare a un sito come Wikipedia costretto a ritirarsi per correre rischi è qualcosa di veramente nauseante. Non solo, saremo l’unico Paese a prevedere l’obbligo di rettifica anche per le testate on-line: rischiamo davvero di perdere il valore dell’informazione libera che internet spesso garantiva". La cronaca di questi giorni, insomma, entra prepotentemente nelle riflessioni di giovani che presumibilmente conoscono la navigazione virtuale assai meglio di chi si adopera per regolamentarla, se non altro per questioni d’età. Il tema più vicino agli studenti, però, ci si aspetta che sia la scuola. "Certamente – conviene Vianini – e non a caso uno dei manichini è stato dedicato alla riflessione sullo stato dell’istruzione pubblica. Le criticità in questo campo sono ormai ataviche, ma ci preoccupa fortemente che ormai si sia perso il valore della scuola pubblica e i finanziamenti agli istituti privati si apprestano a pareggiare quelli previsti agli statali. Si tratta di una visione della formazione che non condividiamo nel modo più assoluto. Ci preme, infine, che la nostra opinione possa contare di più nelle stanze dei bottoni e il nostro no al calendario uniformato a livello locale è solo l’ultimo esempio". La Consulta degli Studenti italiani, infatti, già in passato espresse perplessità circa un compromesso difficilmente raggiungibile per liberare il sabato da impegni scolastici come avrebbe voluto l’Svp. Un gentile rifiuto recapitato direttamente alla Stella Alpina in un incontro tenutosi qualche mese fa. I manichini della protesta, intanto, hanno avuto un destino travagliato. Dopo la rimozione della Questura a causa di un mancato passaggio di informazioni sui permessi da parte dell’amministrazione comunale, infatti, una delle notti successive i fantocci sono stati tirati a terra da sconosciuti. "E’ stata un’azione studiata a tavolini – chiude Vianini – perché effettuata di notte e mirata proprio alle corde che avevamo legato al ponte del cantiere in piazza Municipio. Poco male, per l’ennesima volta li abbiamo impiccati perché volevamo che fossero le idee dei cittadini a liberarli veramente>>. Tutti hanno potuto dare il proprio contributo.
Alan Conti 

Riparte slow food in salsa autunnale


La cantina "Cortaccia" protagonista di una serata
BOLZANO. Le temperature basse si sono fatte aspettare, ma adesso che la stagione autunnale sembra sul punto di cominciare ecco che incrociare le gambe sotto un tavolo diventa pratica più piacevole. Riparte puntuale, quindi, la programmazione della condotta bolzanina di Slow Food che ha ufficializzato il proprio calendario fino a metà gennaio.
 La partenza è all’insegna del gioco quando giovedì 13 ottobre alle 20 nel ristorante “Patscheiderhof” di Signato si terrà il “Gioco del piacere” basato sulla degustazione di alcuni vini “coperti” su cui i partecipanti dovranno esprimere una propria valutazione. Solo a fine cena, curata da un locale che è segnalato dalla guida “Osterie d’Itala”, saranno svelate le identità dei vini. Il costo è di 50 euro per i soci e 60 per gli ospiti. Martedì 18 ottobre, invece, appuntamento speciale nell’elegante cornice del Kursaal di Merano con la conferenza di Carlo Petrini, anima e fondatore del movimento “Slow Food”. Una sorta di immersione filosofica sui concetti alla base dell’associazione. Vino protagonista, invece, al ristorante “Zur Rose” di Appiano giovedì 3 novembre alle 20 quando lo chef Herbert Hintner preparerà un menù speciale abbinato ai famosi prodotti della cantina “Planeta”. L’appuntamento (80 euro per soci, 90 per ospiti) assume una particolare importanza tenendosi alla vigilia del Winefestival meranese. Sempre il vino sarà al centro della serata organizzata alla scuola di economia domestica di Bolzano per un master di una serata, con inizio alle 19.30, che condurrà attraverso un viaggio ipotetico tra le zone vitivinicole più note. Il tutto, chiaramente, reso più gustoso da degustazioni mirate e un piatto freddo servito al termine del corso al costo di 60 euro per i soli soci.  Appuntamento tradizionale, invece, sabato 10 dicembre con la cena al ristorante “Condito” di via Crispi dove il padrone di casa chef Luis Agostini preparerà alle 20 un menù a base di presidi, ovvero quei prodotti della tradizione in via d’estinzione e ora riscoperti. La serata si intitolerà “Terra Madre Day” (costo 50 euro per i soci e 60 per gli ospiti) e sarà accompagnata dai vini della cantina produttori “Valle Isarco” che quest’anno compie 50 anni tondi. Chiusura del calendario invernale fissata, come detto, per venerdì 20 gennaio con una serata di beneficenza che si pone l’obiettivo di finanziare uno dei “1.000 orti in Africa”, programma realizzato direttamente da “Slow Food” che prevede la realizzazione di terreni coltivabili nelle scuole, nei villaggi e nelle periferie di 25 Paesi del continente africano. Dalle 20, quindi, si torna al “Condito” di via Crispi per affidarsi nuovamente a mani e idee di Agostini che questa volta utilizzerà i prodotti altoatesini distribuiti in Italia dall’azienda “Hemime” abbinandoli ai vini della cantina “Cortaccia” (offerta minima 50 euro).
 Per ogni ulteriore informazione su programma e disponibilità, comunque, è possibile chiamare il presidente di “Slow Food Bolzano” Danilo Gramegna oppure visitare il sito www.slowfoodbolzano.it
 Alan Conti

venerdì 7 ottobre 2011

Via Roma si scopre pericolosa: "Quell'albergo è un casino"

Controlli della polizia su alcune prostitute. Via Roma si lamenta
BOLZANO. "Quell’albergo è un intollerabile casino, inteso come casa d’appuntamenti e non come confusione". L’accoltellamento tra prostitute andato in scena nella notte di domenica in via Roma ha lasciato il segno tra residenti ed esercenti della zona. Pur tollerando e conoscendo la presenza di molte meretrici nella palazzina, in pochi si aspettavano un così rapido sconfinamento negli episodi di violenza. Nessuno etichetta la zona come “pericolosa”, ma la sensazione di una situazione da tamponare e un pericolo da prevenire è diffusa. Le prostitute, si sa, portano con sé un discreto giro di clienti e di certo non favoriscono un clima particolarmente sicuro e ordinato. Finchè si è trattato di tollerare certi indumenti aggressivi o travestimenti vari tutto rientrava nella categoria “situazioni sopportabili”, ma gli accoltellamenti e la violenza superano la soglia di preoccupazione. Difficile spiegare ai bambini quello che accade, fastidioso
accogliere famiglie nella propria attività in una cornice difficile e dannoso rischiare la svalutazione del proprio patrimonio immobiliare in ossequio al commercio a luci rosse. Nulla ancora è compromesso, quindi mai come in questa situazione controlli e accorgimenti vengono invocati per evitare di dover curare quando ancora si può prevenire.
"Effettivamente da un paio di mesi la situazione è peggiorata – spiegano Ina Bolgarina e Nadiya Tsurkan del bar “Matrioska”- e le famiglie ci raccontano di aver paura, anche perché ci sono tanti bambini. Chiaramente non è facile spiegare al proprio figlio quello che accade e bisogna evitare che tutta la zona paghi le conseguenze di una certa frequentazione. Comunque siamo ancora un rione tranquillo". Renzo Campana osserva la piccola piazzetta dopo ponte Roma: "Da due anni qui è un continuo andrivieni di prostitute e di clienti. Siamo di fronte a un problema che va preso di petto e che necessita della collaborazione delle forze dell’ordine perché la rissa con i coltelli è un precedente abbastanza preoccupante". Andrea Vinante, titolare del ristorante “Charro’s” ammette "che non sempre è facile accogliere la famigliola a mangiare e vedersi passare davanti alcune prostitute “in tenuta da lavoro”. Detto questo, però, non
descriverei l’atmosfera come pericolosa e certamente ci sono le forze dell’ordine che sono deputate ad intervenire per evitare che la presenza di queste donne possa trasformarsi in un problema sociale. Controlli notturni, per la verità, vengono fatti: gli esperti valuteranno se serve qualcosa di più efficace". Ilchysyn Yevhenia è un’ucraina che da molti anni abita in via Roma e quando ci incrocia scuote la testa. "E’ tutto molto peggiorato rispetto a poco tempo fa. Una volta non avevo timori ad uscire la sera da sola, oggi invece nemmeno mi arrischio a mettere il piede fuori casa. Sappiamo, inoltre, che in una delle abitazioni vicine all’albergo si svolgono regolari preghiere islamiche e si è istituito una sorta di centro di culto su cui nessuno ha mai fatto alcun controllo. La concentrazione di stranieri con culture così diverse, inoltre, non è certo un aiuto all'integrazione". Riccardo Mele prova a trovare delle contromisure: "La
situazione è ancora tamponabile, ma più dei controlli delle volanti sarebbero efficaci passaggi a piedi dei poliziotti di quartiere. Aumentarne la frequenza può essere una soluzione. Il pericolo maggiore della zona, comunque, paradossalmente rimane la ciclabile dove si verficano molti incidenti". Quasi rassegnato è Luigi Orsolini: "Da vent'anni assistiamo a un continuo peggioramento e le prostitute nell'albergo ci sono sempre state. Non possiamo stupirci solo adesso". Luigi Longhi, dal canto suo, è molto più critico. "Siamo al cospetto di una vera e propria casa chiusa totalmente in mano a popolazione extracomunitaria. Passeggiare in quel tratto di via Roma è diventato spiacevole, ma non è giusto. Non solo, durante la notte il viavai di clienti è sostenuto, quindi nessuno può negare la realtà di un casino tollerato". Alessandro Kasseroler, invece, sceglie la via diplomatica: "Mai avvertito nulla di strano, ma meglio un controllo in
più". Chiusura con la testimonianza di Giovalin Gjergji e Antonio Stapane del bar "Punto 63" che circoscrivono la criticità "alla sola piazzetta, mentre nel resto della strada tutto è tranquillo e noi esercenti siamo i primi ad avere interesse che rimanga tale". La zona di disagio è limitata e il margine di intervento incoraggiante: basterà per scegliere la prevenzione? 
Alan Conti


Le leggi sulla prostituzione

Riparte il treno della memoria: un viaggio nella storia



Il sinistro ingresso al campo di Auschwitz in Polonia


BOLZANO.Un biglietto per un viaggio nella storia. Il treno della memoria passerà anche quest’anno attraverso i binari altoatesini e offrirà a 150 ragazzi tra i 16 e i 24 anni un’opportunità per conoscere da vicino drammi e meccanismi del nazifascismo. Presentata ieri l’edizione 2012, la seconda in Alto Adige, dell’iniziativa “Treno della memoria” organizzata a livello nazionale dall’associazione “Terra del Fuoco”. Dal 26 gennaio al 1 febbraio, infatti, un treno partirà dall’Italia in direzione Cracovia per visitare il campo di sterminio di Auschwitz. Alla stazione, però, si presenteranno solo giovani perché è a loro che si rivolge la riflessione e l’esperienza di un percorso da cui certamente si torna cambiati. Da quest’anno, inoltre, l’esperienza si arricchisce di un forte programma parallelo di preparazione tessuto dalle associazioni giovanili locali “Arciragazzi” e “Agjd-Arbeitgemeinschaft der Jugenddienste” che si concentreranno principalmente sugli aspetti legati alla storia altoatesina di un periodo particolarmente controverso. Il tutto, chiaramente, mettendo insieme i gruppi linguistici e cercando delle interpretazioni condivise non sempre semplici quando si toccano tasti che accendono polemiche ancora oggi. Anche all’interno del treno, comunque, si cercherà di rispettare il concetto di omogeneità tra gruppi etnici ed estrazioni culturali. Accessibile il prezzo di partecipazione fissato a 65 euro per partecipante. Per chi avesse varcato da poco la soglia d’età massima, invece, esiste una finestra per ributtarsi con entusiasmo all’interno del progetto ed è rappresentata dalla figura dei “peer leader”. Le due associazioni, infatti, cercano giovani che possano trasmettere il sapere storico e porsi come ideale trait d’union con ragazzi non troppo distanti d’età.
 Una buona mano all’organizzazione del “Treno della Memoria”, comunque, arriva dall’ente pubblico e in particolare dai due assessorati alle politiche giovanili nell’ambito dei propri servizi giovani. "E’ un progetto molto importante – sottolinea l’assessore Christian Tommasini che l’anno scorso condivise alcuni momenti del viaggio con i ragazzi – perché tocca le corde dell’emozione e, al contempo, promuove la società democratica del futuro e il rispetto delle diversità. Ho letto che nella Regione Piemonte, laddove nacque l’iniziativa, si sono sollevate forti polemiche per la revoca del finanziamento pubblico: noi siamo contenti di insistere con convinzione su questa strada". Stessa lunghezza d’onda per l’omologa tedesca Sabina Kasslatter Mur: "Questo treno costringe i giovani a confrontarsi con il passato e a porsi delle domande esistenziali. Si sviluppano uno spirito critico e una coscienza storica che non possono che far crescere i nostri ragazzi". Tra gli appuntamenti che accompagneranno l’avvicinamento alla partenza del treno va segnalata la proiezione il 6 ottobre alle 20 nella sala del Filmclub Capitol del film “Wider das Vergessen”. "Seguirà un dibattito – precisa la collaboratrice dell’Agjd Verena Hafner – con gli assessori perché è importante affrontare il viaggio con un percorso di preparazione approfondito".  "Radicare l’esperienza nel territorio – le fa eco Sergio Bonagura per l’Arciragazzi – è l’obiettivo principale che vogliamo centrare". Chiude la conferenza stampa la testimonianza di Giacomo Gatti, partecipante l’anno passato e attento a mettere l’accento su un’esperienza condivisa con il mondo tedesco. "Non è un fatto banale, anzi si tratta di un viaggio difficile che ti mette di fronte a testimonianza di un certo impatto emotivo. Da questo, però, riusciamo a comprendere come le divisioni etniche siano un danno sociale, economico e civile o come il bilinguismo e la condivisione siano armi veramente vincenti. Nei rapporti con i compagni tedeschi è stato bello sforzarsi per venirci incontro e alcuni ragazzi bilingui si sono adoperati per fare da tramite cercando una connessione continua. E’ davvero un’esperienza che rivoluziona il proprio modo di pensare".  Per staccare il proprio biglietto dentro la storia è bene contattare il responsabile Alessandro Huber di “Terra del Fuoco Alto Adige” all’indirizzo alessandro.huber@terradelfuoco.org oppure chiamando il 334-6474427. 
Alan Conti




giovedì 6 ottobre 2011

De' Medici-Gasteiner, nasce la prima convenzione


La firma sulla convenzione siglata dai presidi (Foto Usp)

 BOLZANO. La firma su una convenzione e un altro steccato del bilinguismo che cade. Ieri mattina nell’aula magna dell’Istituto professionale “De’Medici” è andata in scena per la prima volta la stipula di un vero e proprio contratto tra due scuole tecniche superiori, italiana e tedesca, che si pongono l’obiettivo di migliorare l’apprendimento della seconda lingua aiutandosi l’una con l’altra. Protagonisti dell’accordo sono l’istituto sociale e per il turismo in lingua tedesca di Bolzano “Gasteiner” e l’ospitante istituto per le scienze umane e i servizi “De’Medici”. La convenzione, dunque, impegna istituzionalmente le due scuole alla realizzazione di progetti comuni normando nel dettaglio anche l’organizzazione, i pagamenti e il lavoro dei docenti. Il tutto, però, non rimane limitato a una bella dichiarazione d’intenti, ma prevede subito due attività di lancio: l’organizzazione di uno spettacolo teatrale per le classi seconde e lo scambio di docenti per l’insegnamento veicolare del diritto nelle quarte. Progetti che, se organizzati singolarmente, potevano avere il valore di sperimentazione una tantum, ma che inseriti nella convenzione pluriennale si pongono come semplice punto di partenza. "E’ questa la vera novità prospettica – spiega il dirigente del “De’Medici” Renzo Roncat -  della firma su un documento ufficiale. Entrambi gli istituti, infatti, si vincolano vicendevolmente per un periodo lungo e allargano la prospettiva di lavoro. Non solo, un simile “gemellaggio” comporta anche delle implicazioni di tipo emotivo, con una partecipazione più convinta sul lungo termine e un coinvolgimento potenziato da una partnership in qualche modo “ufficiale”". Sulla stessa linea di pensiero è la dirigente delle “Gasteiner” Maria Brigitte Meraner: "La didattica può arrivare fino a un certo punto, ma nell’apprendimento di una lingua conta molto l’atmosfera in cui vengono inseriti i ragazzi e nella stipula della convenzione c’è anche la volontà di favorire questi rapporti umani. Non a caso uno dei progetti di partenza, realizzato con l’associazione “Theatraki” nel secondo quadrimestre per un totale di 30 ore, prevede la realizzazione di uno spettacolo che avvicinerà gli studenti delle due scuole in modo significativo". Particolarmente soddisfatto dell’accordo è pure l’assessore provinciale alla scuola Christian Tommasini: "Si tratta di un modello importante che può aprire nuovi orizzonti. L’idea di allargare gli scambi e i potenziamenti anche all’interno degli istituti tecnici e professionali rientra nella volontà di rendere il più possibile estesa questa opportunità di bilinguismo. Ci convince, inoltre, il desiderio di stimolare continuamente il rapporto tra i ragazzi perché sappiamo perfettamente che per ottenere una società bilingue dobbiamo insistere con forza su questo tasto sociale. A sottolineare l’importanza della convezione, comunque, c’è il costante appoggio a tutte le attività degli ispettori di seconda lingua delle due Intendenze". Marco Mariani per la scuola tedesca e Franz Lemayr per l’italiana, insomma, tireranno le fila di progetti, iniziative e proposte che nasceranno dalla collaborazione. "Consorziare due scuole – interviene Mariani – è un passo significativo perché apre a prospettive pluriennali incoraggianti. Già i progetti di quest’anno sono convincenti. Lo scambio di docenti per l’insegnamento di diritto nella seconda lingua abbraccia un aspetto più tecnico della didattica, mentre la progettazione di una rappresentazione teatrale lascia spazio alla creatività e a quella componente fondamentale dell’apprendimento che è la pratica quotidiana della lingua". Franz Lemayr, in chiusura, si allaccia a una delle recenti richieste della Camera di Commercio. "Dai vertici di via Alto Adige sono arrivate indicazioni chiare sul profilo di lavoratore che il mercato richiede e in testa alle competenze necessarie c’è l’aspetto linguistico. Chiaramente le nozioni richieste non sono di stampo accademico, ma prevedono una certa competenza comunicativa che rientra pienamente negli accordi della convenzione appena firmata da due scuole all’avanguardia". 


mercoledì 5 ottobre 2011

Thun punta sulla psicologia


Prodotti Thun in esposizione: nello shop nuova filosofia

 BOLZANO. Tradizione, territorio e marketing di nuova generazione. La Thun si rinnova e punta deciso sulle nuove strategie offerte dagli studi specialistici in tecniche di vendita. La terza edizione di “Thuniversity”, tenutasi ieri nel centro convegni dell’hotel Sheraton, è stata l’occasione giusta per lanciare il nuovo corso nella strategia di promozione del marchio reso celebre dagli angioletti. "Crediamo molto nella tecnica del visual merchandising – annuncia l’amministratore delegato della Thun Paolo Denti – e siamo disposti a investire su questa strada che già nelle sperimentazioni sta dando ottimi risultati". Il visual merchandising, nel concreto, altro non è che un attento studio della disposizione dei prodotti nelle vetrine e all’interno dei negozi, oltre ad analisi di livello scientifico su reazioni, interessi e psicologia d’acquisto. Tecniche, insomma, largamente diffuse nella grande distribuzione alimentare e all’interno delle grandi catene internazionali."Lo sguardo dei clienti – spiega l’esperto Davide Cavalieri della società leader in Italia “Cavalieri Retailing” ai circa 700 dipendenti che hanno partecipato ai corsi formativi – si muove dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra, con una grande e attenta carrellata orizzontale. All’interno dei negozi, quindi, dovremmo disporre i prodotti secondo logiche orizzontali. Il negozio, inoltre, deve avere un suo ordine curato nei minimi dettagli. Il tutto va poi controllato con periodici “clienti fantasma” che hanno il preciso compito di verificare la correttezza di alcuni meccanismi e dell’operato del personale". I numeri della sperimentazione condotta su sei negozi sembrano sorridere alle novità: "Abbiamo registrato – quantifica Cavalieri - un +42% di tocchi sui prodotti del cliente e un +33% di prodotti toccati dal cliente. Si tratta di incrementi molto incoraggianti". Il dato, che di per sé sembra significare poco, acquista molta importanza se si considera che il tocco è spesso preludio all’acquisto. Sfida da vincere, però, sarà limitare il -15% di prodotti che il cliente preleva dallo scaffale, frenato psicologicamente da un ambiente troppo ordinato. "In quel momento deve intervenire il personale e porgere l’oggetto legittimando l’azione del prelievo agli occhi dell’acquirente".  Un’attenzione al particolare, insomma, che non è passata inosservata a chi tiene le fila dei famosi angioletti. "E’ una visione totalmente nuova del marketing – interviene Denti – che abbracciamo con convinzione e cerchiamo di armonizzare con altre forme di promozione come lo spot che da oggi sarà trasmesso su Canale 5. Il tutto, inoltre, si trasforma sicuramente in una specializzazione professionale che non può che portare benefici ai nostri dipendenti". La novità trova talmente tanti consensi che in azienda si guarda già ai possibili sviluppi: "Per ora in questa operazione coinvolgiamo solo i nostri negozi monomarca, ma l’obiettivo è di estenderla in futuro anche agli shop in cui possediamo solo un corner o spazi in comune con altri prodotti". Il salto non sarebbe dettaglio da poco: dei 1.222 punti vendita in Italia, infatti, solo 320 sono monomarca, di proprietà o flagstore. "Sarebbe un salto da 700 dipendenti a migliaia di persone coinvolte – quantifica Denti – ma pensiamo di poterlo fare". Snocciolati ieri, intanto, anche alcuni dati sull’azienda che vanta un fatturato di 195 milioni di euro, con una previsione di crescita nel 2011 del 9% rispetto all’anno passato e un numero totale di dipendenti che si attesta a 5.825. Per quanto riguarda il mercato estero, invece, i punti vendita nel mondo tedesco (Austria, Germania e Svizzera) sono 458, mentre quelli in Spagna 18, per un totale globale di 1.698 store. Un impero multinazionale che non intende perdere le proprie radici con la culla altoatesina, sebbene il marketing sorvoli abbastanza volutamente sull’ampia produzione in terra cinese. "L’Alto Adige e il rapporto con tutte le nostre istituzioni – chiude Denti – rimane un punto fermo della nostra politica gestionale. E’ importante che i dipendenti, a ogni latitudine, sappiano la storia del nostro marchio e possano raccontare le sue origini". Concetto rafforzato, in chiusura, da Cavalieri: "La volontà di organizzare Thuniversity proprio qui a Bolzano, nonostante i problemi logistici rispetto ad altri centri italiani, denota la voglia dell’azienda di non tralasciare mai le proprie origini. Il mix tra moderno e tradizione può fare la differenza"
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Alan Conti




martedì 4 ottobre 2011

Bertoldi: "La Provincia intervenga sul diario dei terroristi"

Il diario dell'anno passato
BOLZANO. "I docenti che dovessero accorgersi della presenza dei diari realizzati dalla Südtiroler Freiheit dovranno spiegare la storia ai propri studenti e delegittimare il terrorismo". Alessandro Bertoldi, presidente di Studenti per le Libertà e coordinatore provinciale dei Giovani Pdl, si allinea alla protesta del ministro Franco Frattino e di Michaela Biancofiore chiamando in causa direttamente la Provincia. "Chiederò di persona al presidente Luis Durnwalder e all’assessore competente Sabina Kasslatter Mur di intervenire prontamente con una circolare in tutte le scuole tedesche. Bisogna obbligare i docenti, nel momento in cui si accorgessero della presenza di diari di questo tipo nelle classi, a intervenire subito e spiegare come andarono realmente le cose. La storia autentica deve essere la base dell’istruzione per tutti i ragazzi e non si può legittimare in alcun modo forme di terrorismo come quelle sdoganate da questa discutibile pubblicazione".(a.c.)

Manichini impiccati: il Comune si dimentica di avvisare la Questura



I manichini in Centro (Foto Tomasi)

BOLZANO. Manichini impiccati per protesta, rimossi dalla Questura e da riposizionare perché il Comune si era “dimenticato” di avvisare le forze dell’ordine. E’ successo all’organizzazione degli Studenti Consapevoli che domenica scorsa, in appoggio al prossimo sciopero del 7 ottobre, avevano appeso alcuni manichini in diversi punti del Centro. Trattandosi di una rappresentazione un po’ forte, però, i ragazzi avevano deciso di avvisare e chiedere il permesso, prontamente rilasciato, al Comune. La protesta, oltretutto, era stata organizzata come “Mob Action”, il che solitamente non prevede alcuna comunicazione ufficiale per sfruttare al meglio l’effetto sorpresa.  Spaventare i bolzanini con un’impiccagione, anche se finta, sarebbe stato fuori luogo, quindi si è optato per uno strappo alla regola di buon senso. Non ripagato. "Dopo aver ricevuto il disco verde dall’amministrazione con permessi e relativi promemoria – spiega Lorenzo Vianini degli Studenti Consapevoli – siamo rimasti molti colpiti nel vedere rimossa la nostra installazione artistica. Pare che alla Questura nessuno abbia comunicato la nostra manifestazione". Stupisce che, in una città in cui qualche anno fa la semplice prospettiva di una battaglia di gavettoni organizzata su internet aveva reso infuocata la linea telefonica tra piazza Municipio e la polizia, un evento ampiamente annunciato non abbia smosso nemmeno un mignolo. La situazione, comunque, nella giornata di ieri sembrava chiarita, salvo complicarsi di nuovo. "Dovevamo provvedere a “re-impiccare” i manichini in piazza del Grano sul passaggio che porta ai Portici e in piazza del Municipio al pontile che serve alla gru per i materiali del cantiere. All’improvviso, però, i vari uffici comunali ci hanno creato ulteriori problemi, così tutto è stato rimandato a oggi. Nel pomeriggio, però, non c’era nessuno che potesse darci i permessi già approvati martedì e che i funzionari pretendevano ritirassimo in orario scolastico". Finchè la disponibilità è solo in mattinata, dunque, è difficile venire incontro a studenti che, di norma, al mattino dovrebbero essere da ben altra parte. Saltata, inoltre, anche l’installazione prevista su un lampione di piazza Walther dove, probabilmente, il Comune non si è dimenticato l’intenso passaggio turistico. Che senso ha, però, lasciar penzolare questi fantocci con il cappio al collo? "I manichini – chiude Vianini - rappresentano determinati settori dell’Italia che le ultime riforme stanno uccidendo. Di fatto rappresentano dei valori che saranno liberati venerdì 7 in occasione dello sciopero simulando una sorta di rinascita. A questo processo, inoltre, potranno contribuire tutti i passanti lasciando una propria proposta. Le aree di riflessione che proporremo, comunque, saranno scuola pubblica, democrazia ed economia". 
Alan Conti

Laboratorio Handswork: 10 anni e 50% di reinserimenti

Il laboratorio Handswork in viale Druso
BOLZANO. 
Dieci anni di reinserimento lavorativo per persone che hanno dovuto fare i conti con i problemi di alcoldipendenza. E’ di quelli significativi l’anniversario festeggiato ieri dai laboratori protetti “Handswork” dell’associazione “Hands” di Bolzano e Cermes, per di più se abbinato a una percentuale di successo pari al 50%. Un ex dipendente su due, insomma, ha chiesto aiuto all’associazione con sede in via Duca d’Aosta uscendone lavoratore perfettamente in grado di essere reinserito nel mondo professionale. Ovviamente il tutto avviene attraverso specifiche procedure di laboratorio e un’attenzione costante agli sviluppi di utenti che, in regime di astinenza, devono riprendere controllo e dimestichezza con le funzioni di riconoscimento delle proprie difficoltà, integrazione ed accettazione sociale. Le attività lavorative proposte dal laboratorio di Hands sono essenzialmente legate alla produzione di cinture e tappeti artigianali, all’assemblaggio di materiali per le ditte esterne e al confezionamento di vari articoli. Alla piccola festa che si è tenuta ieri mattina nella sede di viale Druso 206 a Bolzano (il pomeriggio a Merano presso la vetrina espositiva di via Roma) sono intervenuti anche gli assessori alle politiche sociali di Provincia e Comune Richard Theiner e Mauro Randi che hanno ribadito l’importanza del recupero degli utenti e il loro reinserimento in una vita sociale piena.


I NUMERI DI HANDSWORK.
Ecco alcuni dati del laboratorio protetto
In 10 anni sono state inserite nella struttura 95 persone
88 persone con gravi problemi di dipendenza da alcol e sostanze
7 persone con gravi problematiche psichice
Tutte queste persone non avrebbero avuto le risorse necessarie per essere reinserite lavorativamente
neppure in situazioni protette "cooperative sociali, ufficio inserimento lavorativo ecc."
viste le loro problematiche pregresse e il conseguente deterioramento organico e cognitivo
Ben 48 persone, circa il 50%, opo un tempo di permanenza medio di 1 anno nel laboratorio
sono state reinserite nel mondo del lavoro
quasi tutte a tempo indeterminato non gravando piú ora sulla pubblica assistenza. (a.c.)