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martedì 26 aprile 2011

Antenne Plaza, chiesti controlli


I valori magnetici prodotti dalle antenne delle compagnie telefoniche sul tetto dell’edificio “Plaza” sarebbero preoccupanti. E’ questa la considerazione fatta dopo le prime rilevazioni effettuate privatamente dal rappresentante del comitato di protesta ed ex consigliere di quartiere Egidio Tonolli in compagnia con Stefano Lazzarin del Movimento 5 Stelle bolzanino. Con un rilevatore manuale i due si sono incontrati l’altra sera per misurare il campo magnetico nella zona attorno al palazzo. I risultati, espressi in microTesla, non sono assimilabili ai v/m adottati per le generali valutazioni di elettrosmog e quindi non presentano particolari limiti di legge. Nonostante questo, però, alcuni esperti fissano un’ideale soglia limite di 0,20 microTelsa per non subire alcun tipo di conseguenza sul corpo umano esposto con continuità. Un confine superato in diversi punti all’incrocio tra viale Europa e via del Ronco. I dati, infatti, sono stati pubblicati dallo stesso Lazzarin sulla bacheca di Facebook del Movimento grillino cittadino. "Sulla strada del palazzo della sopraelevata i valori segnavano 0,07 microTelsa, fino al quinto piano saliamo a 0,17 microTelsa, mentre dal sesto al nono schizzano a 0,48 microTelsa. Si tratta, oltretutto, di cifre riscontrate negli spazi comuni di corridoi e giroscale: nulla esclude che negli appartamenti possano essere più alti. Non solo, in strada ho registrato più volte nel rione 0,17 microTelsa, il che lascia ipotizzare valori oltre soglia con il salire nei condomini". Una seconda registrazione ha riguardato il condominio situato esattamente al fianco del “Plaza”. "Qui – continua Lazzarin – abbiamo sulla strada e sui balconi del tredicesimo e del quattordicesimo piano un'oscillazione tra 0,07 e 0,12 microTelsa, mentre scendendo al centro del condominio i valori si impennano fino a toccare la punta massima di 2,14 microTelsa al centro dello stabile". Considerando valide le riflessioni di alcuni specialisti sarebbe un dato dieci volte superiore del normale. Numeri che lasciano spazio ad alcune ipotesi di Lazzarin: "E’ molto probabile che negli appartamenti affacciati da sud si registrino sforamenti ancora più consistenti. Confrontandomi con il comitato, inoltre, sembra che i casi di tumore nel circondario siano una trentina, molti dei quali al seno o leucemie che sono tra i più legati all’elettromagnetismo". La battaglia di chi vuole vederci chiaro, comunque, non si ferma e se Lazzarin promette su internet nuove rilevazioni ecco che Tonolli ha incontrato ieri sera il consigliere comunale Udc Sandro Repetto "per discutere della questione e vedere che tipo di interventi si possono portare avanti. Nei prossimi giorni, comunque, ho intenzione di indire un’assemblea di tutti i residenti nella zona presso la sala polifunzionale di via del Ronco per chiedere e autofinanziarci rilievi professionali di personale esterno alla Provincia di Bolzano. L’Appa, in fondo, ha già sostenuto di non avere nulla in contrario".

giovedì 21 aprile 2011

Per la galleria Grifone i commercianti chiedono un'illuminazione migliore


di Alan Conti
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BOLZANO. È un corridoio particolare galleria Grifone e come tale va tutelato e potenziato. L'ideale percorso che unisce piazza Walther e la stazione ferroviaria è, nelle parole dei negozianti, passaggio commerciale di un certo successo, ma con margini di ulteriore miglioramento. L'illuminazione, per esempio, in inverno lascia a desiderare, mentre il funzionamento delle scale mobili e dell'ascensore sul lato di via della Rena è approssimativo e pericoloso. Sul piattino positivo della bilancia, invece, il grande passaggio di persone, circa 12.000 al giorno con buona capacità di intercettare il settore turistico. Resta, però, la voglia comune a molti commercianti del centro di un movimento capace di agire con più compattezza e organicità, dove gli orari di apertura non vengano più gestiti come affare individuale, ma collettivo. Proprio in galleria Grifone si innesca, infine, un meccanismo che smentisce tutte le ipotesi avanzate nei dibattiti degli ultimi mesi: la grandi catene con marchi nazionali e internazionali fungono da traino e regalano nuova linfa ai piccoli negozianti di vicinato o lunga tradizione. Una convivenza giudicata spesso difficile trova qui efficace sinergia. Peter Haller, titolare di "Pierre", è il primo a prendere la parola: «Le vetrine lungo la galleria funzionano perché comunque si tratta di un corridoio di grande transito pedonale. Per migliorare, però, ci vorrebbe più coordinamento tra noi commercianti e maggiore volontà di tenere aperto durante particolari giornate festive con buon afflusso di turisti». Analisi dettagliata quella di Francesco Violante di "Gold Watch": «L'illuminazione, specialmente nel primo tratto verso la piazza principale lascia a desiderare soprattutto nei mesi invernali. Manutenzione e servizi, invece, sono abbastanza buoni. Dal punto di vista del transito, invece, ho provato a contare i passaggi durante una giornata arrivando a quota 12.000, mentre nel periodo del Mercatino possono anche toccare le 50.000 unità. Nonostante questi dati lusinghieri, però, va rilevato come il turismo sia leggermente calato, quindi vanno viste con favore le misure che i soggetti economici hanno in mente per dare nuovo impulso alle visite. L'ultima considerazione va fatta sugli affitti, dove chi non ha la fortuna di contare su contratti siglati molti anni fa si trova oggi ad affrontare somme mensili impressionanti». Sara Borghi di "New Time" è estremamente positiva: «Non possiamo lamentarci, si lavora bene e godiamo di un'ottima visibilità sia tra i gruppi di turisti sia tra i bolzanini». Dietro ad una cassa, intanto, un commerciante in anonimato ci offre una radiografia del turismo: «È molto difficile che i tedeschi decidano di comprare qualcosa. Nei giorni di grande affluenza, infatti, la vera differenza la fanno i visitatori italiani e si tratta di una regola riconosciuta pure in altri luoghi di villeggiatura». «Lavoriamo bene - intervengono Heidi Fränzl e Brigitte Moser di "Fränzl Articoli regalo" - sfruttando la possibilità di essere un passaggio in direzione della stazione dei treni. L'illuminazione, invece, andrebbe davvero migliorata». Stefano Favaro dell'erboristeria "Salus" tesse le lodi dei grandi marchi: «Noi sfruttiamo il traino di "Oviesse" e "Douglas" che tengono aperto quasi sempre. In questo modo creano movimento e animano la galleria che, intanto, può godere strutturalmente di una bella luce naturale e ampi spazi. Si tratta di caratteristiche che permettono a tutti noi di funzionare senza essere costretti alla semplice funzione di passaggio come invece succede, purtroppo, ad altre gallerie del Centro». Proprio nella vicina profumeria di "Douglas", infine, troviamo la responsabile Marieke Bollongino: «Nella galleria si lavora proprio bene. Il problema, semmai, è legato alla scala mobile sempre rotta e pericolosa e all'ascensore guasto. Due dati sono significativi per capire: in media in un mese chiamiamo due volte l'ambulanza per persone che si fanno male sulla scala e quattro volte l'amministrazione per chiedere la riparazione dell'elevatore. A livello turistico, invece, siamo contenti di fare da traino anche alle piccole attività vicine. Essendo il nostro un marchio tedesco possiamo attirare visitatori che magari avrebbero fatto un altro percorso per raggiungere piazza Walther o i Portici».
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Videonoleggio addio Dopo 25 anni chiude «Videotutto Lufram»


di Alan Conti
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BOLZANO. Non chiude solo un videonoleggio, ma saluta un punto d'incontro e dialogo per appassionati di cinema. Dopo quasi 25 anni "Videotutto Lufram" in via Milano si appresta a tirare giù definitivamente la saracinesca, strozzato dalle nuove tecnologie e dai download, più o meno legali, effettuati sul web. Sono rimasti in pochi, insomma, a concedersi il gusto di una serata con un film noleggiato: gran parte appassionati della visione in alta qualità o amanti dell'atmosfera che si è sempre respirata nell'attività gestita da Francesco Schettino con Luciano e Moreno Albion. «C'è poco da fare - raccontano - ormai la tecnologia ci ha messo in ginocchio. Basta guardare le riviste di settore per capire come sia cambiato tutto: prima parlavano solo di cinema e pellicole, oggi trattano quasi esclusivamente temi legati alla pirateria on-line. Non è un caso, insomma, se persino la grande "Blockbuster" naviga in brutte acque». Non sempre, comunque, le chiusure dei negozi lasciano un velo di malinconia, ma tra i clienti di "Lufram" ci scappa pure la lacrima. «C'è chi piange - ammettono Francesco e Luciano - perché comunque per moltissimi anni abbiamo svolto anche una funzione sociale nel quartiere, come punto di ritrovo per appassionati e residenti. Tra i clienti abbiamo politici, medici, personalità note, ma anche gente che ha scritto la piccola storia del rione. Ne abbiamo viste tante e abbiamo sempre avuto il compito di tenerci aggiornati sul mondo del cinema perché consigli e giudizi erano all'ordine del giorno». Ci sono, poi, quei film che hanno scritto la storia del noleggio senza bisogno di particolari raccomandazioni: «Guardi, si sorprenderà a scoprire che il più grande "crack" è stato "Il bambino d'oro" con Eddie Murphy che in vhs è uscito per noleggio centinaia di volte. Poi, chiaramente, abbiamo film di grande seguito come "American Pie", "Fast and Furious", "Il Gladiatore" e, tra gli italiani, "Tre metri sopra il cielo" o "Ravanello Pallido"». Dai titoli, comunque, si intuisce subito un aspetto importante: tra queste corsie sono passati clienti di tutte le età. «E' così - sorridono - e il più anziano ha 82 anni ed è un accanito appassionato dei film di fantascienza: amichevolmente lo chiamiamo "mangia film"». Già, perché dopo un po' i clienti diventano anche compagni di chiacchiere. «Quante volte - ricorda Schettino - arrivavano in tre o quattro, parlavano con noi e poi cominciavano a fare comunella nel negozio e rimanevano qui le ore mentre noi lavoravamo. Esattamente come può succedere in un bar di ritrovo del quartiere». Una strada, via Milano, che è cambiata molto. «Al di là delle mutazioni urbanistiche quello che davvero è mancato a tutta Europa-Novacella è stato un autentico ricambio generazionale. Attività come la nostra, ovviamente, ne hanno pagato le conseguenze». In questi giorni, intanto, la collezione di 25.000 vhs e 12.000 dvd viene lentamente liquidata con superofferte che prevedono l'acquisto di un film ex noleggio a 6,50 euro e 4 a 20 euro.

La “caccia” al bollino: l’anno di spesa gratis è il trofeo più ambito


20 aprile 2011 — pagina 30 sezione: Agenda

BOLZANO. Guai a distrarsi, che si rischia di perdere il bollino che... può far vincere la spesa. Prosegue la pubblicazione dei “ticket” colorati e numerati, progressivamente, ogni giorno sulla prima pagina del quotidiano Alto Adige, per il concorso che, per la seconda volta, torna a mettere in palio ricchi buoni spesa nei supermercati del gruppo Despar. Guai a distrarsi, anche se ovviamente, come diremo più avanti, si possono sempre agilmente recuperare, i bollini persi, acquistando gli arretrati. Ma intanto, ieri è uscito, insieme al ticket numero 5, anche il primo bollino jolly, e quelli sono veramente utili, perchè consentono, al massimo per cinque volte, di... tappare i buchi dei bollini numerati che si son persi.
Resta il fatto che al supermarket si vedono sempre più clienti con l’Alto Adige sottobraccio, perchè evidentemente hanno capito che la spesa non è completa senza il giornale che quella spesa te la può far vincere. Ha infatti successo l’iniziativa vede il nostro - vostro giornale abbinato all’Aspiag, ovvero la catena dei supermercati del Gruppo Despar, cioè per la precisione Despar, Eurospar e Interspar e associati. Semplice, la formula: comprando l’Alto Adige potete vincere la spesa, gratis, da fare nei supermercati della catena Despar, tagliando e conservando i bollini pubblicati quotidianamente.
Oltretutto questa edizione di “Vinci la spesa con l’Alto Adige” è ancora più ricca della prima, come montepremi: infatti ora sono in palio tre buoni per un anno di spesa gratis (valore 3.600 euro ciascuno), 9 buoni per 6 mesi di spesa gratis (valore 1.800 euro ciascuno) e 12 buoni da tre mesi di spesa gratis, invece che un mese come nella prima edizione del concorso, per un valore di 900 euro ciascuno.
Come fare per partecipare? E’ molto semplice. Dallo scorso 15 aprile e fino al 5 luglio 2011 sull’Alto Adige viene pubblicato ogni giorno un bollino numerato, dall’1 all’80; ogni bollino va ritagliato e incollato sulla tessera di raccolta, distribuita nelle edicole insieme al giornale e nella nostra sede; bollino dopo bollino, ritaglia e attacca per ottanta giorni, alla fine, con la tessera al completo, si potrà partecipare all’estrazione dei premi, decisamente ricchi, e che abbiamo citato in preceenza. Insomma, piuttosto facile: ci si procura la tessera per i punti, fino a martedì 5 luglio si compra ogni giorno il giornale Alto Adige (ma si dovrebbe fare comunque, diciamo noi...), si taglia il bollino, s’incolla e si è pronti per l’estrazione.
E se si “perde” un’uscita del giornale, con relativo bollino? No problem, c’è la soluzione. Intanto si può acquistare l’arretrato, molto semplicemente, nella nostra sede all’ufficio diffusione, ma soprattutto ci sono i bollini jolly. Infatti contestualmente alla pubblicazione del bollino progressivo, sul giornale verranno anche pubblicati, in giorni a caso e senza preavviso, dei bollini jolly. Se ne potranno usare, per completare la tessera, solo cinque, quindi al limite 75 bollini progressivi e 5 jolly. Dunque, se si perde un numero dell’Alto Adige la partecipazione al concorso non è compromessa. Il resto, è in mano alla fortuna sperando che la propria tessera sia estratta. (a.c.)
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La vera “pesca di beneficienza” l’hanno fatta i Fishheads


20 aprile 2011 — pagina 28 sezione: Agenda

BOLZANO. Questa volta dall’acqua è affiorato un migliaio di euro da devolvere in beneficenza. Nei giorni scorsi una gara al laghetto Rio Molino di Chiusa ha suggellato l’iniziativa benefica “Smile Fishing, give a smile to a child”, organizzata dall’associazione bolzanina di pescatori Fishheads a favore di alcuni bambini malati. Armati di ami e lenza, si sono presentati una cinquantina di partecipanti, tra cui diversi “moschisti”, pronti a sfidarsi a colpi di pescato. La vera bellezza della giornata, però, non si può grigliare ma sta tutta in una cifra: 1.260 euro raccolti. «Siamo molto contenti - spiega il presidente di Fishheads, Alex Losa - della somma che siamo riusciti a raccogliere. Ora provvederemo alla vera e propria beneficenza assegnando 500 euro a una bambina di nome Giulia, altrettanto a un bimbo di nome Simone e 260 alla chirurgia pediatrica di Bolzano per l’acquisto di materiale. Con il San Maurizio, infatti, abbiamo avviato dei rapporti per il finanziamento di alcuni progetti di ricerca. Ma senza l’aiuto, tra gli altri, dell’Associazione pescatori di Chiusa, di Piero Losa, Gino Bresciani e Daniele Vitale questo non sarebbe stato possibile. Il vero sorriso ce l’hanno regalato loro». (a.c.)

Mafrici (Fli): il quartiere vigilerà sull'asfaltatura di via Genova



BOLZANO. «La riqualificazione di via Genova è costantemente tra i primi punti dell'agenda della Circoscrizione, mentre l'area cani della pista Zero è stata costruita tralasciando alcuni rilevamenti sanitari contrari». Francesco Mafrici (Fli) prende posizione sulle recenti polemiche che hanno coinvolto Don Bosco. «L'asfalto di via Genova è da anni ridotto in condizioni pessime, ma posso confermare che perlomeno il quartiere nelle sue riunioni se n'è occupato spesso e vigilerà perché i lavori di riasfaltatura inizino alla fine di agosto come promesso dagli uffici comunali». Sull'area cani: «Nessuno ce l'ha con i proprietari né tantomeno con gli animali, ma quella struttura è frequentata da moltissimi bambini e d'estate sarà dura mantenere condizioni igieniche e d'odore accettabili». (a.c.)

mercoledì 20 aprile 2011

Banda delle slot: colpo in piazza Adriano




BOLZANO. Ancora una volta un furto in un bar e ancora una volta per sottrarre l’incasso dei videopoker. A essere colpito, questa volta, è stato il “Barin” di viale Duca d’Aosta con l’entrata ss piazza Adriano. Il modus operandi è quello ormai conosciuto: sopralluogo qualche giorno prima, entrata furtiva e scasso delle macchinette. La somma complessiva sottratta dovrebbe aggirarsi intorno al migliaio di euro. I ladri, infatti, sono riusciti a non arrecare nessun danno alla struttura durante il colpo. A ipotizzare le modalità del furto è la titolare Tiziana D’Apolito: «Sono entrati attraverso una finestrella al fondo della sala e si sono calati da lì, probabilmente appoggiando i piedi su una spalliera di una delle panche del tavolino. Il vero gesto atletico, però, è stato sicuramente il balzo per uscire dal bar: per risalire alla finestra, infatti, è necessario saltare almeno un metro e mezzo. Sicuramente, inoltre, si tratta di persone dalla corporatura molto esile dato che sono riusciti a passare attraverso un passaggio strettissimo che si sono aperti allargando le inferriate, probabilmente con un crik». La finestra utilizzata come accesso al bar, come detto, non è stata danneggiata minimamente poichè il vetro è stato sollevato dai cardini e spostato senza infrangerlo all’esterno, facendolo passare con cura attraverso lo spazio aperto tra le piccole sbarre. Difficile si tratti di un atto galante dei ladri e per capirne il motivo basta recarsi nel piccolo spiazzo interno alle scale del condominio in viale Duca d’Aosta 101, dove si affaccia la finestrella retrostante il bar. Per entrare nel locale, infatti, è necessario salire su una ringhiera, raggiungere il rialzo offerto da una gabbietta per i contatori del gas e camminare, infine, sulla tettoia che porta comodi nei pressi della finestra poco più grande di un lucernario. Sopra, però, si affacciano decine di balconi. Il rumore di un cristallo infranto in piena notte non sarebbe passato inosservato. Il colpo, però, sembra studiato a tavolino. Racconta la D’Apolito: «Mi ero accorta nei giorni scorsi di un individuo che non avevo mai visto prima, che studiava con attenzione il muro e la finestra in alto. Al momento non mi sono curata più di tanto di questo atteggiamento, ma adesso ho capito». Due le slot scassinate che ieri mattina, approfittando della chiusura momentanea del locale, sono state rimosse dalla ditta di gestione. Quello in viale Duca d’Aosta, però, è solo l’ultimo episodio di una lunga catena che coinvolge la città, senza distinzione di zona o quartiere. (a.c.)

Gli abitanti protestano: «Le strade di via Genova ridotte ad un colabrodo»


19 aprile 2011 — pagina 21 sezione: Cronaca


BOLZANO. Via Genova va modificata per evitare che continui ad essere scomoda, pericolosa e discriminante.
Residenti e passanti bocciano la strada che corre tra le passeggiate e il parco delle Semirurali. Sull’asfalto autentiche voragini mettono a rischio le ruote di auto e biciclette, mentre le radici sui marciapiedi creano gibbosità e avvallamenti degni di una gimkana. Il tutto condito da gradini alti e invalicabili per le carrozzine dei disabili o i passeggini delle mamme. Difficile, insomma, trovare un concentrato di barriere architettoniche più fitto. Basti pensare che proprio via Genova è simbolo della lotta contro la discriminazione lanciata dalla bolzanina Elena Marchese in un gruppo su Facebook che ha coinvolto già più di 600 iscritti. Non mancano, infine, le critiche per un’area cani installata da meno di un anno vicino alla cucina del bar interno allo schettinodromo: soluzione che suscita dubbi di carattere igienico e di opportunità tra gli avventori.
L’assessore comunale ai lavori pubblici Luigi Gallo ha comunque garantito che i lavori di riqualificazione partiranno a settembre 2011: nell’impossibilità di ottenere risultati più celeri i residenti si dicono almeno non più disposti a concedere rinvii.
«La situazione è al limite della decenza - dice Adelina Rizzo - perchè l’asfalto presenta buche vergognose. Spesso sui marciapiedi, troppo alti per i disabili, troviamo anche molta sporcizia che ci tocca pulire. L’idea di aprire un’area cani a ridosso del bar, poi, è la ciliegina sulla torta: odori e puzza a pochi metri da dove si mangia, in un luogo frequentato da decine di bambini di tutta la città». Herbert Pardatscher scuote la testa. «Lo stato pietoso dell’asfalto e la realizzazione del recinto per i cani sono il simbolo perfetto di questa amministrazione. Immobilismo esasperante sulle questioni importanti e piccolo cabotaggio, oltretutto sbagliato, come unico segno di vita. Cerchiamo una progettualità più ampia che rilanci via Genova, ma la stessa cosa vale per tutta Bolzano».
Giuliana Rabanser ha gestito il bar della pista Zero per dodici anni, quindi il rione lo conosce come le sue tasche. «Siamo lasciati a noi stessi. Mia suocera è sulla sedia a rotelle e mi è impossibile spingerla da via Cagliari fino a qui. La nuova uscita delle bici all’incrocio con via Alessandria, poi, immette le due ruote direttamente tra le macchine senza precauzioni, mentre la nuova area cani è un assurdo. Ottimo lavoro, invece, è stato fatto con il parco: peccato che senza alberi non vi sia uno straccio d’ombra». La pensa uguale Gianfranco Fratucello: «Camminare lungo questo marciapiede, tra radici e buche, è incredibilmente pericoloso. Lungo la strada tutte queste imperfezioni diventano ostacolo non indifferente per chi ama muoversi con la bici». Sorpresa è anche Jose Eykenboom: «Sono stata invitata qui da un’amica e ho potuto constatare da vicino le difficoltà e lo stato dell’asfalto. Speriamo davvero che possa rientrare tra le priorità di intervento del Comune senza attendere ancora».
Chiusura con Franco Reffo e Davide Danti: «Prima ancora della carreggiata sarà importante mettere a posto il marciapiede perché le radici sporgenti possono davvero rappresentare un ostacolo di una certa pericolosità per anziani, mamme con i bambini o disabili. Aumentare il disagio verso chi lotta quotidianamente contro molte difficoltà non è mai un comportamento accettabile. Sull’area cani, invece, il giudizio può essere più cauto: finchè gli animali stanno “chiusi” e i padroni sono responsabili non vediamo particolari problemi di convivenza con l’attività di ristorazione vicina. C’è sempre, infatti, un recinto tra il dehors e la zona per gli amici a quattro zampe».
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Alan Conti

Siamo al numero 5 e intanto arriva anche il bollino jolly


19 aprile 2011 — pagina 38 sezione: Agenda

BOLZANO. Ormai da cinque giorni, è ufficialmente aperta la stagione della caccia. No, tranquilli, non ci interessiamo del calendario venatorio, qui è vero che si parla di “prede” ma non a quattro zampe o volatili, si parla di... tagliandini di carta. Perchè la caccia che si è aperta, è quella ai bollini che il nostro giornale pubblica quotidianamente, in prima pagina, a fianco della testata, con un numero progressivo, dal 15 aprile scorso. Sono i bollini della seconda edizione del concorso “Vinci la spesa con l’Alto Adige”, l’iniziativa di successo che vede il nostro, ma soprattutto il vostro giornale, abbinato all’Aspiag, ovvero la catena dei supermercati del Gruppo Despar, cioè per la precisione Despar, Eurospar e Interspar e associati. Semplice, la formula vincente del nostro concorso lanciato lo scorso autunno e che ora riproponiamo: comprando il giornale Alto Adige potete vincere la spesa, gratis. Ovviamente, da fare nei supermercati della catena Despar. Tutto tagliando i bollini per i quali, oggi siamo al numero 5, si è appunto aperta la caccia, ovvero la caccia al nostro quotidiano dal quale tagliare il bollino dopo l’attenta lettura...
E la caccia al bollino è aperta, perchè questa edizione di “Vinci la spesa con l’Alto Adige” è ancora più ricca della prima, come montepremi: infatti ora sono in palio tre buoni per un anno di spesa gratis (valore 3.600 euro ciascuno), 9 buoni per 6 mesi di spesa gratis (valore 1.800 euro ciascuno) e 12 buoni da tre mesi di spesa gratis, invece che un mese come nella prima edizione del concorso, per un valore di 900 euro ciascuno.
Come fare per partecipare? E’ molto semplice. Fino al 5 luglio 2011, per ottanta giorni sull’Alto Adige viene pubblicato ogni giorno un bollino numerato, dall’1 all’80, a fianco della testata; ogni bollino va ritagliato e incollato sulla tessera di raccolta, distribuita nelle edicole insieme al giornale e nella nostra sede; bollino dopo bollino, ritaglia e attacca per ottanta giorni, alla fine, con la tessera al completo, si potrà partecipare all’estrazione dei premi, decisamente ricchi, e che abbiamo citato in preceenza. Insomma, piuttosto facile: ci si procura la tessera per i punti, fino a martedì 5 luglio si compra ogni giorno il giornale Alto Adige (ma si dovrebbe fare comunque, diciamo noi...), si taglia il bollino, s’incolla e si è pronti per l’estrazione.
E se si “perde” un’uscita del giornale, con relativo bollino? No problem, c’è la soluzione. Intanto si può acquistare l’arretrato, molto semplicemente, nella nostra sede all’ufficio diffusione, ma soprattutto ci sono i bollini jolly. Infatti contestualmente alla pubblicazione del bollino progressivo, sul giornale verranno anche pubblicati, in giorni a caso e senza preavviso, dei bollini jolly. Se ne potranno usare, per completare la tessera, solo cinque, quindi al limite 75 bollini progressivi e 5 jolly. Dunque, se si perde un numero dell’Alto Adige la partecipazione al concorso non è compromessa. Il resto, è in mano alla fortuna sperando che la propria tessera sia estratta. Per tutti, comunque, c’è un premio, consegnando la tessera completa: una borsa ecologica in tela, così con la spesa ci prendiamo cura dell’ambiente. (a.c.)
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martedì 19 aprile 2011

«Esclusi dal Palasport»


“Il Palasport è una struttura dedicata allo sport. Non è possibile che le associazioni debbano costantemente lasciare il posto a eventi e manifestazioni”. Maria Stefania Pavanello, istruttrice del centro studi arti marziali “Ju Dojo”, si rivolge direttamente al Comune dopo l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso: porte sbarrate, l’altra sera, in occasione delle prove del giovedì sera del Festival Studentesco. “Non era mai successo negli anni precedenti, ma quest’anno ci siamo trovati di fronte a questa novità. Noi e le altre associazioni coinvolte siamo stati costretti a rimandare a casa un centinaio di bambini e ragazzini, con qualcuno che aveva fatto anche diversi chilometri per venire da noi”. La chiusura, infatti, è arrivata completamente inaspettata: “L’ufficio sport comunale ci aveva chiesto di assumerci ufficialmente la responsabilità per effettuare l’allenamento di giovedì, abbiamo provveduto alle pratiche burocratiche e poi nessuno ci ha avvertito del cambio di intenzioni. Gli anni precedenti non era mai successo qualcosa di simile in occasione della manifestazione studentesca”. Nessuno, comunque, ha intenzione di prendersela con l’Artist Club che organizza il Festival, ma a infastidire i gruppi sportivi è un calendario oberato nel suo complesso. “Metà marzo è saltato per varie iniziative, aprile presenta un’agenda fittissima con concerti ed attività, mentre gli ultimi dieci giorni di maggio sono già dedicati alla preparazione della Città dei ragazzi del Vke: francamente ci sembra troppo. L’amministrazione, infatti, dovrebbe anche pensare a tutelare la pratica sportiva per il ruolo sociale e salutare che riveste. Comprendiamo perfettamente che si avverta pure la necessità di cogliere delle occasioni per monetizzare, ma non può essere una pratica costantemente penalizzante per i nostri atleti”. Rientra, di riflesso, anche un ragionamento di carattere economico: “Tutte le associazioni – conclude Pavanello – chiedono il versamento di una quota sociale per la pratica sportiva. Diventa imbarazzante riferire continuamente ai genitori che pagano di allenamenti saltati o in qualche modo ridotti per cause indipendenti dalla stretta pratica sportiva. Chiediamo solo venga trovata una soluzione e ci sia più chiarezza nelle comunicazioni perché non possiamo trovare l’ingresso sbarrato con decine di bambini sotto la nostra responsabilità da rimandare, in un modo o nell’altro, a casa”. L’ufficio sport del Comune, intanto, è tra quelli che ha da poco cambiato i vertici, oltre a diventare servizio, e alle rimostranze delle associazioni risponde il nuovo responsabile David Kössler: “Mi spiace per l’equivoco, ma siamo in piena fase di cambiamento e ancora dobbiamo risolvere alcune situazioni. Ci incontreremo con chi quotidianamente pratica sport all’interno del palazzetto di via Resia per cercare un compromesso che non danneggi nessuno. Bisogna ammettere, inoltre, che effettivamente in questo periodo c’è stata una congestione particolare di eventi e manifestazioni”. La richiesta del palazzetto in esclusiva per le prove, comunque, non è condizione posta dall’Artist Club: “Per noi – chiarisce Paolo Brasola – conta che ci vengano lasciati gli spazi tra spogliatoi e palazzetto di cui abbiamo bisogno. Per tutto il resto tolleriamo senza problemi la pratica sportiva, purchè ci sia qualcuno che si assuma le responsabilità di sicurezza. Personalmente, infatti, non farei allenare i bambini tra muletti e attrezzi per il montaggio del palco, ma se il Comune o gli istruttori ritengono di farlo assumendosene tutte le responsabilità per noi non esistono veti particolari”. Le prove del Festival, comunque, sono un evento di impatto consistente: “Parliamo di circa 300 ragazzi che, chiaramente,hanno bisogno del loro spazio per muoversi. Per questioni di sicurezza, inoltre, abbiamo cominciato due ore dopo mercoledì, quindi siamo estremamente pignoli su questo versante. Vero, invece, che le richieste per il Palasport sono davvero tante e la calendarizzazione disponibile guarda già oltre il 2012. Tutti, volendo, possono già farsi un’idea di quali e quante possano essere le giornate a disposizione in futuro”.