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venerdì 13 settembre 2013

Il sito per orientarsi...o confondersi di più

Un giro dei temi elettorali in una trentina di domande per capire quali potrebbero essere i partiti con cui condividere maggiori affinità elettive in vista delle prossime Provinciali. Si tratta di www.seggio-elettorale.it, lo strumento messo a punto dal “Suedtiroler Jugendring” per cercare di suggerire ai cittadini quali possano essere le liste che più assecondano priorità ed orientamenti personali. Ogni domanda è formulata seguendo la dicotomia sì/no oppure nessuna risposta e richiede la valutazione del grado di priorità della tematica. Gli organizzatori ci tengono a sottolineare come non si tratti di un’indicazione di voto, come da manuale del politically correct, ma in realtà è un aiuto proprio in quel senso.
L’intero progetto è stato seguito con l’ausilio dell’Università di Innsbruck, esperti e il politologo, sempre di Innsbruck, Guenther Pallaver. Curioso non ci si sia rivolti all’ateneo di casa trattandosi di tematiche locali. I profili di affinità, invece, vengono tracciati secondo un questionario compilato dalle varie forze politiche. Insomma, una bussola in mezzo al mare delle proposte, tuttavia qualche scricchiolio si avverte. Sottoponendolo come test a un conoscente abbiamo ottenuto una classifica di affinità che, nelle prime due posizioni, vedeva quasi appaiate Unitalia e Rifondazione Comunista: qualcosa non torna, nelle politica o nel portale.
Alan Conti

giovedì 12 settembre 2013

All'Eurac il federalismo nella crisi

In che modo il federalismo si sta modellando per rispondere alla crisi? E’ questa la domanda calata sulla testa di giuristi, economisti e politologi confluiti oggi verso l’Eurac di Bolzano per il convegno intitolato “Federalismo come innovazione istituzionale per uscire dalla crisi” organizzato dall’Associazione Internazionale dei centri per lo studio del federalismo. Dietro un mattone verbale, però, il concetto è assai meno tecnico e più vicino alla nostra realtà altoatesina. Si tratta di capire, infatti, in che misura le disposizioni locali possono dare una mano al Paese a mettere il piede fuori dalla crisi. In tempi in cui ci si riempie la bocca di competenze come un serbatoio da riempire più o meno secondo esigenze ed orientamenti evidenziare cosa funziona e cosa meno pare quasi fondamentale. Se a questo aggiungiamo che il presidente dell’associazione è il senatore Francesco Palermo, già investito di questa carica nel 2006 quindi molto prima del pensiero elettorale, il quadro di interesse è completo. Il meccanismo, insomma, è in divenire e gli ingranaggi sono tanto delicati da richiedere un ottimo pilota. Pensateci perché dipenderà anche dalla consapevolezza di una vostra crocetta. (a.c.)
Nel telegiornale di oggi l'intervista a Francesco Palermo

Eccidio Mignone, oggi il ricordo

L’hanno raccontata molte volte, una ogni anni eppure l’eccidio del Mignone continua a essere una delle pagine più brutte e drammatiche della storia della città. E’ l’alba del 12 settembre del 1944 quando un gruppo di militari tedeschi, supportati da guardie ucraine del lager di via Resia, uccide 23 giovani uomini, militari, all’interno della caserma Mignone e seppellendoli in una fossa comune. Erano ragazzi addestrati in Puglia che decisero di lottare per il Regno del Sud, catturati in giro per l’Italia settentrionale e centrale durante alcune missioni clandestine. Prima del lager erano passati per le carceri veronesi . Nel giugno 1945 i corpi furono riesumati, ma fu impossibile dare ai resti un’identità precisa così si optò, giocoforza, per la sepoltura e la lapide comune. Una ferita in più nel dramma che, però, permette ogni anno di ricordare quanto in basso si può cadere e non importa da quale altezza si cade. (a.c.)
Interviste nel telegiornale di oggi

Lub, arriva l'hospitality management

Un ponte verso gli Stati Uniti ed è la prima volta che l’università bolzanina lo lastrica di didattica. Presentato oggi alla Lub il nuovissimo Master in Hospitality Mangement ovvero un corso di due anni indirizzato a professionisti con esperienze lavorative internazionali nel management dei servizi turistici. Sostanzialmente una bella lucidata per uno dei settori di punta del territorio altoatesino. Il partner a stelle e strisce del progetto è la Cornell University ad Ithaca nello stato di New York, mentre a livello locale appoggio arriva dalla Hgv degli albergatori e il Falkensteiner Michael Group che ha già fornito alcuni studenti.  Il corso partirà il 7 aprile 2014 e finirà nel marzo 2016 e si terrà in lingua inglese. Dal punto di vista didattico grande attenzione sarà posta all’organizzazione delle risorse umane, alla capacità di business plan e calcolo rischi, alle strategie di marketing e di progetto. In Alto Adige si frequenta un turismo fortemente tradizionale. Sicuramente è una ricchezza, ma un’iniezione di moderno non può far male. (a.c)
Le interviste nel telegiornale di oggi


Ecco la par condicio, cosa accade?

L’avrete sentita e se ancora non è accaduto sicuramente lo sentirete: con lo scoccar della scorsa mezzanotte tutti i mezzi di comunicazione regionali entrano in regime di par condicio. Bene, ma cosa significa esattamente? Cosa possiamo, in sostanza,  mostrarvi o non mostrarvi? Dunque, la legge è la numero 28 del 22 febbraio 2000, poi modificata nel 2003 e in sostanza come ratio si pone di garantire uguale accesso sui media a tutti i candidati di una tornata elettorale per offrire ai cittadini uno spettro il più ampio ed equilibrato possibile. Le specifiche stringenti sono prima di tutto indirizzate ai programmi di approfondimento politico dove tutte le liste devono ottenere uguale spazio o possibilità. Per quanto riguarda i telegiornali, invece, le indicazioni sono di mantenere un atteggiamento di massima equilibrato bilanciando eventuali prese di posizione forti. Qui, però, entra in gioco un altro aspetto ovvero il diritto di cronaca che, di fatto, pone conferenze stampa e comunicati stampa fuori dal cappello stringente dei calcoli matematici, seppur sempre sottoposti al buon senso redazionale. Molto discusse le attività istituzionali: in questo caso la norma prevede espressamente il divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’assolvimento delle funzioni. Ecco il motivo per cui nelle inaugurazioni, convegni, congressi o quant’altro vedrete principalmente interviste ai funzionari piuttosto che agli assessori candidati ovvero la maggioranza. Capitolo sondaggi: divieto assoluto di pubblicarli o veicolarli nei quindici giorni antecedenti il voto, anche se estremamente parziali o realizzati in un periodo antecedenti. Dal 12 di ottobre, dunque, spariranno come i dinosauri. Le punizioni per eventuali violazioni viaggiano in comunione con la filosofia alla base della norma ovvero prevedono il riequilibrio attraverso servizi, spazi o servizi di forza uguale e contraria. Il capolavoro finale, però, è tempistico: da oggi, come detto, l’introduzione della norma ma la presentazione finale delle liste è calendarizzata al 24 di settembre e solo in quel giorno si conosceranno esattamente tutti i nomi dei candidati. Nella legge si sono dimenticati il capitolo “preveggenza”. 
Alan Conti

Caccia, permesso anche alla Musikkapelle

Chi dovrebbe controllare il buono stato di salute degli animali delle nostre foreste? Certo, la Ripartizione e gli uffici provinciali preposti. Indovinate chi è autorizzato dalla lista 2012 dei permessi di caccia rilasciati personalmente dal presidente Luis Durnwalder ad abbattere cervi e caprioli? Ispettorati e amministrativi degli stessi uffici. Fucile in mano, insomma, a chi dovrebbe porgere le mano e abbassare le canne fumanti perché la regolarizzazione della presenza di specie si può ottenere anche con procedure formali differenti dai permessi per hobby. La lista viene pubblicata oggi da Markus Larcher sul settimanale Ff e apre interrogativi che hanno dell’incredibile. Perché, per esempio, Michele Bonario dell’associazione anziani di Bressanone può liberamente abbattere i caprioli? C’è necessità di selvaggina per le feste? O ancora, perché ogni due per tre compaiono associazioni di musica da cappella o addirittura il gruppo sportivo di Moso in Passiria? Il corno che si suono non dovrebbe essere quello dei cervi e sparare in campo dovrebbe significa tirare in porta, a canestro o oltre la rete. Permesso anche l’azienda turistica  Senza contare, infine, la sfilata di nomi e cognomi privati che dicono tutto e niente tra cui l’ex responsabile del centro di Laimburg Klaus Platter. Tornando, però, all’amministrazione fa specie incontrare ben due direttori d’ufficio e alcuni di ripartizione che, bene o male, hanno a che fare con la gestione delle foreste. Oltre alle persone, però, gli stessi ispettorati di Bolzano, Bressanone e Brunico hanno disco verde. Insomma forestali con il fucile in mano: dai nemici mi guardo io, ma dagli amici.
Alan Conti

Stabile, stagione ricca oltre tagli e addii

La nuova stagione del teatro Stabile partirà camminando su un ponte: quello che collega la tradizione tedesca e italiana. L’apertura, infatti, come ormai da tradizione è affidata alle sicure mani del regista e direttore Marco Bernardi che presenterà “La brocca rotta” di Heinrich von Kleist con lo stesso cast che portò al grande successo “Il Malato immaginario” di Moliere. Ad intrigare il cartellone, poi, altre due produzioni dello Stabile totalmente nuove ovvero “L’officina-storia di una famiglia” firmato da Angela Demattè sul tema del lavoro e i suoi mutamenti e la firma d’autore di Fausto Paravidino sulla commedia “Vicini” dedicata alle paure della nostra quotidianità.
 “E’ molto interessante – spiega Bernardi – l’impostazione dello spettacolo di Von Kleist che viene tutto svolto su un singolo piano sequenza, senza cambi. Il tutto con una freschezza invidiabile che lo rende certamente il capolavoro tedesco per antonomasia nel settore”. Bernardi, intanto, annuncia il suo addio tra due anni: “Ho assoluto bisogno di un anno sabbatico per leggere, aggiornarmi, dedicarmi alla mia libertà. Poi continuerò a fare teatro, magari attraverso progetti culturali, ma non intendo più accollarmi mansioni organizzative o dirigenziali”. Forse pesano le capriole per far fronte ai tagli sempre più consistenti: “Purtroppo dallo Stato abbiamo una contrazione del 7%, così come dal Comune di Bolzano, mentre è del 5% il ribasso della Provincia. Il problema è che noi abbiamo una produzione davvero ampia e non abbiamo rami secchi da sacrificare alla spending review perché ci siamo sempre messi con oculatezza. Significa che la riduzione budget porta a dei vividi sacrifici”.
Tornando agli spettacoli, detto delle tre punte di diamante, vale la pena sfogliare la margherita di un cartellone davvero nutrito e multiforme. Tornano, per esempio, tre grandi successi come “Il malato immaginario” arrivato a 170 repliche, “La Rosa Bianca” di Lilian Groag o “Exit” dello stesso Paravino. Nel filone della “Grande Prosa” ecco il “Riccardo Terzo” diretto e interpretato da Alessandro Gassmann oppure l’interessante “Itis Galileo” a firma veneta di Marco Paolini passando per “I ragazzi irresistibili” di Neil Simon con Tullio Solenghi, “Il Teatrante” di Thomas Bernard, “Miseria e Nobiltà” con Lello Arena, “John Gabriel Borkman” e “Pantani” dedicato all’indimenticato Pirata dei pedali. Dai ponti alle vette del ciclismo: si sta seduti, ma c’è comuqnue da tenersi forte.
Alan Conti

Open, sabato la festa del teatro triplica

Inizialmente era la festa del teatro. Amata, anche decisamente partecipata nelle zone limitrofe a via Dalmazia. Da sabato, però, l’evento amplia decisamente i suoi orizzonti facendosi una e trina e allungando le propaggini fino a via Palermo, via Milano, via Torino e piazza Matteotti. Si chiama Open la festa di quartiere che dalle 16 alle 23 chiuderà il rione per dare spazio alla gioia del teatro con spettacoli di strada e presentazione del cartellone, ma anche alla frizzante collaborazione dell’associazione di commercianti “Four You” e alla rassegna “Estemporanea-Arti visive di strada” che porterà a Bolzano vari artisti che hanno fatto dell’asfalto il loro palcoscenico tra cui i noti madonnari di Verona e Firenze. Un appuntamento a tutto tondo (il programma su www.open.bz.it) che coinvolge manciate di associazioni e negozianti in sinergia in uno dei rioni più popolari della città.
“Come commercianti ci mettiamo la casa – spiega Elena Bonaldi, presidente dell’associazione “Four You” che riunisce un centinaio di esercizi nel centro commerciale naturale – mentre dal teatro e da Estemporanea arriveranno la presentazione del programma e gli spettacoli in strada. Non solo, ogni singolo esercizio ha previsto un proprio singolo evento andando così a punteggiare tutte le strade di appuntamenti”. “E’ importante – le fa eco l’assessore provinciale alla cultura Christian Tommasini – riuscire ad arrivare con la cultura anche nei quartieri residenziali. In questo modo offriamo anche il pretesto per l’incontro e l’occasione di uscire, il che è un meccanismo preziosissimo per far sentire tutti coinvolti e stimolati costantemente”.
Dopo le prime vetrine di Upload, il festival delle Resistenze e Summer Circus la geografia degli eventi bolzanini torna a spostarsi e a prendere qualche distanza dal trito e ritrito Centro storico. E’ l’unica delocalizzazione che nasconde un certo fascino.
Alan Conti

mercoledì 11 settembre 2013

"Senza passaporto addio lavoro...a me servono tredici anni"

Carolina arriva da Cali in Colombia, a 15 anni ha messo la prima volta piede in Italia, da 11 abita nel Belpaese a Bolzano e da tempo assiste gli anziani come Osa, operatrice socio assistenziale. Qualche anno fa si sposa con un italiano da cui ha un figlio, italiano: avrebbe già il requisito per chiedere la cittadinanza, ma decide di aspettare il decennio di residenza per rispetto, forse anche per non sentirsi dire di approfittarsene. Poi arriva la separazione, fa parte della vita, ma Carolina a maggior ragione deve attendere i famosi dieci anni: lo fa e presenta la documentazione. Dall'apertura della pratica alla cittadinanza vera e propria, le dicono, passano almeno due o tre anni. Due o tre anni: che ci dovranno fare con le pratiche di chi non è svedese in lista Svp è tutto da capire. "Sono i tempi tecnici" rispondono, ma qui si nasconde un problema grande come una casa: Carolina opera nell'assistenziale come precettata con rinnovo di anno in anno e i tagli annunciati porteranno a una mancata conferma. Più per crisi che per convinzione. Il bello è che l'azienda sanitaria la terrebbe per professionalità e capacità cercando di recuperarla attraverso i concorsi che, ohibó, non possono essere affrontati senza cittadinanza.
"Purtroppo è così - conferma in un italiano perfetto - perchè il sistema del precetto non mi potrà essere rinnovato ad ottobre e io mi trovo la strada totalmente sbarrata. In Colombia ero infermiera diplomata, ma qui chiaramente il titolo non viene riconosciuto. Poco male: mi sono tirata sù le maniche e ho seguito corsi di aggiornamento e professionalizzazione. Parlando tedesco con i pazienti sono riuscita anche a centrare l'obiettivo patentino, poi la pratica ha fatto tutto il resto. Non posso parlare male dell'Assb perchè mi ha messo nelle condizioni di lavorare e migliorare, ma ora non possono continuare con le chiamate così mi trovo bloccata".
Ergo questa donna colombiana ha tutti i requisiti professionali per tentare una regolarizzazione occupazionale e più di un criterio valido per ottenere la cittadinanza, ma deve fare i conti con la perdita di un lavoro che sa fare bene mentre deve mantenere un figlio italiano a tutto tondo. "E' proprio così: virtualmente non ho nulla che osti al mio essere italiana, però devo attendere i tempi tecnici". Un paradosso e un'ansia economica probabilmente sconosciuta a una top manager d'azienda. "Ho dovuto vendere casa per far fronte al periodo senza lavoro che arriverà: ora siamo in un monolocale, ma fa nulla. Sono la prima a dire che gli aiuti vanno dati prima ai cittadini italiani. Mio figlio, però, rischia di pagare in prima persona questa situazione paradossale e mi dispiace. Dopo così tanto tempo, oltretutto, persino in Colombia ci sentono come stranieri. Tutto questo sembra ancora pià deprimente se rapportato alla velocità con cui hanno regolarizzato la candidata della Svp". Fuori taccuino, però, nessun attacco a Maria Mäwe: "Non ce l'ho con lei per carità - dice - magari è una bravissima persona e trovo giusto cerchi di crearsi una propria strada politica. Se esistono delle regole e delle prassi, però, mi piacerebbe fossero identiche per tutti". Per inciso la bionda rocker svedese ha atteso appena sette anni per il passaporto ed è la matematica a smentire la favola di un disinteresse politico nel fare veloce. Candidarsi per la Stella Alpina e garantirsi un lavoro di assistenza apprezzato per mantenere un figlio: la lista delle priorità di chi preme l'acceleratore nella nostra terra fa spavento. O tristezza.

Alan Conti

Bolzano, chE BEL esordio

Tanta roba. Lo dicono i tifosi roteando la mano quando sono soddisfatti di una partita della propria squadra, ma questa volta c'è qualcosa di più. L'esordio in Ebel dell'Hockey Bolzano a Innsbruck è stato da sogno, un 6-1 tennistico, ma il vernissage al Palaonda è andato oltre. Un'altra vittoria, ma stavolta contro una delle pretendenti al titolo e tenuta sulle spalle da un colosso degli sponsor sportivi come la Red Bull. Il Salisburgo ha assaggiato un ghiaccio più periglioso di quanto non si aspettasse e ha dovuto cedere per 4-3 alle volpi assatanate. Per fare un paragone calcistico è come se il Sassuolo regolasse il Milan senza tanti complimenti. La squadra, dunque, gira bene: i nuovi arrivati come Withfield, Pichè o Strömberh hanno classe e la testa giusta, la nidiata bolzanina deo vari Wunderer, Gander e Insam regge per ora il salto di categoria, Hubl in gabbia è una sicurezza e un suo salvataggio col gambale è da urlo mentre la vecchia guardia con Zisser e Egger tiene salde radici e cuore. Fino a qui l'aspetto sportivo, ma la Ebel ha portato una ventata di novità anche sugli spalti: più entusiasmo, più voce e più voglia di esserci. Tremila persone per andare a caccia di una passione che forse si era persa negli anni.
L'Europa rilancia e galvanizza la voglia di hockey di una città che lo ha respirato a pieni polmoni in passato. L'internazionalità propellente per la territorialità. Sì, questa Ebel va ben oltre la pista di ghiaccio.
Alan Conti