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martedì 1 aprile 2014

Giornata dell'Autismo, film al Torricelli


Appuntamento importante il prossimo due aprile nella grande sala del liceo scientifico “Torricelli” in via Rovigo per la proiezione del film “Temple Grandin, una donna straordinaria”. La pellicola di Mick Jackson, infatti, ha un significato particolare perché è stata scelta dalle associazioni Il Cerchio, Autòs e Victor per celebrare anche a Bolzano la Giornata Mondiale dell’Autismo. Ritrovo alle 20.30 per una serata di riflessione e approfondimento che comincerà con un intervento a cura del dottor Benedetto Dordi e della professoressa Chiara Biancardi sul tema “Autismo ad alto funzionamento e abilità savant”. Per informazioni chiamare 349/2672537 oppure l’indirizzo info@progettoilcerchio.it

lunedì 31 marzo 2014

Carispa, perdita di 37,8 milioni


La Cassa di Risparmio ha scelto la cura da cavallo. A fronte di un portafoglio crediti gravato da pesanti posizioni pregresse il cda ha deciso di scegliere la soluzione drastica: ingenti accantonamenti per liberarsene e porre nuove basi in un istituto comunque solido. Risultato? Una perdita d’esercizio di 37,8 milioni di euro sulla previsione 2013 che dovrà essere approvata dall’assemblea di martedì 29 aprile. La cifra è la diretta conseguenza delle rettifiche di valore per complessivi 122,8 milioni, operazioni imposte dall’accantonamento straordinario. Il tutto, però, innestato su un margine di contribuzione lordo di ben 236 milioni di euro, il secondo migliore di sempre nella storia della banca altoatesina. Anche il risultato di gestione lordo, privo quindi dei costi di rischio, sorride con 75,8 milioni di euro. “Abbiamo scelto – la spiegazione del presidente uscente Carispa Norbert Plattner – di liberarci di certi pesi per dare maggiore stabilità alle basi dell’istituto aprendo così un futuro più solido e roseo. Certo non è stata una scelta facile, ci sono state molte discussioni, ma alla fine il cda ha votato all’unanimità”. Pare che le voci più critiche siano state quelle dei piccoli azionisti infastiditi anche dalla mancanza di dividenti per l’annualità.
 Dal punto di vista della liquidità Cassa di Risparmio vanta una raccolta diretta di 6,9 miliardi e indiretta di 3,4 per un totale di 10,3 miliardi in deciso aumento rispetto ai 9,7 del 2012. Bene anche l’indice di capitale, ovvero la quota di patrimonio base, che tocca il 9,7% a fronte di un valore auspicato da Banca d’Italia dell’8%.
Chiaramente la congiuntura ha portato Carispa a toccare asset strutturali e in questo processo rientra l’acquisizione delle filiali di Banca Sella. “In tutto 26 – precisa Plattner – che ci hanno permesso di arrivare a una distribuzione sul territorio di 140 filiali, 20 in più rispetto all’anno passato. Un’operazione in pari nonostante i forti costi”. Cassa di Risparmio ha anche ceduto le partecipazioni in Millenium Sim (60%)e Centro Leasing (2,08%) stipulando i contratti preliminari per la vendita di 8a+. La controllata Sparim, invece, ha centrato un utile record di 27,5 milioni di euro ancora non a bilancio. Rivalutazioni anche sul fronte delle proprietà immobiliari gestite da una società separata.
Chiusura con le ripercussioni occupazionali di piano e bilancio: “Non abbiamo previsto nessun piano esuberi – tranquillizza il direttore generale Peter Schedl che ha già riorganizzato la pianta organica passando da 1400 a 1240 dipendenti – ma il turnover non sarà al 100%. Prevediamo, infatti, un ingresso ogni 3 o 4 pensionamenti”. Qui, almeno, la dose è omeopatica.

Il cda di Cassa di Risparmio ha approvato la proposta di bilancio 2013 con un risultato netto di -37,8 milioni di euro. Le rettifiche di valore per gli accantonamenti gravano per 122,8 milioni di euro a fronte, però, di un margine di contribuzione lordo di 235,9 milioni. Il lordo di gestione, invece, è a quota 75,8 milioni. La raccolta diretta registra 6,9 miliardi, quella indiretta 3,4 per un totale di 10,3. Gli impieghi verso la clientela ammontano a 6,5 miliardi. Il rapporto tra costi e ricavi, infine, si attesta  al 68%. L’assemblea dovrà ratificare il documento e rinnovare i vertici martedì 29 aprile.
Alan Conti

Casanova, presentato il nuovo parco giochi

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Baciato dal sole è stato inaugurato ieri il nuovo parco giochi di Casanova in via Rasmo nei pressi del campetto polifunzionale. Dentro un grande elefante disegnato sulla gomma del pavimento ecco una struttura innovativa adatta anche ai bambini portatori di handicap. Una piccola area di 2.210 metri quadri realizzati dalla ditta “Stebo” di Gargazzone e che ha interessato tutta la zona intorno. Vicino al parco, infatti, sono stati realizzati vialetti pedonali per l’accesso e posate alberature, arbusti e piante perenni. All’azienda il Comune ha chiesto di creare una struttura nuova, su misura e fuori catalogo. Costo totale dell’operazione: 83mila euro, comprensivi dell’area fitness circostante.
 Presente alla piccola cerimonia l’assessore comunale all’ambiente Patrizia Trincanato che ha salutato favorevolmente “un luogo importante per la socializzazione dei bambini da uno a quattordici anni. Molta attenzione è stata posta alla pavimentazione antitrauma in gomma colata capace di attutire qualsiasi urto da caduta. E’ il primo, inoltre, totalmente accessibile grazie alla lunga rampa”. Ad accompagnarla il referente comunale per le disabilità Ubaldo Bacchiega. “Predisporre strutture senza barriere è decisivo perché permette ai bambini di giocare con tutti abituandosi alle differenze. Sono fatti concreti che possono far sperare in un cambiamento positivo delle future generazioni”. Sorridente anche la presidente della Circoscrizione Don Bosco Francesca Gigliotti: “Il parco è davvero molto bello e sicuramente per i residenti si tratta di una novità importante”. Il castello, per la verità, è operativo già da una settimana e qualche scritta clandestina è già spuntata. “Investire in uno spazio così – interviene il direttore del Vke Roberto Pompermaier – è una scelta da applaudire perché oltre alle risorse per costruirlo bisogna prevedere esborsi abbastanza regolari per la manutenzione”. Meglio lo si tiene, dunque, più si risparmia. Tutti.
Alan Conti

Roggia, un libro lo racconta


Per fare il navigatore bisogna essere capaci di guardare oltre. Oltre una curva, oltre una nuvola. Loris Roggia lo ha sempre saputo fare perfettamente e non a caso nel rally è tra i grandissimi campioni del panorama italiano. Il 21 giugno 2013, però, un tremendo muretto di un trullo di Santa Maria di Leuca in Salento ha fermato la corsa nella vita di Loris e costretto la moglie Cristina Larcher, stretta ai figli Matteo, Christian e Alessandro, a gettare oltre l’ostacolo il cuore assieme allo sguardo. Temprata dall’identica passione del marito, Cristina ha sempre tenuto vivo il nome di Roggia e per il decennale ha confezionato un libro che è, al contempo, omaggio e scoperta. Raccogliendo oltre cento racconti di chi Loris lo aveva conosciuto e amato, incastonati tra la prefazione della sorella Loretta Roggia e il toccante epilogo dei figlio, Cristina ha regalato un quadro di aneddoti, scoperte e storie difficilmente sintetizzabile. Un compendio di vita presentato ieri sera nella sala di rappresentanza del Comune davanti a una folla talmente numerosa da aver sconsigliato l’utilizzo della sala di via Grappoli considerata troppo piccola. Un incontro di grande successo fortemente voluto dal Circolo Cittadino. Una presentazione che aveva registrato uguale entusiasmo nella nativa Schiavon nel vicentino certificando un sentimento per Roggia che ad anni di distanza travalica i chilometri.
 Bolzano, dunque, conferma tutto il suo affetto per questo figlio adottivo che ne ha reso famoso il nome nel mondo con l’abbraccio di amici, parenti, semplici curiosi o ammiratori. ”Loris…la semplicità dei grandi” il titolo del volume curato anche da Claudio Carusi, Monica Bellavista e Germano Bollini dello staff di “Rallylink”. Il libro, infatti, non è una semplice celebrazione, ma anche un percorso nella storia del rally con le gesta di personaggi del calibro di Giovanni Del Zoppo, Massimo Ercolani, Micky Biasion, Fabrio Frisiero e Andrea Aghini.
 “Non è vero che il tempo aiuta – il pugno nello stomaco di Cristina – perché serve solo a mangiare i ricordi allontanati negli anni. Non volevo che i miei figli rimanessero privi di una forte memoria di loro padre e così si è innescata la molla per questo volume. Inizialmente ero preoccupata dall’affidare la sua riuscita alla scrittura di altri e la lontananza dalla morte di Loris mi sembrava forse troppa. Poi è arrivato il primo racconto di un pilota delle Canarie: vivido, vero, ho rivisto mio marito. Ho pensato che se gli altri novantanove fossero stati anche solo un decimo intensi ne sarebbe uscita un’opera straordinaria da regalare ai miei figli. Così è stato”. A fare da gran cerimoniere della serata la voce storica dei motori Ezio Zermiani. “Roggia, come Senna, era tra i pochissimi che oltre agli straordinari risultati sportivi cercava sempre quel qualcosa in più per la sicurezza di tutti. La sua morte, come quella di Ayrton, ha salvato sicuramente molte vite”. Presente anche il sindaco Luigi Spagnolli che ha voluto “ringraziare un personaggio sportivo dalla grande umanità che ha dato grande vigore e sviluppo alla comunità cittadina degli amanti delle auto. Sono contento e orgoglioso che Bolzano non dimentichi uomini di valore”.
 Un libro che è un dono di sua madre ai suoi figli e una chiave per guardare un poco più in là nella memoria. Oltre.
Alan Conti



Partita la stagione di Castel Haderburg


Il passato e il moderno tornano a vivere in una continua oscillazione tra Medioevo e presente. Partita sabato la nuova stagione del castello di Salorno, generalmente noto con il nome tedesco di Haderburg, sempre all’insegna della tradizione e dello sguardo storico. “Abbiamo ospitato circa 30 cavalieri in arrivo da Germania, Austria e Svizzera – spiega il responsabile Roman Perfler – per una sfilata con rivisitazione in pieno stile medievale. Costumi curati nei minimi dettagli per rendere perfettamente l’atmosfera dell’epoca”. Assieme alla storia, però, spazio anche agli elementi della festa moderna con la musica della banda di Salorno, la presentazione della bandiera da parte della locale compagnia di Schützen e una cerimonia particolarmente sentita. Inaugurato e scoperto, infatti, un monumento in ricordo del Barone Ernesto Rubin De Cervi Albrizzi, proprietario del castello scomparso il 29 marzo del 2013: esattamente un anno fa. Presenti i figli per una figura che, con il contributo della Provincia e della Fondazione Cassa di Risparmio, si è speso molto per la ristrutturazione di questo piccolo gioiello abbracciato alla montagna.
 Oltre sabato e l’emozione, comunque, il castello di Salorno rilascerà in pochi giorni il programma dettagliato all’indirizzo www.haderburgschenke.com ma è lo stesso Perfler a spiegarne i punti salienti. “Torneremo con le classiche cene medievali che amiamo molto poichè permettono davvero di scoprire l’orizzonte culturale dell’epoca standosene comodi a tavola, ma non sottovaluteremo nemmeno l’aspetto musicale. I concerti, infatti, la faranno ancora una volta da padrone con le musiche del passato, ma anche serate jazz in uno scenario comunque suggestivo”. Una di queste sarà affidata alle mani del gruppo del figlio di Roman, Florian Perfler. C’è, inoltre, un fil rouge filosofico che attraversa tutto il cartellone. “Certo, tutto parte dal concetto del rapporto tra uomo e natura. Per me si tratta di un qualcosa di irrinunciabile e assolutamente fondamentale. D’altronde questo castello, fin dalla sua architettura, racconta una storia di simbiosi molto stretta che dobbiamo imparare a coltivare per non perderla mai”. Si iscrive in questo quadro l’iniziativa che insegnerà a tutti i partecipanti a produrre i colori partendo solo da elementi naturali. “Analizzeremo – conclude Perfler – come queste tonalità possano cambiare in base alla luce e agli stati d’animo. Sarà un approfondimento davvero interessante”. I colori, ne siamo certi, saranno tanti perché le emozioni e le suggestioni, quassù, emergono come bolle.
Alan Conti



Questionario razzista, tra scuse e ironia


Fare della distrazione spunto di riflessione. O divertimento. La bufera del questionario universitario con quesiti discriminatori ha scosso le solide fondamenta del nuovo liceo classico Carducci accendendo le discussioni tra i ragazzi, liceali e universitari. Tra loro anche i cabarettisti di Cababoz.
 Ieri mattina, comunque, come da programma il dirigente Andrea Pedevilla ha riunito i rappresentanti di classe per prendere di petto il modulo distribuito tra gli studenti con tanto di marchio dell’Università di Verona. A far discutere le domande a risposta chiusa sulla considerazione verso categorie considerate “altro” come gli omosessuali, i ricchi, i poveri ma anche i tedeschi e l’organizzazione del potere altoatesino. “Ho affrontato questi aspetti direttamente con loro – spiega Pedevilla – e mi sono scusato perché comunque avrei dovuto accorgermi della sbagliata formulazione. Purtroppo sono stato ingannato dal supporto scientifico dell’ateneo veronese e da un controllo a campionatura. In ogni caso gli studenti hanno avvertito queste premesse come estranee o mal poste e lo hanno sottolineato sui documenti che, con calma, analizzerò e trasmetterò”. La reazione dei giovani, in qualche modo, è l’aspetto incoraggiante di una vicenda con alcuni contorni d’imbarazzo. “Vero – conferma Pedevilla – è stata anche l’occasione per fermarci a riflettere sulla visione che si può avere della nostra realtà anche dall’esterno. Personalmente cercherò anche di capire quale possa essere la base scientifica da cui muove questa ricerca. Non siamo solo di fronte a interrogativi discutibili pensati da un giovane studente, Michael Wegleiter, ma di un progetto con una vidimazione accademica”. Certo che gli insegnanti si sono tutti defilati. “Non è proprio così – precisa il dirigente – perché la compilazione è stata chiesta ai ragazzi in forma autonoma. Solo in una classe si è accesa una discussione nel merito che comunque è stato affrontata come tema didattico. Io ho ammesso la mia disattenzione, ma non penalizziamo per un episodio un lavoro di scambio, apertura e civiltà che, giorno per giorno, viene fatto nella nostra scuola e in altre. Questo mi dispiacerebbe”.
 Intanto il formulario discriminatorio è finito sotto gli occhi di alcuni ragazzi di Cababoz che subito hanno attivato le rotelle della creatività per declinarlo in futuro uno sketch (difficile) e subito in una presa di posizione pubblica arrivata, ovviamente, attraverso la parodia da social network. “Siamo molto arrabbiati – spiega Salvatore Cutrì – perché nelle categorie sono totalmente assenti i meridionali. Nessuno che si sia posto il problema della considerazione che i giovani hanno verso i diversi del Sud. Per noi originari del Mezzogiorno uno schiaffo indelebile”. Alberto Brugnoli, dal canto suo, sorride alla richiesta di esprimere un’opinione sui poveri: “Tra tutte le ridicolaggini è la più inascoltabile. Che parametro è? E’ talmente ridicolo da sembrare veramente un nostro spettacolo e chissà di non inserirlo in qualche modo nei nostri sketch. Quereliamo ufficialmente l’Università di Verona perché nel Patto sull’Ironia firmato con Luis Durnwalder noi soli possiamo fare delle battute su tedeschi, omosessuali o poveri. Per ridere di questo bisogna venire ai nostri spettacoli, non andare a scuola”.
Alan Conti

Un successo "con l'arte fra le dita"


D’altronde di bellezza le donne se ne intendono e quindi non c’è proprio da stupirsi nello scoprire come la mostra “Con l’arte fra le dita”, allestita nella biblioteca dei Piani dall’omonima associazione, sia stata un successo oltre le aspettative con decine di visitatori. Curata dalla presidente Marina Michielotto, infatti, questa rassegna ha portato in esposizione opere di donne artigiane e artiste cui è stato chiesto di creare il bello. “Ne è nata una bella passeggiata tra oggetti e riferimenti letterari – spiega Michielotto – con una sua fisionomia eterogenea che ci ha sorpreso già in fase di allestimento. Dal pubblico, poi, è arrivata la conferma di questa sensazione e ne siamo contenti”. Il bello, forse, risiede proprio nell’essere riusciti a intercettare il gradimento dei bolzanini basandosi su un’arte nata dal basso che, senza particolari pretese, ha saputo spaziare dalle composizioni floreali alle opere in vetro passando per le creazioni con le torte, la bigiotteria, i pizzi, i merletti o i più tradizionali quadri. Fortunato anche il piccolo laboratorio di trucco artistico. Tra le espositrici, comunque, ecco la fiorista professionista Patrizia Merlante, la cake designer Patrizia Gamberoni, la fotografa Bianca Cattelan Gottardi, le pittrici Leda Baccega,  Bruna Dal Pozzo e le sarte Mariarosa Gobetti Mele e Mary Raveane. Tra loro anche Mara Marcomin capace di creare gioielli con materiale di recupero e l’artigiana delle borse Patrizia Bianche passando per Ester Brunini che ha trovato nel vetro la sua strada d’espressione. I cosmetici, invece, sono terra di creazione per Silvia Bertuzzi. Per chi volesse infilare lo sguardo nella bellezza proposta da queste donne c’è ancora tempo, ma bisogna affrettarsi. Venerdì, infatti, in via Dolomiti 9 la mostra chiuderà i battenti con il finissage: da qui al 28 marzo, comunque, gli orari sono 8.30-12.30 e 15.30-18.30 con ingresso libero. Le donne se ne intendono e ce lo fanno anche vedere.
Alan Conti 

Vineum, a Cornaiano nasce una stella


Una stella per Cornaiano: la forma stellare del sole nello stemma municipale, quella stella che si costruisce simbolicamente sezionando la conformazione urbanistica del paese e ancora la stella che dovrà brillare turisticamente. Il nuovo Vineum è stato tratteggiato dalle creative matite degli architetti Matteo Scagnol e Thomas Hundt, brissinese il primo e tedesco originario di Stoccarda il secondo. Sono loro, sotto le insegne dello studio “Modus Architects” ad aver vinto il concorso per la riqualificazione, o meglio, valorizzazione di questo sistema di antiche cantine che attraversa in profondità Cornaiano. Arterie da rendere pulsanti architettonicamente, ma  anche dal punto di vista dell’esposizione artistica interna. Così è nata la sinergia di un progetto che ha visto Scagnol occuparsi dell’edificio uscente e Hundt del percorso interno.
 La struttura, dunque, ruota attorno alla stella e al concetto stesso di casa e cantina. “Cornaiano – spiega Scagnol – presenta una mappa che incredibilmente può essere sezionata in un pentagono che ricorda una stella. Abbiamo ripreso questo elemento nella volta e nella concezione dell’opera affiancando il giorno dell’entrata con l’oscurità delle cantine in un richiamo dello scudo municipale. L’architettura dell’edificio non è troppo impattante sul contesto urbanistico, poggia solo sui quattro angoli e lascia grande respiro con ampio uso del vetro mentre gli archi triangolari richiamano i vecchi filari, ma anche i tetti”. Il vetro, chiaramente, gioca un ruolo centrale. “E’ un materiale particolare capace di riflettere un’ampia gamma di colori che renda la struttura cangiante secondo il mutare delle condizioni di luminosità e delle stagioni, tema ripreso nelle cantine. Personalmente amavo l’idea di rendere il tutto dorato con il riflesso del sole perché il vino, le botti e le bottiglie sono da sempre il tesoro di questa terra”. Prevista anche un’area caffè con apertura in terrazza all’esterno vicino alla rete ciclabile e uno shop: tutto senza divisioni nette in una sorta di open air modulabile con l’uso dei mobili. Al piano superiore uffici e spazi amministrativi.
 Il percorso sotterraneo, come detto, è il cuore del progetto e Scagnol lo ha affidato a Hundt, uno a cui Skoda ha messo la chiavi in mano non di una macchina, ma del suo museo centrale in Repubblica Ceca. “Ho pensato di sviluppare attraverso le cantine il succedersi delle stagioni affiancate a una tematica precisa per ognuna di loro. Nel primo complesso, tre spazi paralleli, ho posizionato la primavera abbinata alla cultura con ampie lastre di vetro al pavimento contenenti gli antichi attrezzi del mestiere. Raccordata da un piccolo passaggio ecco una lunga cantina per l’estate caratterizzata dalla cultura tramite una lunghissima tavola interattiva da 90 posti che apre a mille possibilità di utilizzo. Per questo vano potremmo prevedere anche un’entrata autonoma”. Rimangono autunno e inverno. “Il primo – conclude Hundt – è abbinato alla scienza e vedrà la sua cantina ospitare importanti elementi richiamanti le forme del grappolo d’uva con, all’interno, materiale multimediale per una vera e propria immersione in questa cultura. Infine l’inverno va in parallelo con la mitologia in una cantina in cui saranno posizionati grandi libri con la storia della cultura enologica della zona, ma anche impattanti video proiettati sui muri per un’esperienza che sia quanto più totalizzante”.
 Tutti i dieci progetti presentati dal concorso rimarranno in mostra da oggi fino a domenica con orario 9-12 e 15-18 nella cantina comunale K7. Ormai, però, ci sono pochi dubbi: a Cornaiano sta nascendo una stella. 
Alan Conti

venerdì 28 marzo 2014

Salorno, i Carabinieri in visita alle elementari


Giornata particolarmente emozionante per un centinaio di studenti delle classi quarte e quinte della primaria di Salorno che hanno potuto conoscere da vicino i Carabinieri e vedere dal vivo un elicottero per le operazioni militari. Il velivolo dell’Arma, infatti, durante l’espletamento del proprio servizio è atterrato direttamente presso il centro sportivo del paese tenendo letteralmente incollati i nasi dei bambini verso l’alto. Non tutti si aspettavano un simile rumore condito da un deciso spostamento d’aria. Una volta placate le pale agli scolari è stato concesso di analizzare la strumentazione di bordo dell’Augusta AB412 in forza al terzo nucleo elicotteri Carabinieri di San Giacomo. Un appuntamento che rientra a pieno titolo nel progetto “Cultura della legalità” promosso dal Comando Generale per le scuole elementari del territorio. Moltissime le domande rivolte al pilota maresciallo capo Gabriele Sorrentino e al comandante della compagnia di Egna Renzo Tovazzi. Ad attirare più attenzioni, comunque, è stato certamente il cane Batman della cinofili di Laives. Soddisfazione per la buona riuscita dell’iniziativa è stata espressa dal comandante di Salorno Tiziano Trisotto, dal vice maresciallo capo Luca Spina e dai docenti Alessandra Cavarzere e David Wegher. Presenti anche gli assessori comunali Caludio Montel e Silvano Gottardi. 
Alan Conti

Appiano, la scuola media incontra il lavoro


Prima presa di contatto con il mondo alberghiero e dell’artigianato per alcuni studenti della classe seconda della scuola media di Appiano.  In un incontro pianificato da associazioni e istituto comprensivo, infatti, alcuni rappresentanti di Apa e Hgv hanno presentato opportunità e sbocchi professionali nei loro settori. Giusto per cominciare ad orientare. Particolari curiosità ha attirato il presidente comunale Apa di Appiano Markus Pertoll che da 20 anni gestisce una ditta di movimento terra. Immancabile il quesito di quanto sia divertente abbattere un edificio. “Direi che è abbastanza divertente – ha scherzato Pertoll – anche se la polvere non manca di certo”. Lo scherzo, comunque, ha lasciato poi spazio all’esposizione di una tipica giornata lavorativa, dei progetti conclusi e delle possibilità che la sua ditta ha saputo costruirsi negli anni. Decisamente insoliti anche alcuni aneddoti. “Ricordo quando durante uno scavo rinvenimmo uno scheletro e fummo costretti ad aspettare il lavoro degli archeologi prima di poter riprendere i lavori. Un’altra volta ci trovammo davanti a un muro sotto tutela artistica e numerammo tutte le pietre una a una durante la demolizione per poi poterlo ricostruire altrove”. Non è mancato, inoltre, l’invito anche ai ragazzi di vistare la fiera “Appiano Produktiv”  che dal 23 al 25 maggio porterà in rassegna le attività del territorio: una panoramica che può essere utile per scegliere la propria strada.
L’incontro è poi proseguito con la relazione interattiva ad ampio raggio della collaboratrice Apa-Confartigianato Hannelore Schwabl mentre il funzionario Hgv Stefan Dalsasso ha proposto una carrellata di opportunità nel settore degli albergatori e della ristorazione. Chiusura con il presidente comunale dell’Hgv Rudi Christof che ha analizzato più nel dettaglio realtà e necessità dell’impresa turistica sul territorio.  
Alan Conti