Appuntamento importante il prossimo due aprile nella grande
sala del liceo scientifico “Torricelli” in via Rovigo per la proiezione del
film “Temple Grandin, una donna straordinaria”. La pellicola di Mick Jackson,
infatti, ha un significato particolare perché è stata scelta dalle associazioni
Il Cerchio, Autòs e Victor per celebrare anche a Bolzano la Giornata Mondiale
dell’Autismo. Ritrovo alle 20.30 per una serata di riflessione e
approfondimento che comincerà con un intervento a cura del dottor Benedetto
Dordi e della professoressa Chiara Biancardi sul tema “Autismo ad alto
funzionamento e abilità savant”. Per informazioni chiamare 349/2672537 oppure
l’indirizzo info@progettoilcerchio.it
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martedì 1 aprile 2014
lunedì 31 marzo 2014
Carispa, perdita di 37,8 milioni
La Cassa di Risparmio ha scelto la cura da cavallo. A fronte
di un portafoglio crediti gravato da pesanti posizioni pregresse il cda ha
deciso di scegliere la soluzione drastica: ingenti accantonamenti per
liberarsene e porre nuove basi in un istituto comunque solido. Risultato? Una
perdita d’esercizio di 37,8 milioni di euro sulla previsione 2013 che dovrà
essere approvata dall’assemblea di martedì 29 aprile. La cifra è la diretta
conseguenza delle rettifiche di valore per complessivi 122,8 milioni, operazioni
imposte dall’accantonamento straordinario. Il tutto, però, innestato su un
margine di contribuzione lordo di ben 236 milioni di euro, il secondo migliore
di sempre nella storia della banca altoatesina. Anche il risultato di gestione
lordo, privo quindi dei costi di rischio, sorride con 75,8 milioni di euro.
“Abbiamo scelto – la spiegazione del presidente uscente Carispa Norbert
Plattner – di liberarci di certi pesi per dare maggiore stabilità alle basi
dell’istituto aprendo così un futuro più solido e roseo. Certo non è stata una
scelta facile, ci sono state molte discussioni, ma alla fine il cda ha votato
all’unanimità”. Pare che le voci più critiche siano state quelle dei piccoli
azionisti infastiditi anche dalla mancanza di dividenti per l’annualità.
Dal punto di vista
della liquidità Cassa di Risparmio vanta una raccolta diretta di 6,9 miliardi e
indiretta di 3,4 per un totale di 10,3 miliardi in deciso aumento rispetto ai
9,7 del 2012. Bene anche l’indice di capitale, ovvero la quota di patrimonio
base, che tocca il 9,7% a fronte di un valore auspicato da Banca d’Italia
dell’8%.
Chiaramente la congiuntura ha portato Carispa a toccare asset
strutturali e in questo processo rientra l’acquisizione delle filiali di Banca
Sella. “In tutto 26 – precisa Plattner – che ci hanno permesso di arrivare a
una distribuzione sul territorio di 140 filiali, 20 in più rispetto all’anno
passato. Un’operazione in pari nonostante i forti costi”. Cassa di Risparmio ha
anche ceduto le partecipazioni in Millenium Sim (60%)e Centro Leasing (2,08%)
stipulando i contratti preliminari per la vendita di 8a+. La controllata
Sparim, invece, ha centrato un utile record di 27,5 milioni di euro ancora non
a bilancio. Rivalutazioni anche sul fronte delle proprietà immobiliari gestite
da una società separata.
Chiusura con le ripercussioni occupazionali di piano e
bilancio: “Non abbiamo previsto nessun piano esuberi – tranquillizza il
direttore generale Peter Schedl che ha già riorganizzato la pianta organica
passando da 1400 a 1240 dipendenti – ma il turnover non sarà al 100%.
Prevediamo, infatti, un ingresso ogni 3 o 4 pensionamenti”. Qui, almeno, la
dose è omeopatica.
Il cda di Cassa di Risparmio ha approvato la proposta di
bilancio 2013 con un risultato netto di -37,8 milioni di euro. Le rettifiche di
valore per gli accantonamenti gravano per 122,8 milioni di euro a fronte, però,
di un margine di contribuzione lordo di 235,9 milioni. Il lordo di gestione,
invece, è a quota 75,8 milioni. La raccolta diretta registra 6,9 miliardi,
quella indiretta 3,4 per un totale di 10,3. Gli impieghi verso la clientela
ammontano a 6,5 miliardi. Il rapporto tra costi e ricavi, infine, si
attesta al 68%. L’assemblea dovrà
ratificare il documento e rinnovare i vertici martedì 29 aprile.
Alan Conti
Casanova, presentato il nuovo parco giochi
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Baciato dal sole è stato
inaugurato ieri il nuovo parco giochi di Casanova in via Rasmo nei pressi del
campetto polifunzionale. Dentro un grande elefante disegnato sulla gomma del
pavimento ecco una struttura innovativa adatta anche ai bambini portatori di
handicap. Una piccola area di 2.210 metri quadri realizzati dalla ditta “Stebo”
di Gargazzone e che ha interessato tutta la zona intorno. Vicino al parco,
infatti, sono stati realizzati vialetti pedonali per l’accesso e posate
alberature, arbusti e piante perenni. All’azienda il Comune ha chiesto di
creare una struttura nuova, su misura e fuori catalogo. Costo totale
dell’operazione: 83mila euro, comprensivi dell’area fitness circostante.
Presente alla piccola cerimonia l’assessore
comunale all’ambiente Patrizia Trincanato che ha salutato favorevolmente “un
luogo importante per la socializzazione dei bambini da uno a quattordici anni.
Molta attenzione è stata posta alla pavimentazione antitrauma in gomma colata
capace di attutire qualsiasi urto da caduta. E’ il primo, inoltre, totalmente
accessibile grazie alla lunga rampa”. Ad accompagnarla il referente comunale
per le disabilità Ubaldo Bacchiega. “Predisporre strutture senza barriere è decisivo
perché permette ai bambini di giocare con tutti abituandosi alle differenze.
Sono fatti concreti che possono far sperare in un cambiamento positivo delle
future generazioni”. Sorridente anche la presidente della Circoscrizione Don
Bosco Francesca Gigliotti: “Il parco è davvero molto bello e sicuramente per i
residenti si tratta di una novità importante”. Il castello, per la verità, è
operativo già da una settimana e qualche scritta clandestina è già spuntata.
“Investire in uno spazio così – interviene il direttore del Vke Roberto
Pompermaier – è una scelta da applaudire perché oltre alle risorse per
costruirlo bisogna prevedere esborsi abbastanza regolari per la manutenzione”.
Meglio lo si tiene, dunque, più si risparmia. Tutti.
Alan Conti
Roggia, un libro lo racconta
Per fare il navigatore bisogna
essere capaci di guardare oltre. Oltre una curva, oltre una nuvola. Loris
Roggia lo ha sempre saputo fare perfettamente e non a caso nel rally è tra i
grandissimi campioni del panorama italiano. Il 21 giugno 2013, però, un
tremendo muretto di un trullo di Santa Maria di Leuca in Salento ha fermato la
corsa nella vita di Loris e costretto la moglie Cristina Larcher, stretta ai
figli Matteo, Christian e Alessandro, a gettare oltre l’ostacolo il cuore
assieme allo sguardo. Temprata dall’identica passione del marito, Cristina ha
sempre tenuto vivo il nome di Roggia e per il decennale ha confezionato un
libro che è, al contempo, omaggio e scoperta. Raccogliendo oltre cento racconti
di chi Loris lo aveva conosciuto e amato, incastonati tra la prefazione della
sorella Loretta Roggia e il toccante epilogo dei figlio, Cristina ha regalato
un quadro di aneddoti, scoperte e storie difficilmente sintetizzabile. Un
compendio di vita presentato ieri sera nella sala di rappresentanza del Comune
davanti a una folla talmente numerosa da aver sconsigliato l’utilizzo della
sala di via Grappoli considerata troppo piccola. Un incontro di grande successo
fortemente voluto dal Circolo Cittadino. Una presentazione che aveva registrato
uguale entusiasmo nella nativa Schiavon nel vicentino certificando un
sentimento per Roggia che ad anni di distanza travalica i chilometri.
Bolzano, dunque, conferma tutto il suo affetto
per questo figlio adottivo che ne ha reso famoso il nome nel mondo con
l’abbraccio di amici, parenti, semplici curiosi o ammiratori. ”Loris…la
semplicità dei grandi” il titolo del volume curato anche da Claudio Carusi,
Monica Bellavista e Germano Bollini dello staff di “Rallylink”. Il libro,
infatti, non è una semplice celebrazione, ma anche un percorso nella storia del
rally con le gesta di personaggi del calibro di Giovanni Del Zoppo, Massimo
Ercolani, Micky Biasion, Fabrio Frisiero e Andrea Aghini.
“Non è vero che il tempo aiuta – il pugno
nello stomaco di Cristina – perché serve solo a mangiare i ricordi allontanati
negli anni. Non volevo che i miei figli rimanessero privi di una forte memoria
di loro padre e così si è innescata la molla per questo volume. Inizialmente
ero preoccupata dall’affidare la sua riuscita alla scrittura di altri e la
lontananza dalla morte di Loris mi sembrava forse troppa. Poi è arrivato il
primo racconto di un pilota delle Canarie: vivido, vero, ho rivisto mio marito.
Ho pensato che se gli altri novantanove fossero stati anche solo un decimo
intensi ne sarebbe uscita un’opera straordinaria da regalare ai miei figli.
Così è stato”. A fare da gran cerimoniere della serata la voce storica dei
motori Ezio Zermiani. “Roggia, come Senna, era tra i pochissimi che oltre agli
straordinari risultati sportivi cercava sempre quel qualcosa in più per la
sicurezza di tutti. La sua morte, come quella di Ayrton, ha salvato sicuramente
molte vite”. Presente anche il sindaco Luigi Spagnolli che ha voluto
“ringraziare un personaggio sportivo dalla grande umanità che ha dato grande
vigore e sviluppo alla comunità cittadina degli amanti delle auto. Sono
contento e orgoglioso che Bolzano non dimentichi uomini di valore”.
Un libro che è un dono di sua madre ai suoi
figli e una chiave per guardare un poco più in là nella memoria. Oltre.
Alan Conti
Partita la stagione di Castel Haderburg
Il passato e il moderno tornano a
vivere in una continua oscillazione tra Medioevo e presente. Partita sabato la nuova stagione del castello di Salorno, generalmente noto con il nome
tedesco di Haderburg, sempre all’insegna della tradizione e dello sguardo
storico. “Abbiamo ospitato circa 30 cavalieri in arrivo da Germania, Austria e
Svizzera – spiega il responsabile Roman Perfler – per una sfilata con rivisitazione
in pieno stile medievale. Costumi curati nei minimi dettagli per rendere
perfettamente l’atmosfera dell’epoca”. Assieme alla storia, però, spazio anche
agli elementi della festa moderna con la musica della banda di Salorno, la
presentazione della bandiera da parte della locale compagnia di Schützen e una
cerimonia particolarmente sentita. Inaugurato e scoperto, infatti, un
monumento in ricordo del Barone Ernesto Rubin De Cervi Albrizzi, proprietario
del castello scomparso il 29 marzo del 2013: esattamente un anno fa. Presenti i
figli per una figura che, con il contributo della Provincia e della Fondazione
Cassa di Risparmio, si è speso molto per la ristrutturazione di questo piccolo
gioiello abbracciato alla montagna.
Oltre sabato e l’emozione, comunque, il
castello di Salorno rilascerà in pochi giorni il programma dettagliato
all’indirizzo www.haderburgschenke.com
ma è lo stesso Perfler a spiegarne i punti salienti. “Torneremo con le
classiche cene medievali che amiamo molto poichè permettono davvero di scoprire
l’orizzonte culturale dell’epoca standosene comodi a tavola, ma non
sottovaluteremo nemmeno l’aspetto musicale. I concerti, infatti, la faranno
ancora una volta da padrone con le musiche del passato, ma anche serate jazz in
uno scenario comunque suggestivo”. Una di queste sarà affidata alle mani del
gruppo del figlio di Roman, Florian Perfler. C’è, inoltre, un fil rouge
filosofico che attraversa tutto il cartellone. “Certo, tutto parte dal concetto
del rapporto tra uomo e natura. Per me si tratta di un qualcosa di
irrinunciabile e assolutamente fondamentale. D’altronde questo castello, fin
dalla sua architettura, racconta una storia di simbiosi molto stretta che
dobbiamo imparare a coltivare per non perderla mai”. Si iscrive in questo quadro
l’iniziativa che insegnerà a tutti i partecipanti a produrre i colori partendo
solo da elementi naturali. “Analizzeremo – conclude Perfler – come queste
tonalità possano cambiare in base alla luce e agli stati d’animo. Sarà un
approfondimento davvero interessante”. I colori, ne siamo certi, saranno tanti
perché le emozioni e le suggestioni, quassù, emergono come bolle.
Alan Conti
Questionario razzista, tra scuse e ironia
Fare della distrazione spunto di
riflessione. O divertimento. La bufera del questionario universitario con
quesiti discriminatori ha scosso le solide fondamenta del nuovo liceo classico
Carducci accendendo le discussioni tra i ragazzi, liceali e universitari. Tra
loro anche i cabarettisti di Cababoz.
Ieri mattina, comunque, come da programma il
dirigente Andrea Pedevilla ha riunito i rappresentanti di classe per prendere
di petto il modulo distribuito tra gli studenti con tanto di marchio dell’Università
di Verona. A far discutere le domande a risposta chiusa sulla considerazione
verso categorie considerate “altro” come gli omosessuali, i ricchi, i poveri ma
anche i tedeschi e l’organizzazione del potere altoatesino. “Ho affrontato
questi aspetti direttamente con loro – spiega Pedevilla – e mi sono scusato
perché comunque avrei dovuto accorgermi della sbagliata formulazione. Purtroppo
sono stato ingannato dal supporto scientifico dell’ateneo veronese e da un
controllo a campionatura. In ogni caso gli studenti hanno avvertito queste
premesse come estranee o mal poste e lo hanno sottolineato sui documenti che,
con calma, analizzerò e trasmetterò”. La reazione dei giovani, in qualche modo,
è l’aspetto incoraggiante di una vicenda con alcuni contorni d’imbarazzo. “Vero
– conferma Pedevilla – è stata anche l’occasione per fermarci a riflettere
sulla visione che si può avere della nostra realtà anche dall’esterno.
Personalmente cercherò anche di capire quale possa essere la base scientifica
da cui muove questa ricerca. Non siamo solo di fronte a interrogativi
discutibili pensati da un giovane studente, Michael Wegleiter, ma di un
progetto con una vidimazione accademica”. Certo che gli insegnanti si sono
tutti defilati. “Non è proprio così – precisa il dirigente – perché la
compilazione è stata chiesta ai ragazzi in forma autonoma. Solo in una classe si
è accesa una discussione nel merito che comunque è stato affrontata come tema
didattico. Io ho ammesso la mia disattenzione, ma non penalizziamo per un
episodio un lavoro di scambio, apertura e civiltà che, giorno per giorno, viene
fatto nella nostra scuola e in altre. Questo mi dispiacerebbe”.
Intanto il formulario discriminatorio è finito
sotto gli occhi di alcuni ragazzi di Cababoz che subito hanno attivato le
rotelle della creatività per declinarlo in futuro uno sketch (difficile) e
subito in una presa di posizione pubblica arrivata, ovviamente, attraverso la
parodia da social network. “Siamo molto arrabbiati – spiega Salvatore Cutrì –
perché nelle categorie sono totalmente assenti i meridionali. Nessuno che si
sia posto il problema della considerazione che i giovani hanno verso i diversi
del Sud. Per noi originari del Mezzogiorno uno schiaffo indelebile”. Alberto Brugnoli,
dal canto suo, sorride alla richiesta di esprimere un’opinione sui poveri: “Tra
tutte le ridicolaggini è la più inascoltabile. Che parametro è? E’ talmente
ridicolo da sembrare veramente un nostro spettacolo e chissà di non inserirlo
in qualche modo nei nostri sketch. Quereliamo ufficialmente l’Università di
Verona perché nel Patto sull’Ironia firmato con Luis Durnwalder noi soli
possiamo fare delle battute su tedeschi, omosessuali o poveri. Per ridere di
questo bisogna venire ai nostri spettacoli, non andare a scuola”.
Alan Conti
Un successo "con l'arte fra le dita"
D’altronde di bellezza le donne se ne intendono e quindi non
c’è proprio da stupirsi nello scoprire come la mostra “Con l’arte fra le dita”,
allestita nella biblioteca dei Piani dall’omonima associazione, sia stata un
successo oltre le aspettative con decine di visitatori. Curata dalla presidente
Marina Michielotto, infatti, questa rassegna ha portato in esposizione opere di
donne artigiane e artiste cui è stato chiesto di creare il bello. “Ne è nata
una bella passeggiata tra oggetti e riferimenti letterari – spiega Michielotto
– con una sua fisionomia eterogenea che ci ha sorpreso già in fase di
allestimento. Dal pubblico, poi, è arrivata la conferma di questa sensazione e
ne siamo contenti”. Il bello, forse, risiede proprio nell’essere riusciti a
intercettare il gradimento dei bolzanini basandosi su un’arte nata dal basso
che, senza particolari pretese, ha saputo spaziare dalle composizioni floreali
alle opere in vetro passando per le creazioni con le torte, la bigiotteria, i
pizzi, i merletti o i più tradizionali quadri. Fortunato anche il piccolo
laboratorio di trucco artistico. Tra le espositrici, comunque, ecco la fiorista
professionista Patrizia Merlante, la cake designer Patrizia Gamberoni, la
fotografa Bianca Cattelan Gottardi, le pittrici Leda Baccega, Bruna Dal Pozzo e le sarte Mariarosa Gobetti
Mele e Mary Raveane. Tra loro anche Mara Marcomin capace di creare gioielli con
materiale di recupero e l’artigiana delle borse Patrizia Bianche passando per
Ester Brunini che ha trovato nel vetro la sua strada d’espressione. I
cosmetici, invece, sono terra di creazione per Silvia Bertuzzi. Per chi volesse
infilare lo sguardo nella bellezza proposta da queste donne c’è ancora tempo,
ma bisogna affrettarsi. Venerdì, infatti, in via Dolomiti 9 la mostra chiuderà
i battenti con il finissage: da qui al 28 marzo, comunque, gli orari sono
8.30-12.30 e 15.30-18.30 con ingresso libero. Le donne se ne intendono e ce lo
fanno anche vedere.
Alan Conti
Vineum, a Cornaiano nasce una stella
Una stella per Cornaiano: la forma stellare del sole nello
stemma municipale, quella stella che si costruisce simbolicamente sezionando la
conformazione urbanistica del paese e ancora la stella che dovrà brillare
turisticamente. Il nuovo Vineum è stato tratteggiato dalle creative matite
degli architetti Matteo Scagnol e Thomas Hundt, brissinese il primo e tedesco
originario di Stoccarda il secondo. Sono loro, sotto le insegne dello studio
“Modus Architects” ad aver vinto il concorso per la riqualificazione, o meglio,
valorizzazione di questo sistema di antiche cantine che attraversa in
profondità Cornaiano. Arterie da rendere pulsanti architettonicamente, ma anche dal punto di vista dell’esposizione
artistica interna. Così è nata la sinergia di un progetto che ha visto Scagnol
occuparsi dell’edificio uscente e Hundt del percorso interno.
La struttura, dunque,
ruota attorno alla stella e al concetto stesso di casa e cantina. “Cornaiano –
spiega Scagnol – presenta una mappa che incredibilmente può essere sezionata in
un pentagono che ricorda una stella. Abbiamo ripreso questo elemento nella
volta e nella concezione dell’opera affiancando il giorno dell’entrata con
l’oscurità delle cantine in un richiamo dello scudo municipale. L’architettura
dell’edificio non è troppo impattante sul contesto urbanistico, poggia solo sui
quattro angoli e lascia grande respiro con ampio uso del vetro mentre gli archi
triangolari richiamano i vecchi filari, ma anche i tetti”. Il vetro,
chiaramente, gioca un ruolo centrale. “E’ un materiale particolare capace di
riflettere un’ampia gamma di colori che renda la struttura cangiante secondo il
mutare delle condizioni di luminosità e delle stagioni, tema ripreso nelle
cantine. Personalmente amavo l’idea di rendere il tutto dorato con il riflesso
del sole perché il vino, le botti e le bottiglie sono da sempre il tesoro di
questa terra”. Prevista anche un’area caffè con apertura in terrazza
all’esterno vicino alla rete ciclabile e uno shop: tutto senza divisioni nette
in una sorta di open air modulabile con l’uso dei mobili. Al piano superiore
uffici e spazi amministrativi.
Il percorso
sotterraneo, come detto, è il cuore del progetto e Scagnol lo ha affidato a
Hundt, uno a cui Skoda ha messo la chiavi in mano non di una macchina, ma del
suo museo centrale in Repubblica Ceca. “Ho pensato di sviluppare attraverso le
cantine il succedersi delle stagioni affiancate a una tematica precisa per
ognuna di loro. Nel primo complesso, tre spazi paralleli, ho posizionato la
primavera abbinata alla cultura con ampie lastre di vetro al pavimento
contenenti gli antichi attrezzi del mestiere. Raccordata da un piccolo
passaggio ecco una lunga cantina per l’estate caratterizzata dalla cultura
tramite una lunghissima tavola interattiva da 90 posti che apre a mille
possibilità di utilizzo. Per questo vano potremmo prevedere anche un’entrata
autonoma”. Rimangono autunno e inverno. “Il primo – conclude Hundt – è abbinato
alla scienza e vedrà la sua cantina ospitare importanti elementi richiamanti le
forme del grappolo d’uva con, all’interno, materiale multimediale per una vera
e propria immersione in questa cultura. Infine l’inverno va in parallelo con la
mitologia in una cantina in cui saranno posizionati grandi libri con la storia
della cultura enologica della zona, ma anche impattanti video proiettati sui
muri per un’esperienza che sia quanto più totalizzante”.
Tutti i dieci progetti presentati dal concorso rimarranno in mostra da oggi fino a domenica con orario 9-12 e 15-18 nella cantina comunale K7. Ormai, però, ci sono pochi dubbi: a Cornaiano sta nascendo una stella.
Tutti i dieci progetti presentati dal concorso rimarranno in mostra da oggi fino a domenica con orario 9-12 e 15-18 nella cantina comunale K7. Ormai, però, ci sono pochi dubbi: a Cornaiano sta nascendo una stella.
Alan Conti
venerdì 28 marzo 2014
Salorno, i Carabinieri in visita alle elementari
Giornata particolarmente
emozionante per un centinaio di studenti delle classi quarte e quinte della
primaria di Salorno che hanno potuto conoscere da vicino i Carabinieri e vedere
dal vivo un elicottero per le operazioni militari. Il velivolo dell’Arma, infatti,
durante l’espletamento del proprio servizio è atterrato direttamente presso il
centro sportivo del paese tenendo letteralmente incollati i nasi dei bambini
verso l’alto. Non tutti si aspettavano un simile rumore condito da un deciso
spostamento d’aria. Una volta placate le pale agli scolari è stato concesso di
analizzare la strumentazione di bordo dell’Augusta AB412 in forza al terzo
nucleo elicotteri Carabinieri di San Giacomo. Un appuntamento che rientra a
pieno titolo nel progetto “Cultura della legalità” promosso dal Comando
Generale per le scuole elementari del territorio. Moltissime le domande rivolte
al pilota maresciallo capo Gabriele Sorrentino e al comandante della compagnia
di Egna Renzo Tovazzi. Ad attirare più attenzioni, comunque, è stato certamente
il cane Batman della cinofili di Laives. Soddisfazione per la buona riuscita
dell’iniziativa è stata espressa dal comandante di Salorno Tiziano Trisotto,
dal vice maresciallo capo Luca Spina e dai docenti Alessandra Cavarzere e David
Wegher. Presenti anche gli assessori comunali Caludio Montel e Silvano
Gottardi.
Alan Conti
Appiano, la scuola media incontra il lavoro
Prima presa di contatto con il
mondo alberghiero e dell’artigianato per alcuni studenti della classe seconda
della scuola media di Appiano. In un
incontro pianificato da associazioni e istituto comprensivo, infatti, alcuni
rappresentanti di Apa e Hgv hanno presentato opportunità e sbocchi
professionali nei loro settori. Giusto per cominciare ad orientare. Particolari
curiosità ha attirato il presidente comunale Apa di Appiano Markus Pertoll che
da 20 anni gestisce una ditta di movimento terra. Immancabile il quesito di
quanto sia divertente abbattere un edificio. “Direi che è abbastanza divertente
– ha scherzato Pertoll – anche se la polvere non manca di certo”. Lo scherzo,
comunque, ha lasciato poi spazio all’esposizione di una tipica giornata lavorativa,
dei progetti conclusi e delle possibilità che la sua ditta ha saputo costruirsi
negli anni. Decisamente insoliti anche alcuni aneddoti. “Ricordo quando durante
uno scavo rinvenimmo uno scheletro e fummo costretti ad aspettare il lavoro
degli archeologi prima di poter riprendere i lavori. Un’altra volta ci trovammo
davanti a un muro sotto tutela artistica e numerammo tutte le pietre una a una
durante la demolizione per poi poterlo ricostruire altrove”. Non è mancato,
inoltre, l’invito anche ai ragazzi di vistare la fiera “Appiano Produktiv” che dal 23 al 25 maggio porterà in rassegna
le attività del territorio: una panoramica che può essere utile per scegliere
la propria strada.
L’incontro è poi proseguito con
la relazione interattiva ad ampio raggio della collaboratrice
Apa-Confartigianato Hannelore Schwabl mentre il funzionario Hgv Stefan Dalsasso
ha proposto una carrellata di opportunità nel settore degli albergatori e della
ristorazione. Chiusura con il presidente comunale dell’Hgv Rudi Christof che ha
analizzato più nel dettaglio realtà e necessità dell’impresa turistica sul
territorio.
Alan Conti
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