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mercoledì 6 ottobre 2010

I 25 anni di McDonald's: eventi in stile anni Ottanta e ritornano anche le lire


BOLZANO. Dove, se non a Bolzano, McDonald's poteva festeggiare il 25esimo compleanno italiano? Infatti il primo ristorante della catena a stelle e strisce in Italia è stato aperto nel capoluogo altoatesino nel 1985, in piazza Walther.

Da lì è scattato il boom del classico hamburger tornato, dopo anni di forzato esilio causa eccessivo bon-ton del centro storico cittadino, nella sua prima capitale tricolore. Partono dal "Mc" di via Buozzi, insomma, le celebrazioni per il quarto di secolo di presenza italiana della grande "M" gialla. Si è partiti con l'esibizione dei writers professionisti della milanese "Stradeedarts", ma il cuore della festa è previsto per venerdì 15 ottobre, giorno esatto del compleanno della catena di fast-food.

Fin da lunedì 11, comunque, all'interno del ristorante di via Buozzi si potrà fare un tuffo nel passato e, quasi per scherzo, cancellare idealmente quello che per molti è il principale indiziato della lunga scia del carovita: l'euro. Cheese Burger e patatine, infatti, potranno essere saldati utilizzando ancora la lira, proprio come accadeva 25 anni fa.

Affrettatevi, quindi, a scartabellare nei cassetti e negli armadi perché quella vecchia Montessori potrebbe finalmente tornar utile...
Ampio spazio, giustamente, sarà dedicato alla ricostruzione storica del punto vendita bolzanino attraverso una mostra fotografica che abbellirà il fast-food e con l'associazione "Be.book" verrà promossa la lettura, con l'iniziativa "Give & take a Book" in cui si metterà a disposizione degli avventori numerosi libri in consultazione e da portare a casa. Chiunque potrà, inoltre, portare un proprio volume che intende rimettere "in circolo".

Grande protagonista sarà la musica che venerdì 15 ottobre verrà celebrata con il karaoke dei grandi successi degli anni Ottanta, esibizioni di danza e spettacoli per bambini. Non mancherà, infine, una torta gigante per tutti.

Intanto è andato in scena il vernissage con il lavoro di tre writers professionisti dell'associazione milanese "Stradeedarts" che nel pomeriggio hanno dato vita a opere d'arte su tela, aprendo il countdown della festa. «E il connubio - racconta Alessandro Mantovani, responsabile di "Stradeedarts" - è certamente il migliore possibile. Il McDonald's, in qualche modo, rappresenta il meglio della filosofia del pasto veloce, mentre la street art è la summa dell'arte veloce».
Tre gli artisti impegnati: Tawa, Gatto Nero e Ari. Il primo ha creato un disegno astratto, il secondo un corpo di notevole precisione figurativa e la terza si è abbandonata alla sua natura bucolica e onirica.

Soddisfatta la responsabile del McDonald's cittadino, Laura Schütz: «I nostro clienti sono le famiglie, ma anche tanti ragazzi che, come loro, abbelliscono le città con la loro fantasia nelle zone messe a disposizione. Ci sembra un ottimo inizio per questa festa».
Sperando che l'ultimo regalino dell'anno non sia sgradito: l'arrivo di Burger King...

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Rencio vuole i negozi di vicinato


BOLZANO. Il progetto di riqualificazione di casa Agnello rilancia Rencio e i commercianti ne approfittano per chiedere qualche negozio che attragga più persone lungo la strada cittadina che porta al Renon. Il passaggio di auto è cospicuo, ma risulta difficile invitare qualcuno a fermarsi per fare compere, dato che il parcheggio è raro e l'offerta limitata. Gran parte degli esercizi, si rivolge ormai a un settore specialistico e punta a segmenti di mercato ben caratterizzati, ponendosi come punto di riferimento provinciale e slegandosi, al contempo, dalle logiche strettamente dipendenti dal rione di appartenenza. Ne soffre, logicamente, il cosiddetto commercio di vicinato che invoca qualche esercizio in più tra latterie, panetterie, piccoli alimentari o affini. Rispetto ad altre zone, infine, a Rencio il problema posteggio è davvero tangibile e molti negozianti hanno fatto di necessità virtù predisponendo piccole aree di sosta per i propri clienti. All'inizio della salita di via Rencio si incontra l'abbigliamento "Nkd", ancora piuttosto vicino al Centro da sentirne i benefici. «I turisti ci sono - spiegano Tanja Sechi e Heike Fabbro - soprattutto quelli che scendono dalla funivia del Renon. Per noi è chiaramente un vantaggio, ma non si può negare che la zona necessiti di qualche parcheggio in più e di misure che riescano a portare il passeggio pure da questa parte della città. Non è facile, certo, ma sarebbe utile ad allargare il nostro giro di clienti che si basa principalmente sulla gente del quartiere, ma passa anche attraverso il passaparola portato negli altri quartieri». Tra i pochi bar troviamo "Mario" e dal bancone ci risponde Marina Fronza. «Il problema è che c'è poco movimento e noi lavoriamo solo con la clientela rionale. Fino a qualche anno fa potevamo contare su diversi negozietti che ravvivavano la zona, ora non più. I turisti, inoltre, sono molti rari e le zone colorate per i residenti sono confuse: in una sola strada si passa dalla verde alla bianca con una porzione promiscua. La multa è sempre dietro l'angolo in questo modo». Roland Schmid dell'enoteca "Vinum" butta acqua sul fuoco: «Sì, è vero che i parcheggi mancano, ma la situazione non è molto dissimile da altre zone della città. Forse bisognerebbe pensare a qualcosa che attiri i tanti passanti in auto, dato che ci sono molte attività che si appoggiano su una clientela non strettamente rionale». Stessa idea per Christine Moroder di "Naturalia": «Noi lavoriamo su tutto il territorio e in questo senso l'offerta di posteggi diventa fondamentale. Non è un caso che siano in tanti ad avere il proprio spazio privato». Davvero settoriale è "Trachten Hit", abbigliamento che offre vestiario tirolese. «Con un'attività simile - raccontano Annamaria Plattner e Renate Vaia - allarghiamo l'offerta a tutto il territorio provinciale, dove siamo i più grandi. Chiaramente contiamo sui turisti. Molto difficile, invece, intercettare gli italiani altoatesini». Altamente specialistico anche "Prifa", sancta sanctorum degli hockeysti. «Siamo i più grandi d'Italia e il nostro mercato è su scala nazionale - specificano Günther Eder e Gerhard Burger - quindi non dipendiamo strettamente dalla zona di competenza. Detto questo è innegabile come via Rencio sia una strada molto trafficata che andrebbe sfruttata con qualche esercizio in più». Daniel Battisti è il direttore del supermercato "Amort" e, tra il serio e il faceto, evidenzia anche lui il nodo parcheggio. «Posteggi non ce n'è, visto che vengono tutti da noi a mettere l'auto. Non so dire se la clientela sia solo rionale, mica chiediamo alle casse la residenza». Ciò non impedisce, però, di avere altre certezze: «Sicuramente contiamo su uno zoccolo duro che scende dal Renon». Chiusura amara dal rivenditore di tende e pavimenti "Seeber", dove ci fanno sapere che la criticità «è che tutti gli italiani dell'Alto Adige sono fascisti». Talvolta il parcheggio sembra l'ultimo dei problemi.
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Per l'Eurasier solo un brodino


E’ un Eurasier insipido quello che strappa un pareggino nella torcida del parco Mignone al cospetto di Allons Enfants, creatura della voce di Oltrisarco Paolo Florio. Dopo due sconfitte consecutive la squadra di via Torino si beve un brodino caldo e ottiene un punticino che, se non muove la classifica (ottava era e ottava rimane), perlomeno porta qualche pagliuzza di fieno in cascina in attesa dell’inverno. La squadra delude, incapace ancora una volta di infilare lo straccio di un gol in una giornata avara di segnature e deve ringraziare le attuali difficoltà in cui naviga Allons Enfants, destinata, tra panchine e squalifiche, alle capriole acrobatiche per mettere in campo undici giocatori. In porta Gillet si china a raccogliere i soliti due palloni infilati alle spalle, mentre la difesa, tutto sommato, regge il colpo. Molto bene Zambrotta, neoacquisto tra gli svincolati, che spiantella un 7 tondo tondo sulla sua fascia, a parziale contrappeso della scialba prestazione di Spolli che si munisce di regolare biglietto di bordo nell’imbarcata del Catania a Lecce. Portano in saccoccia il loro solito 6, invece, i regolari Gastaldello e Nagatomo. Il pianto greco, però arriva dalla linea mediana dove Ljaic, straordinario cannoniere quando va in panchina, prima straccia un rigore come fosse carta del pesce e, non contento, si guadagna un ottimo giallo e centra un’invidiabile 1,3. Il suo compagno di reparto Montolivo, per non sfigurare, decide di curare la sua malconcia caviglia con una bella espulsione che gli risparmia gli ultimi minuti di partita e lo mette out per la prossima sfida contro Spartak Gries del buon Angelucci. Se ci fossero operatori di mercato sappiano che ci sono orecchie disponibili per eventuali offerte. Buona, invece, la prestazione del neoacquisto Kharja che, dato l’infortunio del suo compagno genoano Veloso, potrebbe anche trovare continuità di rendimento, così come lascia sempre soddisfatti il Profeta Hernanes, autore di un pregevole assist. Rimandato, ancora una volta, Giaccherini che sembra essersi smarrito dopo i fuochi d’artificio iniziali. Attacco spuntato quello di Cassano che, orfano dell’ancora più opaco Sculli, del panchinaro Rocchi e del lungodegente Paloschi non regge il peso della partita e si arrende al secondo 5 di fila. Che si azzardi a fare bene in nazionale e vedrà.
Non brillantissima nemmeno la prestazione di Allons Enfants che, ai punti, esce comunque vincitrice. In porta Handanovic tira su la serranda dopo il valzer del gol delle ultime settimane e, nel terzetto di difesa, ringhiano a dovere Grygera ,Santon e De Ceglie. Marcano visita, invece, Rinaudo, Dellafiore e lo squalificato Mexes. A centrocampo vanno a farsi una birra in compagnia Sosa, Caserta, Pulzetti, Marco Rossi e l’appiedato Perrotta per lasciare la scena a un buon Nainggolan e un opaco Marcolini. Attacco con le polveri bagnate anche ad Oltrisarco con Milito (a proposito, è in vetrina) ed Eder che sbagliano davanti al portiere e Zarate che galleggia sopra la sufficienza. Lo 0-0, insomma, è la più naturale delle conseguenze.
Prossimo turno si torna a casa nel campetto di via Torino per la sfida casalinga a Spartak Gries, reduce da un pareggio casalingo con i Gunners e squadra del corteggiatissimo Giovinco, la cui presenza è in forte dubbi. Arrivo lanciato per il difensore goleador di Udine Benatia e timore per la vena realizzativa del neo-azzurro Floccari. Una vittoria, un pareggio e tre sconfitte lo score dei prossimi avversari.
Nel resto del girone prende la testa solitaria della classifica curva maratona che stampa anche il miglior punteggio di giornata con 79 contro Ipes United, mentre Bayern Peloro ferma sul pari Deportivo la Pequena. Corsaro Piri Piri Benfica sul campo dei Dinamo Fannulloni, così come Chiavo Verona su Duck Soup. Pari anche tra Psv Cavareno e Topazzo, mentre i Rinco Boys battono in casa sergentegarcia.
Questa la classifica:
curva maratona
13
Deportivo La Pequena
11
Ipes United
10
Piri Piri Benfica
8
Psv Cavareno
8
Bayern Peloro
7
Gunners
7
Eurasier fc
7
sergentegarcia
7
Rinco Boys
7
Dinamo Fannulloni
6
Duck Soup
4
Topazzo
4
Chiavo Verona
4
Spartak Gries
4
Allons Enfants
2

lunedì 4 ottobre 2010

A Ortles e Casanova tre giorni di festa in nome dell ecologia


Alto Adige — 02 ottobre 2010 pagina 34 sezione: AGENDA

BOLZANO. «Mantova è la città della letteratura, Trento dell’economia e se Bolzano lo diventasse dell’ecologia?». È questo lo stimolo lasciato in sospeso da Andrea Sacchet della «Vispa Teresa» per presentare l’Ecofestival in programma il prossimo fine settimana tra i rioni Ortles e Casanova. Una manifestazione di tre giorni che, tra workshop, lotteria, musica, fumetti e mercatini intende avvicinare tutte le fasce d’età della popolazione ai temi ambientali. «È un’occasione - spiega la presidente dell’associazione “Vispa Teresa” Laura Trentini - per compiere il salto tra il sociale e la cultura e attirare nelle cosiddette “zone periferiche” tutta la popolazione». Fitto il programma in cartellone con partenza venerdì 8 ottobre alle 14.30 nella saletta polifunzionale di via Ortles con il primo workshop. Il clou, però sarà l’incontro, intorno alle 16.30, con Andrea Bertaglio del «Movimento per la decrescita felice» che racconterà come la qualità della vita non dipenda dal Pil. Sabato 9 sarà la volta del mercatino biologico e dell’usato a Casanova, mentre alle 14.30 spazio al secondo workshop con l’intervento di Arno Teutsch del «Progetto Gea» sugli stili di vita sostenibili e, alle 16.30, approfondimento con una tavola rotonda tra i vari enti locali come Vke, Botteghe nel mondo e Centro per la pace. Per tutto il pomeriggio, tra Ortles e Casanova, i bimbi potranno gustarsi lo spettacolo per pupazzi itinerante «La vecchia fattoria». Serata dedicata ai ragazzi del centro giovanile che dalle 18.30 alle 23.30 affronteranno l’ecologia spaziando tra laboratori di fumetto, hip-hop, spot, videointerviste e web radio, con concerto dopo le 20. Domenica chiusura con la fiera delle idee e la presentazione delle attività della «Vispa Teresa» dalle 9 alle 12.30, poi castagnata dalle 14.30 alle 18. Alla fine estrazione dei premi della lotteria che mette in palio weekend a San Genesio, corsi di Acquagym, cene in pizzeria e altre sorprese. Costo del biglietto per tentare la sorte: 1 euro. Costo per sorridere all’ecologia: tanto impegno. © RIPRODUZIONE RISERVATA -
Alan Conti

I negozi di via Resia: servono parcheggi


BOLZANO. Il problema del parcheggio è, per tutta la città, la vera costante e i commercianti di via Resia non fanno eccezione. Disturba, infatti, l'impossibilità, anche a voler sostare nelle zone blu, di trovare un posto dove lasciare l'auto qualche minuto e fermarsi un attimo per qualche rapido acquisto. Di conseguenza esercenti e negozianti della strada dipendono maggiormente dall'afflusso dei clienti residenti nella zona. Ma in tanti riescono a fare di necessità virtù. Sono maggiori, difatti, i sorrisi registrati dietro le casse del cuore di Don Bosco rispetto ad altre zone di Bolzano: tra i nuovi arrivi di Firmian e Casanova, il buon transito di pedoni e l'alta densità abitativa del quartiere, ci si può togliere delle soddisfazioni importanti. A tirare fuori immediatamente il problema dei pochi parcheggi è Maria Prossliner del "Raviolificio Guidoni": «Ci sono solo pochissime piazzole blu e la polizia municipale non sembra aspettare altro che colpire chiunque tenti di accostare solo per un minuto. Così ci penalizzano quando cerchiamo di allargare il nostro bacino di utenza ai residenti di altre zone cittadine. Bene, invece, l'arrivo dei nuovi quartieri di espansione che hanno portato qualche cliente in più». Affane Hassan dell'alimentare "Hallal" ha le stesse preoccupazioni, ma evidenzia un fenomeno positivo. «Possiamo contare su consumatori affezionati che arrivano dall'Oltradige e da Merano. In questa situazione è chiaro che il problema della scarsità di parcheggi si fa sentire ancora di più». Giorgio Leoni dell'omonima "Elettroluce" allarga il discorso su una scala più ampia. «Basta leggere i dati nazionali per capire che tutto il commercio italiano paga dazio a una situazione poco favorevole. Noi siamo qui da 70 anni e la contrazione la registriamo, così come siamo chiamati a vincere la concorrenza dei centri commerciali e della grande distribuzione. Come fare? Specializzandosi e offrendo servizi e assistenza che le grosse strutture non possono garantire, come la disponibilità 24 ore su 24. Fidelizzando il cliente, insomma, si può resistere». Massimiliano Trotta e Vittoria Fellet lavorano alla farmacia comunale, classico esercizio di riferimento rionale. «A noi va anche bene perché il nostro target mira alle tante persone anziane del quartiere, così come qualche mamma delle vicine scuole. La clientela, inoltre, è aumentata con l'arrivo di Casanova, mentre i residenti di Firmian, generalmente, preferiscono andare in via Parma. Bisogna calibrare la propria offerta sul pubblico a disposizione: di certo non ci aspettiamo di vendere più cosmesi di farmaci». «In 35 anni - interviene Fortunato Fogato dell'omonima rivendita di articoli per la pesca sportiva - posso dire che è peggiorato il traffico, soprattutto con l'arrivo dei nuovi quartieri, mentre i parcheggi rimangono un problema forte. Non ci dovrebbe essere una proporzione tra posteggi blu e bianchi? Qui non mi sembra sia rispettata. Per il resto, comunque, non possiamo lamentarci più di tanto». Controcorrente Silva Corvetta e Mirella Zecchin di "Boutique Mirella": «Noi tutto questa criticità legata ai parcheggi non la vediamo. L'auto si riesce sempre a posteggiare e poi ci sono i mezzi pubblici. Nemmeno il centro commerciale impensierisce più di tanto perché, al netto dell'effetto curiosità, crediamo che qualità e cortesia possano ancora fare la differenza». Stefania Bevola dalla vicina lavanderia lancia un rapido appello: «Si potrebbe fare molto di più per rendere questa strada più appetibile». Più drastico, invece, il parrucchiere Franco Bardossi: «E' una zona abbastanza morta. La gente anziana è tanta e le linee del bus, rispetto a via Roma, sono piuttosto poche. Per fortuna che possiamo contare comunque su uno zoccolo duro che arriva da altre zone della città». Terminiamo con lo storico bar "Resia", dove troviamo le titolari, Heidi e Nadia Weissensteiner: «Ci avevano promesso dei posteggi davanti al locale, poi non si è fatto più nulla. Firmian e Casanova hanno sicuramente portato qualche cliente in più, ma hanno anche aumentato il traffico sulla strada. Al di là di questo, comunque, noi non possiamo certo lamentarci». (a.c.)

Coi giovani della Mahler la musica classica diventa una cosa da ragazzi


Sono ragazzi. D'accordo, fuoriclasse della musica, ma pur sempre ragazzi. È proprio questo che risalta dall'incontro dei giovani musicisti dell'orchestra dell'Accademia Gustav Mahler con alcuni studenti delle scuole medie e primarie della città, che hanno posto domande e poi alle prove generali del concerto che la Mahler ha tenuto in serata nell'Auditorium di via Dante. In mattinata, dunque, circa 80 studenti delle scuole medie Foscolo, Ada Negri e Archimede hanno incontrato la flautista brissinese Maria Beatrice Cantelli, il percussionista di Chiusa Christian Miglioranza e la violinista ucraina Diana Tishchenko. Introdotto dal direttore artistico della Mahler, Jürgen Kussmaul, è andato in scena un incontro divertente e informale in cui i musicisti si sono liberati delle vesti di baby-prodigio per lasciare trasparire anche la gioia di un'esperienza musicale di livello assoluto con 54 coetanei uniti dalla stessa passione. Esaurito il cerimoniale di saluti, domande e interventi programmati a tavolino dagli insegnanti è stata data briglia sciolta anche alle questioni più curiose, come una chiacchierata tra amici. «Qual è il vostro genere musicale preferito?» chiede uno studente e a chi si aspetta una risposta «classica» ecco servita la sorpresa all'unisono: «Il rock, perché ci piace ascoltare tutto nonostante la passione per la musica d'orchestra e da camera». Tra i vari interventi, ecco come Miglioranza descrive il suo ruolo nell'orchestra: «Con i timpani abbiamo molte pause: qui però sta il difficile perché è necessario essere abili a intervenire nel momento giusto, a tempo, senza sbagliare. È come un portiere di calcio: può passare 85 minuti a guardare, ma se sbaglia l'unico intervento decisivo alla fine fa una prestazione da buttare». Leggendaria, inoltre, la mole di applicazione richiesta per arrivare a certi livelli. «Quante ore studiamo lo strumento? Dipende: dalle due alle otto al giorno, ma quando siamo in vacanza anche solo una»: e ci scappa la risata. Più serio il discorso economico: «Molti di noi fanno anche altri lavoretti per guadagnare qualche soldo. Non sempre la musica è sufficiente a garantire il sostentamento». Anche loro, insomma, affrontano le sfide di qualsiasi universitario della loro età.
Nella seconda metà della mattinata, infine, spazio alle prove generali cui assistono anche i bambini delle primarie M. L. King, Don Milani, Fermi, Aufschneiter e il classico Carducci. Il saluto è affidato al direttore Philipp Von Steinaecker: «Vedete, Mozart rappresentava il musicista più in voga e trendy della sua epoca. Proprio come il pop di oggi». In fondo era un ragazzo pure lui. (a.c.)

I turisti: wc pubblici in piazza Walther


BOLZANO. Sarà anche il salotto buono, ma il giudizio dei turisti su piazza Walther è impietoso: «Bella, ma non all'altezza di quello che dovrebbe essere un simbolo della città». Si notano varie mancanze, ma la più citata è l'assenza di wc. La paventata pipì-tax dei bar viene promossa dagli stessi turisti: «Una misura ragionevole per risolvere il problema». Le motivazioni delle critiche sono varie: si va dalla mancanza di informazioni turistiche al vuoto delle giornate senza manifestazioni passando per l'ormai annosa questione della mancanza di un bagno pubblico. La sorpresa arriva proprio dal wc: la paventata pipì-tax dei bar viene promossa dagli stessi turisti. In sostanza c'è la disponibilità a pagare qualche centesimo pur di avere la certezza di contare su di una toilette pulita e disponibile. «Questa piazza - le parole degli olandesi Geret e Brigitte Grotenhuis - è bella, elegante, ma francamente non ha tutto l'interesse turistico necessario per catalogarla come un emblema di Bolzano. Il monumento a Walther, per esempio, non ha nulla di particolarmente straordinario o diverso dai tanti che si trovano nelle città europee». Klaus Höllensteiner e Anna Rauch, invece, parlano da giovani bolzanini. «In effetti qui alla sera c'è poco o niente e la piazza rimane nella penombra senza avere alcuna attrattiva, specie per i ragazzi. Sarebbe una buona idea, per esempio, quella di installare dei tabelloni elettronici dove riportare le iniziative in corso, in modo da farne un punto d'interesse e di utilità turistica. Auspicabile anche la copertura invernale per i dehors dei bar». Concittadine sono anche Sabina e Luisa Calapà: «Piazza Walther è bella, non si discute. Con le feste e le manifestazioni, però, è sicuramente più attraente. La richiesta d'intervento sulla questione del bagno pubblico da parte dei baristi crediamo sia condivisibile: in fondo è normale offrire una ritirata in un luogo a così alta frequentazione turistica. Nei locali, invece, il minimo è ordinare un caffè se si intende utilizzarne il gabinetto. Ben fatta, ma forse superflua, è infine l'aiuola che è stata predisposta attorno al monumento». Thomas ed Elke Lühr, tedeschi della Westfalia, storcono il naso. «Dobbiamo essere sinceri? Questa piazza, rispetto anche alla bellezza di altre strade del vostro Centro storico, non ha proprio nulla di particolarmente speciale. Spiace dirlo, ma purtroppo è così. Abbiamo sentito della proposta della tassa sulla pipì, ma in Germania questo è un meccanismo piuttosto diffuso, quindi è molto difficile trovare un tedesco che si possa sorprendere o indispettire per i 50 centesimi necessari». Arriva dalla Germania anche Silke, pronta a muovere subito un appunto alla piazza centrale. «Ho appena messo piede qui e mi sono subito sorpresa del fatto che in tutto questo spazio non si sia trovato un angolo dove posizionare una cartina del Centro. Per sapere come si raggiunge il Museo archeologico, per esempio, siamo costretti a recarci al punto d'informazione turistica. Sarebbe stato più bello fare da soli. Non capisco, inoltre, tutte queste discussioni sul pagamento per fare la pipì: a me sembra una procedura del tutto normale in una zona turistica». Damiano Toso è originario di Bassano del Grappa e accompagna la figlia Silvia, neobolzanina, alla scoperta della città. «La prima volta che visitai Bolzano mi stupii della presenza di un bagno pubblico nel parcheggio con tanto di fasciatoio». Proprio quella toilette è stata al centro di molte polemiche: «Non mi sorprende, in fondo era comoda e non capisco perché sia stata chiusa. Nei bar, invece, mi sembra educato ordinare perlomeno un caffè. Sembrerò controcorrente, ma personalmente piazza Walther la preferisco senza Mercatino ed eviterei di installare i tabelloni elettronici». Poco più in là, davanti alla galleria "Grifone", tre ragazzi di Innsbruck stanno suonando la musica del loro gruppo: "Die 3 Herren". Ben presto arriva l'avvertimento della polizia municipale: «Musica vietata dalle 12 alle 16» spiegano Gregor De Lorenzo, Bernd Luhassegger e Alex Mayr, perché la gente deve riposare. Intanto, però, la piazza è piena e di gente che si era fermata ad ascoltarci ce n'era parecchia. Questo intervallo ci sembra francamente un'esagerazione. Bene, invece, il dover cambiare posto ogni mezz'ora: noi musicisti di strada cerchiamo di fare di necessità virtù. E' già tanto, ci sembra di aver capito, che ci permettano di esibirci nella piazza centrale». Favorevoli all'apertura di un bagno pubblico anche l'Azienda di soggiorno, con Dado Duzzi («Lo propongo da anni - dice - il suo posto sarebbe in piazza Stazione») e il Ctcu, con Walter Andraus «Riceviamo moltissime lamentele da parte dei turisti, in specialmodo stranieri».

venerdì 1 ottobre 2010

Arretrati a grande richiesta


Alto Adige — 30 settembre 2010 pagina 45 sezione: AGENDA

BOLZANO. Altro giro, altra corsa. Mentre oggi pubblichiamo il bollino numero 21, e quindi prosegue a ritmo costante la collezione di chi, non perdendo un numero (del giornale, e di bollino....) tenta la fortuna, prosegue anche il nostro giro quotidiano fra i partner nel concorso che premia la fedeltà dei lettori, e premia anche la loro predisposizione al bricolage sotto forma di taglia e incolla, decisivo per tentare la fortuna. Il giro anche oggi si ferma dagli edicolanti, ovvero coloro che per primi veicolano il giornale e sentono le reazioni degli acquirenti - lettori. «Questo concorso sta avendo un grande successo e le domande di giornali sono continue»: ci accolgono con queste parole e con un sorriso Ciriaco Mendoza Urquizo e Jessica Mendoza Carvallo, padre e figlia peruviani che gestiscono l’edicola all’angolo tra via Dalmazia e via Rodi. «Oltre alle copie del quotidiano, che comunque rimane il più venduto in città, ci continuano a chiedere il raccoglitore, insomma la tessera per i bollini, tanto che dobbiamo rifornirci all’ufficio diffusione del giornale...», aggiungono. Forse, diamo un’informazione di... servizio, per un maggiore successo in questo senso è bene dirigersi direttamente nei supermercati del gruppo Aspiag (Despar, Eurospar e Interspar) dove la mole di schede a disposizione è certamente più cospicua di quella arrivata alle singole edicole. «Le richieste di arretrati - continua Jessica - sono consistenti, specialmente quando vengono pubblicati i jolly che possono sempre tornare utili. Il cammino, comunque, è ancora lungo», ride. Lungo è anche il viaggio che hanno fatto dalla loro terra d’origine in Sudamerica. «Mamma è venuta qui a Bolzano 15 anni fa e noi siamo venuti con lei. Ci troviamo molto bene», ci dicono. E tornando all’Alto Adige, comunque, si scopre che il giornale viaggia spesso “accoppiato”: «In genere lo prendono con le grandi testate sportive, qualcuno anche con la stampa tedesca». Già, i giornali sono tanti: solo uno, però, ha il bollino che conta... E allora noi ricordiamo che per recuperare i bollini persi ci sono due metodi molto semplici: basta acquistare i giornali arretrati che servono, richiedendoli dall’edicolante o in sede alla Seta Spa in via Volta 10, o sfruttare fino a 5 degli 8 bollini jolly che vengono pubblicati, due dei quali sono già usciti. Del resto, i premi in palio sono ricchi: 3 buoni per un anno di spesa gratis alla Despar, 6 buoni per 6 mesi di spesa gratis e 12 per un mese di spesa gratis. (a.c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Sul Talvera solo giochi gratuiti»


BOLZANO. Trenino e trampolino del Talvera rimangono appesi a un filo. L'assessore alle politiche sociali Mauro Randi cede la competenza alle attività economiche, coordinate dall'omologo Klaus Ladinser che, a sua volta, subordina ogni decisione a un incontro chiarificatore proprio con lo stesso Randi. In piazza Municipio, insomma, sembra regnare una certa confusione sulla situazione. L'Ufficio provinciale dei Bacini Montani, infatti, nel non rinnovare la concessione in scadenza ha scaricato l'intera responsabilità sull'amministrazione comunale. «Non conosco - dice Randi - nel dettaglio questa situazione. Tenderei ad escludere, infatti, che il tutto possa essere considerato come materia strettamente inerente le questioni sociali. Immagino, comunque, che trattandosi di una concessione si provvederà a inoltrare una nuova richiesta, per valutare ed eventualmente concedere una proroga all'attività privata». Sembra esserci, però, la volontà di installare solo giochi gratuiti. Esplicito Ladinser: «L'idea di adibire la zona per bambini solo con scivoli o altalene gratuite anziché con giochi a pagamento mi trova favorevole». (a.c.)

Don Bosco: «Più cura per i parchi»


BOLZANO. «Questa striscia verde è fondamentale per noi e i nostri figli. Per questo, siamo convinte che basterebbero pochi interventi per migliorare quello che non funziona». A parlare sono le mamme dei quartieri Don Bosco ed Europa che tutti i giorni utilizzano quell'immenso parco giochi che va da Ponte Roma fino a Ponte Resia. Un parco lungo e stretto come una fetta di polenta, che si dipana lungo le passeggiate dell'Isarco e tocca varie strade popolari di Don Bosco. Facile comprendere, dunque, come altalene, scivoli e buche della sabbia che compongono le varie aree giochi del rione siano particolarmente importanti per le famiglie del quartiere. In generale il giudizio sulle strutture è positivo, anche se non mancano le critiche sotto vari aspetti. Si va dalla poca manutenzione al marciapiede disastrato passando per i vandalismi notturni, il troppo sole estivo o il poco riparo invernale. Migliorare, insomma, si può sempre, soprattutto quando ci si rivolge ai bambini. «A volte facciamo fatica - sottolineano Julica Marinelli e Sabrina Piras - a tenere d'occhio i nostri figli perché l'estensione dei vari parchi non ci aiuta. Diciamo che non è come al "Ducale" dove tutto è più raccolto. Nella zona di via Parma, comunque, c'è molta ombra e la sabbia per i bambini è pulita, mentre vicino all'asilo Acquario hanno installato dei giochi forse un po' troppo complessi. Ecco, lì ombra non ce n'è mai ed è ottimo per l'inverno, ma impraticabile d'estate. Il marciapiede, infine, è abbastanza sconnesso e rischioso per le bici con le rotelle, anche se i bambini si divertono a fare ciclo-cross». Stesso appunto per Marialuisa Prodomici: «Difficile che passi un raggio di sole nello spiazzo dietro alla scuola "Alfieri". Davanti alla casetta del Vke, invece, mancano completamente le altalene». Simona Calligari insiste sul discorso "estivo" «quando sotto gli alberi possiamo stare al fresco e i bambini si divertono un mondo a giocare con l'acqua della fontanella. A disturbare, ogni tanto, sono i cani, ma solo quelli che non sono ben educati». Anna e Graziella Marabrese riprendono il tema della fontana «sempre e immancabilmente rotta. Bene per la tanta ombra d'estate, ma ci vorrebbe un maggiore controllo notturno per evitare il ripetersi di alcuni vandalismi». A parziale testimonianza troviamo numerose scritte su uno scivolo del parco. Contrattempo insolito, invece, quello registrato da Laura e Mimma Napoletano: «Quest'estate siamo stati letteralmente divorati da zanzare e moscerini. Probabilmente questi insetti hanno nidificato nella zona, soprattutto in prossimità del gioco con la carrucola, e si sono stanziate qui. Un fastidio per molti bambini». Durante i rigori invernali, però, diventa meno rilassante sedersi a chiacchierare con le amiche buttando un occhio di controllo ai pargoli come fanno Barbara Fornaso, Patrizia Bosco e Michela Mini. «Il bello di questo parco è proprio il suo carattere popolare e la possibilità di venire qui a fare quattro chiacchiere con le amiche. Sugli aspetti migliorabili, invece, ci vuole un poco di tempo per elencarli». Prego. «Prima di tutto chiediamo una maggiore manutenzione: le cortecce, per esempio, andrebbero cambiate ogni anno mentre qui non mi risulta che tutto questo avvenga. La sabbia della buca, inoltre, è sempre la stessa e di certo non va bene. La sera, infine, ci sono gruppetti di ragazzini che si divertono a rovinare le strutture e questo fenomeno andrebbe scoraggiato con qualche controllo in più». In chiusura incontriamo Elisa Bortolotti: «E' vero che vicino a via Alessandria ci sono pochi alberi, ma tutto sommato siamo fortunati perché possiamo scegliere tra varie opzioni e tanti giochi».
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