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giovedì 12 maggio 2011

Gli abitanti protestano: «Il conto di Casanova continua ad aumentare»


di Alan Conti
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BOLZANO. Prima la conversione di parte del lotto C poi la comunicazione ufficiale del pagamento del canalone di servizio a carico dei soci delle cooperative. Il dialogo tra Comune e residenti a Casanova non è mai stato così negativo come in questo periodo e il malumore continua a serpeggiare. La mancanza di servizi, la sensazione di abbandono dalle istituzioni e dalle stesse cooperative sono le molle più forti del malcontento che adesso deve fare i conti con una spesa aggiuntiva di circa 900 euro a famiglia. Il capitolo di spesa del canalone non dovrebbe gravare improvviso sulle tasche degli abitanti, dato che quasi tutti hanno consegnato alle cooperative un fondo di investimenti cospicuo. Ciò non toglie, però, che la cifra verrà comunque decurtata e adesso c'è chi sull'altro piatto della bilancia, quello delle spese comunali, vorrebbe mettere il traliccio interrato. In generale, però, continua a infastidire la sensazione di aver investito su un progetto che la carta prometteva diverso rispetto alla realtà. «La scelta di Casanova - interviene Massimiliano Espen - è quantomeno discutibile perché i preventivi di spesa andavano fatti prima in modo più chiaro. Il Comune, comunque, spero si renda conto delle mancanze di un rione che chiede farmacia, latteria o qualsiasi attività possa contribuire alla vita sociale. Altre case? Forse ne abbiamo abbastanza anche se bisogna essere onesti e dire che le abitazioni sono di buona qualità». «La prima preoccupazione - riprende Ida Braito - deve necessariamente essere il rilancio sociale e logistico di Casanova. Poi, semmai, possiamo metterci a ragionare sulle spese del canalone». Antonio Selce, dal canto suo, è stato preso in contropiede dalla nuova spesa aggiuntiva: «Sto cercando di capire meglio quello che sta succedendo, anche rispetto alle somme che abbiamo già anticipato alle cooperative per i pagamenti delle infrastrutture. E' evidente che non possiamo ritenerci soddisfatti di come stanno procedendo le cose e della discrepanza che si riscontra tra progetti e realtà. Speriamo, comunque, di poter contare in un futuro non troppo lontano su di una ferrovia, negozi e servizi migliori». Franca Bradian, dal canto suo, spiega un'altra abitudine diffusa tra i residenti del rione: «La maggior parte di noi sviluppa la propria vita sociale in altre zone della città. Si va vicino al posto di lavoro oppure alla scuola, ma il vero salto di qualità per Casanova sarebbe proprio quello di riuscire a trattenere le persone. Le continue bagarre con il Comune e la stessa spartizione dei costi delle infrastrutture non stanno aiutando il clima per un cambiamento in questo senso». C'è, ed è quasi un record, chi già pensa a trasferirsi: «Sto valutando l'opportunità di vendere case e andarmene - ammette Cristina Finelli - perché davvero cominciano a essere troppe le negatività. I 900 euro che ci chiedono potrebbero essere la goccia che fa traboccare un vaso stracolmo di un investimento fatto su un prodotto che le cooperative hanno venduto come diverso. La tanto decantata struttura di Casaclima e l'architettura dei condomini che vengono a vedere da tutta Europa, per esempio, non sono in grado di garantire l'isolamento di un semplice appartamento dai rumori. Si è parlato molto di risparmio energetico e adattamento climatico degli edifici, ma noi tutti questi vantaggi, francamente, non li abbiamo ancora percepiti. Sono tanti, inoltre, i difetti che le coop faticano a correggere, quindi oltre ad essere particolarmente accondiscendenti con il Comune a ridosso della discussione sul lotto C dovrebbero tutelarci di più». Torna sulla questione del canalone Gianluca Battisti. «Un contratto è un contratto e davvero non capisco il non voler pagare da parte del Comune. Mi sembrerebbe corretto, a questo punto, che se il canale di collegamento venisse pagato dalle famiglie, allora l'amministrazione pubblica dovrebbe farsi carico dell'interramento del traliccio. Se per questioni legali o normative non possono pagare ciò che avevano firmato, infatti, almeno saldino le voci alla loro portata. Sul lotto C, invece, bisogna battere con più convinzione la strada degli uffici, anche coinvolgendo la Provincia fosse necessario. Solo così possiamo attrarre bolzanini da fuori e rendere la zona appetibile per eventuali bar, edicole o tabacchini». La notizia del nostro giornale sul pagamento del canalone, intanto, è ripresa su facebook nella pagina dedicata a un condominio di Casanova accendendo un forte dibattito. «Quasi quasi chiedo al Comune le chiavi di accesso al tunnel - scrive Adriano De Giglio - ma, scherzi a parte, non possiamo che essere molto arrabbiati con l'amministrazione e le coop. Ora verificheremo se questa spesa dovrà addirittura incidere su un extra rispetto al monte infrastrutture accantonato».

Medie von Aufschnaiter, la preside e i docenti: «Un errore spostarle»


BOLZANO. La battaglia della scuola media "von Aufschnaiter" contro lo spostamento da via Leonardo da Vinci in via Weggenstein continua e stavolta sono la dirigente Ingrid Pertoll Froner e l'architetto Friedegard Glettner a prendere carta e penna e rivolgersi direttamente alle due giunte: comunale e provinciale. La stessa mail, inoltre, è stata inviata a buona parte dei consiglieri comunali. Due i binari su cui far marciare la protesta: da una parte le necessità logistiche e didattiche di rimanere nell'attuale edificio e dall'altra evitare lo spreco di denaro pubblico investito a suo tempo nella progettazione della ristrutturazione dell'edificio in via Leonardo Da Vinci. «Le von Aufschnaiter - si legge nella lettera - sono un elemento di grande storia e tradizione per Bolzano e attirano ogni giorno 300 studenti in Centro. Dal 1904 svolgono la loro funzione incidendo in modo importante sulla vita di moltissime famiglie bolzanine. Portano, insomma, vivacità a tutta la zona e aiutano lo sviluppo della cultura cittadina». La mozione degli affetti, però, non può bastare a bloccare l'avanzata dell'università che dovrebbe andare a occupare il palazzo della scuola. «Fino al 2007, però, era chiaro che si sarebbe proceduto a una riqualificazione. Si è studiata la sanatoria, l'eventuale ampliamento degli spazi ed è stato, chiaramente, realizzato un progetto per l'amministrazione pubblica regolarmente pagato. Ora tutto viene ridotto a carta straccia per le esigenze dell'ateneo». Il trasloco, come detto, dovrebbe avvenire in direzione via Vintola-via Weggenstein a comporre un nuovo ideale polo scolastico. «Nessuno dice - continuano Pertoll Froner e Glettner - che questo comporterà l'abbattimento del parco Goethe appena realizzato dalla Circoscrizione e la conseguente sparizione dell'unico fazzoletto verde del Centro storico, il tutto giustificato da un presunto scarso utilizzo. Sarebbe il caso, invece, che l'amministrazione ci dicesse quanti soldi sono stati spesi per quell'opera e a quanto ammonta il totale complessivo versato per la realizzazione degli inutili progetti di risanamento». Su questo punto arriva la chiamata agli scudi dei cittadini: «I bolzanini sono con noi perché non possono accettare lo sperpero di risorse pubbliche. Il centro scolastico lo abbiamo già: non bastano Università, scuola primaria Dante, scuola media von Aufschnaiter e Conservatorio Monteverdi per definirlo tale? Non solo, il contatto tra le generazioni non può che aiutare la crescita individuale di tutti gli studenti che frequentano queste strutture didattiche». Chiusura con le ultime, taglienti, domande rivolte alla politica: «Perché nessuno ha dato risposta alla petizione di 1.000 firme consegnata nelle mani del presidente della Provincia Luis Durnwalder e al sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli?» Questa sera, assemblea pubblica sulla questione, ore 20, sala di rappresentanza del Comune. Presenti tra gli altri, la direttrice Pertoll Froner, il vicesindaco Ladinser, Florian Mussner e Dieter Steger. (a.c.)
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mercoledì 11 maggio 2011

Eurasier campione: i protagonisti


Al primo colpo Eurasier si porta a casa la Oronzo Cup battendo in finale 2-1 i dominatori della stagione del Deportivo La Pequena. Gioia incontenibile per i protagonisti di questa cavalcata che ha visto nei playoff l’apice delle buone prestazione e…dei colpi di fortuna. I volti dei campioni:
Gillet: Fondamentale nel respingere il rigore di Totti in semifinale riesce sempre a tenere in piedi la baracca nonostante una squadra destinata ben presto alla retrocessione.
Padelli: In barba a tutte le previsioni acchiappa il cucchiaino smunto di Miccoli in finale e porta a casa un bonus d’oro colato dopo una stagione di panchina.
Boerchio: Diciamo che ha fatto gruppo.
Munoz: Parziale delusione per discontinuità, approssimazione e cartellini a pioggia. Lascia, però, intravedere margini di crescita data la giovane età e porta a casa qualche buon voto.
Bonucci: Altra amarezza della stagione dove ci si aspettava qualche voto alto in più e un minimo sindacale di continuità. Causa un autogol di Coda dell’Udinese a inizio stagione per una vittoria importante nella regular season.
Gastaldello: Solidità, piccoli passaggi a vuoti e qualche cartellino di troppo. Peccato per il singolo gol siglato in una partita col Bologna in cui per tutti i giornali era destinato in tribuna. Comunque sempre una sicurezza.
Spolli: Ha attraversato un difficile infortunio stagionale, ma sempre continuo senza picchi né baratri particolari. Unico gol in coppa Italia, mannaggia.
Dellafiore: Anche lui nel gruppo e poco più dopo metà stagione con Allons Enfants.
Nagatomo: Protagonista indiscusso prima a Cesena e poi all’Inter: dinamismo, assist e qualche gol. Difficile chiedere di più a un difensore.
Angelo: Arrivato a fine stagione, offre il suo contributo nei playoff con qualche voto sufficiente. Arma importante, però, per la sua pericolosità.
Von Bergen: Roccia e sostituto importante. Quando scivola, però, lo fa rumorosamente.
Montolivo: Prima parte della stagione deludente, seconda in leggera ripresa. Ci si aspettava di più.
Giaccherini: Pochi gol all’andata, molti più nel ritorno. Rendimento e classe con voti spesso altissimi. Fondamentale un suo gol contro il Piri negli ultimi minuti di recupero a Palermo.
Kharja: Sorpresa. Arrivato in sordina porta a casa qualche gol e bonus importanti. Non sempre brillante, ma prezioso.
Konko: Ci si aspettava qualche bonus e più pericolosità. Fa il suo senza eccellere.
Schelotto: Arrivato dall’Ipes arriva sempre nei pressi del bonus. Un suo gol contro il Piri fa la differenza.
Ljaic: Croce e delizia, ma età molto promettente. Bonus, ma anche un punteggio di 1 portato a casa nelle prime giornate con rigore sbagliato ed espulsione.
Hernanes: Top scorer della squadra, rigorista infallibile, brillante nei voti. Leader indiscusso.
Bentivoglio: Due gol nelle ultime due giornate. Centrocampista dal buon rendimento e il gol facile.
Cassano: Porta la carretta nella prima parte, molto meno al Milan. La sua litigata con Garrone spunta la squadra per lungo tempo costando diversi punti in classifica.
Sculli: Infortuni a raffica e pochi bonus. Per un attaccante non il massimo, ma si sbatte sempre.
Paloschi: Mezza stagione buttata dal medico. Infila, però, un gol importante al Catania che porta punti pesanti nella corsa al playoff.
Kozak: Sorpresona. Arrivato a un euro dopo averlo visto a Brescia infila reti che spostano gli equilibri. Una vittoria contro Spartak Gries è sua e il gol in finale, beh, è un gol in finale.
Riski: Comparsa, ma si farà.
Bergessio (nella foto): Determinante. Gol a raffica nei playoff, da qualsiasi posizione lui ci prova. Se anche non segna difficile esca dal campo con il classico votaccio.

Protesta delle lenzuola alle Von Aufschnaiter «No al trasferimento»


di Alan Conti
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BOLZANO. "Una scuola all'altezza: qui e ora". Genitori, insegnanti e direzione della scuola media "Von Aufschnaiter" sono passati ieri dalle parole all'azione fasciando l'edificio di via Leonardo Da Vinci con otto striscioni dagli slogan inequivocabili. Italiano, tedesco, inglese e ladino per dire che il trasferimento in via Vintola non può essere accettato sia per motivi di affetto storico sia, soprattutto, per ragioni didattiche, logistiche e di spazi. Dietro allo stendardo blu che all'incrocio con via Cassa di Risparmio spiega a passanti e automobilisti che le von Aufschnaiter non sono una scuola di serie B c'è, comunque, tutta l'unità dell'istituto: dalla dirigente agli alunni, passando per professori e insegnanti, tutti si muovono coordinati. «Siamo molto compatti - esordisce la dirigente Ingrid Pertoll Froner che ha lasciato a ragazzi e genitori il proprio ufficio per il completamento degli striscioni - e questa è sicuramente la vera forza di questa protesta. E' importante far sentire la propria voce perché se è vero che con gli uffici predisposti abbiamo fatto un buon lavoro per mettere in sicurezza la struttura, adesso non vogliamo essere trasferiti in questo modo. Come dirigente, sia chiaro, ho il dovere di valutare la funzionalità di un'eventuale nuova sede e, al di là delle motivazioni affettive, non ci sono reali vantaggi nell'andare in via Vintola. Gli spazi, infatti, sarebbero ancora più angusti e la logistica troppo penalizzante per i tanti pendolari che abbiamo tra gli iscritti. Non solo, considerando la lentezza delle trattative con i Padri Francescani difficilmente potremmo entrare nella nuova scuola entro dieci anni. Una ristrutturazione dell'attuale, invece, potrebbe impiegarne al massimo la metà». Già, perché rimanere nella storica sede non significherebbe lasciarla tale e quale. «Non vorrei - riprende la dirigente - che aver ottenuto i lavori per la sicurezza ci penalizzi. Non dimentichiamoci, infatti, che la scuola sicura è semplicemente la base di partenza. Ci sentiamo autorizzati ad avanzare ulteriori richieste visto lo standard medio altoatesino. L'aumento degli iscritti, infatti, ci porta ad aver bisogno di un'aula di musica, una di informatica e una palestra decente. Spostarci non porterebbe questi vantaggi«. Concordano pienamente i genitori Barbara Rottensteiner e Karin Blaas. «Non si tratta solo di una battaglia per i nostri figli dato che, trattandosi di scuola media, difficilmente frequenteranno ancora queste aule a lavori ultimati. E' un diritto della Von Aufschnaiter, infatti, non sentirsi trattare come un istituto di serie B, pronto a levare le tende per far spazio alla ben più importante Università. Le amministrazioni dicono di voler creare un polo scolastico in via Vintola, senza accorgersi che questo polo lo hanno già tra via Leonardo Da Vinci, via Cassa di Risparmio, via Ospedale e piazza Università. Le Von Aufschnaiter, per esempio, hanno collaborazioni con la scuola primaria "Dante Alighieri", con il Conservatorio "Monteverdi" nell'ambito dell'indirizzo musicale e con la Lub. Ora tutto dovrebbe essere smantellato con un danno didattico rilevante». Domani sera, intanto, si terrà un'assemblea popolare in vicolo Gumer alle 20 dedicata alle Von Aufschnaiter alla presenza dell'assessore comunale Klaus Ladinser e quello provinciale Florian Mussner. «Vedremo - conclude Rottensteiner - cosa avrà da dirci l'amministrazione in proposito. Valuteremo quanto hanno pesato le mille firme raccolte e consegnate in Comune oltre un anno fa e cercheremo di portare quanti più genitori possibile in sala per far vedere quanto questo sia un problema sentito e importante». A coordinare le operazioni tecniche di affissione, intanto, hanno partecipato anche gli insegnanti Amadeus Bortolotti e Ivan Lezuo. «Questa scuola merita di poter contare su strutture all'avanguardia e al passo con i tempi. Per questo sosteniamo con forza questa azione. Sono molti anni che lavoriamo in un edificio che necessita di interventi di rilancio totale. Abbiamo continuato a chiederli con insistenza dimostrando amore e affetto per questo istituto: sarebbe davvero ingiusto essere liquidati in fretta e furia solo perché la Provincia ha deciso che dobbiamo lasciare il posto all'Università».

martedì 10 maggio 2011

Le ciclabili pericolose I bolzanini segnalano Corso Libertà e via Roma


09 maggio 2011 — pagina 11 sezione: Cronaca


BOLZANO. Bolzano città a misura di bicicletta, a patto di non transitare in alcuni punti particolarmente pericolosi. Le riflessioni dei bolzanini che hanno partecipato nei giorni scorsi all’iniziativa “Giretto d’Italia” disegnano la mappa dei rischi della città per le due ruote. Partendo tutti dal presupposto di una rete ciclabile comunque invidiabile, ecco che Corso Libertà, via Roma, l’incrocio tra via Dante e via Cassa di Risparmio oppure via Leonardo Da Vinci emergono come macchie su un bel disegno. Promiscuità con i pedoni, ristrettezza delle carreggiate e la poca visibilità i motivi di inquietudine più evidente per chi decide di spostarsi sopra un sellino. Gli ultimi dati, oltretutto, fissano al 29% gli spostamenti interni effettuati con la bici. Bolzano, quindi, è l’unica realtà italiana dove i transiti ciclabili complessivi superano quelli degli automobilisti e il concetto di viabilità cittadina, quindi, va necessariamente allargato anche a chi si muove a ruote dimezzate.
Marco Tavernar è ciclista incallito e parla della situazione bolzanina con cognizione di causa. «Ci sono punti della città dove la larghezza delle carreggiate non è sufficiente. Facile pensare a via Roma oppure a Corso Libertà, ma pure molti tratti in prossimità dei fiumi non consentono un transito adeguato. Andrebbero controllati di più, inoltre, quelli che sfrecciano a velocità pazza con la bici da corsa convinti di trovarsi in pista e incuranti di tutti gli altri». Karl Berger torna a valutare la situazione critica di via Roma «ridotta ormai a una gimkana di poco senso. Sopratutto in prossimità della fermata del bus davanti all’Eurospar la situazione è ancora caotica con un percorso promiscuo discutibile e le troppe bici che ancora transitano a ridosso della corsia della Sasa». Serena Motta è volontaria di Legambiente e alle due ruote presta un occhio di riguardo: «Molto spesso il vero problema è la scarsa visibilità per il ciclista. Pensiamo solo all’incrocio tra via Dante e via Cassa di Risparmio dove i manifesti del Museion ostruiscono la visuale. Ci sono punti, inoltre, in cui paradossalmente a mettere in difficoltà la viabilità è lo stesso Comune con l’affissione di gazebo o cartelli ingombranti. La stessa potatura delle piante lungo le ciclabili è fondamentale per chi frequenta le piste che corrono al fianco dei fiumi: se non è fatta con cura, infatti, basta un attimo per “pizzicarci” il manubrio». L’amica Cinzia Flaim punta il dito su via Leonardo Da Vinci «dove la promiscuità tra bici e pedoni crea confusione generando pericolosi avvicinamenti o contatti. Nelle corsie particolarmente strette, invece, il timore è sempre rivolto a chi, inavvertitamente, potrebbe aprire la portiera della macchina». Pierpaolo Dalla Vecchia e Albert Armani provano a dipingere un quadro riassuntivo: «Corso Libertà è senza dubbio un punto estremamente delicato, ma non dimentichiamoci alcuni incroci pericolosi e la situazione di via Roma quantomeno discutibile. Non sempre, inoltre, si riesce a trovare la giusta formula di coesistenza tra pedoni e ciclisti».
Giuseppe Saluzzi lancia una proposta impegnativa. «Posto che la situazione di Bolzano è certamente al di sopra di molte realtà europee, ritengo che il vero salto di qualità possa arrivare unicamente dalla realizzazione di alcuni sottopassaggi fondamentali. Penso, per esempio a via Rosmini dove sbuca la ciclabile o in cima a via San Quirino presso l’incrocio che anni fa fu teatro di una tragedia che colpì proprio un ciclista. Spesso, comunque, le bici sono costrette a muoversi vicino a carreggiate dove le auto sfrecciano davvero a velocità troppo sostenute. Vedremo, il prossimo anno, la novità di via Claudia Augusta». Gino Cicaleggi: «E’ mai possibile che una città che non trova una soluzione a un affronto come via della Vigna possa contestualmente partecipare a un’iniziativa che premia il migliore comune d’Italia per le due ruote? Mi sembra un paradosso».
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Alan Conti

lunedì 9 maggio 2011

Von Aufschnaiter: i genitori si ribellano al trasferimento


BOLZANO. La scuola media «von Aufschnaiter» non vuole lasciare la sede storica di via Leonardo Da Vinci. A pochi giorni dall'assemblea pubblica (in programma l'11 maggio alle 20), organizzata dalla circoscrizione Centro Piani Rencio sul destino dell'istituto scolastico, interviene la rappresentante di classe e membro del consiglio dei genitori Barbara Rottensteiner: «Sentiamo parlare di un accordo tra il Comune e il sodalizio Cattolico per un trasferimento definitivo della scuola in via Vintola». Il grande edificio in via Leonardo da Vinci, che ospita le von Aufschnaiter, necessita di una ristrutturazione in tempi rapidi e non a caso nei mesi scorsi gli alunni della scuola si erano presentati, per protesta, a lezione con i caschi di sicurezza utilizzati nei cantieri. In quei locali, però, dovrebbe trovare spazio l'ampliamento di alcuni settori della vicina Università: da qui la necessità di spostare la scuola in via Vintola come soluzione definitiva. La nuova von Aufschnaiter verrebbe realizzata usando in parte l'immobile del Sodalizio cattolico con un ampliamento sul terreno dei Francescani: la trattativa, iniziata nel 2007, è più lunga e complicata del previsto. «Gli alunni che frequentano le Aufschnaiter - continua Rottensteiner - sono oltre 270, decisamente troppi per lo spazio che intendono offrirci e sicuramente sufficienti per ingolfare la viabilità di una porzione del centro storico che, ospitando già la scuola primaria Goethe e l'Anagrafe, è già molto trafficata. Abbiamo avuto più volte dei colloqui con la dirigente Ingrid Pertoll Froner che condivide le nostre preoccupazioni». Mercoledì prossimo alle 20 in vicolo Gumer, comunque, ci sarà modo di discutere della questione con l'amministrazione circoscrizionale, l'assessore comunale e vicesindaco Klaus Ladinser, l'assessore provinciale Florian Mussner, Dieter Steger, l'architetto Friedegard Glettner e la stessa dirigente. «Già il 9 maggio, però - annunciano i genitori - abbiamo intenzione di organizzare una piccola azione di protesta con una decorazione del tutto particolare della scuola». Spostarsi dalla sede attuale, inoltre, comporterebbe dei disagi didattici oltre che quelli logistici legati all'ubicazione e alla viabilità. «Sarebbe bello - continua Rottensteiner - poter collaborare con la Lub, la scuola primaria "Dante Alighieri" e il Conservatorio senza aumentare le distanze. L'indirizzo musicale previsto dal piano dell'offerta formativa, per esempio, trae giovamento da questa vicinanza con il Monteverdi». I genitori muovono anche critiche di natura urbanistica: «Crediamo non abbia senso riservare una zona così centrale unicamente all'Università, senza preoccuparsi di molte altre fasce di popolazione. Il Comune e la Provincia, infatti, dovrebbero tutelare anche la tradizione di queste strade». La tempistica, inoltre, rimanderebbe una soluzione definitiva alle calende greche. «In caso di trasferimento dovremmo aspettare almeno 10 anni per poter disporre di una scuola definitiva e all'altezza. Rimanendo nell'attuale edificio, invece, la ristrutturazione di potrebbe fare in cinque anni. Evidente come sia preferibile la seconda opzione considerando, oltretutto, che esiste un progetto comunale pagato profumatamente per una riqualificazione complessiva locali che ospitano le von Aufschnaiter». I toni dell'assemblea, insomma, si annunciano accesi nei confronti di Provincia, Comune e Intendenza: «La nostra comunità scolastica - conclude Barbara Rottensteiner - si sente come gli alberi del parco del vecchio ospedale. Destinati ad essere fatti fuori. Pretendiamo maggiore tutela». (a.c)
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domenica 8 maggio 2011

In Corso Libertà la nuova sala giochi divide i negozianti


BOLZANO. Un'altra sala giochi e stavolta nell'elegante cornice di Gries. In fondo a corso Libertà i locali del negozio di attrezzatura alpinistica Kössler ospiteranno presto "Gries Punto Gioco", dove troveranno posto anche 25 videolottery, ovvero le slot machine di ultima generazione con vincite fino a 500.000 euro ed, evidentemente, poste in proporzione. Il mercato bolzanino, dunque, alimenta la domanda di scommesse e gioco d'azzardo, ma non tutti i commercianti sono contenti della novità. Ci si spacca tra chi giudica la prossima apertura come un esercizio in più capace di attirare le persone e chi è preoccupato da frequentazioni e conseguenze sulla viabilità. Claudio Zeppellini, titolare dell'enoteca "In vinum veritas", sgombra il campo dalle polemiche: «Inutile fasciarsi la testa: dobbiamo prendere atto che il mercato richiede questo genere di attività. Non è un caso, infatti, che le macchinette dei bar siano sempre tutte occupate e le sale scommesse scoppino di clienti». Provano a fare un'analisi anche i clienti Pippo Rigotti e Luciano: «Bisogna considerare che la grande distribuzione ha eroso sempre più le possibilità del piccolo commercio di vicinato, al loro posto nuove attività». Claudio De Grandi esce da un condominio lungo la strada: «Abbiamo moltissimi bar e adesso si aggiungerà pure la sala giochi che, attraendo un pubblico giovane, rischia di congestionare la zona. Sul gioco, invece, non sarei così preoccupato perché bisogna essere onesti e ammettere che tanto gli interessati troverebbero comunque il modo di giocare». «A questo punto - interviene Karla Saxer di "Emotions" - tanto vale riaprire i casinò. Ormai la proliferazione di queste sale giochi è drammatica, quindi sarebbe opportuno circoscriverle e fissare regole ferree. C'è il rischio che si diffonda la dipendenza. Spero che l'unità che abbiamo dimostrato in altre occasioni tra commercianti del corso ci permetta di far fronte a eventuali situazioni spiacevoli». Si associa al richiamo all'unità anche Christine Gschleier Psenner: «È sempre stato un valore che ha fatto la nostra fortuna e non sempre è così facile da creare tra negozianti». Sulla questione interviene anche Ilaria Marinello di "Lovi Lingerie": «Non saremmo sinceri a dire che siamo contenti. Le preoccupazioni sono legate a un possibile decadimento dell'appeal e nella frequentazione della strada. In situazioni analoghe, non a caso, si erano già registrati malumori». (a.c)
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La responsabilità nell'attività mediatica


BOLZANO. Applicare il concetto di responsabilità ai media: questo il tema della tavola rotonda organizzata ieri sera dal Dipartimento di cultura italiana della Provincia e Cesfor all'Eurac. Moderatore dell'incontro l'editorialista dell'Alto Adige e professore universitario Francesco Palermo: «La chiave è coniugare responsabilità legislativa, sociale e politica nell'attività mediatica. I nuovi fattori che entrano in gioco nella stampa contemporanea fanno spesso riferimento alla corte europea di Strasburgo come, per esempio, trattamenti legati alla privacy di personaggi noti o il mantenimento del segreto professionale. Le nuove tecnologie pongono, inoltre, questioni di attendibilità». Secondo il direttore dell'Alto Adige Sergio Baraldi «c'è una moltiplicazione di prospettive ed opinioni, così le possibilità che i giornali diano visioni sempre univoche praticamente si azzerano. La varietà, inoltre, deve fare i conti con lo spazio a disposizione. In Alto Adige, inoltre, la frammentazione sociale trova ulteriore ampiezza nella componente etnica». Norbert Dall'O, caporedattore del settimanale "Ff", sottolinea la «divergenza evidente nei temi e nelle scelte della stampa italiana e tedesca nella nostra provincia». Analisi dettagliata quella di Giuseppe De Cesare, caposervizio della Rai di Bolzano. «Ci si dimentica sempre del servizio pubblico, ma in un sistema informativo diviso la Rai ha il compito di produrre in tre lingue. Sempre più spesso, invece, c'è chi parla solo agli italiani e chi solo ai tedeschi». E per il direttore del Corriere dell'Alto Adige Enrico Franco: «Non c'è solo differenza tra stampa italiana e tedesca, ma anche tra i singoli giornali. Non trovo grave, però, ci siano diverse letture». «La fretta - l'opinione di Hansjörg Kucera, presidente del comitato provinciale per le comunicazioni - può esser deleteria per tutto il progresso della stampa in generale». Conclusione affidata al professore di diritto costituzionale Maurizio Pedrazza Gorlero: «Il mondo della stampa non è in salute dal punto di vista economico ed è fortemente assistito. Nel modo di dare le notizie, invece, l'ordine professionale può avere un ruolo importante. In chiave giuridica, infine, dobbiamo dare spazio all'autoregolamentazione e alla giudicabilità esterna». (a.c.)

I residenti di Oltrisarco «Vogliamo un parco sotto il viadotto A22»



BOLZANO. L'eterno dilemma del parcheggio sotto piazza Vittoria blocca pure Oltrisarco e viale Trento. Sembra un paradosso, ma proprio sotto il viadotto dell'autostrada trova spazio il magazzino comunale dove sono adagiate centinaia di lastre che furono la pavimentazione della piazza del Monumento. Ora gli stessi blocchi sono destinati a tornare nella loro sede originaria non appena andrà in porto la riqualificazione pedonale. Un'area cani, alberi ad alto fusto contro lo smog o, addirittura, un piccolo parco: le soluzioni alternative portate avanti dai residenti. Per l'amministrazione, però, lo spostamento è impossibile per questioni economiche. A lambire, pochi metri più in là, l'irrisolta questione della famiglia Sinti dei Gabrielli, ancora stanziati nell'ex area cani. Ad accendere i riflettori sulla questione è Dario Caldart, residente di Oltrisarco: «Quelle lastre rappresentano ormai una bruttura per tutto il quartiere. Diverse persone mi raccontano di aver visto sbucare da lì i topi e altre schifezze. Se non altro andrebbe curato di più il mantenimento di un deposito pubblico. Sarebbe bello, però, che il Comune si attivasse per spostare le lastre e impiantare alberi ad alto fusto capaci di bloccare parte dello smog prodotto dalle vicine Autostrada e Arginale. Mi sono informato ed esistono alberi che hanno proprio questa funzione specifica: potremmo sfruttarli per migliorare l'aspetto estetico di una delle strade più discusse della città come viale Trento. E' insensato, infatti, chiederci di aspettare la fine dei lavori in piazza Vittoria perché passeranno, come minimo, altri 5 o 10 anni. La vecchia area della casa cantoniera, per esempio, sarebbe perfetta e, pur essendo provinciale, si può chiedere al Comune o alla Circoscrizione di trovare una mediazione. Si può considerare, infine, anche la possibilità di creare l'area cani al posto del deposito e tacitare le polemiche seguite all'arrivo dei Gabrielli che, da parte loro, meriterebbero migliore sistemazione». Proprio nella vicina microarea incontriamo Radames Gabrielli e Rinaldo Radesburg: «Certo, sarebbe molto bello riqualificare quello spazio. Non crediamo sia necessario che il Comune predisponga delle aree per i cani di cui dovrebbero occuparsi i padroni, ma riteniamo più adeguata una soluzione per le famiglie o per i bambini. Riguardo alla nostra posizione rimaniamo sempre parcheggiati qui, tecnicamente in sito "provvisorio". Continuiamo a sperare che l'amministrazione possa trovarci una sistemazione definitiva, ma lo scoraggiamento comincia a essere palpabile in tutte le nostre otto famiglie». Nives Boscaro lancia un'occhiata all'ammasso di piastroni: «Non è un bel vedere e se si decidesse di abbellire il luogo e riconsegnarlo per una qualsiasi attività alla gente ci guadagneremmo tutti». Rosalba Loss e Romeo Maratella tornano, invece, all'episodio di qualche giorno che ha visto cadere alcuni pannelli dai viadotti dell'Autobrennero. «Un pericolo incredibile perché, su un passaggio pedociclabile, poteva veramente innescare una tragedia. Speriamo che chi di dovere si sia attivato per verificarne le responsabilità. Il deposito, invece, potrebbe rappresentare una ricchezza da sfruttare meglio». L'A22, comunque, dopo la segnalazione del mensile di quartiere «Taxi» si è attivata in fretta e furia per la sistemazione e il controllo dei pannelli pericolanti sopra viale Trento. Torna sul destino del magazzino comunale, invece, la presidente di Circoscrizione Wally Rungger che chiude tutte le porte a soluzioni anticipate. «Le lastre torneranno al loro posto in piazza Vittoria e spostarle, nel frattempo, avrebbe dei costi di migliaia di euro. Lo stesso impianto di alberi ad alto fusto contro lo smog comporterebbe capitoli di spesa pesanti e non cambierebbe radicalmente la qualità di vita». Scetticismo condiviso dall'assessore comunale ai lavori pubblici Luigi Gallo: «Creare un parco in uno dei punti più inquinati della città? Francamente non mi sembra un'idea da sostenere con forza».
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venerdì 6 maggio 2011

Il rione Europa: via l'amianto dai tetti


BOLZANO. Rimuovere l'amianto al più presto perché ormai si è aspettato troppo. L'argomento tocca molto da vicino Europa-Novacella, specialmente nella zona di via Rovigo e via Novacella, densamente abitate e vicine ad alcuni istituti scolastici. Mentre diversi condomini hanno cominciato la bonifica per conto proprio, la Circoscrizione ha deciso di prendere in mano la questione e chiedere lumi sullo stato della discussione politica e sull'effettiva pericolosità di alcune coperture. E' andato in scena, quindi, un incontro tra l'assessore comunale all'ambiente Patrizia Trincanato e il vicepresidente del Quartiere Kilian Bedin (Svp). Sul tavolo la stima di 25 tetti da bonificare nel rione (130 in città). L'intento è accelerare gli interventi mentre dall'assessorato assicurano che si sono già tenuti i corsi di formazione per i dipendenti e a breve si procederà al riconoscimento ed eventuali lavori. «Ho avuto l'incontro con l'assessore - spiega Bedin - perché siamo chiaramente interessati che la questione si risolva nel più breve tempo possibile. Sappiamo che il Comune ha già aderito a un progetto di bonifica condiviso assieme alla Provincia ma attendiamo che, dopo i corsi che hanno frequentato, le guardie ecologiche possano riconoscere velocemente i tetti e intervenire tempestivamente. La nostra zona, infatti, è particolarmente abitata e densa di scuole, quindi merita attenzione assoluta. I contributi, comunque, sarebbero altrettanto auspicabili». Sulla questione interviene pure il presidente di Europa-Novacella Carlo Visigalli: «Più rapida è la risoluzione del problema amianto meglio è per il nostro quartiere. Sappiamo che le mappature dell'Appa e del Comune sono state svolte, ora attendiamo. Molto più complessa, invece, l'idea di prevedere un aiuto pubblico alle bonifiche perché va considerato chi ha già provveduto di tasca propria. Sarebbe ingiusto sfavorirli. Non a caso, comunque, abbiamo avviato dei contatti con vari amministratori di condominio per chiarire queste dinamiche». Intanto, però, alcuni condomini si sono visti recapitare in assemblea o nella posta preventivi che toccano anche quota 10.000 euro a famiglia per effettuare proprio la bonifica dell'amianto». La voglia di accelerare, comunque, è bipartisan: «Anche noi siamo favorevoli - spiega il consigliere del Pdl Jacò Meridiano - a snellire un meccanismo che da anni dovrebbe risolvere questa criticità. Ci sono, infatti, situazioni in cui la densità abitativa o la conformazione del rione impongono una priorità. Via Rovigo è tra queste. Sulla possibile partecipazione pubblica al pagamento dei lavori, invece, credo si debba discuterne in consiglio per uscire con una posizione unitaria. Ci sono aspetti come la retroattività, i requisiti d'accesso o le modalità di erogazione che sono complessi». «In questo caso - interviene Franco Giacomazzi (Lega Nord) - non c'è qualcuno cui ascrivere delle colpe assolute, né i costruttori dell'epoca né i residenti di oggi. Evidente, quindi, che chi si trova con un materiale cancerogeno sulla testa debba essere considerato come un soggetto debole e quindi non è corretto infierire chiedendogli di coprire interamente i pesanti costi. Cercheremo una soluzione perché con la salute non si scherza mai». Favorevole all'aiuto pubblico è anche l'ex presidente del quartiere Lorenzo Spinelli, oggi consigliere (Pdl). «Più che il Comune, però, credo che ci si debba rivolgere alla Provincia». L'assessore Trincanato, però, sul tema ha già pronto un progetto «che presenterò a breve in commissione ambiente con la richiesta di partecipazione dei presidenti di circoscrizione. Fino ad oggi, infatti, le verifiche di effettiva pericolosità sui siti venivano fatti dopo la segnalazione dei singoli o attraverso la recente mappatura dall'alto effettuata dall'Appa. Ora, dopo i corsi di formazione delle nostre guardie ecologiche in collaborazione con il Consorzio dei Comuni, contiamo di essere parte attiva nel rilevamento e nell'immediato intervento in caso di pericolo». (a.c.)