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lunedì 20 giugno 2011

Laura Chiatti sul set nel centro di Bolzano «Che bella città...»


di Alan Conti
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BOLZANO. Motore, azione e...paralisi di piazza Erbe. Il celebre mercato ortofrutticolo ha fatto ieri da cornice al set del film "Il volto di un' altra" di Pappi Corsicato con protagonista Laura Chiatti. Dividendo i bolzanini: passeggiando tra le bancarelle, infatti, in moltissimi sono rimasti stupiti dalla deviazione sul marciapiede imposta dalla polizia municipale durante le riprese. Due le reazioni contrapposte: ammirazione per uno spettacolo decisamente insolito e fastidio per l'imprevisto, con una decisa preponderanza per la prima. Fin dalle prime ore del mattino, comunque, la produzione ha cominciato a prendere possesso della piazza scegliendo come location particolare la macelleria "Peter Egger" per la sua architettura estremamente tradizionale. Nelle intenzioni della troupe quello di Bolzano doveva essere un set blindato: niente fotografie, bandite le domande al cast e massimo riserbo sul girato. Con il passare dei minuti, però, anche la componente romana della produzione si è accorta che il sabato mattina in piazza Erbe a Bolzano è quanto di meno appartato ci possa essere. Sussurri dell'equipe, infatti, parlano di un suggerimento, inascoltato, da parte dei tecnici bolzanini che avrebbero voluto schioccare il ciak alle prime luci dell'alba. In assenza di Alessandro Preziosi, comunque, tutti gli sguardi erano rivolti alla ricerca di Laura Chiatti che nella pellicola interpreta il personaggio di Bella, di nome e di fatto. Durante la scena in piazza, però, l'attrice ha indossato una maschera che la rendeva praticamente irriconoscibile. La trama, infatti, prevede un'oscillazione tra sogno e realtà con al centro una clinica di bellezza: si spiegano così le tante comparse con il volto fasciato dalle bende sanitarie. Chiatti, vestita con un'elegante pelliccia bianca e nera invernale, nella scena 42/A di Bolzano si stupisce della propria effige in vetrina e viene adocchiata sull'uscio dal personaggio interpretato da Lino Guanciale: frammento ripetuto con meticolosità da Corsicato per almeno cinque volte. In scena, comunque, Laura ha indossato due tacchi vertiginosi che a un certo punto le hanno strappato una disperata richiesta di «una soletta» per alleviare il dolore. Nelle pause tra un ciak e l'altro, comunque, l'attrice ha accettato con un sorriso saluti e qualche foto dei pochi bolzanini che hanno preso coraggio avvicinandola. «E' la prima volta qui - ci racconta - e devo dire che mi piace molto l'atmosfera della vostra città. I Portici e l'architettura generale mi ricordano alcuni scorci di Bologna, dove passo molto tempo quando vado a trovare il mio fidanzato, da Perugia. Finalmente il tempo ci ha concesso una tregua e arriviamo direttamente dalle temperature rigide di San Candido e della Val Pusteria: meno male che il film è ambientato in inverno. Per tre settimane e mezzo, comunque, abbiamo fatto tutti gli esterni e devo dire che gli altoatesini sono stati molto carini e pazienti assecondando tutte le nostre richieste. Li ringrazio». Dopo la partenza alle 4.30 dalla montagna, i camion della produzione che hanno riempito ieri Piazza Università hanno fatto rotta in serata verso Roma. Alle spalle si lasciano una Bolzano dal doppio umore. Da una parte gli emozionati come l'agente della polizia municipale coinvolta a sorpresa come comparsa e poi preoccupata per aver accettato sull'onda dell'entusiasmo, senza chiedere prima il permesso ai superiori. Dall'altra, invece, gli arrabbiati come Hamza Sas, titolare del banchetto davanti al quale si sono svolte le riprese: «Abbiamo perso tutto il sabato mattina, per noi è un danno economico». Il saluto gentile della Chiatti, ne siamo certi, sarà stato un buon risarcimento.
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Elettrosmog: in viale Europa controlli pagati dai residenti


BOLZANO. Gli abitanti si sono autotassati e in questi giorni sono partiti i controlli sull'inquinamento elettromagnetico tra via del Ronco e viale Europa. Egidio Tonolli, rappresentante del comitato che protesta contro le antenne installate sul palazzo Plaza, ha accompagnato due esperti in alcune abitazioni e in strada. Del team di rilevazione fanno parte una geologa di Trieste e un professionista in questo genere di analisi, ma i nomi rimarranno secretati fino a risultati acquisiti. Tre, comunque, gli appartamenti controllati da cima a fondo con le apparecchiature specifiche. Le prime anticipazioni sono tutt'altro che rassicuranti: «La sensazione - riferisce Tonolli - è quella di una situazione in buona parte fuori dai limiti di sicurezza, ma di certo potremo essere più precisi una volta pubblicati ufficialmente i dati». Tutto, dunque, dovrà poi essere confermato e verificato sulla base dei riscontri numerici. I controlli da parte di professionisti esterni, comunque, era stato autorizzato dalla stessa Agenzia provinciale per l'ambiente che tramite il suo direttore generale Luigi Minach aveva dato disco verde all'operazione: «Purché finanziata dai cittadini interessati, saremo contenti di veder certificata anche da chi arriva da fuori l'attenzione che la Provincia pone all'inquinamento di onde elettromagnetiche rispettando ampiamente tutti i limiti». Il pagamento degli esperti, quindi, è avvenuto grazie a una colletta tra i residenti che, ricordiamo, innescarono la protesta in seguito a una serie sospetta di tumori nell'arco di poche centinaia di metri attorno ai ripetitori per la telefonia mobile. «Hanno partecipato in moltissimi alla raccolta dei fondi - riprende Tonolli - e a breve organizzerò un'assemblea condominiale per spiegare quello che abbiamo scoperto». Sono quattro anni che sulla cima del palazzo provinciale Plaza sono installate le antenne di alcune compagnie telefoniche nazionali e già nel 2008 la mappa cartografica dell'elettrosmog cittadino mostrava proprio all'incrocio tra via del Ronco, viale Europa e viale Druso i valori più alti del territorio comunale con lo sforamento della soglia limite di 6 v/m. I casi di tumore e leucemie denunciati dagli stessi residenti nei vicini condomini dei "pifferi", infine, sono circa una ventina. (a.c)
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I presidenti dei quartieri: non possiamo lasciarlo così


BOLZANO. Da quando ha chiuso definitivamente anche il «Circolo tennis», ormai due estati fa, il Virgolo versa in una condizione di crescente abbandono. L'unico presidio lo tengono i (pochi) residenti e i due masi che ancora svolgono un servizio di ristorazione. Uno spreco: la collina che per decenni è stata frequentatissima dai bolzanini, ora rischia di non risollevarsi più da un declino costante. La bocciatura del progetto Thun per molti abitanti del Virgolo è stata "un'occasione persa". Ora il dibattito si riapre. All'incontro del Kohlerhof c'erano anche i presidenti dei quartieri Centro e Oltrisarco, i più coinvolti dal recupero della collina. Cauta la posizione della presidente di Circoscrizione Oltrisarco-Aslago Wally Rungger: «Seguirei una strada poco impattante - ha spiegato -, magari cercando di valorizzare quello che già c'è. Potrebbe funzionare, per esempio, una casa per anziani, ma attenzione sempre alle problematiche legate alla presenza dei tralicci e di una base di distribuzione del metano». Il suo omologo per Centro-Piani-Rencio, Rainer Steger ricopre il ruolo di mediatore e mantiene le distanze. «Credo che da questo incontro siano emerse delle richieste comuni legate alla sostenibilità e alla possibilità di restituire al pubblico questa parte di città. Qualcuno, forse per provocazione, ha anche chiesto di lasciare tutto così com'è, ma credo che si cominci a delineare un quadro entro cui disegnare una proposta condivisa». (a.c.)
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Virgolo, vertice imprenditori-ambientalisti


di Alan Conti
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BOLZANO. Comune, ambientalisti e gli imprenditori proprietari dei terreni: tutti assieme intorno ad un tavolo per discutere del futuro del Virgolo. E' successo l'altra sera "Kohlerhof". Un "deponete le armi" convocato dal consigliere comunale con delega per il Virgolo Rudi Benedikter. L'argomento, si sa, dall'abbandono dei Thun è un foglio bianco su cui chiunque può tracciare un proprio progetto: centro benessere, fattoria per animali, sala da ballo, spazio musicale per giovani o vetrina per i prodotti tipici territoriali sono solo alcuni esempi sbocciati durante l'incontro articolato nelle distinte tavolate, ciascuna con una tematica specifica. Tra i partecipanti, come detto, per la prima volta tutti i protagonisti del dibattito: sono emerse, così, alcune linee guida condivise su un intervento che sia per tutta la cittadinanza e non residenziale, con il punto interrogativo attorno alla partecipazione del settore imprenditoriale. Sui collegamenti, invece, la discriminante legata alla presenza o meno della funivia dovrebbe agganciarsi al flusso di pubblico previsto nelle strutture che saranno realizzate. Importante, la presenza dei proprietari (un pool di noti imprenditori bolzanini), rappresentati da Vittorio Repetto. «Prima di tutto siamo qui per ascoltare - le parole di Repetto - ribadendo la necessità di creare un punto di ritrovo che possa accrescere l'interesse intorno al Virgolo. L'obiettivo è di rendere il colle patrimonio della città e, in caso di progetto convincente, siamo disposti a mettere a disposizione alcuni terreni. E' evidente, però, che per raggiungere l'obiettivo sarà necessario trovare una formula in grado di apportare dei vantaggi e garantire degli utili ad eventuali investitori privati. Puntare sul tempo libero e sulla valorizzazione dei due masi esistenti può essere un punto di partenza». Precisa anche l'idea dell'assessore comunale all'urbanistica Maria Chiara Pasquali: «Dobbiamo conciliare le esigenze di residenti, turisti e imprese locali. Meritano attenzione le proposte di realizzare un centro per la musica o una piccola sala congressi. Si potrebbe anche pensare a piccole appendici di ricerca dal polo tecnologico su tematiche ambientali specifiche. Di sicuro non concederemo spazio al residenziale». Dal fronte ambientalista arrivano progetti concreti. «Da tempo - dice Gertrud Oberrauch del Vke - chiedo si possa realizzare una piccola casetta con gli animali domestici che venga attrezzata per la didattica ai bambini. Si potrebbe così coinvolgere le scuole e avviare progetti di pet therapy». Sportiva, invece, l'elaborazione di Thomas Brachetti di "Ambiente e salute": «Sarebbe bello predisporre una pista di downhill per la discesa con le mountain bike, tanto gli appassionati già seguono questi percorsi arrivando dal Colle». Christian Sölva, sempre dal Vke, chiede il coinvolgimento di «partner come Eurac, Trauttmannsdorf o Fondazione Vital. I corsi dell'Accademia Europea rappresenterebbero un bel volano per il Virgolo, mentre bisognerà riflettere bene sulla funivia, giustificabile solo con un buon flusso di persone». Non poteva mancare la proposta del comitato "Il nostro Virgolo" rappresentato da Maria Teresa Fortini e Verena Segato: «Abbiamo previsto una scalinata da 1.088 gradini da 18 centimetri, con una funicolare parallela lunga 342 metri con un dislivello di 196. Pendenza piuttosto impegnativa al 70%. A monte, invece, ci impegneremo per il restauro dell'Hotel Bellavista del 1898 seguendone la struttura originaria e rendendolo una casa passiva in grado di ospitare, per esempio, centri di socializzazione al costo di circa un milione di euro». Fitto il dialogo con Repetto. L'imprenditore però invita a stringere su soluzioni che siano sostenibili anche economicamente. «E vanno sicuramente migliorate le infrastrutture per rendere la collina finalmente raggiungibile tutto l'anno». Adesso la palla passa a Rudi Benedikter. Tocca a lui tradurre le proposte in realtà e mettere tutti d'accordo: residenti, Comune, ambientalisti, proprietari e quartieri.

domenica 19 giugno 2011

Musica, la legge sarà cambiata


di Alan Conti
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BOLZANO. Dopo la spettacolare manifestazione di giovedì sera in centro - 23 «concerti simulati» e alla fine musica «vera» davanti al Municipio -, oggi la protesta di band e artisti bolzanini contro la rigidità delle regole sulla (o contro...) la musica dal vivo a Bolzano si ripropone sui prati del Talvera con un evento organizzato dal Circolo Masetti e intitolato «Bolzano Suona». Ma la protesta dell'altra sera farà parlare di sé a lungo. Intanto un risultato lo ha ottenuto: il mondo politico inizia a muoversi. In Comune a Bolzano i consiglieri Tobias Planer e Martin Fink (Verdi-Projekt Bozen) e Miriam Canestrini e Sergio Bonagura (Pd) hanno presentato una mozione per chiedere alla giunta di trovare, insieme alla Provincia, "soluzioni tecniche o istituire delle zone di salvaguardia che rendano meno gravoso il rispetto dei decibel, e per distinguere le attività promosse da attività commerciali da quelle no-profit". Anche Angelo Gennaccaro dell'Udc sostiene i musicisti. E dalla Provincia interviene l'assessore competente Michl Laimer: "La legge provinciale sarà cambiata - dice -, abbiamo già inviato la proposta all'ufficio legale e a settembre andremo in consiglio. Daremo più competenze ai Comuni e quindi ai sindaci, almeno per quanto riguarda la valutazione del rumore tollerabile". Il nodo è infatti quello di alzare il limite dei decibel tollerati, che oggi sono 45 e considerati insufficienti dagli addetti ai lavori. Anche i tecnici dell'assessorato di Christian Tommasini lavoreranno alla legge, che darà più responsabilità alle singole amministrazioni cittadine. Eppure non è solo una questione di rumore. “Non si tratta solo di una mezz’ora o di un decibel in più o in meno, qui stiamo affrontando un discorso più profondo sulla dignità stessa del musicista come lavoro e figura”. Andrea Maffei si passa tra le mani il logo di “Freie Musica Musik Libera” con l’ormai celebre Ötzi contrabbassista e parte proprio da lì nel raccontarci il concerto di stasera. Tutti gli amici musicisti del Masetti, infatti, si riuniranno al parco del Talvera per dire con le note che il circolo è ancora vivo e che uno spazio andrebbe trovato per permetterne la continuazione delle attività. Il momento, dunque, dopo la manifestazione dei musicisti giovedì in piazza Municipio è particolarmente caldo sul fronte delle sette note. "Vede – riprende Maffei – dobbiamo porci delle domande sulla funzione della musica nei molteplici eventi della città. Sappiamo che si tratta di una componente fondamentale per moltissime manifestazioni, senza la quale perdono molto, eppure viene spesso trattata come se fosse un semplice sottofondo, da abbassare se infastidisce le chiacchiere o se urta i nervi di un singolo. L’esempio più eclatante di questo, se vogliamo, lo abbiamo verificato durante il Festival del Gusto. L’essere catalogati alla voce “piano bar e musica d’accompagnamento” deve essere una scelta del singolo musicista e non la condizione abituale di chi fa questo mestiere nel capoluogo altoatesino, soggetto a migliaia di altre priorità prima del suo lavoro”. A volte è difficile, però, immaginarsi la vostra arte come un vero e proprio professione. “Dietro ai concerti ci sono ore di studio, di aggiornamento, di ricerca e di meticoloso affinamento di quello che si intende trasmettere. Senz’altro è un qualcosa che amiamo fare, ma non dimentichiamoci che non si tratta solo di salire su un palco e intrattenere: alle spalle ci sono passione e impegno. E’ in questo che il musicista deve vedere riconosciuta più dignità nella nostra città”. Il “Masetti” ha sempre sostenuto e promosso questa condivisione.”Ecco perché stasera è importante esserci in molti, dalle band storiche a quelle più giovani”. Il movimento intergenerazionale è tema caro a Maffei. “La stessa “Freie Musica” mi ha molto colpito per la sua capacità di coinvolgere musicisti di tutte le età. In piazza Municipio si sono trovate diverse generazioni e sono saltati gli steccati di genere musicale: una bella dimostrazione di compattezza e una piacevole sensazione di condivisione”. “Freie Musica” nasce prima di tutto nell’alveo del web, con Facebook quale primo trampolino. Dopo i referendum fior di analisti elettorali si sono affrettati nel descrivere le potenzialità di questa nuova comunicazione che, nel caso della musica di Bolzano, diventa addirittura humus di una protesta. Funziona allora? “Devo ammettere che inizialmente ero piuttosto scettico perché attendevo la verifica dalla carica virtuale alla manifestazione reale. Giovedì, invece, abbiamo assistito a una protesta piuttosto corposa e convinta”. Sono arrivate pure le prime reazioni politiche: “Ci sono state delle rassicurazioni precise da parte di alcuni assessori comunali sulla volontà di aprire un dialogo con la Provincia e avanzare determinate proposte a Palazzo Widmann. E’ evidente che le responsabilità non possono essere tutte da una parte o tutte dall’altra, quindi sarà bene tenere sempre alta la soglia d’attenzione. Rispettare la democrazia, in fondo, è anche non costringere decine di persone a un concerto a piegarsi alla volontà di un singolo che si sente disturbato”.

Gli amici di Mattia Fiori scendono in campo per aiutarlo


18 giugno 2011 — pagina 31 sezione: Agenda

BOLZANO. L’altruismo, il supporto a un amico per sostenerne la battaglia per la vita. In sintesi, un gol per Mattia: torna oggi e domani il torneo amatoriale di calcio organizzato per sostenere la battaglia di Mattia Fiori, il ragazzo bolzanino che in seguito a uno shock anafilattico causato da un antibiotico è in coma ormai da quattro anni. Organizzatori, la sorella Francesca e gli amici di Mattia, così come quelle persone che accompagnano quotidianamente la famiglia Fiori in questa delicata battaglia. L’evento si tiene a Ruffrè, dalle ore 9 alle 19 sia oggi che domani, con la partecipazione di 10 squadre e il patrocinio del Comune di Bolzano e di quello di Ruffrè. Ci sarà anche una pesca di beneficenza organizzata da commercianti e associazioni con la partecipazione “da vetrina” della Lamborghini che mette in palio una visita al proprio stabilimento e la Ferrari che regala abbigliamento e gadget del reparto corse. Spazio poi anche a musica e cibo con il concerto stasera dei “Nomansland” e le prelibatezze preparate dai volontari, sulle cui spalle poggia tutta l’organizzazione logistica. Importante è anche la presenza dell’associazione “Il Papavero” per testimoniare la vicinanza della famiglia Fiori alla richiesta di un hospice provinciale. Il ricavato della manifestazione, precisa Francesca Fiori, «sarà versato su un conto corrente di Mattia, gestito dal giudice tutelare insieme alla mamma, al fine di poter garantire un fondo per perseguire il benessere fisico e spirituale di Mattia e creare sicurezza attorno al suo incerto futuro». L’elenco delle squadre partecipanti va dalla storica Forza Mattia (team degli amici più stretti del ragazzo) allo Sporting Sassuolo (dal modenese, amici e colleghi della sorella Francesca) passando per Independiente (squadra in cui giocò Mattia), White Caffè (locale di ritrovo con gli amici), Altair (da sempre sostenitori della battaglia della famiglia Fiori), Firmian (rappresentativa della struttura per lungodegenti, con il direttore Paolo Giuliani e parte del personale), Girasole (centro di assistenza e sicurezza sociale), Capolinea (omonimo bar di amici di Mattia), Gsl (squadra dell’amico Luca) e Riise, rappresentanza trentina per un derby della solidarietà. (a.c.)
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Ieri al via gli esami di licenza media


L'ultima campanella è suonata ieri e a nemmeno 24 ore di distanza sono cominciati nelle scuole medie di Bolzano gli esami delle classi terze. Ieri mattina, alle 8, poco più di 1.200 alunni si sono seduti al banco per le 4 ore del tema di italiano. Varie le tipologie di traccia proposte: si va dai classici ricordi accumulati nel triennio alle aspettative sul futuro, passando per i problemi adolescenziali con i genitori, la complessità dei nuovi mezzi di comunicazione o socializzazione e l'importanza del fattore fortuna negli esami stessi. Terminata la prima prova, continua un calendario dal ritmo sostenuto che vede per domani il tema di tedesco di quattro ore e lunedì l’ormai celebre Invalsi. La prova nazionale sarà divisa in una parte di italiano e un’altra di matematica, ciascuna con un massimo di 75 minuti a disposizione per lo svolgimento, e andrà a confluire nei dati statistici nazionali che valutano lo stato di salute della scuola distribuiti tra qualche mese. Un’uniformità di giudizio che troverà a breve identica trasposizione all’interno dell’esame di maturità in modo da monitorare, assieme alle primarie, l’intero spettro dei gradi scolastici italiani. Martedì, comunque, si tornerà in aula per la prova di matematica con chiusura degli scritti mercoledì per inglese. Un totale record di cinque temi, dunque, introdurrà agli esami orali che dovrebbero durare, secondo gli istituti, fino a fine giugno. Il numero di ragazzi che sosterranno le prove nelle scuole italiane dovrebbe aggirarsi intorno ai 1.200 alunni considerando, come fanno sapere dalla Sovrintendenza Scolastica, i 1.238 studenti frequentanti la terza media e la percentuale media del 94% di ammissioni all’esame finale. Nel dettaglio di alcune singole scuole cittadine, invece, 65 sono i candidati delle Alfieri in quattro sezioni, 89 alle Ada Negri e 86 alle Foscolo in cinque.
Ieri, quindi, è andata in scena la prima prova con il tema di italiano e dalle tematiche proposte emerge un quadro piuttosto chiaro di interessi e aspettative dell’età. Facebook, rapporto con i genitori e pagine di diario, infatti, sono tra le proposte più assecondate dagli studenti. Non è mancato, però, il coraggio di alcune commissioni che hanno provato a mettere sul banco argomenti delicati come la Shoah, l’analisi dell’affetto e delle relazioni umane, riflessioni sulla noia o paragoni tra differenti stralci letterari. Per ciascuna classe, comunque, sono state realizzate tre proposte che, a differenza della Maturità, possono variare da sezione a sezione e da scuola a scuola. Interessante, per cominciare, il trittico servito alle Foscolo: problemi dell’adolescenza, rapporto con Facebook, social network e nuovi metodi di comunicazione o, per concludere, il racconto di un’esperienza positiva maturata nei tre anni appena trascorsi. All’uscita delle Ada Negri, invece, i ragazzi discutono delle tracce assegnate che comprendevano una lettera a un amico, le considerazioni sull’incidenza della fortuna negli esami e un confronto tra testi letterari. "Tuttavia a fare veramente paura – ci confidano alcuni – è la prova di matematica. Agli orali, invece, ancora non pensiamo: avremo tempo per preoccuparcene". Alle Alfieri, invece, proposti spunti particolarmente stimolanti come l’analisi del rapporto affettivo degli umani rispetto a quello che provano gli animali o la riflessione intorno alla scuola intesa come luogo di divertimento e non solo di noia. Chiusura con le proposte delle “Da Vinci” che, oltre alla gettonatissima pagina di diario, proponevano una valutazione del fenomeno dei campi di sterminio o un articolo di giornale che raccontasse un’esperienza particolare dell’anno scolastico trascorso. Pare che gli alunni che hanno affrontato la delicata questione della Shoah si contino sulle dita di una mano: al di là della valutazione, forse, meritano un applauso.

sabato 18 giugno 2011

La musica scende in piazza


17 giugno 2011 — pagina 39 sezione: Altre

BOLZANO. Hanno provato a cantargliele silenziosamente. È uscita ieri allo scoperto - in modo piuttosto eclatante - la protesta di musicisti e artisti bolzanini riuniti sotto il nome di «Freie Musica Musik Libera». Dalle 19 sono state dislocate in tutto il centro cittadino 23 postazioni nelle quali altrettante band hanno mimato un concerto nel più completo silenzio. Poco più di mezz’ora dopo ritrovo in piazza Municipio dove i decibel, questa volta senza alcun mimo silenzioso, sono saliti vertiginosamente con la libertà per ciascun musicista di suonare ciò che desiderava con lo strumento che voleva. Grande curiosità tra i bolzanini.
Ma grande curiosità anche fra i politici: i consiglieri comunali hanno interrotto la loro seduta, scendendo fra i musicisti che protestavano con i loro strumenti. E il sindaco Spagnolli ha promesso che cercherà di intervenire presso la Provincia per far modificare le legge che pone grossi limiti ai concerti. La protesta è rimasta sottotraccia fino all’ultimo, costituendosi lentamente sul web per poi concretizzarsi nell’azione di ieri, che pare essere solo la prima di una serie. Allegato alla manifestazione, comunque, i promotori hanno indirizzato un documento al consiglio comunale e ai passanti sintetizzando i primi punti di un lungo programma che intendono portare avanti. In sostanza i musicisti criticano la progressiva riduzione a Bolzano dei luoghi dove poter suonare e la storica rigidità in materia di orari e comprensione della polizia municipale. Il testo di ieri sera ribadiva queste perplessità anche in un’ottica di candidatura di Bolzano a Capitale della cultura 2019, aggiungendo degli spunti più local come lo snellimento delle difficoltà amministrativo-burocratiche nel rilascio dei permessi, la liberalizzazione delle concessioni, la semplificazione degli incentivi per i locali che ospitano concerti ed eventi, l’adeguamento delle strutture esistenti con la pianificazione a medio termine di nuovi spazi, possibilmente in zone non residenziali, e il potenziamento della mobilità pubblica diurna e notturna.
In cantiere c’è un vero e proprio manifesto programmatico in cui si dovrebbe anche toccare il delicato tasto del controllo dei decibel durante i concerti. «Freie Musica Musik Libera», dunque, smette di essere solo il marchio di Ötzi con il contrabbasso moltiplicatosi nei profili di Facebook o sui palchi dei vari eventi musicali cittadini e si concretizza in una serie di richieste cui l’amministrazione comunale, a questo punto, dovrà dare delle riposte. Lo stesso assessore provinciale Tommasini ha condiviso il logo nella propria bacheca Facebook istituzionale inserendosi in qualche misura nella dialettica. Intanto la manifestazione di ieri ha suscitato le prime reazioni politiche. Secondo Guido Margheri (Sel) si tratta di «un giusto schiaffo ironico alla politica e alle istituzioni che hanno fatto scivolare questi temi in fondo alla lista delle priorità. Se si pensa che con un finanziamento analogo a quello concesso per la super-palestra di roccia della Salewa si sarebbe potuto finalmente dare alla città lo spazio degli ex-magazzini delle Ferrovie in via Macello si ha un esempio concreto delle scelte operate in questi anni».
Alan Conti (foto Manuel Riccadonna)
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Finita la scuola: a settembre cambiano presidi e docenti Minnei: «E più plurilinguismo»


di Alan Conti


BOLZANO. Gioia e malinconia con saluti che oscillano tra il congedo e l'arrivederci a settembre per la fine dell'anno scolastico. Occhi lucidi che non sono appannaggio esclusivo degli studenti agli ultimi anni, ma colpiscono pure una nutrita schiera di insegnanti e dirigenti scolastici della scuola italiana arrivati al ritiro. Massicci i pensionamenti tra i docenti, quindi, ma sono ai saluti pure personalità "storiche" della scuola altoatesina come i dirigenti del liceo scientifico "Torricelli" Carlo Runcio e dell'Istituto Comprensivo Bolzano I Giulio Clamer, rispettivamente da 10 e 19 anni alla guida delle loro scuole. Per loro la sovrintendente scolastica Nicoletta Minnei spende parole dolci e rilancia con la necessità di tutor che accompagnino il ricambio, tenendo ben dritta la barra del plurilinguismo e della nuova sfida rappresentata dalla riforma delle scuole superiori. La partenza, però, è dedicata alla gioia di chi festeggia l'arrivo di quasi tre mesi lontani dai libri come i bimbi della scuola primaria "Manzoni". Entusiasmo che si riflette nelle braccia al cielo, nelle scritte sulla lavagna e nel simbolico lancio dei quaderni. I genitori delle seconde attendono la distribuzione delle schede di valutazione. «Siamo molto soddisfatte - spiegano - dell'anno scolastico e dei progressi, con un'attenzione particolare all'aspetto delle lingue». I PRESIDI CHE LASCIANO. Al "Torricelli", invece, nell'ufficio del preside Carlo Runcio, saluti e abbracci per il dirigente prossimo alla pensione. Cosa rimarrà di dieci anni di direzione del liceo? «Credo - risponde Runcio - il rafforzamento poderoso dell'asse scientifico con l'inserimento di scienze, biologia e fisica dalla prima. Il cruccio, invece, è forse legato agli spazi perché quando si decise la ristrutturazione della scuola non si analizzarono con cura flussi e natalità, così si progettò una struttura per 17-18 classi quando io oggi ne ho 28. Le nuove scuole di oggi, invece, tengono più conto di questi fattori e di una didattica che, specializzandosi, richiede sempre più laboratori e ambienti specifici. Una tendenza del futuro che mi piace, infine, è la progressiva rivalutazione della formazione tecnica». Giorno di congedo pure per Giulio Clamer: «Lascio dopo 19 anni una scuola che è sempre stata in prima linea nella didattica per gli stranieri e contro qualsiasi discriminazione. Fa piacere salutare dopo un anno in cui abbiamo celebrato il centenario della primaria Dante e a pochi giorni dall'esame dei nostri alunni al Goethe Institut dove il 95% ha ottenuto la certificazione "Fit in Deutsch" di livello A2». Suona l'ultima campanella e si chiudono delle lunghe storie.
L'INTENDENTE. E' un ultimo giorno particolare pure negli uffici della Sovrintendenza, dove già si volge lo sguardo verso il prossimo anno scolastico, quando partirà una stagione di rinnovo con il via alla riforma delle scuole superiori e il ricambio di molti dirigenti, alcuni dei quali storici. Nove, infatti, le scrivanie da preside che rimarranno vuote, tra cui quella di Carlo Runcio al liceo scientifico Torricelli, Giulio Clamer e Giuseppina Rossi, rispettivamente all'Istituto Comprensivo Bolzano I e III. Dagli uffici, però, per cautela ancora non filtra la lista completa. «Posto che siamo soddisfatti - interviene la sovrintendente Nicoletta Minnei - di un anno scolastico che ha confermato il buon livello qualitativo e quantitativo della scuola in Alto Adige, ora ci prepariamo ad affrontare delle nuove sfide. Da una parte avremo l'inizio ufficiale della riforma su cui tanto abbiamo lavorato in questi mesi e dall'altra cercheremo di sostituire i tanti insegnanti che andranno in pensione, ma anche i dirigenti tra cui personalità che hanno costruito la scuola dell'autonomia. Stiamo valutando l'ipotesi di affiancare dei tutor ai nuovi dirigenti in modo da garantire una certa continuità. Il plurilinguismo, invece, rimarrà una direzione precisa del nostro lavoro». Bisognerà aspettare metà luglio, comunque, per capire chi saranno i sostituti al comando delle varie scuole: «Prima gestiremo i trasferimenti, poi intorno al 20 faremo le nomine». I rumors, per ora, riguardano unicamente il liceo scientifico "Torricelli" che potrebbe finire nelle mani dell'attuale dirigente dell'Istituto Tecnico per Geometri "Delai" Roberto Chistè. 17 giugno 2011

Park Fiume: decisiva la perizia geologica


i Alan Conti
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BOLZANO. Assemblea pubblica affollata e infuocata ieri sera nell'aula magna dell'Ipsct "De Medici" per la discussione sul parcheggio in via Fiume. Favorevoli e contrari si sono scontrati dialetticamente dopo gli interventi del sindaco Luigi Spagnolli e del city manager Helmuth Moroder. L'amministrazione, comunque, ha illustrato progetti e potenzialità della nuova opera, insistendo forse più sul contorno che non sul parking vero e proprio. A bocce ferme, comunque, la realtà vede il discusso cantiere legato alla conformazione del muro d'argine che sarà svelata dai rilievi geologici: se verticale si procederà con il cantiere, se obliquo il progetto sarà abbandonato. Il sindaco, in apertura, ha illustrato i passaggi istituzionali che hanno portato alle porte della realizzazione del parking. La vera spada di Damocle, però, è legata all'argine del fiume: «Sarà quella la vera discriminante. Se il muro sarà verticale ci saranno le condizioni per intervenire, in caso di obliquità il progetto andrà abbandonato. I rilievi, costosi, verranno fatti da un geologo professionista». Una battuta pure sulle paventate alternative: «Piazza Vittoria è bloccata dalle trattative con lo Stato proprietario del Monumento, mentre davanti allo stadio Druso dobbiamo aspettare gli sviluppi legati alla cittadella di Laives». Il sindaco è poi tornato sulla delibera di stralcio bocciata dal consiglio comunale: «Restituirò comunque la delega al consigliere Margheri». Di tutti gli interventi che ruotano attorno al parcheggio di via Fiume come aggiunta o risarcimento alla zona limitrofa se ne è occupato il city manager Helmuth Moroder. «Faremo interventi in un raggio di 350 metri: via Zara cambierà pavimentazione e arredo senza posto auto, via una fila di macchine in via San Quirino con marciapiedi ampi e nuova alberatura, mentre in via Fiume si realizzerà la ciclabile di collegamento est-ovest verso il Talvera e all'intersezione di via San Quirino e viale Venezia potrà vedere la luce una rotonda più bella e sicura. Altri interventi, inoltre, sono previsti in via Dante e via Cassa di Risparmio riordinando le soste disordinate e peicolose. Via Wendelstein, infine, riavrà marciapiedi percorribili togliendo i parcheggi». Il pubblico, però, si accende per la discussione del progetto. «Pianteremo addirittura più alberi di prima» è la frase che scatena un ironico applauso. «Il cantiere - continua Moroder - sarà vigilato seguendo le prossime direttive dei Bacini Montani, ma tutta la passeggiata sarà mantenuta percorribile. Miglioreremo pure gli accessi». Il vero rodeo, però, si accende con gli interventi da parte del pubblico, cui va fatta abbondante tara dei problemi eccessivamente personali. «Da anni aspettiamo una sistemazione in viale Druso e per il verde non farete nulla. Il sindaco non può disporre così dei soldi pubblici» attacca Gimmi Amato del movimento "Convivenza e Politica". Johann Heiss, dal canto suo, ha presentato una serie di fotografie di via San Quirino: «In questa strada il traffico è già sostenuto, migliorandone la viabilità si accentuerà questa criticità. Perché non si costruisce un parcheggio sotto via Combattenti oppure sfruttando la futura dismissione del carcere?» «Parliamo del parcheggio - alza la voce Nunzia Scatola - e affermiamo con forza la necessità per noi residenti di averlo. Siamo stufi di girare per ore alla ricerca di un posto». Il consigliere comunale Pd Ubaldo Bacchiega ne approfitta per svelare il proprio voto in aula «a favore che mi è costato pesanti richiami da parte del comitato. L'emendamento presentato dal sindaco è stato decisivo nel farmi cambiare idea. Mi chiedo come Guido Margheri possa ancora fare parte della maggioranza». Verena Segato, tra le anime della protesta che anche ieri ha accolto i partecipanti con eloquenti cartelli all'entrata della scuola, interviene nel dibattito: «Gli alberi e uno spazio pubblico socialmente importanti sono stati sacrificati alle logiche di partito. La maggioranza è succube di sindaco e Svp». «Occorre - l'opinione del segretario di Rifondazione comunista Fabio Visentin - cercare dei compromessi. A questo punto le assicurazioni comunali e lo stralcio dei parking in piazza Mazzini e via Visitazione sono sufficienti». Roberto Dall'Armi, invece, chiede «controlli sull'effettiva vicinanza dei soci al parcheggio ed eventuali subaffiti irregolari». «Ci sono persone che hanno il garage - spiega la residente Maria Cristina Bartolameolli- e lasciano l'auto all'esterno. È stato fatto un censimento dell'effettiva necessità?» Paolo Giacomoni, dal canto suo, torna sui decisivi carotaggi «che dovranno essere affidati a tecnici affidabili e non legati alla cooperativa o al Comune». Cerca di rispondere ad alcune domande l'avvocato della coop Francesco Coran: «Tutti i soci sono vicinissimi all'opera e per entrare è necessario non essere proprietari di un box. La realtà, comunque, è che chi abita vicino non vuole sopportare il disagio di pochi mesi del cantiere». C'è spazio, invece, per un annuncio del sindaco di controlli a tappeto sui garage: «Vogliamo controllare minuziosamente la situazione in tutta la città. Chi fa il furbo sarà sanzionato e chi è a conoscenza di situazioni poco chiare le segnali al Comune». Scena muta, infine, dell'assessore alla viabiltà Judith Kofler Peintner.
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