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mercoledì 19 ottobre 2011

La Lega: "Trasferire o abbattere gli orsi"

L'orso narcotizzato catturato l'altro giorno  in Alto Adige 

BOLZANO. "Il radio collare è una misura che a Trento non ha funzionato e comporta dei costi elevati. Le uniche soluzioni sono il trasferimento di 50 esemplari nella originaria Slovenia oppure l’abbattimento con revisione del relativo Protocollo". Nel giorno della “schedatura” dell’orso in Alto Adige la polemica innescata dalla Lega Nord valica il confine di Salorno e lo fa con una conferenza stampa tenuta nella sede del carroccio provinciale in piazza Verdi. Taglienti le considerazioni fatte dal parlamentare Maurizio Fugatti: "Il Protocollo sulla specie protetta prevedeva 40 esemplari, ma noi contiamo si sia ormai abbondantemente superata questa quota per un progetto che dal 2001 è costato 3,7 milioni di euro e sta cambiando lo stile di vita di molte persone nelle zone rurali di montagna. Per ora l’orso si è limitato agli animali domestici, ma cosa facciamo se dovesse scapparci il ferito o peggio?". Fatto sta, però, che della questione dovrebbe occuparsi anche il Ministero competente, non proprio distante politicamente dalla coalizione della Lega. "Vero – ribatte Fuganti – però fino ad oggi le relazioni della Provincia di Trento sono sempre state all’insegna di entusiasmo e ottimismo. Speriamo che Bolzano sia più realista". Evidentemente tutta questa apprensione non è così diffusa. "Al contrario – chiude il parlamentare – ogni volta che organizziamo conferenze nella vali ospitiamo centinaia di partecipanti. Diversi, inoltre, denunciano di essere stati inseguiti dagli orsi, ma proprio il Protocollo prevede in questo caso due contromisure: l’isolamento o l’abbattimento". (a.c.) 

Dolomiti, terra di dinosauri


Uno scheletro in mostra al Museo delle Scienze Naturali fino da Aprile
BOLZANO. Le Dolomiti? Una miniera naturale di fossili e informazioni sulle condizioni del nostro pianeta milioni di anni fa. Oltre ai paesaggi mozzafiato, dunque, è anche questo uno dei motivi che hanno portato al prestigioso riconoscimento di Patrimonio dell'Unesco alle nostre montagne e il Museo di Scienze Naturali lo evidenzia con la mostra: "Dino@Co.-Sauri delle Dolomiti" inaugurata ieri. Lungo un percorso cronologico disposto a ferro di cavallo si alternano fasi importanti della nostra preistoria dal Premiano al Cetacico, dai primi rettili ai dinosauri, da 300 a 65 milioni di anni fa. Ogni quattro o cinque passi una sorpresa: lo scheletro di rettile volante più antico del mondo (Eudimorphon), la vertebra dell'acquatico notosauro che ha spalancato agli studiosi la possibilità di ricercare fossili di ossa, l'ambra più vecchia del globo con tanto di cellula in divisione imprigionata oppure l'orma del grande erbivoro “Pachypes” assunta dagli scienziati come primo punto di riferimento per definire la specie. Il tutto all'interno di installazioni curate e accattivanti che trovano massimo impatto scenico nel grande scheletro di Carnotaurus Sastrei. Tra le chicche anche la ricostruzione del fossile di “Antonio”, uno scheletro di androsauro lungo quasi quattro metri che rappresenta il reperto più completo della specie mai ritrovato, e un approfondimento su “Ciro”, un cucciolo di rettile “Scipionyx Samniticus” che lascia intravedere addirittura i capillari e i cristalli di ferro del sangue.
Tutta la mostra, inoltre, propone tre binari di lettura per il pubblico: dai bambini agli specialisti, passando per gli adulti che si avvicinano al tema con una certa curiosità neofita, tutti possono trovare una chiave di interesse. "Gli 80 fossili - spiega il direttore del Museo di Scienze Naturali Vito Zingerle - vengono proposti in vario modo. Ci sono reperti immediatamente intuibili, altri che richiedono valutazioni più approfondite. Spazio, infine, a progetti, laboratori e giochi per i bambini". I più piccoli, per esempio, potranno scavare nella terra alla caccia di fossili, chiaramente artificiali, che potranno poi portare a casa. "È importante - riprende Zingerle - considerare i fossili come un elemento fondamentale che ha portato le Dolomiti ai riconoscimenti che oggi tutti celebriamo. Si tratta, oltretutto, di una materia che merita il massimo della professionalità e non ci si può improvvisare cacciatori di fossili dato che la legge italiana ne vieta la proprietà privata e la scienza impone trattamenti altamente specifici". A curare l’intera esposizione troviamo la paleontologa Evelyn Kustatscher che sottolinea l’importanza internazionale di una simile collezione. "Tra i vari reperti che presentiamo abbiamo delle autentiche primizie che nascondono scoperte che ancora non sono state pubblicate dagli organi scientifici in modo ufficiale. Per i visitatori più attenti si tratta di curiosità e nozioni individuabili che contribuiscono a dare lustro a questa mostra. Non è un caso, quindi, che la comunità di specialisti sia molto attenta all’avvenimento che abbiamo l’onore di ospitare a Bolzano". Le Dolomiti si sono rivelate uno scrigno di grandi scoperte, ma quanto possiamo ancora aspettarci dalle nostre montagne? "Facciamo solo un passo indietro e consideriamo che appena 30 anni fa nessuno si spingeva ad ipotizzare la presenza di dinosauri o rettili sauri su questo territorio. Oggi, invece, siamo certi del contrario. Per il resto posso tranquillamente assicurare che solo io posseggo materiale per una vita di studi e approfondimenti, quindi chissà quante altre informazioni possono contenere le rocce dolomitiche".
 La mostra, inaugurata ufficialmente ieri, resterà al Museo di Scienze Naturali di via Bottai fino all’8 aprile 2012. L’esposizione si potrà visitare tutti i giorni, dal martedì alla domenica, con orario 10-18. L’ingresso costa 4 euro, ridotto 3 euro e gratuito per i bambini al di sotto dei sei anni. La combinata mostra-museo, invece, è acquistabile a 5 euro, mentre il ticket famiglia è in vendita a 8 euro. Come sempre previsto un fitto programma di laboratori, workshop e visite studiato appositamente per le scuole: per informazioni sui percorsi didattici si può telefonare allo 0471-412975 oppure consultare il sito www.museonatura.it. 
Alan Conti


martedì 18 ottobre 2011

In via Dalmazia arriva la nuova pensilina



I lavori all'incrocio tra le vie Dalmazia e Roma (FotoinTasca)


BOLZANO. Quattro metri erosi alla proprietà privata e la possibilità di realizzare una nuova fermata del bus in via Dalmazia, con tanto di rientranza dalla carreggiata e pensilina. Dopo anni di diatriba con i proprietari di una villetta all’incrocio tra via Dalmazia e via Roma, infatti, il Comune ha avviato da qualche giorno i lavori per la realizzazione di una piazzola di sosta per i mezzi del trasporto pubblico. Un’opera affidata alle mani della ditta trentina “Edj Ravanelli” che secondo la concessione comunale avrebbe dovuto essere terminata nella giornata di oggi, ma che per l’azienda di Albiano si protrarrà almeno fino al 20 novembre. Allo stato dei lavori, però, parrebbe più calzante un’attesa di una ventina di giorni. Aspetto non del tutto indifferente dato che i lavori stanno creando qualche piccolo disagio in uno degli incroci più trafficati della città: non tutti i pedoni, infatti, rispettano l’imposizione di cambiare lato di percorrenza di via Dalmazia dato l’ingombro del cantiere e si espongono a rischi non indifferenti. Per chi svolta nella strada provenendo da via Roma, infatti, è assolutamente impossibile accorgersi di un pedone che cammina lungo la carreggiata sia che si tratti di una bicicletta sia ci si trovi al volante dell’auto. Nessuna colpa, chiaramente, è da attribuire alla ditta che ha realizzato il cantiere su una superficie di 270X0,53 metri, come recita l’autorizzazione municipale affissa che tra i contatti della “Edj Ravanelli”, però, riporta un numero di telefono inesistente. Difficile, quindi, per il cittadino soddisfare la propria curiosità. "Finalmente dopo anni di discussione – spiega il presidente della Sasa Stefano Pagani – il Comune è riuscito a risolvere il contenzioso con i privati stabilendo che i 4 metri occupati prima dal giardino della villetta sono di proprietà pubblica. In questo modo potremo predisporre una fermata con tanto di pensilina, prima inesistente, e rientranza della carreggiata. A beneficiarne, oltre agli utenti della Sasa, saranno anche gli automobilisti dato che la sosta non implicherà più l’attesa in coda dietro al mezzo. L’edicola che è stata momentaneamente smantellata, invece, tornerà nella sua posizione originaria, ma leggermente arretrata in modo da lasciare più spazio ai pedoni che prima, francamente, erano un poco sacrificati". Per il momento, infine, la fermata della Sasa “Dalmazia 1” è stata spostata qualche metro più avanti, sostanzialmente in corrispondenza della pizzeria “Gusto Pizza Carlino”.(a.c.)

E' Gambara il cittadino dell'anno


L'avvocato Gaetano Gambara con il sindaco Spagnolli

BOLZANO. "Si è distinto nella sua attività rendendosi particolarmente meritevole nei confronti di tutta la comunità bolzanina". È una motivazione capace di inorgoglire quella che Enrico Valentinelli, presidente del Circolo Cittadino, ha voluto accompagnare ieri alla targa di "Cittadino dell'anno" consegnata nelle mani dell'avvocato Gaetano Gambara. Per tutti il padre dell'Upad, fondata nel 1966, ma anche geometra, insegnante e avvocato, Gambara ha saputo incidere profondamente nel sistema formativo della città. Partendo dai corsi serali per la scuola media, infatti, l'Upad è arrivata oggi a essere il centro di una galassia capace di abbracciare tutte le generazioni con i vari Mua, Palladio, Ascolto Giovani o Altoatesini nel mondo. Il premio, consegnato ieri durante una raccolta cerimonia nella sede del Circolo Cittadino, ha commosso visibilmente Gambara: "Voglio dedicare questo riconoscimento a mia moglie perché ho dedicato più tempo all’Upad che a lei e di questo mi dispiaccio. Un doveroso ringraziamento, inoltre, devo indirizzarlo al presidente Luis Durnwalder che è prima di tutto un amico che ha saputo aiutarmi e consigliarmi nei momenti difficili personali e professionali". Non è un mistero, infatti, che tra il Landeshauptmann e Gambara intercorra un’amicizia personale che ha certamente aiutato il destino dell’Upad e ha portato lo stesso Durnwalder a presenziare alla cerimonia. "Sono sceso nell’inferno del Comune per omaggiare un angelo – scherza il presidente della Provincia – ma si tratta di un atto doveroso per una persona che ha fatto tanto per l’intero Alto Adige impegnandosi seriamente anche per la convivenza e predicandone l’assoluta necessità. Ricordo con piacere, infatti, alcune conferenze tenute in via Firenze sul maso chiuso oppure sulle specialità locali: ha tramutato in fatti le sue convinzioni". Soddisfatto della scelta è pure il sindaco Luigi Spagnolli: "Premiamo una personalità a tutto tondo, capace di intuizioni straordinarie e di scelte che hanno inciso sui cambiamenti della nostra società. Il più grande merito, forse, è quello di avere valorizzato la figura degli anziani donando loro nuovi ed efficaci stimoli". La cerimonia, intervallata da due intermezzi musicali eseguiti splendidamente dal 15enne pianista Max Trebo, ha raccolto nella piccola sala sotto piazza Municipio diverse personalità di spicco per il territorio. Oltre ai già citati Spagnolli e Durnwalder tra il pubblico si sono accomodati, tra gli altri, l’assessore provinciale all’innovazione Roberto Bizzo, l’assessore comunale all’urbanistica Maria Chiara Pasquali, il direttore del nostro giornale Alberto Faustini, l’ex assessore Michele Di Puppo, il direttore della Fiera Reinhold Marsoner, l’ex amministratore delegato di Ae Pietro Calò, il direttore di Confesercenti Paolo Pavan, l’avvocato Alberto Pasquali e la nota fotografa Francesca Witzmann.
Alan Conti





lunedì 17 ottobre 2011

A Bolzano si indignano in trecento



Striscioni pronti per la manifestazione (Foto Andy)


BOLZANO. Trecento indignati seduti sui prati del Talvera, ognuno con la voglia di dire basta a qualcosa e di testimoniare un vaso della pazienza ormai colmo. Numerosa la partecipazione alla manifestazione degli “Indignados-Alto Adige”  che ha visto radunarsi sui Prati ieri pomeriggio esponenti dei vari settori della società provinciale: dalla scuola agli operai passando per sindacalisti, artisti, commercianti, politici, immigrati, giovani e pensionati. La grande forza del movimento degli “Indignados”, quindi, si rivela la capacità di infilarsi in ogni rivolo del territorio, abbracciando temi di interesse internazionale,nazionale, locale e privato. Così, mentre a Roma sfilavano in migliaia e a New York si marciava su Time Square Bolzano, nel suo piccolo, ha vissuto anche lei la sua giornata da indignata.
 Tra i ciuffi d’erba delle passeggiate spuntano nel pomeriggio i primi cartelli: slogan contro la finanza onnipresente e pericolosa, contrarie alle leggi sull’immigrazione, al monopolio delle scommesse e dei giochi d’azzardo, alla gestione del lavoro, del fisco e della rappresentanza politica. A un primo sguardo è evidente che basta scegliere il proprio “No” di riferimento per sentirsi indignato. Poco vicino alcuni responsabili della manifestazione distribuiscono un volantino di istruzioni: la protesta, infatti, assumerà ben presto la forma di un’assemblea popolare. Tutti in cerchio con libertà di parola e gesti codificati per esprimere apprezzamento o contrarietà: niente fischi o sconquassi, ma rispetto dell’ordine. In mattinata, intanto, un lungo “drago economico”, costruito con un drappo rosso attorno a una bicicletta e simbolo dell’avversione alle logiche della finanza, aveva sfilato per piazze e mercato capeggiato da Isabel Mendoza. "Siamo un movimento apolitico, uniti semplicemente dalla voglia di dire basta a una serie di ingiustizie. L’economia sembra aver scelto noi come vittime delle proprie inadeguatezze, ma la gente ha deciso di non rimanere passiva e lo straordinario è che lo sta facendo in tutto il mondo". Raffaella Zito, poco più in là, raccoglie gli indirizzi mail per tenere informati gli aderenti sulle attività degli indignati e dei promotori della democrazia diretta. "Non ci fermeremo certamente all’azione di oggi, ma andiamo avanti. A livello provinciale chiediamo di essere coinvolti maggiormente, di essere ascoltati. Metteremo a confronto la nostra proposta di democrazia diretta, appoggiata da 118.000 firme e quella della Svp, ma ci piacerebbe venisse lasciata libertà di scelta ai cittadini tra le due opzioni". Lucida, invece, l’analisi dello studente Davide Balduzzi: "Paradossalmente la crisi è un’opportunità perché i giovani ormai sono talmente senza futuro da essere chiamati a una forte reazione. Un discorso che vale anche per altri settori della società. In Alto Adige, invece, dovremmo dire basta alla proporzionale che è ormai anacronistica". Forte è anche la componente di lotta sindacale nel movimento con tutte le sigle che hanno organizzato pullman in direzione della Capitale. "Siamo anche noi a Roma – conferma Fabio Parricchini della Cgil/Fiom – per dire che il lavoro soffre e l’articolo 8 in Finanziaria è stato il più grave attacco mai sfoderato contro i lavoratori. Sulle Acciaierie, invece, siamo in fase d’attesa perché sappiamo che Vicenza pare sufficiente alla produzione della Valbruna, ma abbiamo la convinzione che l’azienda debba continuare a essere parte importante del nostro territorio, con cui è assolutamente compatibile al contrario di quanto affermano alcuni assessori provinciali". Tra i partecipanti compare anche il noto regista teatrale Fausto Paravidino, in questi giorni in città per il suo spettacolo “Spettri”. "Faccio parte del Teatro Valle Occupato a Roma che aderisce al movimento e sono venuto qui per scoprire la realtà bolzanina attorno a queste tematiche. Personalmente ritengo che di cultura ci si possa cibare a differenza della finanza, quindi bisognerebbe rivedere alcune priorità di chi ci governa. Seguo con attenzione, inoltre, il dibattito attorno alla democrazia diretta e il sistema referendario che ritengo una conseguenza di un deficit di rappresentanza enorme. Attualmente, infatti, si procede alla semplice vidimazione di listoni preparati, in modo più o meno affidabile, dai vertici dei partiti e senza possibilità di intervento: non credo che questa possa essere una caratteristica di un sistema che si definisce democratico".
Alan Conti


Firmian, la casa del teatro per bambini


La conferenza stampa di presentazione
BOLZANO. Firmian è un quartiere giovane, con tante famiglie e bambini piccoli. Parte da questi dati statistici la seconda edizione di “Firmian, il tuo futuro”, programma di manifestazioni ideato dal Dipartimento alla Cultura della Provincia che intende innestare gli eventi culturali all’interno di quartieri e rioni popolari. Affidato il cartellone nelle mani del Teatro Cristallo ecco che il programma di “Firmian, il tuo futuro 2” ha preso forma modellandosi proprio sui bisogni dei bimbi. E’ nata così una manifestazione formata da sei spettacoli incentrati sull’uso di burattini, narrazioni di favole e sfoggio di colori. Tutto gratuito e tutto in scena presso l’Auditorium del nuovo liceo sociale Pascoli nel cuore di Firmian in via Deledda. Non solo, tra ottobre e marzo presso la sala della parrocchia Madre Teresa di Calcutta in via Puccini sarà possibile partecipare a un laboratorio teatrale per bambini in età prescolare tenuto dall’attrice e collaboratrice di Teatro Blu Barbara Fingerle. Un percorso che pone particolare accento sul coinvolgimento dei genitori nello sviluppo delle capacità artistiche ed espressive dei piccoli.
 Tornando agli spettacoli, tutti in programma il sabato pomeriggio e presentati ieri in conferenza stampa dalla direttrice del Cristallo Gaia Carroli, si parte il 22 ottobre alle 16.30 con la storia di “Pinocchio” di Alberto De Bastiani "una rappresentazione universale conosciuta da praticamente tutte le culture". Il 19 novembre, sempre alle 16.30, sarà la volta de “La grande sfida fra il riccio e la lepre” di Teatro Glug: "Una tipica avventura – continua Carroli – di una coppia di opposti in cui il più debole riuscirà a vincere contro il più forte utilizzando l’astuzia". Sabato 3 dicembre proposta locale e natalizia con “La coperta di Natale” della Fondazione Aida e diretta dalla bolzanina Flora Sarrubbo. "Una babilonia di parole inventate e rime storpiate". Introduzione nel nuovo anno con lo spettacolo di sabato 21 gennaio “A pancia in su” del Teatro del Piccione, "una tenera storia incentrata sul rapporto affettivo tra fratelli". Il 4 febbraio è la volta de “L’Elefantino” della compagnia La Baracca che sfrutta le capacità di animazione dei…calzini. "Sono proprio questi indumenti a prendere vita e trasformarsi negli animali della giungla per un racconto che fa riflettere sul tema dell’integrazione delle diversità". Chiusura davvero originale e divertente con “Va dove ti porta il piede” di Laura Kibel."L’attrice – conclude Carroli – trasforma i suoi piedi e le sue gambe in fantastiche creature. Nasce così l’avventura di strani personaggi che, senza parlare, amano, soffrono e fanno ridere".
 Due, invece, i turni previsti per il laboratorio teatrale che potrà essere frequentato dal 10 ottobre al 28 novembre oppure dal 16 gennaio al 5 marzo, sempre di lunedì dalle 15 alle 16.30. L’insegnante e attrice Barbara Fingerle accoglierà i bambini dai 3 ai 6 anni, rigorosamente assieme a genitori o accompagnatori, per un percorso divertente e condiviso. I partecipanti andranno da un minimo di 10 a un massimo di 20 persone e tutto il laboratorio ha un costo di 30 euro. Per informazioni o prenotazioni rivolgersi al Teatro Cristallo, allo 0471/202016 oppure inviando una mail aprenotazioni@teatrocristallo.it.
 L’iniziativa, comunque, viene inserita dall’assessore provinciale competente Christian Tommasini in un quadro più generale "di manifestazioni che, da via Cagliari a Casanova, intendono portare la cultura nelle zone popolari della città e attrarre nuovo pubblico. Non solo, il tutto è preceduto da analisi socio demografiche in modo da calibrare al meglio l’offerta secondo le esigenze comuni. Concentrarsi sulle giovani generazioni, infine, ci permette di sperare in un futuro in cui la conoscenza risolva molte delle attuali paure".
Alan Conti 
 




Casanova, intanto, si gode la cultura




La locandina della festa



BOLZANO. Prima dell’asilo, dei negozi e del tanto chiacchierato lotto C è arrivata la cultura. Casanova è ormai il rione simbolo nell’immaginario bolzanino della richiesta di servizi, di una progettazione urbanistica incompleta e di una città che per ora vanta uno splendido sviluppo edile e poco più. Domenica, però, i residenti di Casanova hanno potuto incassare una piccola, ma significativa, vittoria. L’iniziativa “Insieme al Casanova” organizzata ieri dalla vicepresidenza provinciale con l’ufficio “Casa Haus Scuola Cultura” insieme ad Arci, Comune e le associazioni “Vispa Teresa” e “Bottega del Mondo” ha portato in via Emeri quella che può essere considerata a tutti gli effetti una piccola fiera dell’offerta culturale cittadina. Grazie a diversi stand, infatti, le associazioni o gli enti di produzione e organizzazione culturale del territorio hanno presentato qui le loro proposte per la stagione in arrivo. Il tutto condito da alcuni appuntamenti clou come la presentazione alle 11 del bando di concorso d’arte pubblica “Parco Casanova” oppure l’orchestra per ballare, il servizio bar e ristorazione o la musica dal vivo che hanno animato la la festa fino alle 23, com buona pace di chi protesta sempre e comunque. L’occasione, insomma, è stata di quelle buone per dimostrare che il quartiere c’è e risponde, ma anche per andare a scoprire una porzione di città di cui si parla tanto e che, alla fine, non è conosciuta da tutti. Non a caso l’evento è stato salutato con entusiasmo anche dall’associazione di residenti “Laboratorio Casanova” costantemente impegnata per lo sviluppo del rione.
Il progetto “Insieme al Casanova”, comunque, nasce da lontano e affonda le radici nella volontà provinciale di portare la cultura a domicilio all’interno di zone popolari della città. Fautore del successo che ha mosso i primi passi con la promozione porta a porta di eventi culturali in via Cagliari e si è poi sviluppato attraverso gli appuntamenti estivi di “Don Bosco-Aspettando una piazza” è Sergio Camin. "Le manifestazioni che abbiamo proposto nel parco delle Semirurali e proprio nelle strade di Casanova hanno avuto un eccellente riscontro. Abbiamo soddisfatto gli obiettivi iniziali che erano legati alla ricerca di nuovi pubblici cui far conoscere l’offerta culturale complessiva e di spostare i luoghi di produzione culturale cercando, quindi, di stimolare una partecipazione diffusa con la collaborazione della Circoscrizione, dell’associazionismo di quartiere e degli enti che producono e promuovono cultura".  Proprio in occasione di uno di questi appuntamenti è nata l’idea che ha portato all’iniziativa di domenica. "La serata musicale “Cantarsuonando” che si è svolta a Casanova – continua Camin – si è rivelata un momento di gioia e di incontro fra il vicinato, sostanzialmente un momento importante all’interno del processo di costruzione di una comunità. Quella sera molti residenti hanno espresso il desiderio che non si trattasse di un episodio isolato ma che quel concerto fosse, al contrario, il primo di una serie di eventi in grado di ravvivare questa parte di Bolzano. Così abbiamo cercato di mettere in piedi qualcosa che potesse soddisfare sia gli adulti sia i bambini e, contemporaneamente, attirare persone anche dagli altri quartieri cittadini". Il vero salto di qualità, infatti, Casanova lo aspetta anche dalla capacità di attrattiva per non sentirsi sempre un corpo estraneo ed isolato. Prendersi una domenica per curiosare non può che aver fatto del bene a tutti.
Alan Conti


venerdì 14 ottobre 2011

Fiera Hotel: A Bolzano il futuro degli alberghi


Il logo della fiera Hotel che torna 

 Il cuore della fiera, però, è prima di tutto rappresentato dai 25.000 m² dell’area espositiva che vedrà protagonisti aziende specializzate del settore, ma anche importanti associazioni locali. L”Hgv”, per esempio, si presenterà con uno stand di grande impatto. "Avremo 400 m² a disposizione – spiega il presidente dell’Unione Albergatori Walter Meister – con tanto di ristorante curato dallo chef stellato Norbert Niederkofler e degustazione del caffè Schreyögg. Per l’occasione, comunque, cercheremo di presentare al meglio il portale “Booking Alto Adige” che già oggi viene utilizzato da 800 operatori alberghieri. Questa fiera, infatti, ci permette di curare sia l’aspetto promozionale sia quello legato ai contatti professionali". Il convegno dell’Unione, in programma mercoledì 19 dalle 9 alle 13, punterà tutto sul servizio, sempre con un occhio ben fisso al mondo del web. "Bisogna perseguire l’eccellenza, anche perché le molteplici piattaforme di valutazione presenti in internet favoriscono la diffusione immediata di informazioni su eventuali negligenze con conseguenze devastanti". Indirizzi come “Booking” o “Trip Advisor”, insomma, sono croce e delizia degli operatori, come testimonia l’attenzione posta sul tema pure dall’associazione dei “Giovani Albergatori”. Durante la loro promozione degli aperitivi da bar con prodotti locali in fiera, infatti, saranno loro a curare il convegno “Social Media” di lunedì 17 dalle 9.30 alle 12. I numeri, d’altronde, parlano chiaro: nel 2010 i soggiorni italiani prenotati sul web sono stati il 35% e l’80% delle strutture è presente sul web con un 54% che permette direttamente la prenotazione on-line. Non solo, un albergo su cinque ha una pagina su Facebook, mentre per i villaggi turistici questa percentuale sale al 44% e gli ostelli al 45%. Il futuro, insomma, guarda in questa direzione.
 La fiera “Hotel”, comunque, intende migliorare le 18.000 presenze registrate nel 2010 che segnarono un incremento di pubblico pari al 7,4% e sarà anche l’occasione per ribadire alcuni numeri che fotografano lo stato di salute del turismo in Alto Adige. Gli arrivi, infatti, sono cresciuti del 3,3%, i pernottamenti sono saliti del 2,4% toccando quota 28,7 milioni di notti e un totale di 5,7 milioni di turisti. Molti dei quali arrivano per ammirare le Dolomiti patrimonio dell’Unesco e oggetto del convegno in programma giovedì 20 dalle 9 alle 12 con la partecipazione di Reinhold Messner. A fare da catalizzatore, inoltre, c’è il settore enogastronomico curato in fiera con particolare attenzione dalle aziende dell’alimentare interne all’Unione Commercio e Turismo che nel settore conta circa 500 attività. Dalla degustazione dei cuori di castagna quotidiana alla proclamazione del miglior “Schüttelbrot” in programma mercoledì mattina, non mancherà la promozione dei prodotti locali. Rientrano a pieno diritto nella categoria d’eccellenze i vini nostrani presentati da “Autochtona”con oltre 100 aziende provenienti da 18 regioni pronte a proporre le quasi 300 etichette in esposizione. Unica discriminante è che tutti i vini siano provenienti almeno al 95% da vitigni italiani. L’Alto Adige, dal canto suo, cercherà di imporsi con l’iniziativa “Tasting Lagrein” in programma mercoledì che vedrà protagonisti 16 produttori aderenti all’associazione vignaioli che proporranno 21 diverse etichette di questo rosso. Attesi per l’evento oltre 1300 operatori oltre a una nutrita presenza di wine journalist italiani e esteri.
 La fiera “Hotel”, comunque, rimarrà aperta da lunedì 17 a giovedì 20 dalle ore 9.30 alle 18 puntando, evidentemente, a un pubblico specializzato. Non particolarmente popolari i prezzi del biglietto che variano dai 25 euro per chi paga alle casse e i 12 euro di chi si prenota on-line. 
Alan Conti



Ale premiato dalla scuola e...dai Modà!


Un'immagine della band dei Modà

BOLZANO. Il piccolo Ale è stato premiato ieri alle 16 presso l’Auditorium “Battisti” nell’ambito dei riconoscimenti alle eccellenze della scuola italiana. A ritirare materialmente il premio ci sarà mamma Emanuela Imprescia, mentre Ale interverrà alla premiazione grazie a un collegamento “Skype” realizzato per l’occasione. "Si tratta di un’iniziativa decisa di comune accordo dalla Sovrintendente e l’assessore" ci tiene a precisare Emanuela. Intanto l’altro ieri il gruppo di facebook “Polì Ale: un midollo per la vita” che conta ormai più di 15.300 iscritti ha registrato un bel gesto della rock band dei “Modà” protagonista sabato scorso di un concerto a Trento. Sulla bacheca del gruppo, infatti, i musicisti hanno lasciato un messaggio per Ale. "Un caloroso abbraccio ad Ale, sua mamma, la sua famiglia intera – si legge nel post - e tutte le persone di questo gruppo. Siamo molto felici, nel nostro piccolo, di aver regalato qualche attimo di gioia a questo piccolo grande uomo. Ci rivediamo presto, i Modà". Nei giorni scorsi, infatti, Alessandro ha avuto l’occasione di incontrare i musicisti con cui ha avuto un divertente colloquio incentrato sulla musica e sul calcio ricevendo in dono anche un cappellino della band. "Ale era molto emozionato e felice di aver conosciuto dei ragazzi famosi che sono anche simpatici, disponibili ed attenti ai bambini speciali come lui" ha spiegato la mamma che poi ha assistito all’esibizione del gruppo. (a.c.)




mercoledì 12 ottobre 2011

Affidare la lirica alla Haydn? Si infiamma il dibattito


Gustav Kuhn, direttore della Haydn
BOLZANO. "E se la stagione della lirica si facesse sfruttando l’orchestra Haydn?". E’ bastata questa domanda, posta su facebook dall’ottavino della Haydn Alessandro Visintini per aprire un ampio dibattito che coinvolge il futuro della cultura bolzanina e affonda le radici nella recentissima polemica sulla funzione della Fondazione Teatro. "Il nostro bilancio- spiega Visintini – è praticamente sempre in pareggio, ad  esclusione forse di un paio di annualità, e produciamo ogni anno tra i 120 e i 130 spettacoli. Non solo, con il direttore Gustav  Kuhn siamo cresciuti moltissimo e siamo riusciti a salvarci da un periodo davvero difficile. Per questo potremmo veramente essere l’alternativa allo spreco che personalmente individuo nella Fondazione Teatro e l’Auditorium". In tempo di bilanci, però, l’aspetto della spesa incide parecchio e qualcuno chiede anche una programmazione che possa coinvolgere di più la componente locale senza fossilizzarsi solo sui capolavori del passato. "In merito ai costi, un musicista della Haydn guadagna tra i 1.500 e 2.500 euro di stipendio per 14 mensilità più premio produzione. Sulla programmazione, invece, bisogna accettare le scelte della direzione, ma non è così facile mettere in piedi iniziative ed eventi che si avvicinino alla realtà locale: bisognerebbe studiarne approfonditamente costi, tempi, modi e meccanismi". Sulla questione interviene anche il consigliere comunale di Sel Guido Margheri che esordisce con una stoccata all’Svp. "La Stella Alpina cittadina decide di tagliare nella cultura mentre continua a favorire prebende elettorali in altri settori. Ritengo, comunque, che la Haydn, anche grazie al lavoro del maestro Kuhn, sia oggi tra le quattro orchestre regionali migliori d’Italia e un patrimonio da difendere assolutamente. Al comune, oltretutto, La Haydn costa 180.000 euro, una cifra non astronomica se paragonata ai 2.300.000 girati alla Fondazione Teatro". Luca Sticcotti, giornalista e musicista, è chiaramente parte interessata all’argomento. "Parliamo di due istituzioni culturali molto diverse tra loro, con la Fondazione che ha certamente più “ombre” rispetto all’orchestra ed entrambe con una scarsa propensione a collaborare fra loro. Da fruitore, però, non posso negare che tendo a non ascoltare mai la Haydn perché propone poca musica moderna o contemporanea". Stessa linea programmatica per Andreas Perugini, esponente del Movimento 5 Stelle provinciale. "Perché non pensare a qualcosa che coinvolga anche i compositori locali come un concorso con musiche suonate poi dall’orchestra? E’ un peccato fossilizzarsi sempre e solo su proposte ottocentesche per venire incontro, magari, alle esigenze di un pubblico di anziani affezionati e rispondendo semplicemente a logiche commerciali. Trovo immorale, comunque, lo stipendio del direttore Kuhn, francamente troppo elevato, mentre il giudizio sui pareggi di bilancio dell’orchestra ha un significato relativo. Con le sovvenzioni in arrivo praticamente da tutti gli enti pubblici, infatti, sarebbe grave il contrario".
Alan Conti