Cerca nel blog

venerdì 18 novembre 2011

Kamtu e il fumetto d'Africa


L'avatar di Popa Matumula 
BOLZANO. E’ un’Africa raccontata attraverso i baloon quella che il vignettista e fumettista Popa Mtolera Mamutula proporrà domani sera in un incontro organizzato alle 17 nella libreria Mardi Gras di via Andreas Hofer. Mamutula, per la verità, è più noto dagli appassionati con il nome d’arte di Kamtu, personaggio creato dalla sua china e diventato davvero famoso, soprattutto nella sua Tanzania. Prima di diventare un fumettista universalmente riconosciuto, infatti, Kamtu si è imposto all’attenzione per la sua affilata analisi politica portata avanti attraverso l’arte del disegno. Un meccanismo che appare abbastanza abituale nei Paesi europei, soprattutto nell’ambito satirico, ma che non è così semplice da mettere in piedi in realtà politiche delicata come quelle africane. A Bolzano, dunque, Mamutula potrà anche raccontare il difficile avvio di una carriera importante. Ben presto, infatti, i suoi lavori varcano i confini delle testate e riviste nazionali per imporsi in pubblicazioni mondiali come, tra gli altri, il Los Angeles Times, il New Africans, The Post Star e il tedesco Entwicklungspolitik. Non solo, tra il 2007 e il 2010 i suoi lavori sono stati esposti presso il World Press Cartoon in Portogallo e anche la London School of Economics and political science gli ha dedicato alcune esposizioni con, evidentemente, particolare attenzione alle tematiche politiche. Il primo premio all’ “Africa Comics” 2009-2010, insomma, è la naturale conseguenza di quello che, forse, viene considerato il miglior fumettista del Continente Nero.
 Cosa porta, però, un simile artista a Bolzano? La risposta è nel percorso che accompagna nei mesi l’avvicinamento all’”Artmaysound” chiamato, per l’appunto, “Road to Artmaysound”. Interculturalità e temi sociali sono gli scenari in cui si muoverà questo cartellone propedeutico alla manifestazione che tornerà in città il 25 e il 26 maggio dell’anno prossimo. Oltre alla libreria Mardi Gras, comunque, hanno contribuito all’organizzazione dell’incontro anche l’associazione “Africa e Mediterraneo”, il centro giovanile “Charlie Brown” e l’associazione “La Strada”. (a.c.)


 

Viale Europa: zebre invisibili


Il cartello della via, almeno lui, si vede
BOLZANO. Don Bosco è quartiere dagli attraversamenti pericolosi e l’asse via Sorrento-viale Europa-via Sorrento-via Resia è la colonna vertebrale del pericolo per i pedoni. A denunciarlo è Sergio Pomalo, responsabile del settore viabilità di Futuro e Libertà che sceglie via del Ronco per una conferenza stampa “sul campo”. "Negli attraversamenti tra la rotonda e via Gutenberg – spiega indicando il viale – sono stati installati dei pali per appendere i cartelli aerei di avvertenza che segnalano la presenza delle strisce agli automobilisti. Un lavoro tecnicamente impeccabile e di buona fattura, peccato che le foglie degli alberi lungo la strada coprano totalmente le indicazioni. Si tratta di un controsenso incredibile dato che in Comune un ufficio disfa il lavoro dell’altro. Gli sforzi della Segnaletica, infatti, vengono vanificati dalle scelte della Giardineria: ci sarebbe bisogno di un coordinamento migliore". C’è, però, un problema più concreto legato alla sicurezza: "Sicuramente la mancanza di visibilità comporta dei rischi perché gli automobilisti non vengono avvertiti delle strisce ed è sufficiente una velocità leggermente più alta per procurare un danno. Lungo tutta viale Europa, oltretutto, contiamo quattro differenti attraversamenti che diventano otto considerando i due sensi di marcia: non sono pochi". La strada, inoltre, è storicamente teatro di incidenti. <
 Alan Conti

giovedì 17 novembre 2011

Cortina sfratta gli ambulanti

Uno scorcio del centro di Cortina all'Adige teatro della sagra
 CORTINA ALL'ADIGE. Sono i titolari dei banchetti che in vent’anni hanno reso la sagra di San Martino a Cortina all’Adige un evento atteso da tutta la Bassa, eppure venerdì scorso hanno raccolto il benservito dell’amministrazione e si sono dovuti accomodare ai bordi della festa, nelle vie secondarie o davanti al parcheggio lontani dalla piazza. Protagonisti quando la manifestazione doveva essere lanciata, comparse oggi che il Comune deve premurarsi di assicurare visibilità ad associazioni e artigianato decisivi sotto elezioni. E’ forte, quindi, la rabbia dei proprietari della storiche bancarelle che si sono rivolti al responsabile provinciale di settore in Confesercenti Mirco Benetello. "Una ventina di anni fa il Comune di Cortina decise di lanciare l’evento e quasi implorò i commercianti di portare i loro banchetti per San Martino. Negli anni sono loro che hanno reso solida la manifestazione, ma a pochi giorni dell’edizione 2011 hanno ricevuto una lettera che comunicava il cambio di postazione rispetto agli anni passati, tutto per favorire una collocazione centrale di associazioni e artigiani. Dalla piazza, quindi, gli ambulanti sono stati spostati all’entrata dei parcheggi o nelle strade secondarie: un danno consistente per chi conta sui clienti fedeli e sui turisti di passaggio, i primi spiazzati dalle modifiche e i secondi naturalmente attratti dal lontano centro della festa. Una buona giornata di lavoro, insomma, si è trasformata in un pianto greco e ora valuteremo se continuare a garantire la nostra presenza data la scarsa gratitudine dimostrata". Per la verità un incontro, interlocutorio, con il sindaco Manfred Mayr c’era anche stato "ma solamente a due giorni dalla sagra – spiega il commerciante di alimentari Giuseppe Baio – e si poteva fare davvero poco. Siamo rimasti molto delusi nel constatare che ci era stato affidato uno spazio vicino al parcheggio, lontano dalla piazza. In cifre possiamo ipotizzare un danno pari ad almeno il 50% in meno di visite e una diminuzione del volume d’affari proporzionale. Ora ci auguriamo che si sia trattato semplicemente di uno spiacevole equivoco e di tornare al nostro posto il prossimo anno". Già perché l’11 novembre non è esattamente giornata dalle poche alternative. "Cornaiano è – interviene il collega Lorenzo Malatesta del settore abbigliamento – molto più appetibile per le sue dimensioni, ma a Cortina ci lega un affetto tradizionale. Io, per esempio, sono stato tra i primissimi a lanciare questa sagra e ricordo bene il vecchio sindaco che ci venne a cercare uno per uno. Abbiamo investito anche noi negli anni rinunciando ad appuntamenti più sicuri per avventurarci e far crescere Cortina, ora non possiamo accettare di essere messi da parte perché qualcuno deve ringraziare gruppi o persone che gli hanno garantito le elezioni". Questione, insomma, di riconoscenza: meglio preferire la doverosa alla clientelare.
Alan Conti

A Salorno si moltiplicano i pani

A Salorno più facile trovare il pane

SALORNO. Salorno centro di panettieri. Negli ultimi mesi i panifici del paese sono passati da 4 a 7, aumentando del 43% in poche settimane. Ai classici due punti vendita di “Famiglia Cooperativa” in via Trento e via Cascata , al “Despar” di via Nazionale e allo storico “Dalpiaz” di via Roma, infatti, ora si aggiungono il nuovo “Walter”ribattezzato “Il Paniere”, la rivendita interna alla macelleria “Victoria”, entrambi in via Trento, e il banchetto presente al mercato settimanale del mercoledì. Particolare la situazione che si è venuta a creare in via Trento, dove ha riaperto i battenti “Il Paniere” dopo che la presenza della Coop aveva scoraggiato la vecchia gestione sotto l’insegna “Walters”. Il monopolio della strada, dunque, torna a essere un duopolio grazie ai nuovi titolari in arrivo dal Trentino, con l’aspetto concorrenziale ulteriormente stimolato dalla vicina macelleria pronta a lanciarsi su una nuova fetta di mercato. Il fenomeno della grande distribuzione pronta a fagocitare il piccolo commercio di vicinato, dunque, trova a Salorno vita brev. Le singole attività, infatti, non hanno nessuna intenzione di gettare la spugna ai piedi dei supermercati. Ora, al solito, toccherà ai cittadini sancire successi e fallimenti perché alla lunga saranno loro a premiare il panificio migliore, anche se una lista con sette partecipanti è un ottimo segnale per tutti. (a.c.)

mercoledì 16 novembre 2011

Laives, ora il commercio ha paura


I negozianti di Laives ora si interrogano sul futuro

LAIVES. La cittadella è ormai alle spalle e il commercio di Laives ora si ritrova nudo a interrogarsi sul proprio futuro. Se per mesi il dibattito politico si è praticamente cristallizzato attorno allo stadio e alle rispettive fazioni, ora Laives si trova a fare i conti con una serie di nodi determinanti da sciogliere. Di tante opinioni, un paio sembrano essere largamente condivise da esercenti e commercianti: qualcosa deve cambiare per migliorare e bisognerà essere in grado di governare gli inevitabili cambiamenti che comporterà l’apertura della nuova variante. Che ne sarà di via Kennedy? Riuscirà Laives a tenere testa al difficile confronto con Bolzano sul campo dell’appeal? Tra gli stessi commercianti si troverà la necessaria compattezza per presentare iniziative comuni ed efficaci? Punti di domanda che non potranno essere riempiti solo dall’amministrazione.
 Tonino Gencarelli, titolare del bar “H Sign”, parte proprio dalle novità viabilistiche. "A oggi paghiamo il troppo traffico su via Kennedy, con l’aggiunta di trattori e mezzi agricoli che potrebbero benissimo essere dirottati sulle vie Marconi e Hofer. La variante potrebbe migliorare il quadro generale e consentire una riqualificazione contestuale dei marciapiedi che oggi non sono né sicuri né confortevoli. Elda Paolazzi dell’Unione Commercio sostiene che qui siamo solo pochi bar, ma così dimentica le esigenze dei negozi di abbigliamento che hanno bisogno di visibilità". Si concentra sugli orari, invece, Marco Cleva da “K-Style”: "Bisognerebbe proporre qualcosa di diverso, magari prolungare l’apertura oltre le 19 per permettere gli acquisti a chi torna da Laives. Noi stessi, comunque, dobbiamo coordinarci maggiormente perché solo con iniziative comuni possiamo essere incisivi. Prendiamo la festa della mela: la gente non sapeva chi e quando era aperto e siamo andati incontro a un buco nell’acqua. Inevitabile date le premesse". Fucina di idee è il bancone di “Tentazioni di Trilli” dove troviamo Hema Furlato. "Si potrebbe realizzare una piccola guida all’acquisto con tutti i negozi di Laives da distribuire ai tanti turisti natalizi oppure stampare manifesti di grandi dimensioni che catturino l’attenzione degli automobilisti in transito. Dobbiamo imparara a promuoverci da soli". "Non c’è cura né spazi – la disamina pessimista di Maurizio Lubian, residente e Laives e titolare in passato di un negozio a Bronzolo – all’interno di una cittadina che favorisce i pochi contadini, come dimostra la vicenda cittadella. Fare una manifestazione, inoltre, significa affrontare una trafila burocratica infinita capace di fiaccare chiunque". Laives, però, manca di punti di ritrovo. "Ci vorrebbe un circolo ricreativo che trattenga i ragazzi attratti da Bolzano" l’opinione di Tommaso Abbandonanza. "Vogliamo una piazza in stile italiano o austriaco che possa davvero essere sentita come luogo di aggregazione per tutti" gli fa eco Tonino Cordone.  Articolata, invece, la ricetta di Peter Pernter: "Prima di tutto bisogna analizzare le modifiche legate alla variante, poi migliorare i marciapiedi, capire se si può realizzare una ciclabile, aumentare la quota di verde, eliminare le barriere architettoniche e aggiungere parcheggi. Ricordiamoci che dobbiamo puntare sui residenti perché è difficile che i clienti arrivino da fuori Laives. Ne parleremo nelle prossime riunioni di categoria". Chiusura con il giudizio tranchant di Severina Gallo e Bobo Trentinaglia del bar “Bobo”: "Quando chiuderanno la strada per colpa della variante sarà la fine per tutti. Il commercio ha bisogno di passaggio e le esperienze di San Giacomo, della Mebo e di via Claudia Augusta a Bolzano lo dimostrano. La crisi, infine, costringe tutti a spendere poco persino per il caffè dato che il borsello è sempre vuoto". E se il primo problema fosse proprio lì, nel portafoglio?
 Alan Conti

Citroen reginetta di Laives


Una Citroen DS19, il modello protagonista a Laives

BOLZANO. La storia della Citroën si è concessa una tappa a Laives con damigella d’onore la storica “Citroen DS19”, una delle prime vetture capace di veicolare il concetto di design d’avanguardia nell’industria automobilistica a metà degli anni ’50. Ecco, quindi, che le vicende di questa automobile nata dalla penna di Andrè Lefèbvre e Flaminio Bertoni sono diventate un’occasione di incontro e approfondimento per una settantina di appassionati arrivati a Laives da tutto lo Stivale. A tirare le fila di logistica e organizzazione dell’appuntamento ci ha pensato Merile Di Oto che da Pineta di Laives segue da anni con passione i lavori della casa francese. Sabato scorso, dunque, la “DS19” è stata spiegata fin dagli albori, ovvero partendo dalle idee embrionali del 1935 che volevano innovare ulteriormente un mercato che già all’epoca si presentava di per sé come nuovo. Dalla viva voce dei protagonisti di allora ne è uscito un quadro dalle forti tinte umane, prima ancora che industriali. Progettisti e responsabili hanno riportato gli spettatori all’interno di una dimensione storica dove il lancio di un nuovo modello di auto coincideva ogni volta con una inedita visione della mobilità, il tutto grazie a un ritmo produttivo che non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello frenetico che caratterizza l’attualità.
 Maurizio Marini del Centro documentazione storica Citroën ha espresso tutto il suo entusiasmo "per essere riusciti a portare sul palco personalità davvero importanti. E’ stato affascinante ascoltare le parole di Walter Brugnotti, per trent’anni direttore delle relazioni esterne dell’azienda, oppure quelle del suo predecessore Camillo Saini che all’epoca del lancio della DS19 copriva anche il ruolo di direttore tecnico di Citroën dopo un passato al centro di ricerca e aggiornamento Super Controle di Parigi. E’ stato proprio Saini, infatti, ad aver tessuto i legami più stretti con i papà della DS Lefèbvre e Bertoni e così ci ha potuto fornire preziosi e divertenti aneddoti".  
Alan Conti

lunedì 14 novembre 2011

Von Aufschnaiter destinate a via Vintola



Sala gremita per il futuro delle medie tedesche
 BOLZANO. La scuola media “Von Aufschnaiter” si sposterà in via Vintola perché lo vogliono sia il Comune sia la Provincia. L’affollata e accesa assemblea pubblica tenutasi ieri nella sala di rappresentanza comunale è servita alle due amministrazioni per mostrarsi compatte al pubblico dei contrari. Da una parte la lunga presentazione del progetto provinciale operata del direttore di dipartimento dei lavori pubblici Josef March, dall’altra le dichiarazioni definitive di sindaco e vice Luigi Spagnolli e Klaus Ladinser. Inutili le proteste a voce e i volantini preparati dal comitato che da mesi chiedono di ristrutturare la storica sede, destinata a entrare nell’orbita dell’Università.
 “La Provincia – si legge nel volantino d’opinione scritto dalla rappresentante dei genitori Barbara Rottensteiner – ha deciso per lo spostamento della scuola in via Vintola nonostante il terreno non sia ancora di proprietà comunale. Non solo, hanno deliberatamente deciso di non dare alcunpeso alla nostra opinione”. Vengono ribadite anche per iscritto le ragioni che portano a preferire la soluzione della permanenza delle Von Aufschnaiter all’interno dello storico edificio. “La raggiungibilità è migliore, la vicinanza con altre istituzioni con cui la scuola collabora è fondamentale e la volontà di non costruire ulteriormente sui pochi fazzoletti verdi disponibili in Centro è sacrosanta. Questa riunione è forse l’ultima possibilità per far valere le nostre ragioni”. Di contro la Provincia non si è fatta trovare impreparata premurandosi di distribuire a tutti i partecipanti dell’assemblea un opuscolo che illustra e magnifica la nuova struttura in via Vintola. “Una costruzione immersa nel verde – le informazioni contenute nel libretto firmato dai direttori Josef March e Maurizio Patat, dall’intendente Peter Höllrigl e dal progettista Stefan Bauer – con un’area circostante amena e tranquilla, ideale per la nascita di un nuovo polo scolastico. Un ambiente capace di stimolare la creatività che può contare su 2.350 metri quadri di verde e un costo totale di 16,5 milioni di euro”. Il tutto, chiaramente, lasciando spazio a “una struttura universitaria nel Centro di importanza strategica per lo sviluppo della città”. Previsti, comunque, anche marciapiedi, ciclabili e vie di accesso sicuro alla nuova scuola senza, tuttavia, dilungarsi in particolari dettagli su queste opere. Durante l’assemblea, come detto, è stato lo stesso March a presentare il progetto di via Vintola alla platea. "Sul piano volumetrico la nuova costruzione sarà più grande di un eventuale ristrutturazione. Predisporremo spazi per 15 classi che soddisfino un bacino d’utenza massimo di 375 studenti. La pista ciclabile che oggi corre con andamento ondulato all’interno della zona verrà raddrizzata e  migliorata. Rispetto alla semplice ristrutturazione c’è, inoltre, il vantaggio di una sinergia con la scuola Goethe". Difficile, comunque, capire in che modo considerando che i due istituti rispondo a due circoli didattici separati. "L’ateneo – ribatte l’architetto Friedegard Glettner del comitato contrario – si sarebbe potuto portare in varie zone della città, persino nei nuovi quartieri di Firmian e Casanova". Presente tra il pubblico anche il gruppo compatto dei Verdi-Projekt Bozen con il consigliere Rudi Benedikter che ha proposto i suoi preventivi di spesa. "Il nuovo progetto provinciale vicino alle Goethe costerà 17,8 milioni di euro, la ristrutturazione messa a punto da palazzo Widmann ha un preventivo di 15,2 milioni, mentre il risanamento proposto in alternativa dall’architetto Glettner scende a 14,3 milioni di euro".
 Netta, però, la presa di posizione comunale con il sindaco Spagnolli che ha rivolto quasi un appello: "Confido che la popolazione si convinca dell’opportunità dello spostamento della scuola". Stessa lunghezza d’onda per Ladinser: "Tutte le alternative sono state considerate e ponderate con attenzione. Sappiamo che si tratta di una decisione delicata". Il consiglio comunale della prossima settimana si occuperà della questione collegata alla vicenda dell’asilo girasole ospitato alle Gasteiner: sarà il primo momento decisivo a livello istituzionale. La volontà politica, però, ormai è chiara.
Alan Conti

L'asfalto in via Genova? Slitta a primavera...


Uno scorcio della disastrata via Genova (Foto DLife)

BOLZANO. Via Genova sarà riasfaltata, ma con un ritardo di quasi un anno rispetto agli impegni dell’amministrazione che doveva cominciare i lavori addirittura questa estate. La strada è da anni un’autentica gimkana di buche, rialzi, radici sporgenti e asfalto danneggiato tanto da rendere impossibile il transito alle carrozzell e complicando all’inverosimile la vita di qualche disabile residente nelle vicinanze. Gli stessi pedoni, in particolar modo gli anziani, devono prestare massima attenzione per non inciampare, specialmente quando la pioggia crea delle pozzanghere di vaste dimensioni particolarmente scivolose. Sulla questione è addirittura nato un gruppo su facebook intitolato “Stop alle barriere architettoniche a Bolzano” che conta 709 membri. E’ proprio su questa bacheca virtuale che si sono accumulate nei giorni le amarezze di chi si aspettava un intervento sollecito. L’ultima goccia è stata l’approvazione della giunta della spesa complessiva di 661.000 euro per i lavori comunicata dal sindaco solo martedì scorso, in evidente contrasto con l’impegno immediato garantito all’indomani delle prime proteste più di un anno fa. Il più duro nel prendere posizione sul social network è Marco Caruso, consigliere di Circoscrizione a Don Bosco in quota Unitalia: "La gente è stufa di essere presa in giro, di rimando in rimando, con la giustificazione di un ritardo nello stanziamento dei fondi necessari. Ci chiediamo, infatti, come mai via Cadorna venga riasfaltata praticamente ogni anno senza particolari lungaggini burocratiche". Sorpreso si dichiara anche Tommaso Marangoni che nel suo intervento rimane in zona. "Via Bari e via Alessandria sono state riasfaltate molto rapidamente e non riesco a spiegarmi come mai via Genova, che è veramente distrutta, non goda dello stesso trattamento. E’ un disastro". Sulla questione prova a fare chiarezza l’assessore comunale ai lavori pubblici Luigi Gallo: "Per le strade di Bolzano spendiamo tanto, tra i 4 e i 5 milioni l’anno. E’ vero che c’è ancora molto da fare e migliorare, ma la qualità delle nostre strade è certamente molto elevata rispetto alla media nazionale. Via Genova ha avuto degli imprevisti molto fastidiosi e antipatici, me ne rendo conto e non sono contento neppure io, ma appena finito il fermo invernale verrà rifatta bene come merita una strada fra due parchi. Gli asfalti, infatti, con il freddo e le temperature rigide non prendono". Una rassicurazione che, evidentemente, non convince Caruso che torna alla carica segnalando come "il freddo non abbia impedito l’apertura di un cantiere simile in via Sassari. Speriamo non si tratti dell’ennesimo brutto segnale".
Alan Conti 

venerdì 11 novembre 2011

Via della Mostra rivuole il suo mercatino


"Babbi Natale" esposti al Mercatino: l'artigianato fa discutere

BOLZANO. "La casa del mercatino natalizio dell’artigianato è sempre stata piazzetta della Mostra, spostarlo è stato un errore che ci auguriamo il Comune non voglia ripetere". I commercianti di via della Mostra prendono posizione su uno degli argomenti più caldi dello scorso Natale e, con l’aiuto della Confesercenti provinciale, chiedono in gruppo il ritorno nella strada delle bancarelle artigianali trasferite nel 2010 in piazza Municipio. Una scelta che aveva fatto storcere il naso anche a chi arriva da tutta la Penisola per esporre le proprie creazioni e l’anno scorso si è scoperto sacrificato in uno spazio più stretto e defilato. Ieri è partita la rincorsa di commercianti ed esercenti che per tempo chiedono al Comune di ripensare una scelta che non piace a nessuno, ad eccezione di un paio di ristoratori e commercianti di peso che, secondo gli spifferi, avrebbero preteso il trasferimento. La perdita secca calcolata dai negozianti lo scorso anno, infatti, oscilla tra il -20 e il -50% del volume d’affari rispetto a dicembre 2009: numeri che, considerata l’affluenza natalizia, sono particolarmente pesanti.  
 "Dal 1971 – comincia Sylvia Baldi, titolare di “Sysò” e “The Body Shop” – il mercatino dell’artigianato ha trovato posto qui da noi, poi inspiegabilmente è stato spostato. Si tratta prima di tutto di un danno commerciale calcolabile, al minimo, in una flessione di clienti del 20% e poi di uno sfregio alla tradizione consolidata. Lo scorso Natale volevo quasi appendere un cartello informativo in negozio considerando i tanti bolzanini e turisti che mi chiedevano dove avessero spostato il “mercato degli hippy”. Via della mostra, infine, senza questa piccola esposizione viene tagliata fuori dagli itinerari, il tutto favorendo una via Portici che di certo non ha bisogno di particolari attrattive per essere visitata". "Un crollo del 50% negli affari – il calcolo tranchant di Marius Gadalean, titolare del ristorante “Al Vicolo” – e l’azzeramento del passaggio di gente. Il Comune deve ripensare a questa scelta e permettere anche a noi di vivere il Natale come un’opportunità". Una disamina condivisa pure da esercizi come il bar “Mattei” in via della Posta che può comunque contare sul traino del Mercatino di piazza Walther. "L’artigianato – spiega Genny Hoxha – ha sempre portato clienti e visitatori interessati, quindi sarebbe davvero molto bello poterlo ospitare nuovamente nella sua sede storica di piazza della Mostra. Si tratta di un desiderio comune alla stragrande maggioranza di esercenti e negozianti dell’area". Sull’argomento interviene Salvatore Sciascia, titolare di una bottega-laboratorio in vicolo Parrocchia. "A essere sinceri i clienti che visitano il mercatino non sono esattamente gli stessi che può servire un’attività come la mia, ma è indubbio che stiamo parlando di un appuntamento simpatico e di tradizione per piazza della Mostra. Moltissimi artigiani di successo, oltretutto, hanno cominciato proprio da quelle bancarelle. Sarebbe bello, comunque, che il Comune cogliesse l’occasione per migliorare anche l’illuminazione della strada che oggi è francamente insufficiente". Alla richiesta dei commercianti si unisce pure buona parte dei residenti, come conferma l’architetto Michele Stramandinoli. "Il mercatino artigianale è sempre stato un evento cui eravamo particolarmente legati per l’atmosfera che riusciva a creare in questa strada. La piazza, inoltre, ne usciva sicuramente arricchita nel suo insieme. Non nascondo che molti di noi sono rimasti delusi una volta appreso dello spostamento voluto dall’amministrazione. Speriamo ci ripensino".
 Chiusura con il segretario provinciale di Confesercenti Paolo Pavan che sul tema ha raccolto il mandato a intervenire di vari commercianti e oggi coordinerà una riunione generale per definire le strategie. "Sicuramente chiederemo al sindaco e all’amministrazione un incontro per ribadire la volontà dei commercianti della strada di ospitare nuovamente il mercatino. Vogliamo siano chiarite, inoltre, le motivazioni che hanno portato al trasferimento dell’anno passato".  Esercenti, commercianti, artigiani, rappresentanti di categoria e residenti tutti compatti: la lista di chi non vuole più le bancarelle è altrettanto lunga?
Alan Conti

giovedì 10 novembre 2011

Natale ricco con i commercianti dell'Oltradige


La Classe B in palio al primo premio

BOLZANO. Quattro automobili, abbonamenti stagionali agli impianti sciistici e buoni spesa da 1.000 a 50 euro come se piovesse: è una lotteria grassa quella proposta dai commercianti di Caldaro e Appiano per il periodo natalizio. Torna, e siamo al 26esimo anno, l’estrazione dell’Oltradige con una formula ormai consolidata che ha sempre fatto funzionare bene l’iniziativa: il cliente compra nei negozi che aderiscono, ogni 15 euro riceve una cartolina per partecipare, la infila nell’urna presente nell’esercizio e se ne esce incrociando le dita ogni mercoledì sera per i premi settimanali  e il 28 dicembre per l’estrazione finale. Se si è fortunati ci si ripaga ampiamente con una delle 146 soddisfazioni messe in palio che partono da un minimo di 50 euro di spese in uno dei negozi e arrivano fino alle auto. Se si perde, invece, rimane il brivido di quattro possibilità di vittoria che in tempo di crisi poche non sono. Ai negozianti, logicamente, resta in tasca l’appeal e l’incasso dello shopping. "Non abbiamo voluto toccare molto un’iniziativa che piace alla gente – spiega l’organizzatore Herbert Tschimben, aiutato nell’occasione dall’Obmann dei commercianti di Caldaro Sebastian Amberger – riproponendola secondo una formula accattivante".
 Mercedes Classe B per il primo dell’estrazione finale, Ford Focus, Ka e Fiesta per i trionfatori settimanali: basta questo per definirla una formula anche più di accattivante. Se a questo aggiungiamo i coriandoli dei buoni spesa e degli abbonamenti ai salatissimi impianti di risalita il quadro è completo e invita davvero a farsi spettatori interessati delle quattro estrazioni. Bene, dunque, fissare gli appuntamenti che vedono la prima “pesca” del biglietto fortunato mercoledì 23 novembre, la seconda mercoledì 30 e la terza mercoledì 14, tutte alle 17.30 presso la Cassa Raiffeisen Oltradige di San Michele. Botto finale fissato per mercoledì 28, stavolta alle 19 ad Appiano.
 A fare da cornice all’iniziativa commerciale, infine, ci saranno i 120 presepi della mostra di San Paolo che abbelliranno il paese dal 26 novembre fino al tradizionale arrivo dei Magi il 6 gennaio, il bosco natalizio di San Michele dal 25 novembre fino alla Vigilia e l’immancabile mercatino di Natale nella piazza principale di Caldaro. Tutti raggiungibili al meglio a bordo di una Classe B nuova fiammante. (a.c.)