Illegittimità costituzionale. Due parole e un macigno sulla legge provinciale del commercio al dettaglio e le sue distinzioni in zona industriale. Il dispositivo della Corte Costituzionale è stato depositato oggi e fa, chiaramente, riferimento alla norma impugnata da Palazzo Widmann sulle liberalizzazioni. La Provincia, è noto, puntava a farsi riconoscere il diritto di porre dei limiti alla vendita nelle zone produttive. Nelle intenzioni dell’esecutivo altoatesino, dunque, il dettaglio sarebbe stato limitato solo a quelle merci che per difficoltà legate alla loro movimentazione devono per forza stare in zone periferiche e relativi accessori specificatamente delimitati dalla giunta. Eccezioni solo per quelle strutture, come il Twenty o il Galvani Center, che già godono di autorizzazioni precedenti ma con il divieto di espansione e soppressione del diritto una volta cessata l’attività. Tutto questo, però, ora viene gettato a mare e l’illegittimità costituzionale, di fatto, spalanca le porte a una libertà piuttosto diffusa. Nel vortice di questa decisione, per esempio, finisce risucchiato dritto dritto, per esempio, qualsiasi discorso relativo ai centri commerciali: i pulsanti di comando, di fatto, non stanno più nelle stanze dei bottoni di Palazzo Widmann e certi imprimatur non hanno più ragione d’essere. Non a caso una delle basi del patto politico elettorale targato Pd e Svp era proprio la ricusazione di questa liberalizzazione che ora, però, è arrivata a conclusione di quell’iter che da più parti non si voleva alle nostre latitudini. A festeggiare, però, molti sostenitori della libera attività che nella concorrenza forse aumentata vedono delle possibilità di abbattimento del costo della vita. Trema, invece, il commercio al dettaglio che vede chiudersi dietro di sé un importante scudo paravento. In zona produttiva e sul territorio, dunque, dalla Corte Costituzionale arriva un sonoro libera tutti. Resta da capire chi rischia di rimanere alla conta.
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venerdì 15 marzo 2013
Sannino: "A Palermo ci vuole un miracolo, a Bolzano si può sognare"
San Siro è una cima ardua da scalare, la salvezza quasi una salita impossibile: a dire la verità il compito capitato sulle spalle di mister Giuseppe Sannino e del suo vice Luca Lomi a Palermo non è di quelli semplici e nemmeno vagamente simile di quanto ipotizzato a inizio stagione. Al duo con l’Alto Adige nel cuore rimangono dieci partite per raddrizzare una barca che ha imbarcato troppe sconfitte ed è ancora lontana cinque punti dal miglio salvezza occupato dal Genoa. Domenica alle 15 il nuovo debutto, non proprio semplice, con il Milan: sfida impossibile, ma se i rosanero non vogliono precipitare ormai vanno vinte anche le partite impossibili. Di rosa, insomma, rimangono i messaggi che entrambi inviano a un Alto Adige quanto mai in lotta per il sole della Serie B.
“Quello di ieri non è stato un allenamento così difficile – spiega il mister – ma ci rendiamo perfettamente conto della situazione in cui ci troviamo che non è delle più semplici. Ora dobbiamo ragionare partita per partita: non c’è più una prospettiva così lunga, ma uno sprint breve di dieci giornate. Dobbiamo adeguarci. Ragionare in questo modo e non uscire dai binari calcistici: fare tabelle sarebbe come morire con gli occhi aperti. A Siena prendevo il Traminer con Valentina Mezzaroma? Qui con Maurizio Zamparini va benissimo anche solo un bicchiere d’acqua per tornare a concentrarsi su cosa avviene in campo. L’Alto Adige continuo a seguirlo e come Varese mi pare una realtà di grande struttura in cui chiunque arrivi riesce a fare bene. Auguro di cuore ai biancorossi di cuore di coronare un sogno che potrebbe essere possibile”. “Sarà dura – gli fa eco il suo vice e storico capitano dell’Alto Adige Luca Lomi – perché Lecce e Trapani paiono più attrezzate, ma l’Alto Adige può giocarsela. Naturalmente anche per noi la speranza è che abbia successo”.
In fondo è sempre una questione di maglia: ai biancorossi piacerebbe da matti scriverci il proprio nome sulla schiena come usa in serie B, a Sannino e Lomi basterebbe il miracolo di mantenere la toppa della serie A. (a.c.)
“Quello di ieri non è stato un allenamento così difficile – spiega il mister – ma ci rendiamo perfettamente conto della situazione in cui ci troviamo che non è delle più semplici. Ora dobbiamo ragionare partita per partita: non c’è più una prospettiva così lunga, ma uno sprint breve di dieci giornate. Dobbiamo adeguarci. Ragionare in questo modo e non uscire dai binari calcistici: fare tabelle sarebbe come morire con gli occhi aperti. A Siena prendevo il Traminer con Valentina Mezzaroma? Qui con Maurizio Zamparini va benissimo anche solo un bicchiere d’acqua per tornare a concentrarsi su cosa avviene in campo. L’Alto Adige continuo a seguirlo e come Varese mi pare una realtà di grande struttura in cui chiunque arrivi riesce a fare bene. Auguro di cuore ai biancorossi di cuore di coronare un sogno che potrebbe essere possibile”. “Sarà dura – gli fa eco il suo vice e storico capitano dell’Alto Adige Luca Lomi – perché Lecce e Trapani paiono più attrezzate, ma l’Alto Adige può giocarsela. Naturalmente anche per noi la speranza è che abbia successo”.
In fondo è sempre una questione di maglia: ai biancorossi piacerebbe da matti scriverci il proprio nome sulla schiena come usa in serie B, a Sannino e Lomi basterebbe il miracolo di mantenere la toppa della serie A. (a.c.)
mercoledì 13 marzo 2013
"L'asilo tedesco non è un diritto? Lo sia la Materna bilingue"
Spostamento a Firmian, soluzioni tampone e quella frase che è rimasta di traverso. L'uscita del sindaco Luigi Spagnolli sul mancato diritto a un posto nella scuola materna tedesca per i bimbi italiani ha lasciato un po' di amarezza nel gruppo di genitori che ha sollevato la protesta e che su internet si ritrovano nel cortile del gruppo facebook “Zusammen Insieme per un posto al Kindergarten”. Nessuna risposta frontale al primo cittadino, ma una circumnavigazione forse più acuta: se non è un diritto il posto nell’asilo tedesco perché non trasformarlo istituendo semplicemente e forse finalmente una scuola bilingue.
“Non vogliamo andare contro il sindaco – precisa Giacomo Zanoni – ma forse non ci siamo capiti e per uscire da questa incomprensione forse sarebbe il caso di spingere finalmente verso un asilo realmente bilingue. In questo modo si leverebbero anche dall’imbarazzo gli istituti tedeschi senza intaccare quanti continuano a desiderare l’insegnamento in italiano. Lo spostamento di parte degli esuberi a Firmian è stato accolto con umori differenti: c’è chi comunque è contento di aver trovato una sistemazione e chi invece si rammarica per aver perso l’opportunità di essere al Mariaheim. Purtroppo in questo meccanismo talvolta capita anche che un anno il bambino viene preso in una struttura e l’anno dopo in un’altra creando confusione per il cambio di maestre, amici e ambiente. Negli asili italiani questo non accade”.
Intanto i propositi della giunta comunale non incontrano ancora particolare seguito negli uffici provinciali competenti, dove dello spostamento dei 53 esuberi nulla sanno o poco più. Insomma si fatica di più a comunicare tra piazza Municipio e Palazzo Widmann che non tra bimbetti italiani e tedeschi. E sì che i primi parlano la stessa lingua.
“Non vogliamo andare contro il sindaco – precisa Giacomo Zanoni – ma forse non ci siamo capiti e per uscire da questa incomprensione forse sarebbe il caso di spingere finalmente verso un asilo realmente bilingue. In questo modo si leverebbero anche dall’imbarazzo gli istituti tedeschi senza intaccare quanti continuano a desiderare l’insegnamento in italiano. Lo spostamento di parte degli esuberi a Firmian è stato accolto con umori differenti: c’è chi comunque è contento di aver trovato una sistemazione e chi invece si rammarica per aver perso l’opportunità di essere al Mariaheim. Purtroppo in questo meccanismo talvolta capita anche che un anno il bambino viene preso in una struttura e l’anno dopo in un’altra creando confusione per il cambio di maestre, amici e ambiente. Negli asili italiani questo non accade”.
Intanto i propositi della giunta comunale non incontrano ancora particolare seguito negli uffici provinciali competenti, dove dello spostamento dei 53 esuberi nulla sanno o poco più. Insomma si fatica di più a comunicare tra piazza Municipio e Palazzo Widmann che non tra bimbetti italiani e tedeschi. E sì che i primi parlano la stessa lingua.
lunedì 11 marzo 2013
Due chili di coca per l'Alto Adige: fermato corriere
Si recava nel nord Europa con una cadenza mensile per rifornire il mercato altoatesino della droga. A tradirlo, però, il noleggio cadenzato di automobili che ha insospettito Carabinieri e Polizia. Dopo pedinamenti e controlli ieri è arrivato il fermo al casello di Bolzano Nord per il 27enne albanese Jondjan Bici. Due chili e duecento etti la quantità di cocaina presente nei sedili posteriori della vettura utilizzata: qualità di grande purezza, come dimostra il narcotest effettuato davanti alla stampa. Dai rilievi sul contachilometri gli agenti ipotizzano che Bici sia andato nel Nord della Germania o in Olanda a rifornirsi. L’unico marchio di fabbrica del panetto, comunque, è l’orma di un diamante incisa dopo il compattamento. La valutazione minima di mercato della droga squestrata è di 300.000 euro da immettere nello spaccio al dettaglio. Mercato tutto altoatesino che avrebbe smaltito il carico in circa due mesi, a conferma di un territorio che continua a ingolosire le rotte dello spaccio. Jondjan Bici, però, è un corriere e probabilmente una pedina a un livello superiore del classico pusher da marciapede: la speranza è che il mercato ne risenta pesantemente
Alto Adige paradiso di leasing e noleggio
Bolzano Bengodi del leasing e del noleggio. Il capoluogo altoatesino, secondo quanto riportato da Sibilla Di Palma nell’inserto di Repubblica “Affari&Finanza”, è diventato il centro italiano per eccellenza per siglare accordi di immatricolazione di auto nuove, solitamente destinate alle flotte aziendali. E’ del 700%, infatti, l’incremento boom registrato in Alto Adige a fine 2012. Per cominciare a capire come mai questo sia avvenuto, forse, servono altri tre dati: crescono sensibilmente anche Trento (280%) e Aosta (18%) mentre precipita Roma (-55% con perdita secca di 20 milioni di euro di volume d’affari). Ora, non avendo assistito a una migrazione di massa di aziende con auto dalla Capitale a Bolzano è evidente che la questione è legale e fiscale. L’aumento dell’imposta provinciale di trascrizione con un meccanismo legato alla potenza del mezzo e non più a quota fissa, infatti, ha alzato un muro sul territorio nazionale abbattuto dall’autonomia fiscale dello statuto speciale. Le grandi imprese di leasing e noleggio, dunque, hanno fiutato l’aria e compreso che alle nostre latitudini le immatricolazioni sarebbero costate molto meno e si sono trasferite sul territorio oppure hanno aperto sedi secondarie. Ecco, quindi, che è diventato per tutti più comodo stringere i contratti in zona piazza Walther con tanti saluti alla ratio di una norma interna al federalismo fiscale che avrebbe dovuto distribuire equamente tutto il giro d’affari.
Lub, entro il 2016 cinque corsi da tagliare
Cinque corsi di laurea in meno entro l’anno accademico 2016/2017. E’ questa la tagliola numerica che si abbatterà sulla Libera Università di Bolzano in seguito all’applicazione di uno dei decreti attuativi della riforma Gelmini. Si tratta, infatti, del documento che stila i requisiti necessari per ottenere l’accreditamento e che prevede per ogni corso di laurea parametri ferrei per essere riconosciuto. Chiaramente non si tratta solo di un passaggio formale, ma di una misura estremamente concreta dato che senza accreditamento i corsi sono poco più che attestazioni di merito. Declinando l’imposizione di un minimo di quattro docenti per ruolo, dunque, Gianni Trovati sul Sole 24 Ore ha individuato in 4,8 i corsi in eccesso per l’ateneo bolzanino. A fronte di 108 professori in organico, infatti, a partire da settembre 2016 ne serviranno 144: la Provincia, insomma, si dovrà attrezzare per scovare risorse per 36 nuove cattedre se non vuole impugnare le forbici. Le più colpite, in effetti, saranno le università telematiche ma nel confronto con il resto d’Italia, a differenza di altre statistiche, Bolzano non ne esce affatto bene. Meglio del capoluogo, infatti, fanno i vicini di Trento, ma anche realtà piccole come Aosta o atenei di più grande e difficile organizzazione come Torino, Milano, Roma, Verona, Padova , Catania e Palermo. Senza eccessiva fretta, ma la Lub necessita di interventi ragionati perché l’accreditamento non si cura di alcuna autonomia.
venerdì 8 marzo 2013
Spese di rappresentanza, approvata la legge
Le spese particolari spariscono, tutti i capitoli saranno diligentemente rendicontati e le uscite di rappresentanza dovranno essere specificatamente tali. Con 20 voti favorevoli, un contrario e 12 astenuti il consiglio provinciale ha dato questa mattina il via libera alla legge. Addirittura bulgara la votazione relativa al singolo stralcio dell’articolo 4 relativo, appunto, alle spese particolari: tutti e 30 i presenti si sono espressi in modo favorevole. La linea della convergenza, insomma, è stata trovata.
“La rendicontazione sarà massima – spiega la firmataria Julia Unterberger - e non poco precisa come è stata fino ad oggi. La convergenza è sicuramente un ottimo risultato”. “E’ giusto così – spiega l’assessore Roberto Bizzo – ma ritengo che fino adesso la documentazione sia comunque stata controllata e minuziosa”. Più critico invece Riccardo Dello Sbarba dei Verdi: “Il fondo speciale non ha nessun motivo di esistere e la rendicontazione deve essere il più trasparente e accessibile possibile”.
Per quanto riguarda il dettaglio del voto Mauro Minniti si è astenuto rilevando ancora una certa mancanza di trasparenza, divisi i Freiheitliche che vedono Egger favorevole e Leitner astenuto. Astenuti anche i Verdi per la mancata pubblicazione delle spese, Alessandro Urzì e Suedtiroler Freiheit. Il voto contrario, infine, è quello di Elena Artioli che sottolinea come la mancata esposizione sul web di tutte le spese renda, di fatto, il riordino vano e inefficace. La rendicontazione, insomma, sarà massima ma non alla portata degli occhi di tutti.
“La rendicontazione sarà massima – spiega la firmataria Julia Unterberger - e non poco precisa come è stata fino ad oggi. La convergenza è sicuramente un ottimo risultato”. “E’ giusto così – spiega l’assessore Roberto Bizzo – ma ritengo che fino adesso la documentazione sia comunque stata controllata e minuziosa”. Più critico invece Riccardo Dello Sbarba dei Verdi: “Il fondo speciale non ha nessun motivo di esistere e la rendicontazione deve essere il più trasparente e accessibile possibile”.
Per quanto riguarda il dettaglio del voto Mauro Minniti si è astenuto rilevando ancora una certa mancanza di trasparenza, divisi i Freiheitliche che vedono Egger favorevole e Leitner astenuto. Astenuti anche i Verdi per la mancata pubblicazione delle spese, Alessandro Urzì e Suedtiroler Freiheit. Il voto contrario, infine, è quello di Elena Artioli che sottolinea come la mancata esposizione sul web di tutte le spese renda, di fatto, il riordino vano e inefficace. La rendicontazione, insomma, sarà massima ma non alla portata degli occhi di tutti.
mercoledì 6 marzo 2013
Avolio: "Mai alterato sms, il sindaco risponderà delle accuse"
Nessuna alterazione degli atti e un deciso ammonimento al sindaco di non esagerare con le accuse. Se già prima non era un concentrato di leggerezza, il caso dell’allontanamento di Anna Vittorio dal Comune diventa più pesante di puntata in puntata. Stamattina secondo randez vous di prassi davanti al Tar per valutare la riammissione in pianta organica della dirigente, ma a tenere banco è ancora l’sms artefatto o meno. Intorno alla sillaba che intercorre tra “cretina” e “cretinata” corre la delicata questione di falsificazione degli atti.
“Prima di tutto fa sorridere – le parole del legale – che le sue preoccupazioni siano legate a questioni di termini e piccoli screzi di giunta anziché sul nucleo della questione, ovvero che un tribunale ha stabilito che un dirigente comunale non può essere sollevata perché invisa al politico di turno. Oggi nell’udienza del Tar, inoltre, siamo tornati a chiedere il blocco del ruolo ad interim di Moroder perché il nostro primo obiettivo è il reintegro di Vittorio. Tornando sull’sms noi abbiamo fatto le dovute trascrizioni riportando l’esatto termine “cretinata” e la modifica non è assolutamente dipesa da noi. Il sindaco risponderà di accuse che screditano in modo grave l’operato degli avvocati”.
I casi, dunque, sono due: o i cellulari di Vittorio e Spagnolli registrano lo stesso sms in modo differente oppure l’inghippo è avvenuto in qualche passaggio formale della pratica. Qualcuno dovrà capire in quale ufficio è avvenuto un errore che non appare proprio una cretinata.
“Prima di tutto fa sorridere – le parole del legale – che le sue preoccupazioni siano legate a questioni di termini e piccoli screzi di giunta anziché sul nucleo della questione, ovvero che un tribunale ha stabilito che un dirigente comunale non può essere sollevata perché invisa al politico di turno. Oggi nell’udienza del Tar, inoltre, siamo tornati a chiedere il blocco del ruolo ad interim di Moroder perché il nostro primo obiettivo è il reintegro di Vittorio. Tornando sull’sms noi abbiamo fatto le dovute trascrizioni riportando l’esatto termine “cretinata” e la modifica non è assolutamente dipesa da noi. Il sindaco risponderà di accuse che screditano in modo grave l’operato degli avvocati”.
I casi, dunque, sono due: o i cellulari di Vittorio e Spagnolli registrano lo stesso sms in modo differente oppure l’inghippo è avvenuto in qualche passaggio formale della pratica. Qualcuno dovrà capire in quale ufficio è avvenuto un errore che non appare proprio una cretinata.
martedì 5 marzo 2013
Donadi (Idv): "Irregolare il seggio di Kronbichler"
Massimo Donadi, ex capogruppo Idv alla Camera, ha segnalato al Ministero dell’Interno alcuni, a suo dire, “macroscopici errori” nell’assegnazione di alcuni seggi con i resti. In totale i posti contestati in Parlamento sarebbero cinque, tra cui anche quello di Florian Kronbichler ottenuto in Alto Adige dall’alleanza Sel-Verdi. Il ministro Cancellieri ha fatto sapere che “provvederà immediatamente ai controlli garantendo massima collaborazione”.
Donne e indipendenza economica, il futuro in un libro
La conchiglia di ciprea, simbolo di fertilità e antica moneta, è la sintesi perfetta della pubblicazione "Money, money isn't honey". Il volume, infatti, è un viaggio attraverso il rapporto tra le donne e l'indipendenza economiba tratteggiato dalle penne delle ragazze della terza classe del liceo pedagogico tedesco "Maria Hueber". Racconti di donne che operano in settori dominati dagli uomini.
“Si tratta di un’iniziativa molto importante – le parole dell’assessore regionale Martha Stocker – che ci permette di affrontare il delicato tema della figura femminile già in giovane età. Ricordiamo che al mutamento di prospettive dovranno contribuire tutte le fasce della società, quindi in buona parte anche gli uomini. Specialmente nel lavoro a casa”.
“Questa classe è speciale – interviene la dirigiente Heidi Hintner – e fare con loro questo lavoro è stato davvero gratificante. Vedo in loro una consapevolezza importante del loro ruolo, dei loro diritti e delle loro legittime aspirazioni”.
Dentro una conchiglia, insomma, cresce il futuro delle giovani ragazze e future donne. Spetta a tutti tenerla lucida.
“Si tratta di un’iniziativa molto importante – le parole dell’assessore regionale Martha Stocker – che ci permette di affrontare il delicato tema della figura femminile già in giovane età. Ricordiamo che al mutamento di prospettive dovranno contribuire tutte le fasce della società, quindi in buona parte anche gli uomini. Specialmente nel lavoro a casa”.
“Questa classe è speciale – interviene la dirigiente Heidi Hintner – e fare con loro questo lavoro è stato davvero gratificante. Vedo in loro una consapevolezza importante del loro ruolo, dei loro diritti e delle loro legittime aspirazioni”.
Dentro una conchiglia, insomma, cresce il futuro delle giovani ragazze e future donne. Spetta a tutti tenerla lucida.
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