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mercoledì 7 maggio 2014

L'italiano sgrammaticato dell'Ipes


“Si tieni presente chè la pulizia scala e piani e la pulizia generale devono essere rispettare, altrimente venga una ditta che vieni pagata dell famiglia del’turno”. Non abbiamo versato del latte caldo sulla tastiera, ma è esattamente il testo che la sede meranese dell’Ipes ha inviato ad alcuni inquilini delle proprie case a Merano. Una comunicazione sul rispetto dei turni della pulizia scale come ce ne sono tante, ma che ha dell’incredibile per l’italiano surreale utilizzato. A postarla su facebook è Paola Zampieri che se l’è ritrovata, sbigottita, nella posta. “Sinceramente ho pensato subito a uno scherzo, poi ho visto il timbro ufficiale dell’Istituto e sono rimasta basita”. Ovviamente per non farci mancare nulla anche il nome della signora da Zampieri si tramuta in Zambiero senza comprenderne bene il motivo.
 In realtà una spiegazione, abbastanza palese, ci sarebbe: prendendo il testo in tedesco (anche questo, incredibilmente, con qualche errore) e incollandolo in uno dei traduttori web più in voga il risultato ottenuto è esattamente quello riportato nella comunicazione ufficiale. Si tratta di una spiegazione intuitiva perché, naturalmente, anche l’Ipes di Merano in questi giorni si è concessa il ponte del Primo Maggio ed è impossibile contattare qualcuno per capire cosa possa essere successo. Sul social network immediata è scattata l’indignazione di un ente pubblico totalmente incapace di esprimersi nella lingua nazionale: una figuraccia anche per chi sventola ostinatamente il vessillo del patentino di bilinguismo a tutti i costi. Qui è palese che l’ufficio incaricato fosse totalmente sfornito di personale in grado di masticare anche solo vagamente la lingua di Dante. Senza contare che un ripassino andrebbe fatto pure su quella di Goethe. Inaccettabile, inoltre, che l’Ipes nemmeno sappia perfettamente i cognomi dei propri residenti: se Zampieri diventa Zambiero in una comunicazione sulla pulizia delle scale c’è da chiedersi, col brivido, cosa accade in documenti ben più importanti e delicati. Resta, dunque, l’incredulità e un suggerimento per il prossimo giorno feriale incastrato tra due festivi: organizzare un paio di corsi di lingua fatti bene. Non faranno male. 
Alan

Art May Sound, un balloon di eventi


Come un grande balloon che si allarga partendo da un fumetto, torna questo fine settimana il festival  Art May Sound. Nata come una festa per gli amanti dei comics oggi questa manifestazione è un giro artistico nella creatività giovanile. Mentre si alzava progressivamente il livello di sceneggiatori e disegnatori coinvolti crescevano anche la musica, la scrittura e la pittura. Non a caso per questo Art May Sound 2014 si aprono le prestigiose porte di un Museion che ha sempre sete di iniziative che possano coinvolgere il territorio, ma che di certo non si concede facilmente.  Tutto, dunque, al Museion Passage.
 Nel concreto si parte giovedì con l’inaugurazione alle 20 (programma completo su www.artmaysound.com) e subito un live painting condotto da Armin Barducci con giovani promesse locali e disegnatori più affermati. Contestualmente ci sarà l’apertura dell’esposizione delle opere originali di Claudio Sciarrone, Giacomo Bevilacqua, Marco Villa, Fabiano Ambu, Andrea Freccero e lo stesso Barducci. Per la musica un accompagnamento di duetti leggeri con Roberta&Davide e Twins Unchains.
 Venerdì sveglia presto per andare a scuola. Alle 9, infatti, in programma il workshop di fumetto alla scuola primaria Manzoni con due mostri sacri di casa Disney come il sceneggiatore Giorgio Salati e Claudio Sciarrone. I maghi di paperi e topi, dunque, incanteranno i bambini. Per i più grandi del liceo artistico Pascoli lezione sabato mattina con Davide Aicardi e Sciarrone. Nel pomeriggio, invece, l’avvio ufficiale di tutte le aree creative di Art May Sound con i giochi, da scatola e di ruolo, oltre ai diversi progetti e percorsi proposti e da scoprire. La serata di venerdì, infine, sarà all’insegna del reggae con l’esibizione degli Skankin’ Drops, costola dei sciolti Ragareggae, e il noto trentino Anansi impegnato nella promozione del suo nuovo album. In caso di pioggia show al chiuso del Pippo Stage.
Sabato andrà in scena la collaborazione con le biblioteche civiche di Bolzano e Merano che chiederanno ai ragazzi di ideare un disegno per il segnalibro ufficiale della prossima stagione. Alle 9, inoltre, Museion proporrà ai giovani il Sabato dell’Arte in una curiosa fusione di stili. Fissata per le 15.30, invece, l’attesa sfilata di Cosplayer che, come spesso accade in questi casi, si trasformerà in un contest per premiare i migliori. Curioso come Bolzano abbia cominciato a conoscere questa arte dell’immedesimazione proprio con le prime edizioni di Art May Sound. Musica in primo piano anche per  sabato sera con le note acustiche di Tynnitus e Color Collectif. Soul e funky nei concerti di chiusura con il giovane gruppo D.F.M.C.  e la Homeless Band particolarmente affezionata al festival. 
 “Quello che ci sorprende di questa manifestazione – ha spiegato Giacomo Morello, responsabile del complesso reticolo d’organizzazione che muove dai centri giovanili Charlie Brown e Villa delle Rose supportati dall’associazione La Strada – è sempre la capacità di fare rete in modo abbastanza naturale tra varie realtà del nostro territorio. E’ la voglia di crescere, di dare qualcosa in più e tirare fuori qualcosa in più dai ragazzi, dai quartieri e dalla città”.
Alan Conti 

martedì 6 maggio 2014

Artioli contro la Lega: "Affonda Bolzano"


Se la costituzione di Team Autonomie aveva il placet di Roberto Maroni oggi, a mesi di distanza, Elena Artioli scarica completamente quella Lega Nord che contribuì a darle un seggio provinciale nella scorsa legislatura. Sono sempre le alleanze a giocare un ruolo chiave in questa rottura. Se prima l’avvicinamento di Artioli a Forza Italia per le Provinciali non era andato giù al carroccio ora è la consigliera provinciale a criticare il patto Lega Nord-Freihietlichen, con Südtiroler Freiheit inclusa per estensione. “Sono finiti i tempi in cui si lavorava per un progetto di convivenza tra i gruppi linguistici. Oggi spunta l’alleanza con Pius Leitner che vuole togliere i fondi a Bolzano perché troppo italiana e torna in auge Eva Klotz ospitata a Pontida. Ecco il nuovo volto della Lega di Matteo Salvini, il milanese so tutto mi”. La rasoiata è servita, così come l’avvertimento ai bolzanini. “Chi tra loro voterà la Lega segnerà un clamoroso autogol. E’ una politica che vuole togliere tutto al capoluogo e continuare la vecchia politica degli scontri etnici. Nella nostra città serve investire di più per diventare un vero laboratorio di convivenza. Non si può buttare via tutto il lavoro fatto finora”. 
Alan Conti

Funzionano le cooperative scolastiche


I meccanismi della cooperazione come metro didattico per insegnare ai ragazzi delle medie come concepire e portare in porto un progetto comune. E’ l’obiettivo che si sono poste le scuole secondarie di Salorno ed Egna per l’anno scolastico che si incammina verso il tramonto. Un percorso, impostato con l’aiuto di Confcooperative, che ha conosciuto molte e diverse tappe, tutte piuttosto partecipate e di successo. Fil rouge il cammino tra solidarietà e divertimento per un cartellone che, alla fine, si è dimostrato particolarmente vario.
 Si è partiti con un classico nell’ottobre scorso: torneo di calcetto a Bronzolo organizzato dalla classe 3A di Egna. A fine novembre ecco che sempre la 3A, stavolta della scuola “Mameli” di Salorno, si è infilata alla fiera vendendo dolci e tè caldo per un banchetto che ha fatto seguito a una rassegna cinematografica pensata per piccoli alunni e studenti. La 2A di Salorno, invece, ha messo in piedi un vero e proprio mercatino di manufatti realizzati in diversi corsi laboratoriali finalizzato al sostegno economico del progetto “Missione Baba Camillo” in Tanzania. Considerevole e meritata la somma raccolta. Originale anche l’idea della 3B della scuola “Calvino” che ha realizzato un vero e proprio concorso di idee dal titolo “Reinventiamo il cortile della scuola” per riqualificare gli spazi comuni a misura di studente. I tanti progetti sono stati visionati e giudicati da una commissione formata da professori e genitori che ha infine assegnato ai primi tre classificati alcuni e-book e diversi libri messi a disposizione dall’assessorato alla cultura di Egna guidato da Giorgio Nones. Tutti i lavori rimarranno esposti nella biblioteca pubblica del paese fino al termine dell’anno scolastico.
 Questo quanto già portato a termine, ma il calendario delle iniziative delle “cooperative” scolastiche ha ancora qualche data cerchiata di rosso. A fine maggio, per esempio, la 3B di Salorno presenterà ai piccoli della primaria uno spettacolo teatrale sui diritti dei bambini. A Egna, invece, tutti gli studenti della scuola potranno vivere una giornata all’insegna dei giochi organizzati dalla 2A spaziando dalla tombola alla caccia al tesoro passando per la battaglia navale. Per la chiusura si torna nel campo degli spettacoli teatrali con la 2B di Egna che il 13 giugno porterà in scena un pezzo di “Plauto Aulularia”.
“Oltre al divertimento – spiega l’insegnante Marisa Zanin – il fine di tutti questi percorsi è che i ragazzi riescano a scoprire attraverso il lavoro di cooperativa un’attività di progetto che richiede un confronto, l’ascolto dell’altro, la collaborazione, la fatica di rinunciare alle proprie aspettative, il mettersi in gioco e la responsabilità di portare a termine un disegno. Tutti aspetti che rivelano la bellezza del lavorare uniti con uno scopo unico”. Remare insieme nella stessa direzione: servirà anche in futuro.
Alan Conti

lunedì 5 maggio 2014

Si rinnova la croce bianca di Salorno


Quando si assiste a un ricambio puntare sui giovani diventa quasi un riflesso naturale. E’ quanto sta accadendo alla sezione di Salorno della Croce Bianca che nell’assemblea dell’altro giorno ha rinnovato i propri organi direttivi. La novità più consistente, naturalmente, arriva con il cambio al vertice della sezione dove al posto dello storico capo Erich Pichler arriva Stefan Franceschini, volontario della Croce Bianca da 15 anni. Pichler, come detto, lascia la plancia di comando dopo quasi vent’anni: un periodo che, sui 25 di vita della sezione di paese, rappresenta praticamente un libro di storia. Franceschini, dunque, raccoglie un’eredità pesante e sarà affiancato dal vice confermato Roberto Amort e dai tre nuovi innesti del direttivo Laura Del Fabbro, Matthias Delvai e Stefan Nicolodi. Completano il vertice Marco Didonè, già capo servizio, e la responsabile per i giovani Daniela Michelon. “In questi quattro anni – le prime parole di Franceschini – intendiamo investire molto su progetti che possano coinvolgere i ragazzi ampliando la base dei volontari su cui possiamo contare”. In ogni caso la Croce Bianca di Salorno conta già 58 soccorritori volontari, 6 dipendenti, 23 ragazzi del gruppo giovani e una persona in servizio civile volontario. Sono 16.000, invece, le ore di servizio prestate alla popolazione a titolo gratuito: numeri ragguardevoli.
 Presenti all’assemblea anche il sindaco Giorgio Giacomozzi e l’assessore comunale per la protezione civile Roland Lazzeri a testimonianza della vicinanza del Municipio all’associazione. In sala pure il membro della direzione provinciale Stefan Fink e il responsabile del Comprensorio Patrick Lageder. Per coinvolgere le giovani generazioni ci sarà bisogno delle istituzioni anche oltre le presenze in assemblea.
Alan Conti 

venerdì 2 maggio 2014

Un documentario sui tirolesi brasiliani


Partivano per il sogno americano. Non quello moderno di carriera e libertà al Nord, ma quello di terra che permettesse di sfamare le bocche di famiglia al Sud. Nel 1850 il Brasile divenne meta di un’emigrazione massiccia dal Tirolo austroungarico, tedesco e italiano. Partirono per primi i tirolesi del Nord e fondarono Dorf Tirol, poi fu la volta dei trentini che nel 1875 posarono la prima pietra di Nova Trento, entrambe nello Stato meridionale di Espirito Santo.
 L’eco di una storia incredibile che è risuonato fino ad Egna dove il regista Luis Walter ne ha fatto un progetto professionale. Il 5 maggio, infatti, sarà in Brasile con il fidato cameraman di Laives Marco Sonna per girare il film “Tirolesi nella foresta”. Per Walter un ritorno. “Ho già realizzato un primo documentario su questa vicenda che trovo davvero suggestiva. Tornarci mi fa davvero molto piacere”. La prima opera si intitola “Dove le caramelle crescono sugli alberi” e già il titolo è un racconto. “Il responsabile tirolese dell’agricoltura – spiega Walter – era fermamente convinto che l’emigrazione potesse essere una risposta alla crescente crisi dell’agricoltura. Così arrivò prima in Uruguay e poi in Brasile, ma non era soddisfatto. Temeva che la sua gente patisse troppo il caldo. Così salì su un’altura a 600 metri sopra il livello del mare e visitò il cimitero del vicino paese verificando a spanne la mortalità infantile. Una volta convinto tornò in Tirolo per magnificare le possibilità e le bellezze di questa nuova terra. Lo fece talmente bene che qualcuno si immaginava le caramelle sugli alberi”.
 Ora, dunque, si torna a raccontare le storie di questo viaggio di speranza in queste città davvero molto particolari. “Ho la fortuna di potermi basare su un solido aiuto scientifico che mi arriva dal professore dell’università di San Paolo Everton Altmayer laureatosi proprio su queste tematiche”. Gli abitanti di Dorf Tirol e Nova Trento, infatti, non  hanno certo dimenticato le proprie origini e accanto all’ovvio portoghese continuano ad alimentare lo studio del tedesco e del trentino, chiamato semplicemente dialetto tirolese. Non solo, Nova Trento è oggi addirittura il secondo centro di maggior turismo religioso in Brasile per i tanti pellegrini che visitano la città dove visse Santa Paolina Visintainer, considerata la prima santa brasiliana e originaria di Vigolo Vattaro in Trentino. Lo stesso scudo municipale riporta il sole brasiliano e l’aratro di origine agricola, ma anche il bastone vescovile di San Vigilio scelto come patrono in omaggio a Trento.
Per un film sempre più completo, però, ci vogliono delle storie e Walter invita espressamente chiunque abbia conoscenze tra gli emigranti (o anche di ritorno) a farsi vivi all’indirizzo info@studiowalter.it. Entrare in un racconto affascinante e in un film da seguire con curiosità: l’opportunità e ghiotta. 
Alan Conti 

Salorno, cercasi fisioterapista bilingue


La ricetta per trovare lavoro velocemente? Specializzarsi in fisioterapia e superare il patentino di bilinguismo di grado B. E’ quanto emerge dalla vicenda della casa di riposo di Salorno “Kofler” costretta, ormai da anni, ad assumere professionisti di assistenza sanitaria tramite ordinanza sindacale anziché concorso. Una prassi resa necessaria dal deserto dei bandi degli ultimi anni: senza intervento amministrativo la struttura chiuderebbe i battenti. Un orizzonte logicamente impensabile considerato ijl parco anziani che la casa di riposo assiste in edificio e a domicilio. Fatto sta che con cadenza periodica il sindaco Giorgio Giacomozzi si trova a nominare l’assunzione per chiamata diretta attraverso ordinanze che fanno richiamo, addirittura, agli atti di igiene urgente pena  il mancato mantenimento del servizio di assistenza geriatrica. Lo stesso documento parla apertamente di  “compromesso per la mancanza di personale qualificato”. La qualifica assente, manco a dirlo, è quella del certificato di bilinguismo.
“E’ un meccanismo decisamente comune alle strutture come la nostra - precisa il direttore della “Kofler” Roberto Panizza – e deriva dall’effettiva incapacità di trovare candidati con il patentino”. Non è difficile comprendere come il fenomeno possa essere diffuso, ma a Salorno assume contorni simbolici data l’incollatura al confine trentino e la difficoltà di attirare lavoratori tedeschi da altri territori altoatesini più distanti. La fisioterapista recentemente confermata con un contratto part time all’80%, per dire, è nata a Cles e vive a Mezzocorona. Non si tratta nemmeno di una soluzione straordinaria dato che nella casa di riposo di Salorno praticamente tutta la sfera assistenziale di primo livello ne è coinvolta. “Le assunzioni per ordinanza interessano la fisioterapia e le infermiere”. Naturalmente il servizio pubblico, in questo caso, deve muoversi come un’azienda privata.  “Per scegliere a chi affidarci operiamo una selezione interna tra eventuali candidati multipli. Poi la nomina spetta al sindaco”. Colloqui, esperienza, curriculum e preparazione: tutto il menù degli incarichi privati. Il tutto, però, intervallato costantemente da bandi andati deserti: “A breve dovremmo ufficializzarne un altro – continua Panizza – e ci aspettiamo che qualcosa possa muoversi. D’altronde la formazione si è mossa perché in futuro possano tranquillamente arrivare candidati specializzati e in possesso del patentino”. Il rovescio della medaglia, però, sarebbe dare il benservito a dipendenti che hanno apportato un contributo buono viste le frequenti conferme. “Purtroppo questa è una situazione che può capitare e non possiamo esserne contenti dato che si tratta di personale apprezzato che conosce le dinamiche della casa di riposo” conclude il direttore. La logica del concorso pubblico, chiaramente, predomina. Tutta la vicenda, però, lascia il solito quesito che galleggia in sospeso: è necessario sapere il tedesco per essere di ottimo supporto a un anziano che già da anni si è affezionato?
Alan Conti


Dissertori: "Kompastcher ci lascia indietro"


“Kompatscher non può fare il cavallo che scappa via e lascia la carrozza nel fango”. Ci sono politici che hanno le metafora pronta: gli scappa via, forse, senza nemmeno volerla. Werner Dissertori, sindaco di Termeno in quota Svp, è certamente tra questi e così una chiacchierata sul bilancio comunale appena approvato scivola veloce su accese considerazioni di finanza locale. Non è solo Bolzano ad alambiccarsi con crucci vari per far quadrare i conti e la sensazione che i tagli sulle tasse finiscano per riflettersi sulle amministrazioni comunali comincia a farsi spazio anche nelle fila della Stella Alpina.
“Sì, l’ho detto ad Arno. La politica dell’abbassamento delle tasse piace a tutti, ma lui non può fare lo scatto in avanti mediatico e poi lasciare noi impantanati a districarci con le ristrettezze di bilancio. Deve essere più ponderato, ma credo sia questione di esperienza”.
Cosa farebbe lei?
“Io vorrei tanto una clausura tra tutti i sindaci del Consorzio dei Comuni e la giunta provinciale. Si mette tutto sul tavolo e si esce con un programma condiviso. Inutile fare gli annunci e poi aggiustare il tiro: le retromarce fanno male a tutti. Luis Durnwalder in questo era più accorto”.
Per questo il bilancio è arrivato più tardi?
“Per forza. La Provincia non ci ha dato cifre certe e abbiamo dovuto aspettare. I nodi, però, vengono al pettine. Kompastcher sa bene quale difficoltà sia amministrare un Comune con 400.000 euro in meno. Avrebbe avuto grosse difficoltà anche lui a Fiè”.
Veniamo proprio a Termeno: bilancio approvato con 14 voti a favore, 2 contrari e 1 astenuto. Spesa corrente di 4,1 milioni, investimenti a quota 3,6 milioni e debiti sui 2 milioni di euro. Tutto come previsto?
“Sì, abbiamo dato via libera in un’ora. Credo sia un record. Sono particolarmente contento della situazione debitoria considerando che negli ultimi anni ci siamo molto impegnati per rifare, tra le altre, l’asilo, la scuola elementare e media, la palestra e la casa di riposo. Senza contare che abbiamo appena finito i lavori sulla Strada del Vino relativi a illuminazione e gestione dell’impianto delle acque. Cantieri chiusi prima di Pasqua: era importante per non compromettere la stagione turistica”.
 Il paese ha una faccia praticamente nuova. Curioso per un periodo di crisi.
“E’ stato tutto impostato prima e abbiamo goduto dell’80-90% di contributo provinciale per ogni intervento. Le associazioni, inoltre, hanno fatto la loro preziosa parte. In ogni caso i patti sono chiari, anche con i miei cittadini: abbiamo avuto i sette anni di vacche grasse, ora arrivano i sette di quelle magre. Giusto per fare una citazione biblica”.
Nulla che rimanga indietro?
“No perché i progetti li terminiamo. Abbiamo già impostato la ristrutturazione della caserma dei vigili del fuoco che oggi è troppo stretta e piccola. Ci servirà pure come magazzino centrale e unico del Comune perché oggi abbiamo il materiale sparso in vari punti e non è un sistema efficiente. Questo è l’obiettivo della prossima legislatura”.
Che voglia essere lui a pilotarla non lo dice, ma si intuisce. Annunciarlo sarebbe come fare il cavallo che scappa dalla carrozza.
Alan Conti

Pascoli, protesta anche l'Aquilone


Un “Aquilone” in picchiata verso il suolo destinato a frantumarsi in piccoli pezzetti. E’ il destino della storica scuola dell’infanzia che da decenni trova spazio nelle aule del complesso Pascoli Longon avviato, come le sedi di alcune associazioni, allo sfratto e alla cancellazione. Già perché questo asilo con una monosezione integrata di 22 bambini sarà scorporata e smistata nelle altre strutture della zona cancellando, così, un pezzo di storia che risale alla costruzione stessa della scuola magistrale quando si chiamava “Giardino dell’infanzia”. Ieri, però, è andata in scena la manifestazione di alcuni genitori per chiedere la salvezza di una sezione che marcia unita da tempo. “Purtroppo siamo destinati a sparire – le parole della rappresentante Roberta Ridolfi Rompietti – in nome di una demolizione per un progetto ancora del tutto fumoso. Tutta questa fretta di cacciarci a fronte di un milione già accattonato per l’abbattimento è assurda. Il tutto mentre qui vicino si erge un palazzo anonimo, in gran parte vuoto, al posto dell’ex cinema Corso”. Il trasferimento, però, non è nemmeno ipotizzabile, naufragato come le altre ipotesi unitarie alternative. “Potevamo avere una sezione all’Hansel e Gretel, ma sono cresciuti i bimbi tedeschi ed è saltata, poi si è aperta la possibilità del Città dei Bambini che si è presto rivelata complicata”. In realtà non tutti i genitori erano convinti di andare fino in viale Venezia e degli undici iscritti necessari al mantenimento della sezione ne erano rimasti solo nove. Gli  ispettori della Sovrintendenza, poi, ci hanno messo del loro nel dire no a qualsiasi nuova iscrizione, anche se potevano bastarne un paio. Così pure il destino delle maestre è incerto: “Il 14 giugno faremo l’ultima festa poi rientreremo nella graduatoria di chi non ha una sede e saremo dirottate in altre strutture” il commento di Tiziana Leli.
 Ieri, dunque, la protesta dei genitori si è presto innestata su quella degli ormai noti figuranti de “La Comune” con uno striscione che ringraziava Dario Fo per il sostegno. “Attendiamo – spiega la direttrice artistica Elisa Forcato – che l’assessorato dia seguito ai propositi di mettere un freno allo spaventoso taglio di 64.000 euro negli ultimi due anni, il 30% della nostra attività”. Intanto è stata individuata la nuova sede in via Mendola. “Ci siamo rivolti al mercato privato come voleva il sindaco e avremo un esborso di 9.000 euro in più l’anno. Se le cose rimangono così il cartellone de “L’arte del far ridere” non potrà rimanere come lo abbiamo conosciuto”. Il primo cittadino, per la verità, auspicava la vostra autosussistenza. “Possiamo pensare di ottenerla solo mettendo i prezzi dei biglietti per gli spettacoli a 60,70,80 o 100 euro. Questo sarebbe davvero un bene per i bolzanini?”.
Alan Conti

Il Galilei inventa la bici che fa il frullato

Una pedalata nel mondo dell’energia e nella sua complessità. Gli studenti dell’Istituto Tecnico “Galilei” hanno portato ieri in piazza Matteotti il divertente risultato di un progetto curato negli ultimi mesi dalle classi 5C degli elettronici e 2A dei meccatronici nuovo ordinamento. In sostanza una bicicletta in grado di produrre un gustoso frullato da servire ai visitatori del Festival delle Resistenze. “La pedalata dei cittadini che vogliono collaborare – spiega lo studente Luca Zontin – attiva un alternatore in grado di produrre energia elettrica come quella che utilizziamo nelle abitazioni. Con quella alimentiamo il frullatore. Non solo, il sistema attiva anche un processore con una piccola schede elettronica di tipo “Arduino” che permette di utilizzare un display con quattro differenti funzioni”. Un’idea semplice con le sue belle difficoltà tecniche che sono servite per mettere i ragazzi alla prova sul piano tecnico, ma anche per costringerli a riflettere sulla tematica del risparmio energetico. “Abbiamo cercato di scegliere soluzioni che fossero il meno dispendiose possibili proprio per fare tesoro dell’energia prodotta dalle pedalate” le parole di Mirko Gallo e Davide Gottardi.
 Nel dettaglio la sezione di meccatronica si è occupata dell’assemblaggio meccanico delle biciclette, mentre i “colleghi” elettricisti hanno predisposto il meccanismo di alimentazione. Una sinergia che ai bolzanini è piaciuta parecchio considerando l’interesse dei passanti. In diversi si sono cimentati di buon grado con la pedalata considerato il frullato premio.
 Importante nella realizzazione del progetto è stato anche il centro giovanile “Sub” di Appiano che ha seguito da vicino lo sviluppo e ha fatto dell’approfondimento energetico uno degli obiettivi del proprio lavoro.  “Non è semplice affrontare certe tematiche con i ragazzi – le parole della referente Elena Dobosz – perché si tende a pensare che sia sufficiente premere un bottone per risolvere la questione”. Si tende, insomma, a uniformare il concetto di energia con quello di elettricità? “Esattamente, mentre è più difficile figurarsi la produzione da materia prima o la necessità di risparmiare quanto possibile”. Si entra a piedi uniti nel campo del superfluo. “Già, però è difficile concretizzarlo quando ti basta avere in mano uno smartphone per avere accesso a tutto. Questi ragazzi sono bravi perché hanno dimostrato notevole sensibilità abbinata a un autentico interesse tecnico. In occasione della Settimana dell’energia ad Appiano, sempre nell’ambito della piattaforma delle Resistenze, avevano realizzato un bel pannello solare. Si danno da fare e ci incoraggiano nel nostro lavoro”. C’è ancora molto da imparare: gli adulti non si sentano esclusi. Meglio pedalare.
Alan Conti