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lunedì 13 dicembre 2010

Gli artigiani: confinati ai margini del Mercatino per favorire i commercianti


di Alan Conti
zoom . BOLZANO. C'è il mercatino per eccellenza, simbolo dell'atmosfera natalizia, capace di attirare frotte di turisti e che nessuno si sognerebbe di spostare dalla sua sede storica di piazza Walther. C'è poi un altro mercatino, simbolo delle qualità artistiche, capace di attirare meno i turisti proprio perché dalla sua sede storica di piazza della Mostra è stato spostato in piazza Municipio. La differenza di attrattività, chiaramente, è evidente, ma c'è un altro elemento che andrebbe messa sulla bilancia della contrapposizione: uno dei due è il mercatino più antico d'Italia e dal 1970 porta a Bolzano artigiani da tutta la Penisola e dall'estero. Superfluo aggiungere che non si tratta di quello natalizio. Sono queste la ragioni che hanno fatto arrabbiare le bancarelle artigianali, che denunciano un calo dei clienti di almeno il 50% in conseguenza del trasferimento. Non solo, la nuova location è stata comunicata solo due mesi prima di partire con la rassegna e le ragioni sono state nebulose, anche se le più quotate sono legate alla necessità di non pestare i piedi alla terrazza del ristorante "Kaiserkron" e al nuovo punto vendita del re dei Loden "Moessner". «Lo spostamento - attacca Claudio Savoia - ci ha creato dei problemi evidenti. Con questa sistemazione siamo più dispersi e chi era abituato a visitarci in via della Mostra oggi non ci trova più. Le necessità del ristorante ci hanno spinto via e ne paghiamo le conseguenze». Luca e Manuele Procioni sono sconfortati: «E' curioso che per festeggiare il quarantesimo anno di vita della nostra esposizione ci abbiano confezionato una bella sorpresa. Il risultato è il calo degli affari». Ancora più drastiche Cristina e Linda Cantisani protagoniste, oltretutto, di un episodio che ha dell'inverosimile: «Qui abbiamo un giro di affari pari a circa il 25% di quello su cui potevamo contare in piazzetta della Mostra. Noi vendiamo bambolotti realistici e l'altro giorno è arrivata la polizia municipale chiedendoci i documenti e comunicandoci il divieto di prendere in braccio le nostre opere. Il motivo? Erano stufi di segnalazioni di un'ipotetica vendita di bambini al mercatino dell'artigianato. Incredibile». Barbara Fraccaroli propone un'analisi meno allarmista. «Ci vogliono almeno un paio di anni prima di dare un giudizio definitivo. E' vero, invece, che noi siamo spesso considerati come il mercatino di serie B, quello da frequentare solo dopo aver passeggiato in piazza Walther. Su questo bisognerebbe investire in termini di promozione e comunicazione nei confronti dei turisti». Denise Vannucchi racconta i due mesi antecedenti l'esposizione «quando ci hanno comunicato lo spostamento senza alcun preavviso. E' stato necessario rifare tutto l'impianto elettrico per metterlo a norma. Il calo dei visitatori, però, credo che sia legato più a un discorso generale: delle 100.000 persone viste in Centro nel giorno dell'Immacolata del 2009, infatti, quest'anno ho avuto la sensazione che ce ne fosse appena la metà. Sappiamo, comunque, che in piazza della Mostra c'era l'impalcatura del ristorante e la necessità di "Moessner" di avere un corridoio libero davanti al suo negozio. Bisogna valorizzare di più il nostro rapporto diretto tra artista e cliente, così come la qualità di questi prodotti». Biagio Pistone, siciliano doc, mostra di soffrire particolarmente il freddo. «Non solo quello - ride - ma anche la morsa della crisi che si sta facendo sentire. Per me è il primo anno, ma ho sentito diversi colleghi lamentarsi per il cambio di piazza». Chiusura per Dario Secli: «Il 50% di lavoro in meno è proprio il minimo calcolabile. Lo spostamento è stato penalizzante perché ci hanno tolto da quella che da sempre è l'ideale continuazione del Mercatino di Natale. Qui, inutile prendersi in giro, c'è molto meno passaggio. Chi viene da fuori non capisce come sia possibile che i desiderata di soli due esercenti, per quanto importanti, comporti lo spostamento di decine di artigiani che hanno scritto la storia di questi mercatini».
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