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lunedì 29 agosto 2011

Veleno al parco, mamme preoccupate


"Una polpettina avvelenata è una mina vagante e non si sa chi può colpire: può essere mangiata da un cane o da un bambino". La morte della piccola bulldog Golia dopo aver ingerito un bocconcino fatale nascosto nella sabbia dei giochi in via Parma ha scosso gli animi dei padroni di cani affezionati alla passeggiata lungo il fiume, ma preoccupa sensibilmente anche le mamme che accompagnano quotidianamente i bambini al parco. Inserire il veleno in uno spazio come la sabbiera, infatti, significa non farsi troppi scrupoli nel mettere in pericolo la salute stessa dei piccoli. Un bimbo di due anni, infatti, non ci pensa due volte a infilarsi praticamente tutto ciò che trova in bocca, specialmente quando intuisce che potrebbe trattarsi di qualcosa di commestibile. Ecco, quindi, che a Don Bosco monta la paura e si chiede un controllo approfondito da parte del Comune o delle forze dell'ordine. L'esasperazione di qualche esagitato, che si è già portato via la vita di una cagnolina di due anni, va disinnescata.
"Non è possibile - comincia Sandra Scalise - leggere certe cose. Abbandonare un bocconcino nella buca della sabbia è una mossa davvero criminale che mette in pericolo i bambini. Nessuno, infatti, mi assicura che un piccolo non decida di infilarsi in bocca la polpetta con il veleno: appena scoperta la notizia andava fatto un controllo a tappeto da parte di amministrazione e forze dell'ordine. Noi mamme ci sentiamo a disagio e abbiamo paura". L'avversione di qualcuno per i quattro zampe, insomma, rischia di diventare un problema di sicurezza sociale. "Va detto che alcuni padroni dovrebbero avere più educazione e non lasciare liberi gli animali in mezzo ai giochi dei bambini, ma di certo una reazione di questo genere è del tutto ingiustificabile. Lo stato delle strutture sotto ponte Palermo e i molteplici difetti del parco, comunque, testimoniano un certo disinteresse degli enti competenti". La sorella Tiziana Scalise scuote la testa: "Sono padrona di un cagnolino e adesso lo lego al guinzaglio e non lo perdo di vista un attimo. Sono anche una madre, quindi la preoccupazione raddoppia perchè rimane il dubbio che possa esserci dell'altro. Chi ammazza una bestia in quel modo, d'altronde, non è una persona che si fa particolari scrupoli di coscienza .
La triste fine di Golia, intanto, ha sollevato grande amarezza e preoccupazione alla "Gandhi Beach" lungo il fiume Isarco, autentico punto di ritrovo per decine di padroni della zona. "Ingiustificabile, intollerabile e opera di un malato di mente - il giudizio netto di Sergio e Doretta Tireni, anime della spiaggia e padroni di Charter - che andrebbe ricercato. Il problema, purtroppo, è legato all'intransigenza di alcune persone che fanno di tutta l'erba un fascio. I padroni educati che raccolgono le deiezioni e tengono il proprio cane in regola sono la maggioranza, ma bastano quei pochi che si comportano in maniera incivile a screditare tutta la categoria. Così, 99 volte su 100 si è costretti a prendersi reprimende ingiuste, ma se ci si trova al cospetto di un delinquente ecco che si spara nel mucchio cercando di ucciderne uno per educarne cento senza distinzioni. Non solo, il tutto mettendo seriamente a rischio la salute dei bambini che frequentano questi luoghi: ditemi voi se non si tratta di un atteggiamento criminale che merita un intervento". Nel loro piccolo, intanto, i frequentatori della spiaggia tentano di rasserenare la situazione. "A periodi regolari bonifichiamo ampie zone delle passeggiate da tutti gi escrementi lasciati da padroni maleducati. In questo modo cerchiamo di prevenire eventuali reazioni scomposte". Significativa, infine, la riflessione di Jessica Congiu nella duplice veste di mamma e proprietaria di tre cani. "Il fatto che il bocconcino avvelenato sia stato abbandonato nella sabbia per bambini mi ha molto impressionato e fatto riflettere. La mia paura, infatti, è che ci fosse la volontà di colpire anche i piccoli, altrimenti non si spiega come mai la polpetta non sia stata depositata all'interno di un'area cani. Non solo, a Bolzano siamo davvero a livelli invidiabili rispetto a educazione ed attenzione dei padroni: la convivenza, in larga parte, non è mai stata problematica.Ora, invece, la tensione aumenta e il fenomeno è davvero preoccupante".

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