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giovedì 3 marzo 2011

Gli stranieri: contiamo troppo poco


BOLZANO. La presenza di stranieri in Alto Adige aumenta di anno in anno, ma la considerazione politica, a detta loro, non cresce. Per una volta, quindi, gli immigrati hanno incrociato le braccia per chiedere di contare di più nei processi legislativi che, anche in Provincia, stanno portando a nuove normative (legge sulla casa e sull'immigrazione). Una richiesta avanzata con una lunga manifestazione, caratterizzata dalla musica (parecchie le proteste dei residenti per l'eccesso di rumore) e coordinata dalla "Rete per i diritti dei senza voce", che si è tenuta ieri in piazzetta della Mostra, nel cuore della città. Lo scarso coinvolgimento delle associazioni e dei Comuni non piace agli extracomunitari che chiedono chiarimenti al Pd, da sempre considerato vicino, e accusato di poca trasparenza. All'iniziativa hanno partecipato il sindaco Luigi Spagnolli e l'assessore alle politiche sociali Mauro Randi. All'apertura ufficiale presenti, invece, rappresentanti di Sel, Rifondazione e Verdi. «Non capisco - esordisce Mani El Houssin - per quale motivo sia stato soppresso l'osservatorio sugli stranieri». Guarda agli organi rappresentativi anche Adim Qassaoui: «La nostra consulta è troppo debole. Il semplice potere consultivo, infatti, è utile solo alle forze politiche per imbellettarsi e ci priva di qualsiasi incisività». Un occhio alla scuola, invece, lo lancia Shaheer Adejid. «Si concede poco spazio allo studio delle nostre culture d'origine, mentre l'educazione civica è ancora materia troppo sottovalutata in Italia. Per gli adulti, invece, si pretende una conoscenza approfondita della lingua per rinnovare i permessi di soggiorno, salvo poi non organizzare nessun tipo di corso che possa esserci di aiuto. Lasciamo perdere, inoltre, la discriminazione nella distribuzione del sussidio casa». Anas Old si rivolge direttamente alla giunta provinciale auspicando «una relazione tecnica sulla legge che hanno intenzione di promulgare. Le basi di questa nuova regolamentazione sono lontane dalla nostra realtà». Ad essere vicino, invece, spesso è il mondo dell'associazionismo. «Senza dubbio - conferma Abdella Gaminami - molte organizzazioni sono per noi un punto di riferimento. La politica, forse, dovrebbe lasciare loro maggiore spazio. La Provincia, oltretutto, tende ad accentrare tutto il potere decisionale nelle proprie mani, delegando troppo poco ai Comuni che, diciamoci la verità, sono le vere istituzioni capaci di ascoltarci». Cerimonieri della manifestazione le coordinatrici Elisa Pavone, Lara Teodora e il presidente della "Rete per i diritti dei senza voce" Amir Sadeghi. «Abbiamo redatto una bozza, dove riportiamo i principi fondamentali che vorremmo vedere rispettati nella nuova legge e alcune proposte di emendamento. La piattaforma era stata letta con molto interesse dall'ex assessore provinciale Barbara Repetto, invece Roberto Bizzo ci ha ascoltato, ma solo per pura formalità dato che poi ha fatto ciò che voleva». Le parole di Sadeghi sono abbastanza affilate e puntano dritto al cuore. «Oggi incassiamo il sostegno dei sindacati, di numerose associazioni, artisti, musicisti, insegnanti, buona parte della sinistra, ma manca il Partito democratico. Chiediamo che ci chiariscano le loro intenzioni nei nostri confronti. L'assessore Bizzo, per esempio, si muove secondo una politica concordata dal partito e che non condividiamo oppure è un battitore libero con delega piena sul tema? Nel secondo caso, ci spieghino a cosa serve allora la loro sezione dedicata agli stranieri. In questa trafila ci sono troppe contraddizioni». Tra i partecipanti, comunque, spunta pure qualche italiano come Luca Serafini e Francesco Ciriello: «Giusto supportare gli stranieri che chiedono maggiore considerazione». Un cartello, infine, riporta delle cifre eloquenti: «Nel 2008 il pil della Provincia di Bolzano era composto dall'8,8% di ricchezza derivante da occupazione straniera, pari a 3,7 miliardi di euro (dati Caritas). I servizi per gli immigrati, invece, sono stati finanziati con 700 milioni».

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