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mercoledì 28 dicembre 2011

Il Concorso allarma i docenti precari


Il posto di ruolo è sempre più una battaglia tra precari

BOLZANO. Un sasso nello stagno che ha messo in agitazione il mondo della scuola altoatesina. La proposta di reintroduzione dei concorsi nel reclutamento dei docenti avanzata dal ministro all’istruzione Francesco Profumo fa discutere anche in Alto Adige, dove il meccanismo di assegnazione delle cattedre è da sempre tasto molto delicato. Dare un’opportunità ai giovani che non possiedono l’abilitazione all’insegnamento e svecchiare i corpi docenti sono le ratio per la reintroduzione di un’iniziativa abbandonata nel 1999: necessità, però,  tutte da verificare sul nostro territorio. Attorno alla dichiarazione del ministro, comunque, c’è molta confusione e la stessa Sovrintendenza attende il passaggio delle Feste per sedersi attorno a un tavolo e capire come, dove e se intervenire. Antenne dritte, però, per quelle centinaia di insegnanti di ogni grado già inserite in graduatoria e preoccupate di ritrovarsi scavalcate oppure condannate a un imbuto ristretto verso la messa in ruolo. Per assurdo ci sono casi di insegnanti di appena trent’anni, con anni di servizio alle spalle, che rischiano di vedersi saltare il banco a pochi passi dal traguardo pur rientrando pienamente nella categoria “giovani in grado di svecchiare il corpo docente”. Dall’altra parte, invece, decine di persone che da anni si siedono dietro una cattedra ma che, sia per mancanza di una laurea sia per l’improvvisa soppressione del vecchio corso abilitante SSIS, sono sempre rimaste giocoforza fuori dalle graduatorie. Nel mezzo, il vecchio timore di una calata generale di insegnanti da tutta Italia verso i concorsi altoatesini dove c’è più lavoro e la busta paga è più lauta a fronte di un monte orario più corposo.
 "Credo sia davvero troppo presto per comunicare decisioni definitive – spiega la Sovrintendente Nicoletta Minnei – dato che vanno chiariti molti aspetti di questa iniziativa ministeriale. Nella nostra provincia, comunque, la quota di docenti non abilitati rimasti fuori dalle graduatorie non ha le proporzioni che leggo nelle dichiarazioni di Profumo riferite all’intero territorio nazionale. I sindacati di categoria ci hanno già chiesto delucidazioni e dopo le Feste ci siederemo a un tavolo e cercheremo di capire, eventualmente, l’inserimento di questo meccanismo nel nostro reclutamento. Al momento, comunque, mi sembra improbabile ipotizzare grandi stravolgimenti nelle assegnazioni per l’anno scolastico 2012/2013". Presi in contropiede, come detto, anche i sindacati. "Eravamo ancora in attesa di capire e comprendere gli sviluppi dei nuovi decreti del ministro Gelmini – attacca Donatella Califano della Cisl Scuola - per i corsi abilitanti dopo l’abolizione della SSIS ed ecco questa novità assai confusa. Non si capisce, sostanzialmente, il destino degli eventuali vincitori di concorsi: confluirebbero in un’unica graduatoria allargata? Formerebbero una lista parallela capace di concorrere alle immissioni in ruolo secondo il meccanismo “a cerniera” uno di qua e uno di là? Le risposte, ovviamente, cambiano le prospettive di molti". I docenti delle graduatorie, però, sono sobbalzati. "I precari sono stufi di vedere continuamente cambiare le regole – conclude la sindacalista - del gioco e quindi sono molto attenti e preoccupati. Il timore è quello di vedersi scavalcati dopo anni di servizio. Anche qui, comunque, esiste una buona quota di insegnanti che sono rimasti fuori graduatoria: penso, per esempio, ai circa 200 docenti che possiedono solo il vecchio diploma magistrale e non possiedono abilitazione". 
Alan Conti

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