Cerca nel blog

domenica 25 marzo 2012

La divisa? Roba da donne


Tre carabinieri durante l'incontro tenutosi al Circolo Ufficiale (foto Valletti)
Al Circolo Ufficiali l'incontro tra l'assessore Bizzo e alcune rappresentanti delle forze dell'ordine. "Siamo una risorsa in più" e la bella notizia è che è sembrato un incontro inutile.

BOLZANO. Fiocco rosa sulle divise per migliorare l’operato delle forze armate e dell’ordine. Municipale, alpini, guardia di finanza, polizia e carabinieri: nessuno, giustamente, chiude più le porte alle donne e in molti hanno compreso il potenziale qualitativo di questa scelta. Ieri l’assessore provinciale Roberto Bizzo ha voluto incontrare alcune rappresentanti delle agenti per raccogliere la loro esperienza a pochi giorni dalla festa della donna. La buona notizia è che è sembrato un incontro non necessario: la presenza femminile nelle forze dell’ordine, infatti, è ormai considerata abituale da buona parte della popolazione, sicuramente non un evento eccezionale. Oltre ogni retorica, quindi, il bello è scoprire come la loro presenza possa arricchire il lavoro di chi fa rispettare le regole o protegge la popolazione.
 "Fortunatamente – comincia la coordinatrice della viabilità esterna della municipale Stefania Gobbato – ormai nel nostro campo la differenza la fanno le qualità professionali e non certo il genere. Ovviamente siamo tutti responsabili delle stesse mansioni, ma è innegabile come ci possano essere situazioni dove la sensibilità, l’intuito e la disponibilità all’ascolto delle donne può diventare una risorsa in più. Penso, per esempio, a quando abbiamo a che fare con i minori o con le donne vittime di violenza: è logicamente più facile per loro aprirsi se di fronte avvertono solidarietà femminile. Altrettanto onestamente bisogna riconoscere che possono esserci attività più indicate per gli uomini". Basta, insomma, alla solita retorica del farsi rispettare o della vita di caserma: il gentil sesso vuole essere semplicemente una risorsa in più. Concorda pienamente la dirigente del Commissariato di polizia a Merano Cinzia Celluci. "Io fui una delle prime a entrare nelle forze dell’ordine e posso dire che adesso la situazione si è modificata. Abbiamo aperto una strada e giustamente in molte ci hanno seguito. Onestamente non abbiamo incontrato particolari problemi e le pari opportunità sono sempre state rispettate, in particolare in una realtà come quella altoatesina. Ora dobbiamo tutte insistere nella realizzazione di tutti i nostri obiettivi, ma è altrettanto importante che nessuna di noi perda mai la propria femminilità. Arruolarsi non deve mai essere considerata una rinuncia a qualcosa". Poco più in là il capitano Alessia Elia ha lo stesso identico umore, ma la divisa di un altro colore. "Sono entrata in guardia di finanza perché fin da bambina è stata una passione che ho coltivato in famiglia. Sono sempre stata contenta e orgogliosa della scelta che ho fatto. Le operazioni che ci sono assegnate, comunque, possono tranquillamente essere svolte da uomini e donne senza distinzione". Curiosa, invece, la testimonianza di Raffaella Viscolo del reggimento alpini di Vipiteno impegnata nei mesi scorsi in missione in Afghanistan. "E’ stato bello confrontarsi con le donne locali incuriosite dalla nostra presenza. In molte ci hanno chiesto come fosse possibile che in Italia si concedesse alle donne la carriera militare: è stato un vero e proprio scambio culturale. Chiaramente si sono spinte al dialogo proprio perché siamo donne e in questo senso possiamo essere molto preziose in determinati scenari". Efficace, dal canto suo, l’intervento del carabiniere Fiorenza Milani: "Ci chiedono spesso della nostra condizione in un ambiente prettamente maschile. Bene, è esattamente come quando da piccoli si gioca a pallone in cortile: esistono le squadre miste e ognuno svolge al meglio il proprio ruolo per raggiungere l’obiettivo della vittoria. Non ci si pone il problema della differenza di genere". Chiusura con Cristina Benussi della Croce Rossa Italiana: "Noi svolgiamo un ruolo più socio-assistenziale, ma è giusto rendere omaggio anche a chi si spende con passione in questo genere di volontariato". 
Alan Conti

Nessun commento:

Posta un commento