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martedì 15 maggio 2012

Veci, pellegrinaggio alla Huber

Un'immagine d'epoca della Huber
Alla caserma di viale Druso un continuo viavai di penne nere curiose di riscoprire i luoghi della naia. Gli inflessibili militari, però, fino all'ultimo non aprono i cancelli.



BOLZANO. Per un paio di giorni si sono dati periodicamente il cambio, appollaiati al cancello giallo e verde cercando di comprendere i perché di tanta chiusura. La caserma Huber è costante meta di pellegrinaggio dei veci che dietro quelle mura di viale Druso hanno passato dodici lunghi mesi di naia. Vogliono vedere come è cambiata, rispolverare emozioni gettando lo sguardo su un qualche particolare rimasto intatto nel tempo, ma solo ieri pomeriggio hanno potuto farlo liberamente. Oggi, infatti, la naia non c’è più e dietro le piccole cabine all’ingresso ci sono solo militari professionisti: per loro sbarrare il passo a chiunque non sia autorizzato è prima un ordine e poi un lavoro, zero sentimentalismi. Paradossalmente l’eccezionalità della festa alpina rimane fuori dall’uscio proprio nella caserma delle penne nere. I pensionati delusi che allungano il naso tra le sbarre fanno stringere il cuore: qualcuno prova addirittura a mostrare ai piantoni le foto d’epoca con una supplica: "Guardi, 40 anni fa ero lì al suo posto, le chiedo solo una sbirciatina veloce. Ricordo ancora gli inverni passati in questo piccolo spiazzo a guardare la gente che passava, immaginarsi le loro vite e comunque godersi un’esperienza preziosa. Sono momenti che si apprezzano di più una volta cresciuti". Nessuno spazio, però, per la nostalgia dall’altro lato che veloce deve essere la reprimenda perché la mano, no, il vecio non deve metterla così vicino alla cabina: se ne resti al suo posto. Nel pomeriggio di ieri, finalmente, il parziale rompete le righe con gli alpini accettati nella caserma: un tuffo nei ricordi per chi ha avuto la fortuna di arrivare al posto giusto nel momento giusto. Per gli altri ci sarà una prossima volta, ma quanto distante appare l’accoglienza festosa degli attendamenti con quel signore invitato a non recarsi all’interno della Huber con i pantaloncini corti perché "potrebbero esserci delle autorità". Lo spirito dell’Adunata è libero per la città, non sta in caserma.
Alan Conti

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