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giovedì 15 agosto 2013

Canguro, il fallimento prima del bidoncino

Allora in pochi se ne accorsero, ma il primo passo verso il bidoncino fu il canguro di piazza Matteotti. Inaugurato in pompa magna qualche anno fa e salutato come la sperimentazione in grado di dare nuove prospettive al sistema di raccolta rifiuti cittadini oggi questo bidone interrato oltre che un foro per terra, pare più un buco nell’acqua. Disfunzioni, letture errate delle tessere magnetiche, difficoltà nel conferimento e cambio di schede sono solo alcuni degli intoppi denunciati dai residenti della zona. Già perché per una manciata di condomini sulla piazza questo sarà il bidoncino vero e proprio che, a differenza del resto della città, continuerà ad essere su base familiare e non condominiale. Mentre il dirigente dei servizi ambientali di Seab Francesco Gallina, in ossequio al mantra dell’ottimismo a ogni costo sfoderato in questi giorni, spiegava al giornale “Alto Adoge” come tutto fosse perfettamente funzionante qualcuno in zona la pensava in modo diverso.
“Purtroppo non funziona mai – racconta un residente – e la situazione è piuttosto caotica. Anche oggi è tutto inchiodato, ma ormai ci stiamo facendo l’abitudine se non fosse che adesso si tratta del nostro bidoncino condominiale. Purtroppo una volta constatato il malfunzionamento sul posto siamo costretti a riportarci a casa tutta l’immondizia. Noi perché cerchiamo di essere il più possibile civili, ma molti esausti abbandonano il sacchetto per strada, a fianco al canguro”.
La consigliera comunale di Fratelli d’Italia Mariateresa Tomada, intanto, ha raccolto le lamentele di altri residenti scocciati per la mancata informazione da parte di Seab di un cambio delle tessere magnetiche che ha messo fuori uso le vecchie senza inviare le nuove per posta, ma costringendo gli inquilini ad andare a recuperarle direttamente in via Lancia. Sarebbero dettagli, probabilmente, di fronte a un meccanismo perfettamente funzionante come quello descritto da Gallina senza riscontri negli utenti. Con una differenza: quelli che lo usano sono i secondi.
Alan Conti


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