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lunedì 9 settembre 2013

Spaccio internazionale di cocaina colombiana, Bolzano la base

Un'organizzazione di spaccio internazionale strutturata in modo complesso, in gran parte poggiata su un nucleo colombiano, è stata fermata in un'operazione congiunta tra Polizia e Carabinieri. Dodici arresti e tre chili di cocaina il consistente bottino. Nove i soggetti arrestati durante l'indagine chiamata "El Nino", due latitanti, altri 18 denunciati e un arresto ancora da concretizzare per la fuga in Spagna del responsabile. Probabile la richiesta di una rogatoria internazionale. 
La banda smerciava la droga su tutto il territorio regionale, non a caso una piccola parte dell'indagine si è soffermata a Trento. Essendo tutti sudamericani mantenevano una fitta rete di contatti con i Paesi d'origine, in particolare la Colombia, e si facevano mandare quantità non enormi di droga importandole, peró, non direttamente dalla Colombia, bensì dal Venezuela, Costa Rica, Ecuador o Repubblica Dominicana. Ingegnosi i metodi di trasporto: tre etti di cocaina, per esempio, venivano spostati trasformandoli in scatole un poco più pesanti del normale con all'interno souvenir. Di fatto la sostanza non era celata, ma palese, permettendo un'elusione abbastanza semplice dei controlli aeroportuali. Gli scali, ovviamente, erano di dimensioni minori ma non Bolzano. Cocaina liquida era invece nascosta all'interno dei diluenti. 
L'operazione è partita dal fondo, ovvero dai corrieri della droga, che sono stati eliminati capillarmente levando, di fatto, le gambe al corpo dell'organizzazione per poi passare alla testa con le ordinanze di custodia eseguite nel weekend. La durata è di sei mesi. Otto gli arrestati a Bolzano. Saa Bonilla Carlos Enrique e Henry Ferdinando Torres erano i responsabili dell'organizzazione bolzanina e si occupavano di reperimento e importazione poi ceduto ad altri membri. Andres Mauricio Villegas Ospina , Juan Josè Mosquera e Valencia Tulande e Miguel Antonio Nunez Peralta si occupavano dello spaccio al dettaglio. Yanira Perez Garces, compagna di Torres, si occupava del confezionamento. Coinvolto marginalmente anche un ragazzo bolzanino: Matteo Renna. L'appartamento centrale di stoccaggio e smistamento era in viale Trento: un locale in affitto. Il tutto era all'interno di un trolley in una cantina di proprietà di un colombiano arrestato a marzo scorso per detenzione e che rientra tra i denunciati. Ottanta euro al grammo il prezzo dello spaccio che avveniva per strada nella zona stazione e di viale Trento o per telefono: una cifra abbastanza alta per il mercato bolzanino dato che se ne trovano anche a 30 o 40. Il rincaro è nell'ordine del 40%, valore chiaramente legata alla purezza con una percentuale alta di 27-28%. Gli effetti dello sballo, chiaramente, sono accentuati. Non peregrino, insomma, ipotizzare una clientela piuttosto facoltosa. Diverse le intercettazioni telefoniche utilizzate, anche sfruttando mezzi sofisticati.
Le maggiori difficoltà investigative si annidavano, invece, nella necessità di tenersi il più possibile nascosti. L'imbeccata, invece, è arrivata dai controlli di prassi sul territorio. Prosciugati i canali bolzanini i responsabili bussano alla porta trentina presso Pablo Josè Polanco, la compagna Altagarcia Ortiz Suero ed Enzo Eccher. È qui che si chiude il cerchio in modo definitivo.
Tutti i dettagli sono stati trasmessi alla DDA di Trento e poi rimessi al Gip. A carico dei maggiori responsabili, peró, le emissioni di custodia cautelare sono state formulate velocemente e senza troppe obiezioni. Eccessivo, peró, parlare di allarme cocaina sul territorio.
L'occasione è stata immediatamente colta al volo per mettere in vetrina l'unione delle forze tra via Dante e Largo Palatucci rappresentata simbolicamente dalla presenza del questore Lucio Carluccio e il Comandante dei Carabinieri Giuliano Polito. In fondo tra le due caserme passa solo una strada.
Alan Conti





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