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sabato 6 novembre 2010

Ladri nel bar: scassinate le slot


BOLZANO. Ancora un furto presso un bar. Nella notte tra sabato e domenica malviventi si sono introdotti nel bar «Joben» di via Alessandria. Nel mirino dei ladri sono finiti nuovamente i videopoker. La titolare conferma che è stata spaccata la macchina che cambia i soldi utilizzati per il gioco della slot-machine. Indagano le forze dell'ordine. I videopoker continuano a essere il bottino preferito per piccoli furti all'interno dei bar. L'ultimo episodio risale a sabato notte in via Alessandria, quando al bar «Joben» è stata sottratta la macchina cambia soldi utilizzata per il gioco delle slot. E' lì, infatti, che si nascondono i tagli grandi delle banconote che, a differenza delle singole monete, non si dividono nelle varie postazioni di gioco. La titolare conferma il furto «avvenuto durante la notte». E continua: «L'intero macchinario è stato asportato e portato via. Danni? Ancora non abbiamo stime precise». Si parla, però, di alcune migliaia di euro. Per accedere nel locale, comunque, i ladri hanno utilizzato una porta sul retro che si affaccia solo sui cortili interni delle case popolari: un angolo di buio particolarmente tranquillo per agire senza farsi notare. All'ingresso dei ladri sembra si sia inserito anche l'allarme, ma il rumore non ha intimorito i malviventi che hanno comodamente continuato il lavoro, scassinando la piccola colonnina della cassa, per poi allontanarsi indisturbati. Via Alessandria, insomma, balza ancora una volta agli onori della cronaca e si tratta solo dell'ultimo episodio di una catena fatta di vandalismi, schiamazzi notturni, spaccio e piccoli furti. Ma non è neanche la prima volta che i bar finiscono nel mirino dei malviventi. Solo due mesi fa una banda di stranieri era riuscita a scassinare diversi bar, distruggendo e portando via i soldi dalle macchine da gioco. La banda aveva smesso di colpire solo dopo che le forze dell'ordine erano riuscite a identificare i malviventi. Questi ultimi si erano fatti riprendere dalle telecamere della piscina comunale di Bolzano pensando di non essere visti.
Alan Conti

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