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lunedì 16 agosto 2010

Via Resia: a San Pio X chiesa chiusa per lavori Cantiere da 800 mila euro


Alto Adige — 15 agosto 2010 pagina 16 sezione: CRONACA

BOLZANO. La chiesa di San Pio X oggi è un grande cantiere, dove altare e tabernacolo sono avvolti da panni e cartoni di sicurezza che ne preservino bellezza e sacralità. Nel piccolo giardino d’entrata, rivolto verso via Resia, una ruspa scava il terreno e lungo tutto il perimetro la recinzione di protezione. Il centro spirituale, che serve circa 10.000 fedeli tra Don Bosco e Casanova, vive in questi giorni un profondo e costoso rinnovamento. I fedeli, dunque, si ritroveranno tra qualche settimana una chiesa con una faccia nuova seguendo una richiesta di riqualificazione che già in passato era stata avanzata dalla parrocchia. Chiave di volta dell’intero lavoro, sotto la spinta e il controllo di don Ulderico Quaresima, è la funzionalità della struttura che nel progetto ideato dall’architetto Ronca quarant’anni fa era passata forse in secondo piano rispetto alla modernità della struttura esterna. A guidarci nel cantiere ci pensa lo stesso Don Quaresima. «La moquette originale - spiega - era ormai obsoleta, quindi provvederemo a cambiarla del tutto, posizionandone una nuova di colore bordeaux. Contestualmente installeremo un nuovo e moderno impianto di riscaldamento con pannelli radianti posti sotto il pavimento che sostituirà il vecchio ad aria. Un bel salto in avanti dal punto di vista del comfort». Solo la moquette costerà 49.500 euro, in parte coperti dalle donazioni dei fedeli, in parte da quelle della Fondazione di alcune banche che stanno sostenendo il progetto. Lo studio dell’architetto Lucia Lazzarini, responsabile dei lavori in collaborazione con l’ingegnere Antonio Peretti, si è concentrato per risolvere alcuni problemi registrati durante le funzioni religiose. Su tutte l’eccessiva altezza del presbiterio e una ricollocazione del tabernacolo. «L’altare - continua Quaresima - sarà abbassato al livello dei banchi e portato più indietro rispetto alla sua ubicazione precedente, mentre il tabernacolo sarà posto sotto il crocifisso, con l’eliminazione dei banchi. Si creerà così un luogo di aggregazione per momenti di preghiera e adorazione. Sarà realizzato anche un nuovo ambone, che sarà spostato e riprenderà i motivi architettonici dell’altare». Libero accesso garantito anche ai disabili. «Era necessario permetterne la circolazione senza ostacoli in tutti gli ambienti della chiesa. È per questo che ci siamo ingegnati per installare un piccolo ascensore dietro alla sagrestia che permetta di fermarsi ai piani corrispondenti la cripita e, logicamente, la stessa sagrestia. Un atto doveroso sia per le nuove norme sia perchè la Chiesa deve essere la prima a mostrarsi sensibile verso determinate tematiche sociali. Non è stato facile, non lo nascondo, ma ne andiamo particolarmente fieri». Se l’Ecclesia affonda le sue radici nel passato, ciò non toglie che si possa guardare anche al futuro, adottando soluzioni all’avanguardia. «L’impianto di illuminazione - racconta quasi imbarazzato Quaresima - sarà ultramoderno con un sistema di led e piccoli faretti che illumineranno il soffitto. Al di là della bellezza, comunque, è funzionale al fatto che la chiesa vive momenti e cerimonie in cui il trionfo della luce deve essere consistente e altre in cui si preferisce un ambiente soffuso e raccolto. Ovvio che la possibilità di modulare l’illuminazione è una opzione che migliora il nostro servizio ai fedeli e la comunità». A latere della complessa opera di rinnovamento ci saranno anche piccoli interventi di ripulitura delle perline di legno, restauro delle vetrate, pittura esterna e la posa di un nuovo impianto elettrico. Il progetto, intanto, ha incassato l’approvazione della Curia, delle Belle Arti e dell’ufficio Tutela degli insiemi. Le note dolenti, però, arrivano quando si parla di pecunia. «Il preventivo è di 760mila euro, di cui 220mila saranno messi a disposizione dalla Provincia e 198mila dal Comune. Vista la spesa, comunque, abbiamo diviso l’opera in due lotti: il primo per un costo di 600mila euro e il secondo di circa 200mila. Chiaro, però, che chiediamo aiuto anche ai fedeli che, nel frattempo, ci hanno dato una grossa mano per la moquette». La fine dei lavori, in uno stato piuttosto avanzato, è fissata per settembre. «Il prossimo mese - conclude Quaresima - contiamo di fissare l’inaugurazione. È una speranza fondata. I fedeli sono contenti dei lavori, anche se una parte di contrari va registrata per ogni iniziativa». I contrari, infatti, non tardano a farsi sentire: «Con tutti i problemi che ha questa zona - ci racconta una signora nei pressi della chiesa - e gli interventi necessari in città forse questi lavori non erano una priorità assoluta». Nel frattempo, comunque, le celebrazioni si tengono nella sala don Daz mentre per i funerali si è scelto di occupare temporaneamente la chiesa Corpus Domini. © RIPRODUZIONE RISERVATA - Alan Conti

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